mercoledì 20 agosto 2014

Benedetto XVI: Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità (YouTube)




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Grazie al lavoro di Gemma rivediamo e riascoltiamo questa omelia, piu' che mai attuale.
Il 17 marzo 2008 Benedetto XVI celebrò la Santa Messa in suffragio di Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei (Iraq), barbaramente assassinato dopo essere stato rapito.
Da segnalare alcuni passaggi dell'omelia del Papa il cui testo è consultabile qui.

"Siamo entrati nella Settimana Santa portando nel cuore il grande dolore per la tragica morte del caro Monsignor Paulos Faraj Rahho, Arcivescovo di Mossul dei Caldei. Ho voluto offrire questa santa Messa in suo suffragio, e vi ringrazio di avere accolto il mio invito a pregare insieme per lui".

"Penso al sacro Crisma, che unse la fronte di Mons. Rahho nel momento del suo Battesimo e della sua Cresima; penso all'unzione dello Spirito Santo nel giorno dell’Ordinazione sacerdotale, e poi ancora nel giorno della sua consacrazione episcopale. Ma penso anche alle tante “unzioni” di affetto filiale, di amicizia spirituale, di devozione che i suoi fedeli riservavano alla sua persona, e che l’hanno accompagnato nelle ore terribili del rapimento e della dolorosa prigionia – dove giunse forse già ferito –, fino all’agonia e alla morte. Fino a quella indegna sepoltura, dove poi sono state ritrovate le sue spoglie mortali. Ma quelle unzioni, sacramentali e spirituali, erano pegno di risurrezione, pegno della vita vera e piena che il Signore Gesù è venuto a donarci!".

"Nella Passione di Cristo vediamo l’adempimento di questa missione, quando Egli, di fronte a un’ingiusta condanna, rende testimonianza alla verità, rimanendo fedele alla legge dell’amore. Su questa stessa via, Mons. Rahho ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo. So che egli aveva una predilezione particolare per i poveri e i portatori di handicap, per la cui assistenza fisica e psichica aveva dato vita ad una speciale associazione, denominata Gioia e Carità (“Farah wa Mahabba”), alla quale aveva affidato il compito di valorizzare tali persone e di sostenerne le famiglie, molte delle quali avevano imparato da lui a non nascondere tali congiunti e a vedere Cristo in essi. Possa il suo esempio sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana e sul rispetto reciproco".

"E vogliamo al tempo stesso sperare che, dal Cielo, egli interceda presso il Signore per ottenere ai fedeli di quella Terra tanto provata il coraggio di continuare a lavorare per un futuro migliore. Come l’amato Arcivescovo Paulos si spese senza riserve a servizio del suo popolo, così i suoi cristiani sappiano perseverare nell’impegno della costruzione di una società pacifica e solidale sulla via del progresso e della pace".



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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Pearls to pigs.....perle ai porci, che ci vuoi fare, ancora continuano gli insulti, ancora su certi siti lo definiscono incapace, poco intelligente(?),non a passo coi tempi.....mentre adesso si fanno le partite di calcio interreligiose.....ma che stiamo a di', de che se parla.....spero che il tempo renderà giustizia a questo immenso Dottore della Chiesa, per l'altra chiesa vanno bene anche questi cialtroni che blbablabla.....Lupus et Agnus.P.S. Grazie a te e Gemma, sempre.

laura ha detto...

nuov articolo di Socci sui cristiani perseguitati e il silenzio del papa:http://www.antoniosocci.com/2014/08/anche-su-iraq-e-cristiani-perseguitati-bergoglio-rompe-con-la-tradizione-lo-dice-anche-cacciari/

Arcangela ha detto...

Benedetto "la rinuncia alla verità e alla convinzione non eleva l'uomo, piuttosto lo consegna al calcolo della convenienza, gli sottrae la sua grandezza"
Arcangela

vighi ha detto...

Quando si riusciranno a sentire parole simili oggi rivolte ai martiri cristiani ? è vero che la parola non è tutto ma ha il dono di arrivare diritta al cuore e in questo Benedetto era maestro, sapeva trovare sempre le parole giuste miti, umili ma allo stesso tempo piene di verità. Lupus et agnus queste perle rimarranno per sempre a disposizione per chiunque vorrà abbeverarsi a questa fonte e penso chi più passeranno gli anni più saranno apprezzate, le generazioni future avranno la possibilità di leggere queste perle senza il preconcetto dell’odio nei suoi confronti che finalmente si sarà esaurito. Vighi

maura ha detto...

Un Medico . Il Medico delle Anime : Consapevolezza , Dialogo e Ascolto Reciproco , fanno infatti parte della cura se SI VUOLE tenere sotto controllo la patologia .
Chiarezza , senza allarmismi .

sam, ha detto...

Segnalo:

http://www.liberoquotidiano.it/news/11676232/Quando-Bergoglio-filo-islamico-attaccava-Ratzinger.html