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domenica 7 settembre 2014

Benedetto XVI: La correzione fraterna non è una reazione all’offesa subita, ma è mossa dall’amore per il fratello (YouTube)




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Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo il commento di Papa Benedetto al Vangelo di oggi.
Il 4 settembre 2011, a Castel Gandolfo, Benedetto XVI spiegò il testo tratto dal capitolo 18° di Matteo, dedicato alla vita della comunità cristiana. Si soffermò in particolare sui temi dell'amore fraterno, della correzione fraterna e della preghiera concorde.
Il testo è consultabile qui.

In particolare:

"L’apostolo Paolo afferma che tutta la Legge di Dio trova la sua pienezza nell’amore, così che, nei nostri rapporti con gli altri, i dieci comandamenti e ogni altro precetto si riassumono in questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (cfr Rm 13,8-10). Il testo del Vangelo, tratto dal capitolo 18° di Matteo, dedicato alla vita della comunità cristiana, ci dice che l’amore fraterno comporta anche un senso di responsabilità reciproca, per cui, se il mio fratello commette una colpa contro di me, io devo usare carità verso di lui e, prima di tutto, parlargli personalmente, facendogli presente che ciò che ha detto o fatto non è buono. Questo modo di agire si chiama correzione fraterna: essa non è una reazione all’offesa subita, ma è mossa dall’amore per il fratello".

"E se il fratello non mi ascolta? Gesù nel Vangelo odierno indica una gradualità: prima tornare a parlargli con altre due o tre persone, per aiutarlo meglio a rendersi conto di quello che ha fatto; se, malgrado questo, egli respinge ancora l’osservazione, bisogna dirlo alla comunità; e se non ascolta neppure la comunità, occorre fargli percepire il distacco che lui stesso ha provocato, separandosi dalla comunione della Chiesa. Tutto questo indica che c’è una corresponsabilità nel cammino della vita cristiana: ciascuno, consapevole dei propri limiti e difetti, è chiamato ad accogliere la correzione fraterna e ad aiutare gli altri con questo particolare servizio".

"Un altro frutto della carità nella comunità è la preghiera concorde. Dice Gesù: “Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,19-20). La preghiera personale è certamente importante, anzi, indispensabile, ma il Signore assicura la sua presenza alla comunità che – pur se molto piccola – è unita e unanime, perché essa riflette la realtà stessa di Dio Uno e Trino, perfetta comunione d’amore".

domenica 17 agosto 2014

Benedetto XVI: nella sua totalità il discorso di Ratisbona era ed è un invito al dialogo franco e sincero, con grande rispetto reciproco (YouTube)




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Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo un altro importante documento.
Il 17 settembre 2006, al ritorno del suo Viaggio Apostolico in Baviera, Benedetto XVI tenne il consueto Angelus a Castel Gandolfo. In quella occasione ribadì ancora una volta il senso della lectio magistralis di Ratisbona.


Qui il testo dell'intervento all'Angelus.
Qui il testo della lectio di Ratisbona:.
A questo link il video.


Da sottolineare nell'intervento all'Angelus:

" In questo momento desidero solo aggiungere che sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso nell’Università di Regensburg, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani, mentre si trattava di una citazione di un testo medioevale, che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale. Ieri il Signor Cardinale Segretario di Stato ha reso pubblica, a questo proposito, una dichiarazione in cui ha spiegato l’autentico senso delle mie parole. Spero che questo valga a placare gli animi e a chiarire il vero significato del mio discorso, il quale nella sua totalità era ed è un invito al dialogo franco e sincero, con grande rispetto reciproco. Questo è il senso del discorso".

mercoledì 6 agosto 2014

Benedetto XVI: La Trasfigurazione ci ricorda che le gioie seminate da Dio nella vita non sono punti di arrivo, ma sono luci che Egli ci dona nel pellegrinaggio terreno... (YouTube)




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Oggi, nel giorno della Trasfigurazione, è bello rivedere e riascoltare un intervento di Benedetto XVI in occasione dell'Angelus del 28 febbraio 2010. Particolarmente importante anche l'appello del Santo Padre per i Cristiani di Mosul (Iraq) tragicamente uccisi.
Grazie a Gemma per il lavoro di ricerca sempre accuratissima :-)
Qui la trascrizione del testo pronunciato da Papa Benedetto.


In particolare:


"Luca non parla di Trasfigurazione, ma descrive quanto è avvenuto attraverso due elementi: il volto di Gesù che cambia e la sua veste che diventa candida e sfolgorante, alla presenza di Mosè ed Elia, simbolo della Legge e dei Profeti. I tre discepoli che assistono alla scena sono oppressi dal sonno: è l’atteggiamento di chi, pur essendo spettatore dei prodigi divini, non comprende. Solo la lotta contro il torpore che li assale permette a Pietro, Giacomo e Giovanni di “vedere” la gloria di Gesù".


"I discepoli non sono più di fronte ad un volto trasfigurato, né ad una veste candida, né ad una nube che rivela la presenza divina. Davanti ai loro occhi, c’è “Gesù solo” (v. 36). Gesù è solo davanti al Padre suo, mentre prega, ma, allo stesso tempo, “Gesù solo” è tutto ciò che è dato ai discepoli e alla Chiesa di ogni tempo: è ciò che deve bastare nel cammino. È lui l’unica voce da ascoltare, l’unico da seguire, lui che salendo verso Gerusalemme donerà la vita e un giorno “trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso” (Fil 3,21).


“Maestro, è bello per noi essere qui” (Lc 9,33): è l’espressione estatica di Pietro, che assomiglia spesso al nostro desiderio di fronte alle consolazioni del Signore. Ma la Trasfigurazione ci ricorda che le gioie seminate da Dio nella vita non sono punti di arrivo, ma sono luci che Egli ci dona nel pellegrinaggio terreno, perché “Gesù solo” sia la nostra Legge e la sua Parola sia il criterio che guida la nostra esistenza".


"Ho appreso con profonda tristezza le tragiche notizie delle recenti uccisioni di alcuni Cristiani nella città di Mossul e ho seguito con viva preoccupazione gli altri episodi di violenza, perpetrati nella martoriata terra irachena ai danni di persone inermi di diversa appartenenza religiosa. In questi giorni di intenso raccoglimento ho pregato spesso per tutte le vittime di quegli attentati ed oggi desidero unirmi spiritualmente alla preghiera per la pace e per il ripristino della sicurezza, promossa dal Consiglio dei Vescovi di Ninive. Sono affettuosamente vicino alle comunità cristiane dell’intero Paese. Non stancatevi di essere fermento di bene per la patria a cui, da secoli, appartenete a pieno titolo!
Nella delicata fase politica che sta attraversando l’Iraq mi appello alle Autorità civili, perché compiano ogni sforzo per ridare sicurezza alla popolazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili. Mi auguro che non si ceda alla tentazione di far prevalere gli interessi temporanei e di parte sull’incolumità e sui diritti fondamentali di ogni cittadino. Infine, mentre saluto gli iracheni presenti qui in Piazza, esorto la comunità internazionale a prodigarsi per dare agli Iracheni un futuro di riconciliazione e di giustizia, mentre invoco con fiducia da Dio onnipotente il dono prezioso della pace".

mercoledì 30 luglio 2014

Medio Oriente, Benedetto XVI: Nel nome di Dio mi rivolgo a tutti i responsabili di questa spirale di violenza, perché immediatamente si depongano le armi da ogni parte! (30 luglio 2006)

Grazie alla nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo l'intervento di Benedetto XVI in occasione della recita dell'Angelus da Castel Gandolfo (30 luglio 2006). Esattamente otto anni fa il Papa rivolse un accorato appello ai Governanti affinché cessasse immediatamente la spirale di violenza in Medio Oriente. Si tratta di una presa di posizione quanto mai attuale. Il testo è consultabile qui.


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domenica 6 aprile 2014

Benedetto XVI: la Risurrezione di Gesù non è il ritorno alla vita precedente, ma l’apertura di una realtà nuova...(YouTube)

Su segnalazione della nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo le parole che Benedetto XVI pronuncio' in occasione dell'Angelus del 10 aprile 2011 a proposito della Resurrezione di Lazzaro. Sono le letture bibliche della giornata di oggi. Qui troviamo la trascrizione.
Buona domenica a tutti :-)
R.






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mercoledì 2 aprile 2014

Nono anniversario della morte di Giovanni Paolo II: le parole di Benedetto XVI nell'Angelus del 2 aprile e nell'omelia del 3 aprile 2006 (YouTube)

Grazie al lavoro della nostra Gemma riascoltiamo le commosse e commoventi parole di Benedetto XVI nel primo anniversario della morte del suo predecessore, Giovanni Paolo II.
Oggi ricorre il nono anniversario della scomparsa di Papa Wojtyla. A poche settimane dalla sua canonizzazione vogliamo ricordare e riascoltare l'omaggio di Benedetto XVI.
Qui il testo dell'Angelus del 2 aprile 2006 e qui quello dell'omelia del giorno successivo.





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domenica 30 marzo 2014

Benedetto XVI: Quando la nostra vita si lascia illuminare dal mistero di Cristo, sperimenta la gioia di essere liberata da tutto ciò che ne minaccia la piena realizzazione




Su segnalazione della nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo Benedetto XVI che commenta il Vangelo di oggi: la guarigione del cieco nato. Sono parole bellissime e sempre attuali.
Il testo integrale del commento di Papa Ratzinger è consultabile qui.
Vi segnalo anche, sempre grazie a Gemma, il Messaggio per la Quaresima 2011 in cui il Santo Padre riassumeva "l'itinerario quaresimale" con il dono della sintesi che gli è sempre stato proprio.

mercoledì 26 marzo 2014

Benedetto XVI: La novità di Gesù consiste, essenzialmente, nel fatto che Lui stesso “riempie” i comandamenti con l’amore di Dio...(YouTube)

Grazie al lavoro della nostra Gemma riascoltiamo l'Angelus del 13 febbraio 2011.
In quella occasione Benedetto XVI si soffermò in particolare sul cosiddetto “Discorso della montagna” di Gesù, che occupa i capitoli 5, 6 e 7 del Vangelo di Matteo. Anche il Vangelo di oggi ci invita a riflettere sullo stesso tema e quindi è bello ricordare le parole del Santo Padre di tre anni fa.
Il testo integrale del discorso è consultabile qui.



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domenica 23 marzo 2014

Benedetto XVI: "La sete di Cristo è una porta di accesso al mistero di Dio, che si è fatto assetato per dissetarci, così come si è fatto povero per arricchirci "

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro

III Domenica di Quaresima, 24 febbraio 2008


Cari fratelli e sorelle,

in questa terza Domenica di Quaresima la liturgia ripropone quest’anno uno dei testi più belli e profondi della Bibbia: il dialogo tra Gesù e la Samaritana (cfr Gv 4,5-42). Sant’Agostino, del quale sto ampiamente parlando nelle catechesi del mercoledì, era giustamente affascinato da questo racconto, e ne fece un commento memorabile. È impossibile rendere in una breve spiegazione la ricchezza di questa pagina evangelica: occorre leggerla e meditarla personalmente, immedesimandosi in quella donna che, un giorno come tanti altri, andò ad attingere acqua dal pozzo e vi trovò Gesù, seduto accanto, "stanco del viaggio", nella calura del mezzogiorno. "Dammi da bere", le disse, lasciandola molto stupita: era infatti del tutto inconsueto che un giudeo rivolgesse la parola a una donna samaritana, per di più sconosciuta. Ma la meraviglia della donna era destinata ad aumentare: Gesù parlò di un’"acqua viva" capace di estinguere la sete e diventare in lei "sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna"; dimostrò inoltre di conoscere la sua vita personale; rivelò che era giunta l’ora di adorare l’unico vero Dio in spirito e verità; e infine le confidò – cosa rarissima – di essere il Messia.

Tutto questo a partire dall’esperienza reale e sensibile della sete. Il tema della sete attraversa tutto il Vangelo di Giovanni: dall’incontro con la Samaritana, alla grande profezia durante la festa delle Capanne (Gv 7,37-38), fino alla Croce, quando Gesù, prima di morire, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete" (Gv 19,28).
La sete di Cristo è una porta di accesso al mistero di Dio, che si è fatto assetato per dissetarci, così come si è fatto povero per arricchirci (cfr 2 Cor 8,9). Sì, Dio ha sete della nostra fede e del nostro amore. Come un padre buono e misericordioso desidera per noi tutto il bene possibile e questo bene è Lui stesso. La donna di Samaria invece rappresenta l’insoddisfazione esistenziale di chi non ha trovato ciò che cerca: ha avuto "cinque mariti" ed ora convive con un altro uomo; il suo andare e venire dal pozzo per prendere acqua esprime un vivere ripetitivo e rassegnato. Tutto però cambiò per lei quel giorno, grazie al colloquio con il Signore Gesù, che la sconvolse a tal punto da indurla a lasciare la brocca dell’acqua e a correre per dire alla gente del villaggio: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?" (Gv 4,28-29).

Cari fratelli e sorelle, anche noi apriamo il cuore all’ascolto fiducioso della parola di Dio per incontrare, come la Samaritana, Gesù che ci rivela il suo amore e ci dice: il Messia, il tuo salvatore "sono io, che ti parlo" (Gv 4,26). Ci ottenga questo dono Maria, prima e perfetta discepola del Verbo fatto carne.

© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana

mercoledì 19 marzo 2014

Benedetto XVI: "Lasciamoci "contagiare" dal silenzio di san Giuseppe!" (YouTube). Buon onomastico :-)

Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo  l'Angelus del 18 dicembre 2005. Nel discorso Benedetto XVI esalta la figura di San Giuseppe ricordando anche la grande devozione che per Lui nutriva Giovanni Paolo II.
Oggi, Festività di San Giuseppe, ricordiamo con particolare affetto tutti i nostri papà (quelli che sono fra noi e coloro che ci guardano dal Cielo...come il mio!) e tutti coloro che portano il nome di Giuseppe fra i quali anche il nostro Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.
Buon Onomastico :-)
Qui il testo integrale dell'Angelus.
R.


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sabato 15 febbraio 2014

L'ultimo Angelus di Benedetto XVI, 24 febbraio 2013 (YouTube)

In questo video rivediamo l'ultimo Angelus di Benedetto XVI prima della conclusione del suo Pontificato.
Il testo (clicca qui per rileggerlo) è fra i più intensi che abbiamo mai ascoltato. In quella "salita al Monte" c'e' tutto Joseph Ratzinger.






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mercoledì 12 febbraio 2014

Il penultimo Angelus di Benedetto XVI, 17 febbraio 2013 (YouTube)

Domenica 17 febbraio 2013 Benedetto XVI tenne il suo primo Angelus dopo l'annuncio della rinuncia ed il penultimo del suo intenso Pontificato.
Rivediamo le immagini e riascoltiamo le sue parole.
Il testo dell'intervento è disponibile qui.



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martedì 4 febbraio 2014

L'ultimo Angelus di Benedetto XVI prima dell'annuncio della rinuncia al Pontificato (10 febbraio 2013)

Carissimi amici, riproponiamo il video dell'Angelus del 10 febbraio 2013, il giorno precedente l'annuncio della rinuncia di Benedetto XVI. Il testo poteva fare capire molto ma tutti, distrattamente, non ci siamo accorti di quelle parole profetiche.
Leggiamo: "L’esperienza di Pietro, certamente singolare, è anche rappresentativa della chiamata di ogni apostolo del Vangelo, che non deve mai scoraggiarsi nell’annunciare Cristo a tutti gli uomini, fino ai confini del mondo. Tuttavia, il testo odierno fa riflettere sulla vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. Essa è opera di Dio. L’uomo non è autore della propria vocazione, ma dà risposta alla proposta divina; e la debolezza umana non deve far paura se Dio chiama. Bisogna avere fiducia nella sua forza che agisce proprio nella nostra povertà; bisogna confidare sempre più nella potenza della sua misericordia, che trasforma e rinnova".
Il testo integrale dell'intervento di Benedetto XVI è consultabile qui.
Il video proposto di seguito verrà inserito nella PLAYLIST SPECIALE SU YOUTUBE.







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giovedì 26 settembre 2013

Pudzo! Il primo Angelus di Benedetto XVI a Les Combes (YouTube)

Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo il primo Angelus recitato da Papa Benedetto a Les Combes nel luglio del 2005. Pudzo! Il tipico saluto della Valle d'Aosta...



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lunedì 15 luglio 2013

L'Angelus a Castel Gandolfo nel commento di Accattoli

Clicca qui per leggere l'articolo.
Perche' mettere insieme la rinuncia di Francesco a passare le vacanze a Castel Gandolfo con quella di Benedetto XVI? Dubito che i commercianti si lamentino per l'assenza del Papa Emerito visto che comunque sarebbe rimasto "nascosto al mondo".
Immaginiamo invece che cosa sarebbe accaduto se Benedetto avesse accettato di passare le vacanze a Castello con Francesco in Vaticano. Si sarebbe urlato all'umilta' del secondo e si sarebbero tesi microfoni e penne verso commercianti ed albergatori pronti ad incolpare il Papa Emerito dei mancati guadagni perche' "il Papa ha rinunciato a venire qui per lasciare posto al suo predecessore".
Ormai questi meccanismi mediatici li conosciamo a memoria e personalmente sono contentissima della decisione di Benedetto anche se probabilmente sarebbe stato meglio a Castel Gandolfo lontano dal clima afoso di Roma.
Accattoli mi sembra comunque l'unico ad evidenziare le lamentele (giustificate naturalmente) degli abitanti di Castello. Conservino un bel ricordo di Benedetto XVI che amava moltissimo quell'oasi di pace.
R.

domenica 14 luglio 2013

La visita di Papa Francesco a Castel Gandolfo nella cronaca di Salvatore Izzo

PAPA: A AMMINISTRATORI CASTEL GANDOLFO, TRATTATE TUTTI CON AMORE

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Trattate tutti con amore e pregate per me". 
Queste le parole del Papa agli amministratori di Castel Gandolfo Lo ha riferito il sindaco di Castel Gandolfo, signora Monachesi, che ha raccontato ai giornalisti "un incontro molto bello ed emozionante". Il vice sindaco, Giacomo Moianetti, ha parlato anche sull'emozione vissuta dai presenti nel corso dell'incontro descrivendolo come "molto semplice, spontaneo, gentile". 

© Copyright (AGI)

PAPA: UNA GIORNATA D'INCONTRO CON CASTELLANI E PELLEGRINI

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Sono venuto qui per trascorrere una giornata di incontro con i cittadini di Castel Gandolfo, con i pellegrini e tutti i visitatori, che giustamente amano questo luogo, sono incantati dalla sua bellezza, vi trovano un momento di distensione". 
Papa Francesco ha motivato cosi' la sua "trasferta" di oggi a Castel Gandolfo, dove i suoi predecessori hanno sempre trascorso l'estate.  "Tanti di voi - ha detto ai dipendenti delle Ville Pontificie - hanno potuto incontrarli e accoglierli, conservandone un caro ricordo. La loro testimonianza vi sia sempre di incoraggiamento nella fedeltà quotidiana a Cristo e nel continuo sforzo per condurre una vita coerente con le esigenze del Vangelo e gli insegnamenti della Chiesa".
Significativamente il Pontefice ha accostato nella sua citazione Benedetto XVI e il beato Giovanni Poalo II che egli stesso proclamera' santo entro l'anno.
"Sono venuto a Castel Gandolfo - ha poi aggiunto - anche per esprimere a voi, che lavorate in queste Ville Pontificie, la mia gratitudine per la vostra preziosa opera. E con voi saluto e ringrazio le vostre famiglie, che in qualche modo partecipano del vostro servizio alla Santa Sede".
Un pensiero affettuoso il Papa lo ha quindi rivolto alla comunita' parrocchiale di Castel Gandolfo, alle comunita' religiose presenti e all'intera diocesi di Albano che ha esortato "a rinnovare con gioia e con entusiasmo l'impegno di annuncio e testimonianza del Vangelo". All'intera popolazione di Castel Gandolfo ha chiesto dunque di "essere segno di speranza e di pace, attenta sempre alle persone e alle famiglie piu' in difficolta'. E questo e' importante! Noi dobbiamo sempre essere segno di speranza e di pace in questo momento. Aprire le porte alla speranza, affinche' la speranza vada avanti, e operare la pace, sempre!".
"La Madonna - h apoi invocato - vegli sempre su di voi e sulle vostre famiglie! Anche voi pregate per me, ne ho bisogno, e per il mio servizio alla Chiesa". "Rinnovo - ha concluso infine - a ciascuno la mia gratitudine e vi benedico di cuore. Grazie!”. 

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PAPA: VESCOVO DI ALBANO, "LE VOGLIAMO BENE"

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Le vogliamo bene". Monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano, lo ha ripetuto piu' volte a Papa Francesco nel breve saluto che gli ha rivolto al suo arrivo a Castel Gandolfo. Il presule ha anche ricordato Paolo VI che amava definire l'antica Chiesa di Albano come "ghirlanda intorno alla Sede del Principe degli Apostoli". Infine monsignor Semeraro ha fatto accenno al recente viaggio di Papa Francesco a Lampedusa, "dove e' andato - ha detto - per toccare la carne di Cristo".
A ricordare la tappa sull'isola di Lampedusa anche Saverio Petrillo, direttore delle Ville Pontificie, che ha ringraziato per "aver risvegliato le nostre coscienze intorpidite". Nell'augurare la "buona riuscita” della prossima Giornata Mondiale della Gioventu' a Rio de Janeiro, in programma dal 22 al 28 luglio, Petrillo ha portato al Papa "i sentimenti di devozione e di fedele attaccamento" dei 55 dipendenti delle Ville tra tecnici, giardinieri e addetti all'agricoltura".
Parole cariche di emozioni - riferisce infine Radio Vaticana - quelle del sindaco di Castel Gandolfo, Milvia Monachesi, che ha ricordato il profondo legame e la tradizione secolare che unisce la cittadina laziale e la figura del Papa. 

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PAPA: A CASTEL GANDOLFO ACCOLTO DA 20 MILA FEDELI

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

Papa Francesco e' a Castel Gandolfo per la seconda volta dall'inizio del Pontificato. Il 23 marzo, per incontrare il Papa Emerito, Benedetto XVI, aveva utilizzato l'elicottero.
Questa mattina e' arrivato in automobile, con la quale e' giunto al Palazzo entrando dalla porta "Marino" alle ore 9.35 circa. Intanto piazza della Liberta', antistante il Palazzo Apostolico, e' affollata da circa 20 mila  fedeli e pellegrini, molti dei quali sono arrivati nelle prime ore del giorno.
Sul portone e' visibile il drappo con lo stemma di Papa Francesco. E' la prima volta che viene collocato in questo luogo. Secondo quanto previsto, il Pontefice guidera' a mezzogiorno l'Angelus Domini proprio affacciato sulla piazza esterna.
Papa Francesco tornera' a Castel Gandolfo il 15 agosto, giorno della solennita' dell'Assunta, e con ogni probabilita', anticipa il sito "Il Sismografo", aggiornato in tempo reale sulle attivita' della Santa Sede, "celebrera' l'Eucaristia sulla Piazza della Liberta'". 

(AGI)

PAPA: GRAZIE A CASTEL GANDOLFO

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Oggi il nostro appuntamento domenicale dell'Angelus lo viviamo qui a Castel Gandolfo. Saluto gli abitanti di questa bella cittadina! Voglio ringraziarvi soprattutto per le vostre preghiere, e lo stesso faccio con tutti voi pellegrini che siete venuti qui numerosi". Papa Francesco ha iniziato con queste parole il suo breve discorso rivolto dal portone dell Palazzo Pontificio affacciato sulla piazza di Castel Gandolfo gremita da 20 mila fedeli. 

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PAPA: SAMARITANO ERA DISPREZZATO MA NON GIUDICAVA

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

 "Dio sa capire bene i nostri peccati". Papa Francesco e' tornato oggi sul tema della Misericordia parlando prima dell'Angelus ai 20 mila fedeli presenti a Castel Gandolfo, commentando la parabola del Buon Samaritano, un uomo, ha detto, che "e' l'esempio dell'amore per il prossimo, perche' ha soccorso non andando a giudicare tutto e tutti".
"I samaritani - ha ricordato commentando 'la famosa parabola del Buon Samaritano', letta nella messa di oggi - erano disprezzati dai Giudei, a causa di diverse tradizioni religiose; eppure Gesu' fa vedere che il cuore di quel samaritano e' buono e generoso e che, a differenza del sacerdote e del levita, lui mette in pratica la volonta' di Dio, che vuole la misericordia piu' che i sacrifici".
Il samaritano, ha sottolineato, "era uno qualunque, che scendeva da Gerusalemme verso Gerico sulla strada che attraversa il deserto della Giudea". 
"Da poco, su quella strada - ha rievocato Francesco -  un uomo era stato assalito dai briganti, derubato, percosso e abbandonato mezzo morto. Prima del samaritano passano un sacerdote e un levita, cioe' due persone addette al culto nel Tempio del Signore. Vedono quel poveretto, ma passano oltre senza fermarsi. Invece il samaritano, quando vide quell'uomo, 'ne ebbe compassione'. Si avvicino', gli fascio' le ferite, versandovi sopra un po' di olio e di vino; poi lo carico' sulla sua cavalcatura, lo porto' in un albergo e pago' l'alloggio per lui... Insomma, si prese cura di lui". 

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PAPA: BENEDICE IL GIUBILEO DEI CAMILLIANI

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

Papa Francesco ha benedetto oggi il "giubileo dei Camilliani" che inizia oggi, festa di San Camillo de Lellis, "un uomo - ha detto - che ha vissuto pienamente il Vangelo del buon samaritano". "Fondatore dei Ministri degli Infermi, patrono dei malati e degli operatori sanitari, san Camillo mori' il 14 luglio 1614: proprio oggi - ha sottolineato Francesco - si apre il suo quarto centenario, che culminerà tra un anno. Saluto con grande affetto tutti i figli e le figlie spirituali di san Camillo, che vivono il suo carisma di carita' a contatto quotidiano con i malati".
"Siate come lui buoni samaritani!", ha esortato il Pontefice rivolto ai religiosi camilliani e "anche ai medici, agli infermieri e a coloro che lavorano negli ospedali e nelle case di cura". A tutt, ha concluso, "auguro di essere animati dallo stesso spirito. Affidiamo questa intenzione all'intercessione di Maria Santissima". 

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PAPA: TRA OTTO GIORNI PARTIRO' PER RIO DE JANEIRO

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug.

"E' ormai vicina la Giornata Mondiale della Gioventu' di Rio de Janeiro. Io partiro' tra otto giorni, ma molti giovani partiranno per il Brasile anche prima". Lo ha detto Papa Francesco all'Angelus che ha guidato questa mattina  a Castel Gandolfo. "Preghiamo allora per questo grande pellegrinaggio che comincia, perche' Nostra Signora de Aparecida, patrona del Brasile, guidi i passi dei partecipanti, e apra i loro cuori ad accogliere la missione che Cristo dara'

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PAPA: RICORDA STRAGE DI VOLINIA E ESORTA A RICONCILIAZIONE POLONIA E UCRAINA

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

Papa Francesco ha ricordato oggi il 70esimo anniversario delle stragi di Volinia. "Tali atti, provocati dall'ideologia nazionalista nel tragico contesto della Seconda Guerra Mondiale, hanno causato - ha spiegato dopo l'Angelus - decine di migliaia di vittime e hanno ferito la fratellanza di due Popoli, quello polacco e quello ucraino".
Francesco ha voluto dunque unirsi in preghiera ai presuli e ai fedeli della Chiesa in Ucraina radunati nella Cattedrale di Lutsk per la Santa Messa di suffragio". "Affido alla misericordia di Dio - ha poi aggiunto - le anime delle vittime e, per i loro popoli, chiedo la grazia di una profonda riconciliazione e di un futuro sereno nella speranza e nella sincera collaborazione per la comune edificazione del Regno di Dio.
Penso - ha concluso infine - anche ai Pastori e ai fedeli partecipanti al pellegrinaggio della Famiglia di Radio Maria a Jasna Gora, Czestochowa. Vi affido alla protezione della Madre di Dio e vi benedico di cuore". 

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PAPA: VORREI MANDARVI UNA TORTA  COSI' GRANDE COME NON LE FANNO

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Vorrei mandarvi una torta ma tanto grandi non so se la fanno". Papa Francesco ha scherzato cosi' con i fedeli della diocesi di Albano, della quale fa parte Castel Gandolfo, dove si trova questa mattina, augurando loro una buona festa di San Bonaventura, patrono della Chiesa locale, che si celebrera' domani.- Francesco ha salutato con affetto tutti i pellegrini presenti oggi nella piazza centrale di Castel Gandolfo: i gruppi parrocchiali, le famiglie, i giovani, specialmente quelli venuti dall'Irlanda; i giovani sordi che stanno vivendo a Roma un incontro internazionale.
"Saluto - ha detto inoltre - le Suore di Santa Elisabetta, alle quali auguro un fruttuoso rinnovamento spirituale; le Apostole del Sacro Cuore di Gesu', con famiglie di diverse nazioni; le Figlie della Divina Carità, impegnate nel Capitolo generale; e le Superiore delle Figlie di Maria Ausiliatrice".
"A tutti - ha concluso inoltre - auguro una buona domenica". 

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Le parole di Papa Francesco a Castel Gandolfo

Angelus, 14 luglio 2013

Dio vuole la misericordia più che i sacrifici: così Papa Francesco all’Angelus

Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Laura.