mercoledì 1 maggio 2013
Dominique Rey parla dell'importanza della liturgia per Papa Benedetto XVI (Pentin)
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Benedetto torna in Vaticano (Bandini)
Benedetto torna in Vaticano: la prima volta con due Papi
Marinella Bandini
Tornerà in punta di piedi, in un normale giovedì pomeriggio.
Il prossimo 2 maggio Benedetto XVI farà rientro in Vaticano. Il commiato da Castel Gandolfo avverrà in forma strettamente privata, per suo desiderio (avrebbe anche rifiutato la cittadinanza onoraria).
Il tragitto sarà compiuto in elicottero, con arrivo in Vaticano verso le 16.30-17.
Al momento non è prevista una vera e propria cerimonia di bentornato, anche sarà presente qualche stretto collaboratore. Non trovano riscontro ufficiale le indiscrezioni sulla presenza di Francesco, ma una decisione in questo senso potrebbe arrivare anche all'ultimo. Sicuramente, da domani, per la prima volta nella storia, due papi coabiteranno a poche centinaia di metri, dentro il «recinto di San Pietro». Una vicinanza fisica che potrebbe preludere a una più stretta collaborazione. I contatti tra i due non sono mancati in questo mese, molto più intensi delle telefonate registrate dalle versioni ufficiali. Uno dei frutti sarà l'enciclica che Francesco potrebbe donare alla Chiesa in concomitanza con la chiusura dell'Anno della fede, un lavoro già impostato dal suo predecessore.
Al monastero Mater Ecclesiae - nel cuore dei Giardini Vaticani - i lavori di ristrutturazione sono terminati, e negli ultimi giorni le memores hanno fatto la spola tra Castel Gandolfo e le mura leonine per rassettare e sistemare gli ultimi dettagli. La struttura, che dal 1994 fino a novembre scorso ha ospitato - con turni di cinque anni - le monache, da giovedì diventerà il ritiro del Papa emerito. A sua disposizione, una stanza e un salottino per ricevere, ma anche uno studio dove collocherà l'inseparabile scrivania che acquistò quando ancora era un giovane studioso, nel 1954 in Germania. E sarà circondato dai suoi libri, rigorosamente collocati nella posizione di sempre. Del resto Ratzinger è un abitudinario così, foto alla mano e scatoloni meticolosamente ordinati e numerati, i libri sono stati trasferiti in modo preciso su 240 metri di scaffali. Non mancherà il pianoforte, ad allietare qualche momento comune. Quanto al mobilio, la scelta è stata all'insegna della sobrietà: ciò che era nell'appartamento pontificio è rimasto lì, a disposizione del successore, mentre nella nuova dimora Benedetto XVI ha deciso di portare i vecchi mobili che usava da cardinale nell'appartamento di Piazza Leonina.
Con lui abiterà la stessa «famiglia» che è stata al suo fianco durante il Pontificato: le quattro Memores Domini e monsignor Georg Gaenswein, che nel frattempo è diventato prefetto della Casa Pontificia. In questa veste, gli spetterebbe l'appartamento nella prima loggia del Palazzo apostolico, che a questo punto rimarrà vacante, come quello papale, dove per ora Francesco ha deciso di non risiedere. Non ci sarà più monsignor Alfred Xuereb, passato al servizio del nuovo Papa, né il diacono che in questi mesi è stato al fianco di Benedetto XVI. Non risiederà all'ex monastero neanche Birgit Wansing, storica segretaria di Ratzinger, ma la sua sarà una presenza costante, visto che oltre a prendere le dettature è l'unica che riesce a leggere la minuta scrittura del Papa emerito, di solito appunti stenografati, come usa da sempre. Ci sarà anche una stanza riservata al fratello di Benedetto XVI, monsignor Georg Ratzinger, il quale in una recente esternazione si è detto molto contento di avere «una stanza tutta per me» per quando verrà in visita.
© Copyright Il Giornale, 1° maggio 2013
Benedetto XVI torna in Vaticano. La nuova casa al «Mater Ecclesiae»
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Benedetto e Francesco, il miracolo di una amicizia secondo Marina Ricci (Vites)
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Peres: tutto il popolo di Israele aspetta Francesco a Gerusalemme. Lombardi: non c'è data del viaggio ma l'invito accolto con gioia (Izzo)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 apr.
"L'aspetto a Gerusalemme, non solo io ma tutto il popolo d'Israele". Con queste parole il presidente israeliano Shimon Peres si e' congedato da Papa Francesco dopo un cordiale colloquio di circa 20 minuti.
Accompagnato da una delegazione di 10 dignitari, Peres e' stato accolto dal Papa nella Sala del Tronetto alla presenza del prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gaenswein, ben conosciuto dal presidente per aver accompagnato Benedetto XVI nel viaggio del 2009 in Terra Santa.
E dei giornalisti che hanno potuto cogliere un breve scambio di battute, tra le quali una richiesta di preghiere fatta dal presidente al Papa: "Preghi per tutti noi".
Poi tutti sono usciti e solo un interprete e i due interlocutori sono rimasti nella Biblioteca privata del Palazzo Apostolico per il colloquio, al termine del quale si e' colta invece un'offerta di preghiere da parte del presidente israeliano: "Domani - ha promesso infatti Peres a Bergoglio - andro' ad Assisi e li' preghero' per lei". Peres sembrava molto a suo agio (tanto che presentando i suoi collaboratori al Papa piu' volte ha strappato sorrisi se non aperte risate con le sue battute), Bergoglio forse un po' piu' teso.
Quando infatti si e' mostrato infastidito dal lavoro dei fotografi e dei cameramen, lo stesso Peres gli ha ricordato: "questo fa parte della nostra vita".
A Francesco ha poi donato un volume con la copertina nera sul quale c'era la dicitura in inglese ed ebraico "Bibbia di Gerusalemme". Ed ha chiesto all'interprete di leggere ad alta voce la sua dedica al Papa: "A Sua Santita' Papa Francesco, che lei possa prosperare in tutto quello che fa e ovunque lei vada".
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PAPA: LOMBARDI, NON C'E' DATA VIAGGIO MA INVITO ACCOLTO CON GIOIA
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 apr.
"Il presidente Shimon Peres ha invitato il Papa nella Terra d'Israele. Sappiamo che i Papi vanno volentieri in Terra Santa, l'invito e' stato accolto dunque con disponibilita' e gioia". Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, a margine della visita di Peres al Papa.
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