lunedì 21 agosto 2017

Italia in apprensione: improvvisamente scomparse tutte le "gambe tese" (R.)

Cari amici,
se non fosse una tragedia, ci sarebbe davvero da ridere, ma in fondo che male c'è a farsi qualche sana risata? Sì perchè c'è da morire dal ridere nell'assistere allo spettacolo odierno ripensando a quanto accadeva solo cinque anni fa...
Mi riferisco ovviamente a tutta la tematica relativa allo ius soli, ossia alla concessione della cittadinanza a chi nasce in un determinato Paese.
Per la cronaca del giorno vi rimando al sempre interessante e puntuale post di Marco Tosatti che è consultabile qui.
Ritorniamo con il pensiero a quanto accadeva negli anni del Pontificato di Papa Benedetto. Non appena egli parlava, c'era sempre chi, da qualche parte del mondo, si strappava i capelli o, non avendoli, altro.
Il Papa parlava e subito arrivava la "cavalleria" a difesa dello stato laico. Ricordo in particolare i radicali, sempre pronti a farsi intervistare a ogni pronunciamento del Papa o dei vescovi. 
C'era un'espressione davvero divertente, presa in prestito (credo) dal linguaggio sportivo: intervento a gamba tesa!
Il Papa entra a gamba tesa nel dibattito politico...
Ruini a gamba tesa sui politici...
Ratzinger di nuovo a gamba tesa...
Grave e inaccettabile ingerenza di Papa e Cei.
Stop ingerenze! Il Parlamento abolisca subito il Concordato e l'otto per mille!
Ricordiamo Emma Bonino (ora additata come sublime esempio da seguire) seduta in un gazebo nei pressi di Piazza San Pietro per protestare contro l'eccessiva presenza del Papa sulla Rai.
Gli interventi "a gamba tesa" riguardavano soprattutto i temi etici (in particolare la difesa della vita e del matrimonio). Ricordo, così per inciso, che si tratta di questioni che non riguardano solo lo Stato ma anche la Chiesa. Sono o, meglio, erano i cosiddetti principi non negoziabili.
Essere chiari su certi punti fondamentali equivaleva a entrare a gamba tesa nel dibattito politico.
Mi domando e vi domando: ma che fine hanno fatto tutte queste gambe tese?
Siamo preoccupati! Sarà il caso di lanciare un appello? Si dovrà interpellare la Sciarelli?
Siamo di fronte ad una vera e propria scomparsa, forse a un sequestro di...gambe tese! :-)
Purtroppo non ne abbiamo più notizie. Eppure mai come oggi esse avrebbero dovuto saltare fuori da gonne e pantaloni, pensino dai costumi da bagno!
Sì perchè il tema dello ius soli (diritto del suolo) è eminentemente e squisitamente politico nel senso più alto del termine.
Lo Stato è infatti costituito da tre elementi fondamentali intimamente connessi: il territorio, la sovranità e il popolo. E che cos'è il popolo? E' l'insieme degli individui che, su un determinato territorio, godono della cittadinanza del proprio Paese.
Parliamo di un elemento costitutivo dello Stato. Per questo le leggi che regolano l'acquisto della cittadinanza sono così importanti.
Non è un argomento da salotto. E' una questione politica fondamentale.
Forse in questo caso le "gambe tese" non sarebbero state poi così fuori luogo. Eppure...tutto tace.
La risata è d'obbligo.
Consoliamoci perchè, al prossimo giro, non sarà facile per i cultori delle "gambe tese" tirare fuori gli arti dagli armadi a meno che non vogliamo restare sepolti da una montagna di risate nemmeno troppo tese :-)
R.

Benedetto XVI: non ci costruiamo un Dio privato, non ci costruiamo un Gesù privato, ma che crediamo e ci prostriamo davanti a quel Gesù che ci viene mostrato dalle Sacre Scritture



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Il 20 agosto 2005, in occasione della Veglia della GMG di Colonia, davanti a un milione di giovani, Benedetto pronunciò una parte del suo intervento in Italiano. La trascrizione integrale del testo è consultabile qui.
Grazie come sempre a Gemma :-)

In particolare:

Questo significa che non ci costruiamo un Dio privato, non ci costruiamo un Gesù privato, ma che crediamo e ci prostriamo davanti a quel Gesù che ci viene mostrato dalle Sacre Scritture e che nella grande processione dei fedeli chiamata Chiesa si rivela vivente, sempre con noi e al tempo stesso sempre davanti a noi. 
Si può criticare molto la Chiesa. Noi lo sappiamo, e il Signore stesso ce l'ha detto: essa è una rete con dei pesci buoni e dei pesci cattivi, un campo con il grano e la zizzania. 
Papa Giovanni Paolo II, che nei tanti beati e santi ci ha mostrato il volto vero della Chiesa, ha anche chiesto perdono per ciò che nel corso della storia, a motivo dell'agire e del parlare di uomini di Chiesa, è avvenuto di male. In tal modo fa vedere anche a noi la nostra vera immagine e ci esorta ad entrare con tutti i nostri difetti e debolezze nella processione dei santi, che con i Magi dell'Oriente ha preso il suo inizio. In fondo, è consolante il fatto che esista la zizzania nella Chiesa. Così, con tutti i nostri difetti possiamo  tuttavia sperare di trovarci ancora nella sequela di Gesù, che ha chiamato proprio i peccatori. La Chiesa è come una famiglia umana, ma è anche allo stesso tempo la grande famiglia di Dio, mediante la quale Egli forma uno spazio di comunione e di unità attraverso tutti i continenti, le culture e le nazioni. Perciò siamo lieti di appartenere a questa grande famiglia che vediamo qui; siamo lieti di avere fratelli e amici in tutto il mondo. Lo sperimentiamo proprio qui a Colonia quanto sia bello appartenere ad una famiglia vasta come il mondo, che comprende il cielo e la terra, il passato, il presente e il futuro e tutte le parti della terra. In questa grande comitiva di pellegrini camminiamo insieme con Cristo, camminiamo con la stella che illumina la storia.

venerdì 18 agosto 2017

Una preghiera per le vittime e i feriti dell'attentato islamico di Barcellona

Benedetto XVI alla Sagrada Familia (Barcellona)
Cari amici,
oggi il nostro pensiero non può che andare a Barcellona, ai feriti e alle vittime del vile attentato di matrice islamica avvenuto nella giornata di ieri.
Una preghiera speciale per tutti.
Il blog

p.s. i buonisti di professione, prima di parlare ancora, magari comodamente seduti sulle loro poltrone in edifici ben protetti da forze dell'ordine e/o da alte mura o in comode redazioni, guardino le immagini di Barcellona (come quelle di Parigi, Nizza, Berlino, Monaco, Londra...) dando una ripassata anche a quelle di New York.
R.

martedì 15 agosto 2017

Benedetto XVI: "La grandezza di Maria, Madre di Dio, piena di grazia, pienamente docile all’azione dello Spirito Santo, vive già nel Cielo di Dio con tutta se stessa, anima e corpo" (15 agosto 2011)



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Grazie a Gemma riascoltiamo l'omelia tenuta da Papa Benedetto nella Solennità dell'Assunzione di Maria nel 2011. Buona Festa dell'Assunta a tutti :-)

Come da tradizione anche il 15 agosto 2011 Papa Benedetto XVI celebrò la Santa Messa dell'Assunzione di Maria nella Parrocchia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo. Le omelie dell'Assunta sono vere perle del Pontificato di Joseph Ratzinger. Riascoltiamo quella pronunciata sei anni fa il cui testo è consultabile qui.

In particolare:

"ci ritroviamo riuniti, ancora una volta, a celebrare una delle più antiche e amate feste dedicate a Maria Santissima: la festa della sua assunzione alla gloria del Cielo in anima e corpo, cioè in tutto il suo essere umano, nell’integrità della sua persona. Ci è data così la grazia di rinnovare il nostro amore a Maria, di ammirarla e di lodarla per le “grandi cose” che l’Onnipotente ha fatto per Lei e che ha operato in Lei.

Nel contemplare la Vergine Maria ci è data un’altra grazia: quella di poter vedere in profondità anche la nostra vita. Sì, perché anche la nostra esistenza quotidiana, con i suoi problemi e le sue speranze, riceve luce dalla Madre di Dio, dal suo percorso spirituale, dal suo destino di gloria: un cammino e una meta che possono e devono diventare, in qualche modo, il nostro stesso cammino e la nostra stessa meta. Ci lasciamo guidare dai brani della Sacra Scrittura che la liturgia oggi ci propone. Vorrei soffermarmi, in particolare, su un’immagine che troviamo nella prima lettura, tratta dall’Apocalisse, e alla quale fa eco il vangelo di Luca: cioè, quella dell’arca".

"La grandezza di Maria, Madre di Dio, piena di grazia, pienamente docile all’azione dello Spirito Santo, vive già nel Cielo di Dio con tutta se stessa, anima e corpo".

"Il vangelo di Luca appena ascoltato (cfr Lc 1,39-56), ci mostra quest’arca vivente, che è Maria, in movimento: lasciata la sua casa di Nazaret, Maria si mette in viaggio verso la montagna per raggiungere in fretta una città di Giuda e recarsi nella casa di Zaccaria e di Elisabetta. Mi sembra importante sottolineare l’espressione “in fretta”: le cose di Dio meritano fretta, anzi le uniche cose del mondo che meritano fretta sono proprio quelle di Dio, che hanno la vera urgenza per la nostra vita. Allora Maria entra in questa casa di Zaccaria e di Elisabetta, ma non entra sola. Vi entra portando in grembo il figlio, che è Dio stesso fatto uomo. Certamente c’era attesa di lei e del suo aiuto in quella casa, ma l’evangelista ci guida a comprendere che questa attesa rimanda ad un’altra, più profonda. Zaccaria, Elisabetta e il piccolo Giovanni Battista sono, infatti, il simbolo di tutti i giusti di Israele, il cui cuore, ricco di speranza, attende la venuta del Messia salvatore. Ed è lo Spirito Santo ad aprire gli occhi di Elisabetta e a farle riconoscere in Maria la vera arca dell’alleanza, la Madre di Dio, che viene a visitarla. E così l’anziana parente l’accoglie dicendole “a gran voce”: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?” (Lc 1,42-43)".

"Cari fratelli! Stiamo parlando di Maria, ma, in un certo senso, stiamo parlando anche di noi, di ciascuno di noi: anche noi siamo destinatari di quell’amore immenso che Dio ha riservato - certo, in una maniera assolutamente unica e irripetibile - a Maria. In questa Solennità dell’Assunzione guardiamo a Maria: Ella ci apre alla speranza, ad un futuro pieno di gioia e ci insegna la via per raggiungerlo: accogliere nella fede, il suo Figlio; non perdere mai l’amicizia con Lui, ma lasciarci illuminare e guidare dalla sua parola; seguirlo ogni giorno, anche nei momenti in cui sentiamo che le nostre croci si fanno pesanti. Maria, l’arca dell’alleanza che sta nel santuario del Cielo, ci indica con luminosa chiarezza che siamo in cammino verso la nostra vera Casa, la comunione di gioia e di pace con Dio".

giovedì 10 agosto 2017

Riccardi voleva elogiare Tettamanzi o attaccare Ratzinger per l'ennesima volta? L'enigma Lombardi (R.)

Clicca qui per leggere l'editoriale.
Solitamente non leggo mai i pezzi di Riccardi ma, ahimè, in questo c'era la "parola chiave" (Ratzinger). Mi domando: l'intento era quello di fare un omaggio al cardinale Tettamanzi (che ricordiamo nelle nostre preghiere) o di attaccare per l'ennesima volta Benedetto XVI?
La cosa non mi turba più di tanto ma trovo che sia molto interessante il modo di agire degli "araldi" del nuovo corso. Pur di celebrare le primavere in fiore non si accorgono che certi argomenti sono un tantino spinosi, per non dire pericolosi. Nel senso che potrebbero ritorcersi contro i mittenti...
Dall'articolo apprendiamo che l'elezione di Benedetto XVI "era stata preparata da un gruppo consistente". 
Come? Che cosa vedono i miei occhi? Che cosa sentono le mie orecchie? L'elezione del Papa non è opera dello Spirito Santo ma frutto della decisione dei cardinali e magari di certi gruppi?
Che dolore! Che colpo al cuore! :-)
Forse Riccardi, però, vuole dire un'altra cosa: magari intende suggerire che la scelta di Benedetto è stata fatta dai porporati mentre quella degli altri Papi dallo Spirito Santo. Sì, deve essere così...
Eppure c'è qualcosa di strano...c'è una parola che mi batte nella testa come un martello...gruppo consistente! Ah sì! Ora ricordo! Gruppo...gruppo come quello di San Gallo di cui parlò Danneels? 
Lo dicevo io che certi argomenti erano pericolosi :-)
Se l'elezione del Papa è organizzata da gruppi per motivi, diciamo così, "pratici", gli araldi del nuovo corso dovrebbero iniziare a preoccuparsi. Sì perchè la situazione attuale è particolarmente drammatica: come ho letto sui social, l'espressione "chiesa in uscita" inizia ad avere un significato sinistro (i fedeli escono dalla chiesa e non vi rientrano!). L'otto per mille è in caduta libera perchè una marea di cittadini ha deciso, coscientemente, di firmare per lo Stato o per altre confessioni religiose mollando quella cattolica. All'estero sempre più fedeli lasciano la chiesa non solo in Europa ma anche in America Latina. Le riforme tanto sbandierate non solo non hanno portato frutti, ma sembra che si sia tornati al punto di partenza con l'aggravante di avere spazzato via molte strutture.
La partecipazione agli eventi "di piazza" non è più quella di una volta e, cosa ancora più grave, le grandi celebrazioni all'interno della Basilica di San Pietro, mostrano sedie sempre più vuote (nonostante le inquadrature, per così dire, "benevole").
A fronte di una massiccia presenza della chiesa sui mass media, l'influenza dei Cattolici è sempre meno incisiva nella società occidentale. Parlare degli argomenti che piacciono alla gente che piace produce sui semplici l'effetto opposto a quello che si desidererebbe.
Il caso del piccolo Charlie e quello del Venezuela hanno mostrano un vaticano molto debole e indotto a intervenire sotto la pressione dei fedeli che ormai manifestano i propri "dubia" sui social.
Quindi, cari araldi, attenzione! :-)
Un consiglio: smettete di usare ogni evento per attaccare Ratzinger. Pensate ad aiutare il nuovo corso a invertire una rotta che sta portando la chiesa verso un vicolo cieco.
R.

p.s. Ho letto l'intervista a Lombardi e ho trovato certe frasi su Benedetto XVI particolarmente sgradevoli e opposte rispetto ad altre dichiarazioni rilasciate tempo fa. Non sono mai riuscita a inquadrare bene il personaggio ma ora penso di avere capito che la prima sensazione era quella giusta...
Averne di giovani come quelli che seguivano Papa Benedetto!
R.

martedì 8 agosto 2017

Mons. Georg Gänswein spiega il ruolo e racconta le giornata del Papa Emerito Benedetto XVI (YouTube)



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In occasione della presentazione del volume "Joseph Ratzinger Benedetto XVI - Immagini di una vita" presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio (14 giugno 2017), Mons. Georg Gänswein ha portato ai presenti il saluto di Papa Benedetto XVI.
Nella stessa occasione Mons. Gänswein ha parlato di come Papa Ratzinger trascorre le sue giornate in preghiera e ha speso parole importanti sul ruolo del Pontefice Emerito.
Un intervento tutto da ascoltare e su cui riflettere.
Grazie come sempre a Gemma per il grande lavoro :-)
R.