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lunedì 30 dicembre 2013

Abolire il peccato? Ci provano da più di cento anni (Cascioli). Il punto è un altro (R.)

Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Laura.
Tutto condivisibile ma il problema e' un altro: come mai in tanti, fuori ma soprattutto dentro la chiesa, la pensano esattamente come Scalfari? 
Come mai si parla di "rivoluzione" non solo per esaltare un Papa ma per denigrare TUTTI quelli precedenti? 
E se Scalfari è in errore, come mai le alte gerarchie cattoliche ed i novelli guru della comunicazione vaticana tacciono e non replicano? 
Si puo' consentire questa confusione? 
Si puo' permettere, nel nome del "quieto vivere", che passino messaggi pericolosi e destabilizzanti per i semplici? 
Spero che sia ancora lecito porsi certe domande e che non arrivino le truppe corazzate a definirci di volta in volta protestanti, tradizionalisti, atei e compagnia cantante...
R.

mercoledì 10 luglio 2013

Salvate il Papa dai suoi interpreti (Cascioli)

Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Laura.

Da sottoscrivere l'ultimo capoverso:

"La reazione alle parole e ai gesti del Papa – in questa come in altre occasioni - pone però un problema di comunicazione che non può essere eluso. La quasi totalità dell’opinione pubblica si forma un giudizio su quanto il papa fa e dice leggendo i giornali o guardando i servizi in tv: sono un’infima minoranza coloro che seguono direttamente i suoi interventi o leggono integralmente i suoi discorsi. Nella fattispecie la stragrande maggioranza degli italiani ha un’idea di cosa ha detto il papa a Lampedusa dalle dichiarazioni della Boldrini o della Kyenge, tanto per fare un esempio. Questo dovrebbe spingere chi in Vaticano si occupa di comunicazione a trovare i modi per trasmettere il reale contenuto del messaggio del papa e, più in generale, del Magistero, non ultimo intervenendo quando ci sono distorsioni così plateali. 
Purtroppo si ha invece l’impressione,che a volte chi di dovere quasi si compiaccia di certe interpretazioni".