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giovedì 25 aprile 2013

Mons. Pompili: nuovo clima grazie a gesto dirompente di Benedetto XVI (Asca) Ingiusto ridurre tutto alla rinuncia (R.)

Benedetto XVI: mons. Pompili, nuovo clima grazie a suo gesto dirompente

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 24 apr 

Il nuovo clima che si respira nella Chiesa con il pontificato di papa Francesco trae le sue radici dal ''gesto non rivoluzionario ma certamente dirompente compiuto da Benedetto XVI'' e culminato con la sua rinuncia al pontificato. E' quanto ha affermato mons. Domenico Pompili, direttore dell'ufficio nazionale per la comunicazione della Cei, intervenuto questa sera a Roma, presso la libreria Centro Russia Ecomenica, nel corso della presentazione del libro: ''Ratzinger. Dalla paura al tempo dell'amore'' del vicedirettore dell'Osservatore Romano Carlo Di Cicco.
Un volume, edito dall'editrice 'Memori', che ripercorre le tappe salienti del pontificato di papa Ratzinger fino al suo clamoroso gesto.
''In tutti i modi Benedetto XVI - afferma nel libro Di Cicco - ha cercato di disincagliare la barca di Pietro e rimetterla in piena navigazione. In parte e' stato compreso, ma la sua predicazione dell'amore e' rimasta per buona parte epidermica e servira', forse, nel prossimo futuro''.
A ricordare come quella di papa Ratzinger sia stata una ''spinta irrisolta sulla via della riforma della Chiesa'', e' stato invece mons. Pompili che, comunque, ha aggiunto che papa Benedetto ''ha avuto il merito di aver scacciato la paura nella Chiesa'' e che la sua rinuncia ''ha mostrato al mondo che un passaggio cosi' doloroso e' equivalso anche a quella creativita' che ha portato al cambiamento di clima attuale cosi' ben interpretato da papa Francesco''.
A prendere la parola anche il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi che ha, invece, ricordato quella che ha definito ''una diffidenza della stampa'' verso il pontificato di Ratzinger descritto troppo spesso come ''distante dalla gente''. Valutazione, ha fatto notare Siddi, poi smentita dagli ultimi atti del pontificato e ''dall'estrema umanita''' dimostrata da Benedetto XVI negli atti finali della sua missione.
Secondo il direttore dell'Asca, Gianfranco Astori, infine, la figura di papa Ratzinger va inquadrata nella ''fine del vecchio e nell'inizio del nuovo'', per la Chiesa cattolica e che le dimissioni di Ratzinger vanno inserite nell'alveo di un ''papa innovatore che ha chiuso definitivamente con la Chiesa del 'Sillabo' aprendo alla Chiesa della speranza''.

© Copyright Asca

Molto ingiusto ridurre il Pontificato di Benedetto XVI alla rinuncia.
Dire che il suo gesto ha aperto la strada al "nuovo clima" significa, sostanzialmente, confermare che il problema della chiesa era proprio Ratzinger.
La responsabilita' dei media e' molto grave ma ancora piu' grave quella della gerarchia ecclesiastica.
Benedetto XVI ha caricato sulle sue spalle la croce di tutti e per tutti e se l'e' portata a Castel Gandolfo.
Magari si potrebbe riconoscere almeno questo.
Non si puo' ridurre tutto alla rinuncia perche' in otto anni il Papa ha risolto problemi di portata epocale, problemi di cui oggi nessuno parla per convenienza o per malafede.
R.