sabato 11 maggio 2013

I premurosi consigli di Hans Küng a Francesco tradotti in italiano da Repubblica in spagnolo da El Pais ed in francese da Le Monde

Chi volesse rileggere il post dedicato ai consigli non richiesti ed i nostri commenti puo' andare a questo indirizzo.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

In effetti al povero Kung non poteva capitare una disgrazia maggiore di un papa come questo: che sa benissimo come suonare il piffero. Dopo le suore, pardon, le madri americane, anche i professori germanici sono in sofferenza senza più troni e camauri cui attaccarsi. Insomma era solo una questione di "look", a nessuno è venuto in mente che PB soffre il freddo in testa.Eufemia

Raffaella ha detto...

Bravissima, Eufemia!
In fondo mi fanno tenerezza questi professori e teologi.
Non potendo attaccare Ratzinger sul piano delle idee (essendo Benedetto infinitamente superiore a loro), si attaccavano al camauro, al trono, alle scarpe rosse, al pastorale, alla mozzetta etc.
Ora si attaccano al tram :-)
R.

mariateresa ha detto...

consiglio a kung di inviare il suo contributo anche a questo sito

http://www.sganawa.org/book/export/html/80

Nessuno meglio di Kung è più competente su questo tema e nessuno più di lui ha dedicato la vita a immedesimarsi in questo magico mondo.
Quanto alle redazioni dei giornali che si precipitano a tradurlo e diffonderlo come se lui fosse a metà strada tra la stele di Rosetta e Mosè, posso, a mia volta suggerire di inaugurare una raccolta speciale a puntate, da allegare ai giornali, dal titolo "Le cose che ci interessano di meno al mondo" nella quale, va da sè, inserire come epitome universale questo pen(s)oso articolo.

Raffaella ha detto...

Grande Mariateresa :-)
R.

mariateresa ha detto...

una risata lo seppellirà.

Stiletto ha detto...

C'era una volta il brillante teologo svizzero Giovannino Küng che discettava di teologia in televisione e sui giornali ponendosi in opposizione al suo ex collega Ratzinger.
C'era una volta anche quel Küng che veniva invitato dal Papa a cena per parlare di massimi sistemi.
Non ho mai condiviso una parola dei ragionamenti del teologo svizzero ma le sue argomentazioni erano comunque da leggere perché venivano da uno studioso di un qualche spessore.
Ora Hans si è ridotto a scendere al livello dei commentatori televisivi salottieri e a parlare di conti lasciati in sospeso negli alberghi, di mitrie non gemmate, di troni vuoti, di scarpe nere, di camauri lasciati negli armadi, di gite in bus e di benedizioni ricevute e non date.
Restano immutate solo le minacce. Se il Papa Francesco non seguirà i suoi preziosi consigli sulle suore piuttosto che sul celibato orde di cattolici si ribelleranno.
Non si rende conto che queste minacce suonano ridicole nel mezzo della primavera galoppante dopo l'inverno, l'aria pulita e la rivoluzione dello zucchetto scambiato.
Perdendo Ratzinger siamo stati privati del dono più grande di Dio alla Chiesa negli ultimi secoli ma anche i teologi alla Küng non possono essere felici.
Non ce lo vedo a discettare di peperoni, spray, tintorie o baby sitter.
La rinuncia di Benedetto XVI l'ha ridotto al silenzio ma la stessa sorte spetta ai teologi suoi antagonisti.
Ora come ora non c'è nulla di cui discutere.