domenica 9 giugno 2013

Papa Francesco all’Angelus: il Cuore di Cristo è un simbolo reale, non temiamo di avvicinarci a Lui, che sempre ci perdona

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IL TESTO DELL'ANGELUS

14 commenti:

Stiletto ha detto...

Una domanda senza polemica: quando Francesco parla di misericordia, di un Dio che perdona qualunque peccato si riferisce anche ai sacerdoti che si sono macchiati di abusi?
Basta chiedere perdono per essere perdonati?
E come si concilia ciò con un mondo che non chiede mai perdono di nulla?
Quello del Papa è un bellissimo discorso che viene applaudito da tutti.
Ma solo quattro mesi fa le stesse, medesime, parole sarebbero state intese come il classico colpo di spugna sui peccati della Chiesa Cattolica.
Perdono sì, perdonismo generalizzato no.

Eugenia ha detto...

Cobdivido stiletto

Jiansenius De Ypres ha detto...

Si riferisce anche a loro del resto non è un mistero per nessuno che i gesuiti hanno aggiustato la morale. Ciò che la Chiesa ab immemorabini considerava peccato loro l'hanno ridotto a venia...

Anonimo ha detto...

O.T.Raffy,appena visto su rai 1,uscito il libro postumo di gallo 'Il mio cammino con Francesco'....no comment.

mic ha detto...

E' un discorso bellissimo e anche vero, ma è monco. Non ha mancato di citare "se ci mostriamo col nostro peccato", quindi la consapevolezxa del peccato c'è. Ma in tutti questi ditirambi sulla misericordia avete mai sentito pronunciare "pentimento", dolore per aver sciupato il disegno di Dio, "riparazione"?
Se alle persone non glielo si dice, acquistano il giusto rapporto col Signore e con la propria vita?

laura ha detto...

Dice sempre le stesse cose....... e non spega nulla.

carmelina ha detto...

stiletto, ho notato che Francesco quando parla di peccato traccia una distinzione netta tra peccatori e corrotti. i primi, da quello che ho capito, sono degni di misericordia ecc ecc. i secondi no. tra i secondi e' chiaro che Bergoglio mette gli sfruttatrori delle miserie altrui, gli speculatori, i corruttori, cioe' tutti quelli che agendo per avidita' affamano il popolo. credo di aver capito che bergoglio consideri i poveri come un parametro per distinguere chi e' peccatore da chi e' corrotto. ecco questa (da me presunta) visione mi sembra troppo limitante, assolutoria nei confronti del popolo. in una societa' classista la popolazione reietta, perche' assoggettata ad un regime elitario, incarnava ragionevolmente l'immagine del povero di san martino. ma in una societa' post-moderna contaminata e contaminante dove ricchezza e poverta' non corrispondono piu' a categorie sociali cristallizzate, la figura del popolo alla jean valjean de I miserabili fa ridere i pollli. il popolo ormai e' una massa informe e magmatica in perenne trasformazione che sa fare solo due cose: fagocitare e defecare. prenderlo come un'entita' con un'anima e un cuore pulsante e' da ingenui. a questa entita' non solo manca il cuore ma anche il cervello. l'unico organo pensante in suo possesso e' lo stomaco. e quel tipo di organo e' come una pianta carnivora: imprigiona al suo interno, corrode e scioglie tutto con i succhi acidi. Benedetto era totalmente indigeribile per quello stomaco e veniva puntualmente rivomitato.....DIO QUANTO MI MANCA. QUANBTO MI DIVERTIVA QUELLO STOMACO IMBARAZZATO IN PERENNE CONATO DI VOMITO CON BENEDETTO. UN'OMBRA DI UMANITA' IN UNA MOSTRUOSITA' INFORME.

Anonimo ha detto...

Beati voi, evidentemente avete meno bisogno della misericordia di Dio di noi poveri pescatori...

Anonimo ha detto...

Ha detto che per quanto riguarda la pedofilia vuole continuare il percorso di Ratzinger, quindi non mi sembra servano spiegazioni. Se poi come aà solito si vuole sempre bvdere il male in tutto quello che fa e dice ( mettendo le mani davanti con il finto " non voglio sollevare polemiche") questo è un problema vostro.

Anonimo ha detto...

non é vero che Gesu' perdona tutto, é disposto a perdonare tutto, il che é diverso, spetta a noi ravvederci e cambiare vita. l'esempio dell'adultera, ma anche i fratelli, che se volevano essere perdonati, dovevano riappacificarsi PRIMA di andare dal giudice, altirmenti il giudice non li avrebbe perdonati.
Da un lato la curia vuole girare pagina con le cose negative(quasi fosse ratzinger che si divertiva a gettar *** sulla chiesa e non loro). bergoglio é convinto che dando l'esempio di "povertà" tutti cambiano(il che nella migliore delle ipotesi in cui tutti cambiano, vuol dire amnistia per tutte le colpe pregresse, nel caso più scontato in cui tutti rimangono come prima, vuol dire riiniziamo a mettere la polvere sotto il tappeto, peggio per il suo successore che ci andrà di faccia su quel tappeto, tanto sarà la polvere accumulata.

Max

sam ha detto...

Se fosse quello indicato da Carmelina il discrimine tra peccatori e corrotti, sarebbe negata la Sacra Scrittura, perchè con quel criterio i pubblicani e cambiavalute frequentati e convertiti da Gesù sarebbero rientrati a pieno titolo tra i secondi, infatti erano proprio gli speculatori e i ricconi del tempo affamatori dei poveri. Una razza che mostrava molta più disponibilità al pentimento e alla conversione degli ipocriti scribi e farisei che invece si ritenevano giusti.
Quando Giovanni nelle sue lettere parla di "anticristi", si riferisce ad apostati ed eretici, a coloro che "prima erano con noi, ma non erano veramente dei nostri" perchè "è chiaro che non tutti quelli che sono con noi sono dei nostri"(1 GV 19), ai "falsi maestri che non vogliono riconoscere che Gesù è venuto come vero uomo" (2 GV 7).
Con riferimento a questo verso mi pare di aver capito (interessante il fatto, Carmelina, che non siamo neppure sicuri di cosa intenda dire e andiamo per interpretazioni..) che Bergoglio (grazie a Dio non si è pronunciato su questo ex cathedra) ritenga che chi non riconosce l'incarnazione di Gesù nei fratelli poveri e derelitti sia l'anticristo e mi pare di aver intuito che questa idea possa nascere da un'interpretazione assai estensiva della GS22. Tra l'altro vorrei dire che l'elevazione del povero (in senso materiale) a categoria non tanto preferenziale, quanto moralmente superiore, quasi "divinizzata" per il tramite dell'incarnazione di Cristo, cozza con il Vangelo che mostra che non è sufficiente essere povero e derelitto per essere salvo... dei lebbrosi sanati da Gesù ne tornò indietro solo uno a ringraziare e fu salvato dalla sua fede (Lc 17,11-19)

sam ha detto...

Preciso... il discrimine di Papa Francesco (indicato da Carmelina)...

Anonimo ha detto...

Carmelina ha scritto:
ho notato che Francesco quando parla di peccato traccia una distinzione netta tra peccatori e corrotti. i primi, da quello che ho capito, sono degni di misericordia ecc ecc. i secondi no. tra i secondi e' chiaro che Bergoglio mette gli sfruttatrori delle miserie altrui, gli speculatori, i corruttori, cioe' tutti quelli che agendo per avidita' affamano il popolo. credo di aver capito che bergoglio consideri i poveri come un parametro per distinguere chi e' peccatore da chi e' corrotto

Non è esattamente così. Ho letto un estratto da un libro di Bergoglio che riguarda la corruzione. Si tratta di un aspetto che non riguarda solo la vita sociale, economica o politica, ma il cuore dell'uomo. Allorché un uomo è corrotto, assume un'altra visione della vita, del suo rapporto con Dio e con gli altri. Diventa, insomma, un "habitus" interiore che, dico io, rinnega lo Spirito Santo, impedendo di accedere alla Grazia. Spero di essermi spiegata. Insomma, la povertà non c'entra con il discorso della corruzione...
Paola

carmelina ha detto...

Perfetto, paola. Ma come puo' un semplice uomo comprendere se un cuore e' corrotto o meno? Ci sono persone abrutite dal peccato a livelli infimi. Possiamo essere certi che quell'abrutimento sia irreversibile? Ci sono persone crudeli e affamate di potere. Possiamo essere certi che la loro condizione sia irreversibile? La religione cattolica mi ha insegnato a porre i problemi in senso funzionale. Che
utilita' ha porsi un problema umanamente irrisolvibile? A parte la regola dell'albero che da i frutti e di quello che non li da, noi non siamo in grado di leggere le profondita' dell'animo umano. La misericordia si deve a tutti si. ma a tutti si deve UGUALMENTE anche la prudenza. Il discorso della corruzione reggerebbe solo se presumi di avere un parametro di valutazione fisso, una sorta di unita' di misura per ponderare il grado di contaminazione. Ma in quel caso finiresti per sviluppare una visione pelagiana che, se non mi sbaglio, poco ha a che vedere con il cattolicesimo.