venerdì 18 ottobre 2013

Come criticare il Papa senza essere eretici (Scandroglio)

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39 commenti:

Anonimo ha detto...

Quindi Scandroglio che suggerimenti darebbe per "servire la verità"?
Cosa propone? Di scrivere o telefonare direttamente al Papa ed esporgli le proprie perplessità? Parlarne solo in confessionale o col proprio direttore spirituale?


Un po' più di chiarezza e coraggio, per favore!
S.

gianniz ha detto...

Se fosse come dice Scandroglio: Perchè mai con Papa Benedetto la critica, anche bassa, feroce e fuor di misura, veniva ritenuta legittima e doverosa? Non era Papa lui? C'è stato forse un nuovo pronunciamento dottrinale in questi ultimi mesi?
Oggi criticare Papa Francesco (che sceglie deliberatamente un registro comunicativo spontaneo, libero e, perciò, approssimativo) è: un sacrilegio, lesa maestà, eresia...
Ieri con Papa Benedetto (che misurava e cesellava concetti, forme lessicali e strutturali alla luce del suo enorme sapere teologico) era: democrazia, legittima ricerca (della verità), dovere di carità...
A me sembra un po' troppo!
Mi sento un po' preso per... 'gonzo'!

Garabandal ha detto...

Qui una profonda analisi di De Mattei su Fatima

http://www.corrispondenzaromana.it/fatima-e-papa-francesco/

Giovanni Paolo II risponde a delle domande di un gruppo di giovani fedeli:
(a Fulda in Germania, nel 1981). Cos'è il terzo segreto di Fatima? Esso doveva venire pubblicato già nel 1960...

"Vista la gravità del contenuto del segreto di Fatima, per non incoraggiare la potenza mondiale del comunismo a compiere certe azioni (ingerenze)…i miei predecessori nella cattedra di Pietro hanno diplomaticamente preferito soprassedere alla pubblicazione (preferirono uno Relazione diplomatica). D'altronde può essere sufficiente a tutti i cristiani sapere che, se vi è un messaggio nel quale è detto che gli oceani inonderanno parti intere del mondo, e milioni di uomini periranno, da un minuto a un altro, non è veramente più il caso di desiderare la pubblicazione di questo messaggio segreto."


· Come andranno le cose con la Chiesa?


"Noi dobbiamo prepararci per subire, in un tempo non lontano, grandi prove che richiederanno a noi la disposizione di perdere anche la vita, e un abbandono totale di sé a Cristo, e per Cristo. Per mezzo della vostra preghiera e la mia, è possibile addolcire questa Tribolazione, ma non è più possibile allontanarla, poiché solo in questo modo, la Chiesa può essere rinnovata. Quante volte il rinnovamento della Chiesa si è realizzato nel sangue? Questa volta ancora, non sarà diversamente! Dobbiamo essere forti, dobbiamo prepararci, affidarci a Cristo e alla Sua Santissima Madre, ed essere assidui nella preghiera del Rosario."


"Dinanzi agli sconvolgimenti che scuotono qui e là i diversi Continenti, dinanzi al ritmo incalzante del sovvertimento di cose e di valori che insidiano le certezze e persino la vita delle nazioni, faccio mia la speranza di S. Agostino, dinanzi all'assalto dei Vandali alla città di Ippona, quando un gruppo allarmato di cristiani della sua chiesa lo cercò: "Non abbiate paura, cari figli! - li rassicurò il santo Vescovo - questo non è un mondo vecchio che si conclude, è un mondo nuovo che ha inizio". Una nuova aurora sembra sorgere nel cielo della storia, invitando i cristiani ad essere luce e sale di un mondo che ha enorme bisogno di Cristo, Redentore dell'uomo." (Lisbona 10.5.91 - Osservatore Romano 12.5.91)

E qui un commento

Wolfram Schrems dice:
18 ° Ottobre 2013 alle 15:51

Grazie per questa analisi profonda.

Essa mostra che Pape Francesco in realtà è lontano dal voler riconoscere la gravità della situazione.In realtà era la "consacrazione" di Domenica scorsa - di fronte a ciò che la Chiesa per quanto riguarda Fatima è stato a lungo riconosciuto - una presa in giro.De Mattei ha anche lasciato intendere senza mezzi termini, che Benedetto sapeva molto più di quanto ci ha detto. Il III. segreto attende ancora la pubblicazione.Che la Dichiarazione del 2000 è quello di aver detto tutto, comunque, nessuno ci crede.

http://katholisches.info/2013/10/18/papst-franziskus-und-fatima-ernst-der-lage-nicht-erkannt/
qui si trova il commento.

Eugenia ha detto...

Condivido i vostri post. Prima era tutto permesso e nessun giornalista da nessun giornale si era svegliato per impartire lezioni di diritto canonico su dove e come poter criticare il Papa a Benedetto era lecito dire di tutto e di piú e nessuno si era mai stracciato le vesti. Cambiano i papi e la storia non sì ripete anzi vengono fuori difensori d'ufficio mai visti e conosciuti.

Anonimo ha detto...

nuove foto inedite di papa Benedetto:

http://www.mittelbayerische.de/region/regensburg/artikel/fahnenweihe-mit-benedikt/973626/fahnenweihe-mit-benedikt.html

Antonio

Anonimo ha detto...

Fatevi passare la voglia di "criticare" il Papa, mettete una pietra sopra ai sentimenti di rancore o vendetta e vedrete che tutto andrà meglio a partire dalla comprensione. Ormai si può fare in profonda sintonia anche col Papa Emerito: si tratta solo di sintonizzarsi coi nuovi registri che lui stesso ha preparato.
Troppo importante è ciò che sta accadendo perché ci si possa inutilmente rassegnare ai margini.
gianni

Anonimo ha detto...

...e a proposito di comprensione:
una bellissima testimonianza del padre Piero Gheddo (nel post scriptum) riportata da un ottimo Magister che vuole capire e perciò ci riesce:
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350625
gianni

Anonimo ha detto...

Su Europa un commento di Franco Cardini "perchè ci piace Bergoglio...", praticamente farneticante. Benedetto avrebbe rinunciato per paura (???), Francesco piace, fra l'altro, perchè è il primo a prendersela con i potenti "papale papale"(????) e tutti quelli a cui non piace (pur essendo una posizione legittima, secondo lui) sono dei Tartuffe bigotti di molieriana memoria (?????). Maria Pia

laura ha detto...

18 ottobre 2013 - ore 06:59
I nostri cari auguri al Papa
http://www.ilfoglio.it/soloqui/20243
se può interessare

carmelina ha detto...

http://www.asca.it/news-Benedetto_XVI__Xuereb__sapeva_tirar_fuori_il_meglio_da_chi_incontrava-1326660-ATT.html
Da molto tempo sento quasi un impulso dentro di correggere l'impressione che c'e' stata, specialmente durante il pontificato di Benedetto XVI, impressione poi modificatasi dopo il momento in cui vi ha rinunciato, di chi e' veramente papa Benedetto. Vorrei dare il mio contributo.......ma il "contributo" per "correggere" in senso contrario e' stato dato a sfascio per ben 8 anni da tutta la curia e dintorni, caro don Xuereb. Mo' con i suoi "impulsi dentro" ci si può fare al massimo il brodo.

gemma ha detto...

Oggi sul Giornale Caverzan fa un resoconto delle critiche di questi giorni prendendo come spunto l'omelia martiana di ieri, in cui i critici di Francesco (non quelli degli altri papi) diventano custodi del dogma, intellettuali iteologi che hanno trasformato il cristianesimo in iteologia (http://www.ilgiornale.it/news/cultura/i-custodi-dogma-che-scambiano-teologia-iteologia-959484.html)
Magari in mezzo a questi intellettuali, ci sono anche tanti fedeli semplici che sui media non hanno voce, ma a parte questo ci si dimentica che una delle bandiere della nuova chiesa, la teologia della liberazione, altro non è che opera di altri intellettuali e altri teologi, che ha goduto dell'appoggio di intellettuali più che di semplici fedeli, che non hanno lesinato critiche ad altri papi. Non si può certo dire che non avesse legami con un'ideologia, quella marxista, che Giovanni Paolo conosceva talmente bene da non infatuarsene più di tanto. Francesco come Gesù, ci dicono essere accogliente con tutti, peccatori compresi, vuole prendere dentro tutti ma non sfugge una sua certa allergia a peperoni, tintorie e pasticcerie, mentre alle zitelle preferisce di gran lunga l'inchino alla bella Rania (il mio amico passante dice che fa bene). Possiamo scannarci finché vogliamo su ideologie in e out, perché solo di quello in fondo si tratta, teologi in che hanno potuto criticare altri papi anche ferocemente e teologi out che osano criticare oggi e diventano iteologi, ma giudizio finale sulla nostra appartenenza lo avremo solo di là, nel frattempo varrebbe la pena ricordare che l'acclamazione e il servilismo non sempre sono indice di rispetto e fedeltà, Gesù finì crocifisso con pochi sotto la croce, dopo che la folla che pure lo aveva accolto con gioia a Gerusalemme, gli preferì infine Barabba . E giusto perchè anche il Papa ama le nonne, la mia diceva sempre "guardati da chi ti fa ridere più che da chi ti fa piangere". . Adesso non è che il Papa quando viene criticato per questioni ex cathedra diventa come Gesù e i perplessi sono scribi e farisei. Lo stesso Benedetto quando scrisse il Gesù disse: non è atto di magistero, potete criticare. Per la verità disse anche che chiedeva solo un anticipo di simpatia, ma quella a lui è sempre stata negata. Se poi ci si butta nella mischia dei media, delle chiacchierate informali, del giornale italiano fino a ieri più anticlericale, twitter e rete, certe reazioni da agorà vanno messe in conto. Benedetto XVI fu insultato in tutti i modi sul web, da comici in tv, ai comizi, ai gay pride (tempi pre-chi sono io per giudicare) gli insulti arrivarono anche da dentro la chiesa, da gente che continuava comunque a scrivere su giornali cattolici, per non parlare delle carezze periodiche della famosa scuola bolognese, dell'intellettuale Kung, del teologo ideologo Boff, dei cattolici di base e del fondatore di repubblica. Per inciso, tutta gente tanto gradita ai salotti, mentre noi per i salotti puzzavamo, e questo forse il Papa che allora stava in Argentina quando parla di salotto non lo sa. Siamo state accusate di papolatria su questo blog, probabimente non era quello, solo istinto di protezione e vicinanza verso qualcuno che dal new york time al manifesto, dalla bbc all'ultima tv locale veniva accusato di tutti i mali della chiesa, anche quelli di quando era bambino, senza che nessuno di dovere muovesse dito. Semplicemente abbiamo cercato di appoggiarlo e sostenerlo, così come ora nessuna vedovanza, solo almeno io vorrei non fosse dimenticato. Nemmeno mia nonna, che per inciso i papi li amava ma nel contempo li criticava eccome, lo vorrebbe (e per me la nonna è sacra:))

Fileno ha detto...

Credo che si possa criticare tutti, ma mai con malafede, specialmente se si è cattolici e si critica il Papa. Nell'ormai famoso intervento di Gnocchi e Palmaro "Questo Papa non ci piace" quello che a me non è andato proprio giù è l'ultima frase : " Perché Cristo non può essere un’opzione tra le tante. Almeno per il suo vicario" ora solo chi è in malafede può dire che Bergoglio non metta al centro di ogni suo gesto Gesù Cristo il Salvatore e che per lui Gesù sia un opzione tra le tante. Quella frase distrugge qualunque tentativo di giustificare con l'onesta intellettuale il loro intervento.

carmelina ha detto...

http://www.asca.it/news-Benedetto_XVI__Xuereb__sapeva_tirar_fuori_il_meglio_da_chi_incontrava-1326660-ATT.html
Da molto tempo sento quasi un impulso dentro di correggere l'impressione che c'e' stata, specialmente durante il pontificato di Benedetto XVI, impressione poi modificatasi dopo il momento in cui vi ha rinunciato, di chi e' veramente papa Benedetto. Vorrei dare il mio contributo.......ma il "contributo" per "correggere" in senso contrario e' stato dato a sfascio per ben 8 anni da tutta la curia e dintorni, caro don Xuereb. Mo' con i suoi "impulsi dentro" ci si può fare al massimo il brodo.

carmelina ha detto...

Troppo importante è ciò che sta accadendo perché ci si possa inutilmente rassegnare ai margini.
Caro Gianni, preferirei definirlo un letargo. Il letargo e' quell'ottundimento del metabolismo basale che ti permette di stare in uno stato di allerta in sonno. Quello che tu vedi come una primavera, io lo vedo come una afosa estate. Sai di quelle estati calde durante le quali c'è tanta gente per le strade a magiare il gelato, a ridere e pazziare (termine dialettale che sta per divertirsi ca..ggiando). insomma quelle stagioni in cui c'e' molto rumore per nulla. gli 8 anni di Benedetto sono stati come una traversata della gelida e nevosa alaska in mezzo ai lupi con la slitta trainata dai cani: c'era tanto da capire, da guardarsi intorno, da ingegnarsi. in contesti simili tuttto e' sveglio: il cuore, il cervello e l'anima. ma oggi, il tempo e' diventato mite. di piu', torrido. l'unica cosa da fare e' sventagliarsi per sfuggire all'afa e alle zanzare delle parole in liberta' di un pontefice che stigmatizza una chiesa ideologizzata, ideologizzandone un'altra. e' tempo di una salutare pennichella interrotta di tanto in tanto giusto per vedere se all'orizzonte ci sia tracca di un refolo di rinfrescante tramontana.

Luisa ha detto...


Bisognerebbe por fine alla leggenda-menzogna dell`allora card. Bergoglio che sarebbe arrivato a Roma a digiuno e all`oscuro di tutte le beghe intra e extra muros vaticani, in realtà Jorge Bergoglio era perfettamente e regolarmente informato da Fabiàn Pedacchio che lui stesso aveva messo alla Congregazione dei Vescovi e che, come scritto da Tosatti: "ha assunto, in maniera non ufficiale, ma estremamente efficace e reale, il ruolo di segretario privato del Pontefice", papa Bergoglio ha appena nominato segretario di quella Congreagazione un amico di Pedacchio.

medievAle ha detto...

peccato, Fileno, che dopo le ultime glosse secondo cui ognuno deve seguire la propria visione personale di bene, e il proselitismo sarebbe una solenne sciocchezza, i messaggi che passano nella nostra cultura vadano proprio nella direzione che i due emeriti radiomariani indicano.
Poi posso anche credere che quando il Papa ha parlato di proselitismo intendesse riferisi solo a un modo di imporre la fede forzato, ma stai sicuro che le sue parole sono state ampiamente e volutamente equivocate. E visto che Francesco non è uno sprovveduto (se non ricordo male si è autodefinito furbo), e sente e legge cosa passa sui media delle sue parole, se non ne smentisce o non precisa le forzature mi sento anche autorizzata a pensare che gli stia bene così. A me, ti assicuro, la frase sulla personale visione del bene e del male, ha mandato in grande confusione, e non so se la confusione di un'anima sia poi un risultato tanto eclatante per un pontefice che è il top della comunicazione. Io, come forse altri qui, rivendico solo il diritto di poter dire che non ho capito certe frasi del Papa senza sentirmi dare della pazza o della rancorosa in mala fede.
Forse sarò cristiana da tintoria o da pasticceria, zitella non sono, ma faccio parte anch'io di quel gregge che non a caso si chiama cattolico perché universale e quindi dovrebbe poter includere tintorie, pasticcerie e altri esercizi e, non oso pensare, persino gli studi legali!

gemma ha detto...

Ecco fileno, anche a me da molto fastidio sentire ora da altra parte che finalmente al centro c'è Cristo e il Vangelo, come se prima con Benedetto non ci fossero stati. Francesco di Nazaret addirittura ho letto . Non sono una sedevacantista, ma questo distrugge ogni tentativo da parte mia e tutte le volte che in cuor mio ci provo dopo torno indietro

nonno ha detto...

Potete girarla come volete, ma se più di uno ha problemi di comprensione significa che quel che dici può non essere chiaro o almeno il dubbio potrebbe anche sfiorarti. Questa levata di scudi poi dopo anni di critiche feroci ai papi, anche quelli in agonia o nascosti al mondo non la capisco. Cardini può dire quel che vuole di Benedetto ancora vivo e io non posso dire a Bergoglio che nel suo messaggio qualcosa mi è poco chiaro? Scusate ma il culto lo devo a Cristo non a Bergoglio mentre media sui miei principi con Scalfari. Farei poi notare che da che mondo è mondo quando i potenti (quelli che appunto detengono poteri) li disturbi per davvero è molto difficile che i zerbini di quei potenti ti stendano attorno tappeti rossi facendoti apparire bello, buono e unico al mondo. Capisco l'infatuazione del nuovo che si presenta bene ma rinsavire un pò' da questa sbornia generalizzata e affrettata con santificazione preventiva non farebbe male a nessuno

laura ha detto...

http://www.news.va/it/news/mons-xuereb-racconta-lamore-di-benedetto-xvi-per-la natura

oggi su news.va

mi sembra un articolo da leggere

mariateresa ha detto...

non sono d'accordo Fileno. E' dall'inizio di questo pontificato che vedo l'ufficio distributore di etichette infami che interviene a incollarne sulla fronte del malcapitato che fa una critica al papa, anche educatamente , anche lievemente, anche sussurrando.
E' ora di finirla. Credo che i fans dovranno abituarsi e che ci voglia una bella faccia tosta a prendersela quando quotidianamente media e tv suonano il violino come nemmeno Uto Ughi.
Io non sento nessuna malafede in Gnocchi e Palmaro, solo un parere forte che si può condividere o meno. Le faccio presente che insulti rivoltanti (e non pareri forti)sono stati rivolti a papa Benedetto proprio da cattolici e alcuni di questi ce li ritroviamo intervistati come fossero delle sibille in lode di papa Francesco. Le sembra bello? Sono pecorelle tornate all'ovile?
Pochi giorni fa Massimo Faggioli ha compilato la lista dei reprobi, il disgraziato da demonizzare deve sempre esserci per essere indicato al pubblico ludibrio.
Vogliamo andar avanti ancora molto in questo modo? Si ha intenzione di fare lavorare ancora l'ufficio etichette infami?
Non accettare le critiche mai potrebbe portare a passare da fans a macchiette.

Anonimo ha detto...

Totalmente condivisibile sul Foglio l'editoriale titolato: "I nuovi eretici. Parole inflessibili contro idee tradizionali, dalle parti dell’anatema".
http://www.ilfoglio.it/soloqui/20271
Alessia

Anonimo ha detto...

Totalmente condivisibile sul Foglio l'editoriale titolato: "I nuovi eretici. Parole inflessibili contro idee tradizionali, dalle parti dell’anatema".
http://www.ilfoglio.it/soloqui/20271
Alessia

Gianpaolo1951 ha detto...

Luisa ha ragione da vendere...
E mi fermo qui!!!

Fileno ha detto...

Gemma e' veramente triste che se io dico che Francesco mette al centro della predicazione Cristo (in risposta a due giornalisti che dicono il contrario) tu capisci che dico che BXVI non metteva al centro Cristo. A me mi piacciono tutti i Papi che finora ho incontrato nella mia vita, e trovo in essi è sinora anche in Francesco, una grande conferma della mia fede cattolica. Io non contrappongo Benedetto e Francesco proprio perché li vedo li , sebbene in maniera diversa, a predicare la fede in Gesù Cristo.

Fileno ha detto...

Cara medievale a me pare che sin dal primo giorno del pontificato Francesco dica alla Chiesa di uscire da se stessa per portare Gesù misericordioso fino alle periferie, il messaggio l'hanno capito in molti, tranne forse quelli che hanno bloccato l'esegesi del papato di Francesco all'intervista a Scalfari , analizzando come dei commentatori medievali ;-) quel testo, come se il Papa non avesse detto altro.

medievAle ha detto...

Ma allora, Fileno, mi spieghi perché dal primo giorno dell'elezione di Francesco non si sente altro che parlare di novità assoluta, di rivoluzione, di primavera dopo l'inverno, di profumo dopo il lezzo?
E questi mantra non vengono solo rilanciati dagli articoli di repubblica o ripetuti da isolati commentatori medievali : ), ma rappresentano ormai il filo conduttore di omelie domenicali in parrocchia, incontri e conferenze dei movimenti cattolici, dichiarazioni di monsignori vari, e giù fino ai discorsi da bar...
E comunque nessuno mi toglie dalla testa che la frase sulla visione personale di bene e di male, formulata in quei termini, sia stata un'uscita infelice.
Comunque, non per questo diventerò eretica o sedevacantista, faccio solo presente la mia personale difficoltà a comprendere i discorsi di questo Papa rispetto a quelli dei suoi predecessori e la mia confusione che aumenta di fronte al delirio cattomediatico.

gemma ha detto...

Parliamo lingue diverse fileno. Non ho contrapposto nessuno, è il mondo che lo fa, la stampa, i preti, i vescovi. Volevo solo dire che con tutta la mia buona volontà non è il Papa a fermarmi ma l'apoteosi che se ne fa attorno, e di cui, mi spiace, ma al momento non vedo motivo rispetto a tutti coloro che lo hanno preceduto. E appunto, avrei voluto che almeno al momento della partenza i papi partissero tutti uguali. Singolare davvero poi che solo ora che il dissenso per i papi, che sottolinei ami tutti, è irrilevante, senti il bisogno di testimoniare il tuo papismo. Scusami, ma qui non ti ricordo prima, e attorno al Papa ci sono stati momenti di tempesta. Tranquilli, siamo al più un'isoletta di discussione, non siamo noi a fare opinione, la fanno altri che hanno più voce, e ti sto solo dicendo che mi fa molto male quel modo di fare opinione sulla chiesa, perché non lo ritengo obiettivo. Veniamo bombardati tutti i giorni, anche dalla stampa cattolica, con interviste a personaggi che grazie a Bergoglio sono tornate alla confessione, alla fede, hanno ritrovato il cammino, il Vangelo, poi se a qualcuno tutto questo è accaduto grazie a chi lo ha preceduto non può darne testimonianza o risentirsi con chi ci proprina da mattina a sera che il Vangelo a Roma è arrivato solo ora, perché i papi sono tutti uguali. Quasi un controsenso. In quanto al l'intervista di Scalfari, viene citata orgogliosamente più dai papisti che non dagli altri, così come Boff, esibito in ogni dove. Se non te ne sei accorto, chi sostiene di amare il Papa lo fa per discontinuità. Ora si attacca quello che è diventato eticismo anche dalle pagine di avvenire, pagine da dove fino a poco tempo fa partivano battaglie di segno opposto, non dico accanto a Benedetto ma ad un Papa che a breve sarà santo e per cui quell'eticismo erano principi non negoziabili. Si vada pure avanti così, ma non si rinfacci ai piccoli di andare in confusione o di non percepire più il filo della continuità.

Anonimo ha detto...

Fileno, perdonami, sono contento che tu abbia trovato in PF una conferma alla tua fede, ma permetti anche ad altri di dire che non la trovano in lui, che ci sono alcune persone che la pensano diversamente e che queste abbiano tutto il diritto di esprimersi e di non essere attaccate, o peggio offese,come purtroppo accade in altri blog, siamo ancora (per poco,temo)in democrazia....Lupus et agnus.

Anonimo ha detto...

Inutile illudersi ci sia una continuità tra il nuovo pontificato e gli ultimi due, per limitare il confronto. Se così fosse non regnerebbe tanta confusion, tanto sconcerto, tanto dubbio. A ragione Gemma a notare come alcuni commentatori si siano fatti vivi dopo l'elezione di Bergoglio per difenderlo dimostrando più che papismo, che non è un male, ma papolatria vera e propria applicata alla persona dell'attuale papa. Eppure anche prima ci sarebbe stato bisogno di voci amiche per sostenere Benedetto. Peccato che chi oggi parla appena ieri abbia taciuto.
Alessia

Anonimo ha detto...

Caro Fileno, avrai ragione anche tu; ma per me che non ho avuto alcuna rivelazione e che mi aggrappo alla fede più con la volontà dell'intelletto che con il sentire del cuore (evidentemente troppo freddo), le tue parole suonano inutili. Purtroppo, faccio più fatica di te per ottenere meno: spero che non sia un mio demerito. In ogni caso, per quel che mi riguarda, una Chiesa che non cerchi di parlare al mio cervello e che si limiti a proclamare buoni sentimenti, serve poco.
Per questo, trovavo sollievo in BXVI e non ne trovo in F

gemma ha detto...

Se posso portare una testimonianza fresca di stamattina, all'uscita da scuola, dove i genitori divorziati abbondano, non si parla altro che del fatto che già i risposati possono fare la comunione, qualcuno ha portato testimonianza che gli sarebbe stata concessa, grazie all'arrivo di Francesco. Per non parlare della convinzione che sempre grazie a Francesco le unioni gay hanno già praticamente la benedizione della chiesa, in fondo Luxuria che è manifesto vivente della battaglia gender, ha avuto la comunione da Bagnasco in persona. Un tal gesuita progressista americano, Rees mi pare, avrebbe ripetuto la solita filastrocca dell'aria fresca portata da Francesco, e che le encicliche sarebbero roba che non legge nessuno. In fondo è vero, la gente legge le interviste, non gli atti di magistero o ciò che al chiuso viene detto alle associazioni cattoliche, inutile fingere che non contino nulla e siano sopravvalutate solo da chi vuole mettere zizzania. La maggioranza dei giornalisti cattolici ci hanno marciato sul cambiamento, lo hanno propagandato per ogni respiro, per mesi ci hanno propinato articoli e interviste con Boff, per non parlare di eminenti cardinali solo il giorno dopo l'elezione. Ora sono i primi ad etichettare i poveracci che dopo tutto questo il filo della continuità lo hanno perso. Ancora il Papa doveva affacciarsi per la seconda volta e già Bagnasco parlava di ritorno al Vangelo, avvenuto evidentemente in una sola notte, qualcun'altro di uscita dalla palude, altri di ossigeno. Tutto in meno di ventiquattr'ore. Ho visto nella chiesa l'atteggiamento giravolta che non vorrei mai vedere tra le persone che normalmente frequento. Fino a poco tempo fa la parola legionari non si poteva pronunciare, opus dei evocava spy story alla codice da vinci, se il Papa incontrava i cavalieri di colombo dagospia vi vedeva su chissà quale intrigo di potere collegato allo Ior. Ora sono arrivate nomine di legionari, opus, il Papa ha incontrato i cavalieri di Colombo e dagospia non se n'è accorto, sul caso Orlandi improvvisamente non c'è più impellenza di chiarimento e se si rispolvera la pedofilia lo si fa solo per mandare le iene dai pochi vescovi marchiati col simbolo ratzingeriano, come il buon Negri, che col caso in questione nemmeno centrava nulla. Non mi convincerà nessuno che quanto è accaduto e sta accadendo non fosse preparato. Per quanto mi riguarda ho i brividi e davvero scusate se continuo a tenermi il cappotto. Se tutto questo farà bene alla Chiesa, meglio così, a me non lo fa

Anonimo ha detto...

Confermo che le "testimonianze" sentite da Gemma, sono quelle che sento spesso anche io.

La frasi più ricorrenti sono: "il Papa finalmente ha aperto ai gay" (senza specificare bene cosa si intenda), "chi sono io per giudicare", "finalmente i divorziati possono confessarsi e fare la comunione"... (tradendo anche una certa ignoranza dato che se un divorziato non è risposato o non convive ha sempre potuto accedere ai Sacramenti!). Altra frase da far inorridire: "Papa Francesco ha detto che anche lui è un peccatore, Benedetto XVI non l'ha mai detto", "a Roma la prima cosa che ho fatto è stato comprare la maglietta di Papa Francesco"... e altre "perle" di questo tipo!

Se questa non è cieca papolatria, cos'è?

Tutto questo mi rattrista profondamente; mi consola il fatto che so che la Chiesa è guidata dal Signore e Lui ha sempre tutto sotto controllo.

S.

Anonimo ha detto...

I media hanno le loro grandi responsabilità di questo andazzo.
Leggetevi questo artico di Gianni Valente
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-crancisco-cristiani-cristianos-christians-2
ripreso da par suo da Tornieli nel suo blog (ultimo post con commenti disabilitati) e poi ditemi se non è in atto una specie di demonizzazione, mi viene da scrivere, verso chi dissente. Giuro, non si era mai visto nulla di simile sino al fatale 13 marzo.
Alessia

Anonimo ha detto...

@gemma
tu arrivi alla fede solo attraverso la ragione? ci credo che ti senti spaesata adesso... la fede, per come la vedo io è proprio il contrario, è un innamoramento, un sentimento, qualcosa che "senti" e non ti poni milioni di domande sul perchè e sul come, semplicemente capisci che le cose stanno così. come la vedi tu per essere credenti bisogna essere per forza degli intellettuali. Francesco è amato proprio perché non lo è, o non lo sembra, e rende tutto alla portata di tutti.

Raffaella ha detto...

La fede senza la ragione e' come una bellissima aquila a cui manca un'ala.
Dobbiamo rendere la fede ragionevole altrimenti non sapremo darne conto.
R.

gemma ha detto...

Ma si continuate a dispensare etichette, intellettuali, innamorati, tradizionalisti, progressisti, pappagalli, usignoli.. Si parlava di continuità mi pare, non del modo giusto o filo papista del momento di credere. Il discorso fede e ragione se non sbaglio è andato avanti per quarant'anni, Giovanni Paolo II ci scrisse forse la sua enciclica più famosa, ma dimenticavo che le encicliche e i documenti ufficiali non li legge nessuno. Peccato che poi per spiegare la continuità ci si appelli al Magistero, quel Magistero che qualcuno si è esposto per mettere nero su bianco, ma che ci si guarda bene dal citare perchè è noto a tutti. Sono francamente stanca di confrontarmi su queste cose e se ai tempi di Benedetto si discettava su credere non credere ora siamo ai credenti giusti e quelli non giusti a seconda se sono nel salotto buono o cattivo o se puzzano o meno di tintoria. Questo settarismo a me pare molto snob, altro che per tutti

nonno ha detto...

Francesco è amato perché rende alla portata di tutti l'idea che il peccato non esiste. Lui non si mischia col Magistero e le sue beghe, col peccato e i comandamenti, lo hanno fatto gli altri, quelli che ci hanno rimesso l'amore altrui e la reputazione. In aereo tornando da Rio disse che non aveva parlato della questione gay perché la posizione della Chiesa era risaputa, peccato davvero che coloro che l'hanno ribadita quella posizione e altre su preservativo e altri cosiddetti eticismi (ex principi non negoziabili), si sono presi ingiurie, interrogazioni da parte di parlamenti laici e denunce a tribunali dei diritti umani. Non è questione di ragione o innamoramento, è questione che su questi punti Francesco piu non si espone e più piace, più promette di spogliare la Chiesa e più partono applausi e amnesie sull'otto per mille e ici. Sui giornali potete scrivere quel che volete ma tra di noi per strada ci parliamo e ce lo diciamo perché il Papa piace e non piace. Da par mio, ho già dato, mi sono stancato di andare agnello tra i lupi a difendere principi che, mi sento dire dai lupi, sono ormai desueti pure per il Papa. Prima che mi arrivi l'etichetta, non sono nè tradizionalista nè zitello, i peperoni mi si rinfacciano, come dicono a Roma, non sono esente da peccati ma non per questo ne chiedo la cancellazione, e detesto il puzzo di tintoria, mi piace quello del bucato fresco e credo fin da quando ero bambino ma nessuno finora mi aveva guardato storto per come credo. Non sono tradizionalista ma ho motivo di ritenere che la fede dei miei vecchi non fosse fasulla perché pregavano in latino, amavano il gregoriano più di me, si inginocchiavano una volta in più e ritenevano che la salvezza fosse in Cristo e non altrove. Ma basta un pò con questi ghetti nella Chiesa

medievAle ha detto...

il concetto di fede come un "sentire" e basta, che si ha oppure no, rischia anche di farci scivolare nella predestinazione, cosa che personalmente non ho mai sopportato. Però, al di là del mio personale modo di "sentire" e/o di "ragionare", che dir si voglia, trovo che abbia ragione Gemma quando dice che qui ci sono persone che parlano lingue diverse. C'è chi per ragione intende evidentemente solo la logica binaria e simili processi mentali, chi invece la vede come la parte di noi che ci permette di andare oltre l'empirico, chi la considera un limite alla fede, chi lo strumento privilegiato per avvicinarsi a Dio.
Ma di cosa ci mervigliamo, son più di mille anni che va avanti la diatriba tra i sostenitori del credo quia absurdum e quelli del credo quia credibile. Meglio sarebbe continuare senza lavagne dei cattivi e patenti ortolane

un passante ha detto...

E chi lo dice che l'innamoramento deve essere per forza irrazionale? Ci può essere un pò e un pò, una cosa non esclude l'altra, il sentimentalismo irrazionale può degenerare