Visualizzazione post con etichetta anniversario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anniversario. Mostra tutti i post
mercoledì 29 giugno 2016
65° Anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Benedetto XVI: l'omaggio del blog (YouTube)
LINK DIRETTO SU YOUTUBE
Il 29 giugno 1951 l'allora ventiquattrenne Joseph Ratzinger veniva ordinato sacerdote a Frisinga insieme al fratello maggiore George al quale estendiamo i nostri sinceri auguri.
In questo video, realizzato da Gemma, rivediamo le immagini di quel giorno così importante arricchite dal racconto del Santo Padre e dalle parole scritte dall'allora cardinale Ratzinger nell'autobiografia "La mia vita".
Il video è impreziosito anche da altre immagini che hanno visto il futuro Benedetto XVI crescere come sacerdote e come uomo.
Auguri, Papa Benedetto!
Ad multos annos! Le vogliamo bene e La abbracciamo.
Il Blog
P.S. un grandissimo ringraziamento a Gemma per il lavoro fatto in questa e in tutte le altre occasioni :-)
martedì 28 giugno 2016
"Non servos, sed amicos": 65° anniversario di Ordinazione Sacerdotale di Benedetto XVI (YouTube)
LINK DIRETTO SU YOUTUBE
Carissimi amici, alla vigilia del 65° anniversario di ordinazione sacerdotale di Papa Benedetto, gustiamoci questo bellissimo video realizzato da Gemma (che ringraziamo sempre per l'impegno senza pari) per gli Amici de La Vigna del Signore #BenedettoSacerdote65
Oggi, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, ci sarà un omaggio a Benedetto XVI. Diretta su Tv2000 e Telepace a partire dalle 12.
R.
sabato 25 giugno 2016
Benedetto XVI racconta ai giovani la sua vocazione al sacerdozio, 6 aprile 2006 (YouTube)
LINK DIRETTO SU YOUTUBE
Grazie alla nostra Gemma rivediamo, riascoltiamo (e rileggiamo) una vera e propria "chicca".
Il 6 aprile 2006, durante la GMG diocesana, Benedetto XVI rispose "a braccio" ad alcune domande formulate dai ragazzi. In questo video spiega come è maturata la sua vocazione sacerdotale.
Di seguito la trascrizione della risposta.
Santità, mi chiamo Vittorio, sono della Parrocchia di San Giovanni Bosco a Cinecittà, ho 20 anni e studio Scienze dell'Educazione all'Università di Tor Vergata.
Sempre nel Suo Messaggio Lei ci invita a non avere paura di rispondere con generosità al Signore, specialmente quando propone di seguirlo nella vita consacrata o nella vita sacerdotale. Ci dice di non avere paura, di fidarci di Lui e che non resteremo delusi. Molti tra noi, anche qui o tra chi ci segue da casa questa sera tramite la televisione, sono convinto che stiano pensando a seguire Gesù per una via di speciale consacrazione, ma non è sempre facile capire se quella sarà la via giusta. Ci vuol dire come ha fatto Lei a capire quale era la sua vocazione? Può darci dei consigli per capire meglio se il Signore ci chiama a seguirlo nella vita consacrata o sacerdotale? La ringrazio.
Quanto a me, sono cresciuto in un mondo molto diverso da quello attuale, ma infine le situazioni si somigliano. Da una parte, vi era ancora la situazione di “cristianità”, in cui era normale andare in chiesa ed accettare la fede come la rivelazione di Dio e cercare di vivere secondo la rivelazione; dall’altra parte, vi era il regime nazista, che affermava a voce alta: “Nella nuova Germania non ci saranno più sacerdoti, non ci sarà più vita consacrata, non abbiamo più bisogno di questa gente; cercatevi un’altra professione”. Ma proprio sentendo queste voci “forti”, nel confronto con la brutalità di quel sistema dal volto disumano, ho capito che c’era invece molto bisogno di sacerdoti. Questo contrasto, il vedere quella cultura antiumana, mi ha confermato nella convinzione che il Signore, il Vangelo, la fede ci mostravano la strada giusta e noi dovevamo impegnarci perché sopravvivesse questa strada. In questa situazione, la vocazione al sacerdozio è cresciuta quasi naturalmente insieme con me e senza grandi avvenimenti di conversione. Inoltre due cose mi hanno aiutato in questo cammino: già da ragazzo, aiutato dai miei genitori e dal parroco, ho scoperto la bellezza della Liturgia e l’ho sempre più amata, perché sentivo che in essa ci appare la bellezza divina e ci si apre dinanzi il cielo; il secondo elemento è stata la scoperta della bellezza del conoscere, il conoscere Dio, la Sacra Scrittura, grazie alla quale è possibile introdursi in quella grande avventura del dialogo con Dio che è la Teologia.
E così è stata una gioia entrare in questo lavoro millenario della Teologia, in questa celebrazione della Liturgia, nella quale Dio è con noi e fa festa insieme con noi.
Naturalmente non sono mancate le difficoltà. Mi domandavo se avevo realmente la capacità di vivere per tutta la vita il celibato. Essendo un uomo di formazione teorica e non pratica, sapevo anche che non basta amare la Teologia per essere un buon sacerdote, ma vi è la necessità di essere disponibile sempre verso i giovani, gli anziani, gli ammalati, i poveri; la necessità di essere semplice con i semplici.
La Teologia è bella, ma anche la semplicità della parola e della vita cristiana è necessaria. E così mi domandavo: sarò in grado di vivere tutto questo e di non essere unilaterale, solo un teologo ecc.? Ma il Signore mi ha aiutato e, soprattutto, la compagnia degli amici, di buoni sacerdoti e di maestri, mi ha aiutato.
Tornando alla domanda penso sia importante essere attenti ai gesti del Signore nel nostro cammino. Egli ci parla tramite avvenimenti, tramite persone, tramite incontri: occorre essere attenti a tutto questo. Poi, secondo punto, entrare realmente in amicizia con Gesù, in una relazione personale con Lui e non sapere solo da altri o dai libri chi è Gesù, ma vivere una relazione sempre più approfondita di amicizia personale con Gesù, nella quale possiamo cominciare a capire quanto Egli ci chiede. E poi, l’attenzione a ciò che io sono, alle mie possibilità: da una parte coraggio e dall’altra umiltà e fiducia e apertura, con l’aiuto anche degli amici, dell’autorità della Chiesa ed anche dei sacerdoti, delle famiglie: cosa vuole il Signore da me? Certo, ciò rimane sempre una grande avventura, ma la vita può riuscire solo se abbiamo il coraggio dell’avventura, la fiducia che il Signore non mi lascerà mai solo, che il Signore mi accompagnerà, mi aiuterà.
© Copyright 2006 - Libreria Editrice Vaticana
domenica 24 aprile 2016
"Chi crede non è mai solo": 11 anni fa Benedetto XVI riceveva il pallio e l'anello del Pescatore (YouTube)
Cari Amici, un pensiero e una preghiera speciali per Papa Benedetto :-)
Raffaella
martedì 19 aprile 2016
Benedetto XVI: Grazie perché donate il vostro amore anche al povero Successore di San Pietro (New York, 19 aprile 2008)
LINK DIRETTO SU YOUTUBE
Cari amici, nell'undicesimo anniversario dell'elezione di Papa Benedetto, Gemma ci fa un altro bellissimo dono: l'omelia del Santo Padre nella Cattedrale di New York, esattamente otto anni fa. Allora festeggiavamo il terzo anno di Pontificato di Benedetto XVI.
Egli celebrò la Santa Messa Votiva per la Chiesa Universale nella Cattedrale di Saint Patrick a New York.
Questo video, che riproduce l'omelia del Santo Padre, è impreziosito dalla bellezza dei canti e della liturgia ed è accompagnato dai saluti dei cardinali che ricordano anche l'anniversario dell'elezione. Benedetto XVI risponderà "a braccio" prima della benedizione finale.
Il testo dell'omelia è consultabile qui.
In particolare:
"Cari fratelli e sorelle in Cristo,
con grande affetto nel Signore saluto tutti voi che rappresentate i Vescovi, i sacerdoti e i diaconi, gli uomini e le donne di vita consacrata e i seminaristi degli Stati Uniti. Ringrazio il Cardinale Egan per il cordiale benvenuto e per gli auguri che ha espresso in vostro nome per questo inizio del quarto anno del mio Pontificato. Sono lieto di celebrare questa Messa con voi che siete stati scelti dal Signore, che avete risposto alla sua chiamata e che dedicate la vostra vita alla ricerca della santità, alla diffusione del Vangelo e all’edificazione della Chiesa nella fede, nella speranza e nell’amore.
Raccolti in questa cattedrale storica, come non pensare agli innumerevoli uomini e donne che ci hanno preceduti, che hanno lavorato per la crescita della Chiesa negli Stati Uniti, lasciandoci un patrimonio durevole di fede e di buone opere?
...
La proclamazione della vita, della vita in abbondanza, deve essere il cuore della nuova evangelizzazione. Poiché la vera vita – la nostra salvezza – può essere trovata solo nella riconciliazione, nella libertà e nell’amore che sono doni gratuiti di Dio.
È questo il messaggio di speranza che siamo chiamati ad annunziare e ad incarnare in un mondo in cui egocentrismo, avidità, violenza e cinismo così spesso sembrano soffocare la fragile crescita della grazia nel cuore della gente. Sant’Ireneo con grande penetrazione ha capito che l’esortazione di Mosè al popolo d’Israele: “Scegli la vita!” (Dt 30,19) era la ragione più profonda per la nostra obbedienza a tutti i comandamenti di Dio (cfr Adv. Haer. IV, 16, 2-5).
Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui la Chiesa a molti sembra essere legalista ed “istituzionale”, la nostra sfida più urgente è di comunicare la gioia che nasce dalla fede e l’esperienza dell’amore di Dio.
Sono particolarmente lieto che ci siamo radunati nella cattedrale di san Patrizio. Forse più di ogni altra chiesa negli Stati Uniti, questo luogo è conosciuto ed amato come “una casa di preghiera per tutti i popoli” (cfr Is 56,7; Mc 11,17). Ogni giorno migliaia di uomini, donne e bambini entrano per le sue porte e trovano la pace dentro le sue mura. L’Arcivescovo John Hughes che – come ci ha ricordato il Cardinale Egan – è stato il promotore della costruzione di questo venerabile edificio, volle erigerlo in puro stile gotico. Voleva che questa cattedrale ricordasse alla giovane Chiesa in America la grande tradizione spirituale di cui era erede, e che la ispirasse a portare il meglio di tale patrimonio nella edificazione del Corpo di Cristo in questo Paese.
Vorrei richiamare la vostra attenzione su alcuni aspetti di questa bellissima struttura, che mi sembra possa servire come punto di partenza per una riflessione sulle nostre vocazioni particolari all’interno dell’unità del Corpo mistico.
Il primo aspetto riguarda le finestre con vetrate istoriate che inondano l’ambiente interno di una luce mistica. Viste da fuori, tali finestre appaiono scure, pesanti, addirittura tetre. Ma quando si entra nella chiesa, esse all’improvviso prendono vita; riflettendo la luce che le attraversa rivelano tutto il loro splendore.
Molti scrittori – qui in America possiamo pensare a Nathaniel Hawthorne – hanno usato l’immagine dei vetri istoriati per illustrare il mistero della Chiesa stessa. È solo dal di dentro, dall’esperienza di fede e di vita ecclesiale che vediamo la Chiesa così come è veramente: inondata di grazia, splendente di bellezza, adorna dei molteplici doni dello Spirito. Ne consegue che noi, che viviamo la vita di grazia nella comunione della Chiesa, siamo chiamati ad attrarre dentro questo mistero di luce tutta la gente.
Non è un compito facile in un mondo che può essere incline a guardare la Chiesa, come quelle finestre istoriate, “dal di fuori”: un mondo che sente profondamente un bisogno di spiritualità, ma trova difficile “entrare nel” mistero della Chiesa. Anche per qualcuno di noi all’interno, la luce della fede può essere attenuata dalla routine e lo splendore della Chiesa essere offuscato dai peccati e dalle debolezze dei suoi membri. L’offuscamento può derivare anche dagli ostacoli incontrati in una società che a volte sembra aver dimenticato Dio ed irritarsi di fronte alle richieste più elementari della morale cristiana. Voi che avete consacrato la vostra vita a rendere testimonianza all’amore di Cristo e all’edificazione del suo Corpo sapete dal vostro contatto quotidiano con il mondo intorno a noi, quanto a volte si sia tentati di cedere alla frustrazione, alla delusione e addirittura al pessimismo circa il futuro. Con una parola: non è sempre facile vedere la luce dello Spirito intorno a noi, lo splendore del Signore risorto che illumina la nostra vita ed infonde nuova speranza nella sua vittoria sul mondo (cfr Gv 16,33).
...
Ciò mi conduce ad un'altra riflessione sull’architettura di questa chiesa. Come tutte le cattedrali gotiche, essa è una struttura molto complessa, le cui proporzioni precise ed armoniose simboleggiano l’unità della creazione di Dio. Gli artisti medievali spesso rappresentavano Cristo, la Parola creatrice di Dio, come un “geometra” celeste, col compasso in mano, che ordina il cosmo con infinita sapienza e determinazione. Una simile immagine non ci fa forse venire in mente il nostro bisogno di vedere tutte le cose con gli occhi della fede, per poterle in questo modo comprendere nella loro prospettiva più vera, nell’unità del piano eterno di Dio? Ciò richiede, come sappiamo, una continua conversione e l’impegno di “rinnovarci nello spirito della nostra mente” (cfr Ef 4,23), per acquistare una mentalità nuova e spirituale. Esige anche lo sviluppo di quelle virtù che mettono ciascuno di noi in grado di crescere in santità e di portare frutti spirituali nel proprio stato di vita. Non è forse questa costante conversione “intellettuale” altrettanto necessaria quanto la conversione “morale” per la nostra crescita nella fede, per il nostro discernimento dei segni dei tempi e per il nostro contributo personale alla vita e la missione della Chiesa?
Una delle grandi delusioni che seguirono il Concilio Vaticano II, con la sua esortazione ad un più grande impegno nella missione della Chiesa per il mondo, penso, sia stata per tutti noi l’esperienza di divisione tra gruppi diversi, generazioni diverse e membri diversi della stessa famiglia religiosa. Possiamo andare avanti solo se insieme fissiamo il nostro sguardo su Cristo!
Nella luce della fede scopriremo allora la sapienza e la forza necessarie per aprirci verso punti di vista che eventualmente non coincidono del tutto con le nostre idee o i nostri presupposti. Così possiamo valutare i punti di vista di altri, siano essi più giovani o più anziani di noi, e infine ascoltare “ciò che lo Spirito dice” a noi ed alla Chiesa (cfr Ap 2, 7). In questo modo ci muoveremo insieme verso quel vero rinnovamento spirituale che voleva il Concilio, un rinnovamento che, solo, può rinforzare la Chiesa nella santità e nell’unità indispensabili per la proclamazione efficace del Vangelo nel mondo di oggi.
Cari amici, queste considerazioni mi conducono ad un’ultima osservazione riguardo a questa grande cattedrale in cui ci troviamo.
L’unità di una cattedrale gotica, lo sappiamo, non è l’unità statica di un tempio classico, ma un’unità nata dalla tensione dinamica di forze diverse che spingono l’architettura in alto, orientandola verso il cielo. Anche qui possiamo vedere un simbolo dell’unità della Chiesa che è unità – come san Paolo ci ha detto – di un corpo vivo composto da molte membra diverse, ognuno con il proprio ruolo e la propria determinazione.
Anche qui vediamo la necessità di riconoscere e rispettare i doni di ogni singolo membro del corpo come “manifestazioni dello Spirito per l’utilità comune” (1 Cor 12,7). Certo, nella struttura della Chiesa voluta da Dio occorre distinguere tra i doni gerarchici e quelli carismatici (cfr Lumen gentium, 4). Ma proprio la varietà e la ricchezza delle grazie concesse dallo Spirito ci invitano costantemente a discernere come questi doni debbano essere inseriti in modo giusto nel servizio della missione della Chiesa. Voi, cari sacerdoti, mediante l’ordinazione sacramentale siete stati conformati a Cristo, Capo del Corpo. Voi, cari diaconi, siete stati ordinati per il servizio di questo Corpo. Voi, cari religiosi e religiose, sia contemplativi che dediti all’apostolato, avete consacrato la vostra vita alla sequela del Maestro divino nell’amore generoso e nella piena fedeltà al suo Vangelo. Tutti voi che oggi riempite questa cattedrale, così come i vostri fratelli e sorelle anziani, malati o in pensione che uniscono le loro preghiere e i loro sacrifici al vostro lavoro, siete chiamati ad essere forze di unità all’interno del Corpo di Cristo. Mediante la vostra testimonianza personale e la vostra fedeltà al ministero o all’apostolato a voi affidato preparate la via allo Spirito. Poiché lo Spirito non cessa mai di effondere i suoi doni abbondanti, suscitare nuove vocazioni e nuove missioni e di guidare la Chiesa – come il Signore ha promesso nel brano evangelico di stamattina – alla verità tutta intera (cfr Gv 16, 13).
Volgiamo dunque il nostro sguardo in alto! E con grande umiltà e fiducia chiediamo allo Spirito di metterci in grado ogni giorno di crescere nella santità che ci renderà pietre vive nel tempio che Egli sta innalzando proprio adesso in mezzo al mondo. Se dobbiamo essere forze vere di unità, allora impegniamoci ad essere i primi a cercare una riconciliazione interiore mediante la penitenza! Perdoniamo i torti subiti e soffochiamo ogni sentimento di rabbia e di contesa! Impegniamoci ad essere i primi a dimostrare l’umiltà e la purità di cuore necessarie per avvicinarci allo splendore della verità di Dio! In fedeltà al deposito della fede affidato agli Apostoli (cfr 1 Tm 6,20), impegniamoci ad essere gioiosi testimoni della forza trasformatrice del Vangelo!
Cari fratelli e sorelle, in conformità con le tradizioni più nobili della Chiesa in questo Paese, siate anche i primi amici del povero, del profugo, dello straniero, del malato e di tutti i sofferenti! Agite come fari di speranza, irradiando la luce di Cristo nel mondo ed incoraggiando i giovani a scoprire la bellezza di una vita donata completamente al Signore e alla sua Chiesa! Rivolgo questo appello in modo speciale ai tanti seminaristi e giovani religiose e religiosi qui presenti. Ciascuno di voi ha un posto particolare nel mio cuore.
Non dimenticate mai che siete chiamati a portare avanti, con tutto l’entusiasmo e la gioia che vi dona lo Spirito, un’opera che altri hanno cominciato, un patrimonio che un giorno anche voi dovrete passare ad una nuova generazione. Lavorate con generosità e gioia, perché Colui che servite è il Signore!
Le punte delle torri della cattedrale di san Patrizio vengono di gran lunga superate dai grattacieli del profilo di Manhattan; tuttavia, nel cuore di questa metropoli indaffarata esse sono un segno vivo che ricorda la costante nostalgia dello spirito umano di elevarsi verso Dio. In questa Celebrazione eucaristica vogliamo ringraziare il Signore perché ci permette di riconoscerlo nella comunione della Chiesa e di collaborare con Lui, edificando il suo Corpo mistico e portando la sua parola salvifica come buona novella agli uomini e alle donne del nostro tempo. E quando poi usciremo da questa grande chiesa, andiamo come araldi della speranza in mezzo a questa città e in tutti quei luoghi dove la grazia di Dio ci ha posto. In questo modo la Chiesa in America conoscerà una nuova primavera nello Spirito ed indicherà la via verso quell’altra città più grande, la nuova Gerusalemme, la cui luce è l’Agnello (cfr Ap 21,23). Poiché Dio sta preparando anche ora un banchetto di gioia e vita infinite per tutti i popoli. Amen
Parole improvvisate dal Santo Padre al termine della Santa Messa:
In questo momento posso solo ringraziarvi per il vostro amore alla Chiesa e a Nostro Signore; ringraziarvi perché donate il vostro amore anche al povero Successore di San Pietro. Cercherò di fare tutto il possibile per essere un degno successore del grande Apostolo, il quale pure era un uomo con i suoi difetti e i suoi peccati, ma che rimane alla fine la roccia per la Chiesa. E così anch’io con tutta la mia spirituale povertà posso essere, per questo tempo, in virtù della grazia del Signore, il Successore di Pietro.
Sono anche le vostre preghiere e il vostro amore che mi danno la certezza che il Signore mi aiuterà in questo mio ministero. Sono quindi profondamente grato per il vostro amore, per le vostre preghiere. La mia risposta in questo momento, per tutto quello che mi avete donato nel corso di questa visita, è la benedizione che ora vi imparto, al termine di questa bella Celebrazione".
© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana
19 aprile 2005 - 19 aprile 2016: Tu es Petrus. Buon anniversario, Benedetto!!!
LINK DIRETTO SU YOUTUBE
Il 19 aprile 2005 il cardinale Joseph Ratzinger veniva eletto Papa con il nome di Benedetto XVI. Undici anni dopo gli dedichiamo il canto del "Tu es Petrus" realizzato dal coro della Cattedrale di Monaco di Baviera all'inizio della Celebrazione dei Vespri (10 settembre 2006).
Carissimi Amici, grazie al lavoro di Gemma possiamo riascoltare il bellissimo canto del "Tu es Petrus". Oggi è il giorno più indicato perché celebriamo l'anniversario dell'elezione di Joseph Ratzinger a Papa. Credo che il regalo più bello che possiamo fare al Santo Padre sia quello di assicurargli la nostra preghiera unita alla stima e all'affetto che abbiamo sempre nutrito e nutriamo per lui. Grazie, Santità e...ad multos annos :-)
Il blog
sabato 16 aprile 2016
Gli 89 anni di un uomo e di un Papa speciale...auguri, Benedetto :-)
Il 16 aprile 1927, ottantanove anni fa, era Sabato Santo e vedeva la luce uno dei più grandi Papi della storia, maestro di teologia e dottore della Chiesa.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente (io no purtroppo) ne parla come di un uomo straordinariamente gentile e sorridente, dotato di quell'ironia che solo le grandi intelligenze possiedono. Chi l'ha avuto come docente universitario non dimenticherà mai le sue straordinarie lezioni e chi gli è stato accanto quando era cardinale e poi Papa ha di lui un ricordo prezioso che custodisce gelosamente.
La maggior parte di noi non ha conosciuto Joseph Ratzinger di persona ma ha imparato ad apprezzarlo attraverso i suoi scritti e a volergli bene in modo speciale dopo la sua elezione a Pontefice. Undici anni fa, proprio in questo periodo, vivevo un momento straziante della mia vita e non dimenticherò mai come Papa Benedetto abbia saputo aiutarmi con la sua presenza e i suoi insegnamenti.
Non ci resta che fare i nostri migliori auguri a Joseph-Benedetto per questo traguardo così importante ringraziando Dio per avercelo regalato come Papa anche se per breve tempo. Sappiamo però che egli veglia su di noi con la preghiera e noi gli siamo sempre accanto con il pensiero e il cuore :-)
Buon compleanno, Santità!
Il blog
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente (io no purtroppo) ne parla come di un uomo straordinariamente gentile e sorridente, dotato di quell'ironia che solo le grandi intelligenze possiedono. Chi l'ha avuto come docente universitario non dimenticherà mai le sue straordinarie lezioni e chi gli è stato accanto quando era cardinale e poi Papa ha di lui un ricordo prezioso che custodisce gelosamente.
La maggior parte di noi non ha conosciuto Joseph Ratzinger di persona ma ha imparato ad apprezzarlo attraverso i suoi scritti e a volergli bene in modo speciale dopo la sua elezione a Pontefice. Undici anni fa, proprio in questo periodo, vivevo un momento straziante della mia vita e non dimenticherò mai come Papa Benedetto abbia saputo aiutarmi con la sua presenza e i suoi insegnamenti.
Non ci resta che fare i nostri migliori auguri a Joseph-Benedetto per questo traguardo così importante ringraziando Dio per avercelo regalato come Papa anche se per breve tempo. Sappiamo però che egli veglia su di noi con la preghiera e noi gli siamo sempre accanto con il pensiero e il cuore :-)
Buon compleanno, Santità!
Il blog
mercoledì 3 luglio 2013
sabato 29 giugno 2013
62 anni fa Joseph Ratzinger veniva ordinato sacerdote: gli auguri del blog
Carissimi amici, il 29 giugno 1951, sessantadue anni fa, Joseph Ratzinger veniva ordinato sacerdote nel Duomo di Frisinga.
Siamo uniti nella preghiera a Benedetto ringraziando Dio per questo grandissimo dono di una vita interamente dedicata al Signore ed alla sua Chiesa!
Di seguito lo speciale del blog realizzato due anni fa:
29 GIUGNO 2011: 60° ANNIVERSARIO DELL'ORDINAZIONE PRESBITERALE DI JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI: LO SPECIALE DEL BLOG
Eccezionale documento: il video dell'ordinazione sacerdotale di padre Joseph Ratzinger
PREGHIERA DEL PAPA PER IL SUO 60° ANNIVERSARIO DI SACERDOZIO
Siamo uniti nella preghiera a Benedetto ringraziando Dio per questo grandissimo dono di una vita interamente dedicata al Signore ed alla sua Chiesa!
Di seguito lo speciale del blog realizzato due anni fa:
29 GIUGNO 2011: 60° ANNIVERSARIO DELL'ORDINAZIONE PRESBITERALE DI JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI: LO SPECIALE DEL BLOG
Eccezionale documento: il video dell'ordinazione sacerdotale di padre Joseph Ratzinger
PREGHIERA DEL PAPA PER IL SUO 60° ANNIVERSARIO DI SACERDOZIO
martedì 28 maggio 2013
Joseph Ratzinger celebra oggi il 36° anniversario della sua ordinazione episcopale
Benedetto XVI celebra i 35 anni della sua ordinazione episcopale
Oggi Benedetto XVI celebra il 35.mo anniversario della sua ordinazione episcopale, avvenuta nella cattedrale di Monaco il 28 maggio 1977. Joseph Ratzinger veniva chiamato da Paolo VI a diventare arcivescovo di Monaco e Frisinga. Una ricorrenza che segue di poco il settimo anniversario dell’inizio del Pontificato e il suo 85° compleanno: eventi che gli hanno fatto sentire la vicinanza di tante persone. Ce ne parla Sergio Centofanti.
Il Papa ha sentito molto l’affetto dei fedeli che si sono stretti intorno a lui in questo periodo di gioie ma anche di sofferenze. Ha sentito molto le preghiere di tante persone semplici e ha chiesto di continuare a sostenerlo con la preghiera perché “con l’aiuto dello Spirito Santo possa perseverare” nel suo servizio a Cristo e alla Chiesa:
“Fin dal primo momento della mia elezione come Successore di San Pietro, mi sono sempre sentito sorretto dalla preghiera della Chiesa, dalla vostra preghiera, soprattutto nei momenti più difficili. Vi ringrazio di cuore. Con la preghiera costante e fiduciosa, il Signore ci libera dalle catene, ci guida per attraversare qualsiasi notte di prigionia che può attanagliare il nostro cuore, ci dona la serenità del cuore per affrontare le difficoltà della vita, anche il rifiuto, l’opposizione, la persecuzione”. (Udienza generale del 9 maggio 2012)
Benedetto XVI constata con dolore che “a Satana è stato concesso di vagliare i discepoli visibilmente davanti a tutto il mondo”. Ma sa che la casa costruita sulla roccia non cade durante la tempesta. E invita ad imitare la prima comunità cristiana:
“… la richiesta che la prima comunità cristiana di Gerusalemme formula a Dio nella preghiera non è quella di essDi fronte al pericolo, alla difficoltà, alla minaccia, la prima comunità cristiana non cerca di fare analisi su come reagire, trovare strategie, come difendersi, quali misure adottare, ma, davanti alla prova, si mette in preghiera, prende contatto con Dio ere difesa, di essere risparmiata dalla prova, dalla sofferenza, non è la preghiera di avere successo, ma solamente quella di poter proclamare … con franchezza, con libertà, con coraggio, la Parola di Dio”. (Udienza generale del 18 aprile 2012)
Parla di Gesù che nel Getsemani “vede la marea sporca di tutta la menzogna e di tutta l’infamia che gli viene incontro in quel calice che deve bere”. Ma nella certezza che la Pentecoste vince la Babele delle divisioni.
Mi trovo di fronte all’ultimo tratto del percorso della mia vita e non so cosa mi aspetta” – ha detto in occasione dei suoi 85 anni - ma so che la luce di Dio c’è, che Egli è risorto, che la sua luce è più forte di ogni oscurità, che la bontà di Dio è più forte di ogni male di questo mondo”.
© Copyright Radio Vaticana, 28 maggio 2012
venerdì 19 aprile 2013
Benedetto XVI: Ricordo con emozione il primo impatto che dalla Loggia centrale della Basilica ho avuto, subito dopo la mia povera elezione, con i fedeli raccolti in questa stessa Piazza. Mi resta impresso nella mente e nel cuore quell’incontro al quale ne sono seguiti tanti altri...
Clicca qui per rileggere il testo della catechesi tenuta da Benedetto XVI il 19 aprile 2006.
Mons. Semeraro: l’incontro con Cristo cuore della testimonianza di Benedetto XVI
Mons. Semeraro: l’incontro con Cristo cuore della testimonianza di Benedetto XVI
Il giorno dell'elezione di Benedetto XVI, otto anni fa, è ancora fortemente presente nella memoria collettiva. Per una riflessione sull’elezione e il servizio che il Papa emerito continua ad offrire alla Chiesa con la sua preghiera, Alessandro Gisotti ha intervistato il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro:
R. – All’inizio si è presentato come un umile operaio nella vigna del Signore. Questa è una delle immagini della Chiesa. Ha scelto questa immagine, anche molto operativa, molto laboriosa, presentandosi come uno che avrebbe dato tutte le sue forze, tutte le sue energie per far crescere, per dissodare il terreno di questa Chiesa e potervi mettere la piantagione dello Spirito. Quando si è congedato, poi, Benedetto XVI ha fatto ricorso ad un’altra immagine di Chiesa, quella del popolo pellegrino sulla Terra. Egli non ha più detto di sé di essere un operaio nella Vigna del Signore, ma di essere un pellegrino, che anche personalmente si incammina verso la tappa ultima della vita, che è l’incontro con Cristo. L’incontro con Cristo è stato un tema dominante del magistero di Benedetto XVI, ricordando proprio che l’incontro con Cristo è lo scopo di tutta la vita cristiana.
D. – Il 19 aprile del 2005 è iniziato il Pontificato di Benedetto XVI, che si è concluso il 28 febbraio di quest’anno. Però - ed è questa la cosa straordinaria – non si è concluso il servizio che Benedetto XVI offre alla Chiesa con la preghiera...
R. – La Successione apostolica noi oggi la possiamo cogliere in alcuni segni, che mi pare possano caratterizzare queste due persone, chiamate a sedere l’una dopo l’altra sulla Cattedra di Pietro - il primo, che ha rinunciato al compito di governare tutta la Chiesa e l’altro che gli è subentrato in questo ufficio di Successore di Pietro - e vorrei riassumerla in una parola: umiltà. C’è un’umiltà che questi due servi della Chiesa esprimono nel loro ministero. Papa Benedetto in questo mettersi da parte, in questo suo ritirarsi, ma raccogliersi in quello che più importa nella vita della Chiesa, perché lo scopo della Chiesa è lodare il Signore!
© Copyright Radio Vaticana
Benedetto XVI, la lezione dell'umiltà. Intervento di Dom Louis-Marie Geyer d’Orth
Clicca qui per leggere la traduzione in italiano dell'intervento del Padre Abate dell’abbazia Sainte-Madeleine di Le Barroux, Dom Louis-Marie Geyer d’Orth, apparso nel volume collettivo "Benoît XVI. Le pontificat de la joie". Grazie a D. per la segnalazione :-)
IL 19 APRILE 2005 L'ELEZIONE DEL SEMPLICE ED UMILE LAVORATORE NELLA VIGNA DEL SIGNORE
Carissimi amici, in questi anni abbiamo sempre festeggiato l'anniversario di Pontificato di Benedetto XVI.
Quest'anno, ovviamente, la situazione e' diversa perche' il Santo Padre ha rinunciato al Ministero Petrino ma noi vogliamo ricordare quei momenti straordinari che sono passati alla storia.
Ringraziamo il nostro amatissimo Papa Emerito per questi otto anni vissuti con lui.
Ecco le prime parole di Benedetto XVI appena eletto:
PAROLE DEL SANTO PADRE
Cari fratelli e sorelle, dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i Signori Cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore.
Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere.
Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre starà dalla nostra parte. Grazie.
19 APRILE 2005: L'ELEZIONE DI UN PAPA STRAORDINARIO: VIDEO
16 APRILE 1927 - 19 APRILE 2005: DA JOSEPH A BENEDETTO. LO SPECIALE DEL BLOG
ELEZIONE ED INSEDIAMENTO DI PAPA BENEDETTO XVI: LO SPECIALE DEL BLOG
Cronaca minuto per minuto di quel 19 aprile 2005
Quest'anno, ovviamente, la situazione e' diversa perche' il Santo Padre ha rinunciato al Ministero Petrino ma noi vogliamo ricordare quei momenti straordinari che sono passati alla storia.
Ringraziamo il nostro amatissimo Papa Emerito per questi otto anni vissuti con lui.
Ecco le prime parole di Benedetto XVI appena eletto:
PAROLE DEL SANTO PADRE
Cari fratelli e sorelle, dopo il grande Papa Giovanni Paolo II, i Signori Cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore.
Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere.
Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre starà dalla nostra parte. Grazie.
19 APRILE 2005: L'ELEZIONE DI UN PAPA STRAORDINARIO: VIDEO
16 APRILE 1927 - 19 APRILE 2005: DA JOSEPH A BENEDETTO. LO SPECIALE DEL BLOG
ELEZIONE ED INSEDIAMENTO DI PAPA BENEDETTO XVI: LO SPECIALE DEL BLOG
Cronaca minuto per minuto di quel 19 aprile 2005
Iscriviti a:
Post (Atom)



