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Fa piacere che la giornalista scriva che Benedetto XVI non interferiva in nessun modo con la politica italiana perche', come afferma De Mita, egli "aveva una dimensione molto religiosa". Trovo comunque molto riduttivo, se non offensivo, identificarlo come "il Papa che suonava il pianoforte".
Nella lotta alla pedofilia nel clero, nella scelta dei vescovi e nella rimozione dei medesimi non risulta che fosse intento a suonare Mozart.
E che dire di quando si impegno' per risolvere il caso Williamson o di quando impose trasparenza allo Ior?
O di quando inizio' a dare il buon esempio in materia liturgica o di quando inauguro' la sobrieta' rimanendo per tutta l'estate a Castel Gandolfo e rinunciando alle vacanze in montagna?
L'entusiasmo per Papa Francesco e' palpabile in tutto l'articolo ma vorrei ricordare un piccolo particolare: il tanto vituperato Bertone e' ancora li' mentre Ruini e' in vena di interviste. Che cosa e' cambiato se non il Pontefice?
Ecco la contraddizione dell'articolo!
Trovo poi poco corretto insistere su una affermazione del tutto opinabile come questa: Nei giorni del recente conclave c'era chi diceva che sarebbero bastati "sei mesi di pontificato di Carlo Maria Martini per cambiare il destino della Chiesa, molto in subordine anche quello dell'Italia".
Secondo un'altra vulgata, non riportata dalla De Gregorio, ci fu chi disse che sarebbero bastati quattro anni di Bergoglio per cambiare la Chiesa.
Ma davvero si pensa che ci beviamo una cosa del genere?
E se fosse vero che certuni hanno diffuso queste voci, una domanda ci sorge spontanea dal cuore: perche' nel 2005 nessuno scalpitava per diventare Papa? Noi non sappiamo come andarono le cose ma c'e' chi riferisce che Bergoglio pianse quando capi' che rischiava di essere eletto. Come mai non accetto' allora?
La gerarchia ecclesiastica dovrebbe solo ringraziare Joseph Ratzinger per essersi assunto la responsabilita' di traghettare la Chiesa fino a febbraio fra mille difficolta', eredita' molto pesanti e attacchi di ogni genere.
Chissa' se oggi accetterebbe ancora anche considerato il modo in cui la chiesa (minuscolo) lo sta trattando.
R.
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