lunedì 28 agosto 2017

La vita di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI nel libro di Buonanno e Caruso: presentazione (YouTube)



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In occasione della presentazione del volume "Joseph Ratzinger Benedetto XVI - Immagini di una vita" presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio (14 giugno 2017), i due autori, Maria Giuseppina Buonanno e Luca Caruso, hanno avuto modo di esporre il proprio lavoro e di parlare della vita di Benedetto XVI.
Grazie come sempre a Gemma :-)

martedì 22 agosto 2017

Benedetto XVI: è proprio nel silenzio esteriore, ma soprattutto in quello interiore, che Celestino V riesce a percepire la voce di Dio, capace di orientare la sua vita (YouTube)



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Il 4 luglio 2010 Benedetto XVI si recò in visita a Sulmona dove pronunciò un'omelia incentrata sulla figura di Celestino V. L'urna con la salma del Santo fu collocata proprio a fianco dell'altare. Possiamo quindi osservare il pallio che Benedetto XVI donò al suo predecessore l'anno precedente in occasione della sua visita ai luoghi colpiti dal gravissimo sisma del 6 aprile 2009. Grazie come sempre alla nostra Gemma :-)
Il testo integrale dell'omelia è consultabile qui.

In particolare:

Sono passati ben ottocento anni dalla nascita di san Pietro Celestino V, ma egli rimane nella storia per le note vicende del suo tempo e del suo pontificato e,soprattutto, per la sua santità. 
La santità, infatti, non perde mai la propria forza attrattiva, non cade nell’oblio, non passa mai di moda, anzi, col trascorrere del tempo, risplende con sempre maggiore luminosità, esprimendo la perenne tensione dell’uomo verso Dio. Dalla vita di san Pietro Celestino vorrei allora raccogliere alcuni insegnamenti, validi anche nei nostri giorni.

Pietro Angelerio sin dalla sua giovinezza è stato un “cercatore di Dio”, un uomo desideroso di trovare risposte ai grandi interrogativi della nostra esistenza: chi sono, da dove vengo, perché vivo, per chi vivo? Egli si mette in viaggio alla ricerca della verità e della felicità, si mette alla ricerca di Dio e, per ascoltarne la voce, decide di separarsi dal mondo e di vivere da eremita. Il silenzio diventa così l'elemento che caratterizza il suo vivere quotidiano. 
Ed è proprio nel silenzio esteriore, ma soprattutto in quello interiore, che egli riesce a percepire la voce di Dio, capace di orientare la sua vita. 

C’è qui un primo aspetto importante per noi: viviamo in una società in cui ogni spazio, ogni momento sembra debba essere “riempito” da iniziative, da attività, da suoni; spesso non c’è il tempo neppure per ascoltare e per dialogare. Cari fratelli e sorelle! Non abbiamo paura di fare silenzio fuori e dentro di noi, se vogliamo essere capaci non solo di percepire la voce di Dio, ma anche la voce di chi ci sta accanto, la voce degli altri.

Ma è importante sottolineare anche un secondo elemento: la scoperta del Signore che fa Pietro Angelerio non è il risultato di uno sforzo, ma è resa possibile dalla Grazia stessa di Dio, che lo previene. Ciò che egli aveva, ciò che egli era, non gli veniva da sé: gli era stato donato, era grazia, ed era perciò anche responsabilità davanti a Dio e davanti agli altri. Sebbene la nostra vita sia molto diversa, anche per noi vale la stessa cosa: tutto l’essenziale della nostra esistenza ci è stato donato senza nostro apporto. 

Il fatto che io viva non dipende da me; il fatto che ci siano state persone che mi hanno introdotto nella vita, che mi hanno insegnato cosa sia amare ed essere amati, che mi hanno trasmesso la fede e mi hanno aperto lo sguardo a Dio: tutto ciò è grazia e non è “fatto da me”. Da noi stessi non avremmo potuto fare nulla se non ci fosse stato donato: Dio ci anticipa sempre e in ogni singola vita c’è del bello e del buono che noi possiamo riconoscere facilmente come sua grazia, come raggio di luce della sua bontà. 

Per questo dobbiamo essere attenti, tenere sempre aperti gli “occhi interiori”, quelli del nostro cuore. E se noi impariamo a conoscere Dio nella sua bontà infinita, allora saremo capaci anche di vedere, con stupore, nella nostra vita – come i Santi – i segni di quel Dio, che ci è sempre vicino, che è sempre buono con noi, che ci dice: “Abbi fede in me!”.

Nel silenzio interiore, nella percezione della presenza del Signore, Pietro del Morrone aveva maturato, inoltre, un’esperienza viva della bellezza del creato, opera delle mani di Dio: ne sapeva cogliere il senso profondo, ne rispettava i segni e i ritmi, ne faceva uso per ciò che è essenziale alla vita. So che questa Chiesa locale, come pure le altre dell’Abruzzo e del Molise, sono attivamente impegnate in una campagna di sensibilizzazione per la promozione del bene comune e della salvaguardia del creato: vi incoraggio in questo sforzo, esortando tutti a sentirsi responsabili del proprio futuro, come pure di quello degli altri, anche rispettando e custodendo la creazione, frutto e segno dell’Amore di Dio.
...
Infine, un ultimo elemento: san Pietro Celestino, pur conducendo vita eremitica, non era “chiuso in se stesso”, ma era preso dalla passione di portare la buona notizia del Vangelo ai fratelli. E il segreto della sua fecondità pastorale stava proprio nel “rimanere” con il Signore, nella preghiera, come ci è stato ricordato anche nel brano evangelico odierno: il primo imperativo è sempre quello di pregare il Signore della messe (cfr Lc 10,2).

Un pensiero a Ischia e un ricordo nella preghiera

Un pensiero speciale per Ischia e una preghiera per le due vittime e per i tanti feriti del sisma che ha colpito l'isola ieri sera.
In questo momento facciamo tutti il tifo per i Vigili del Fuoco (moderni angeli) che si stanno prodigando per salvare il piccolo Ciro, ancora intrappolato sotto le macerie.
R.

lunedì 21 agosto 2017

Italia in apprensione: improvvisamente scomparse tutte le "gambe tese" (R.)

Cari amici,
se non fosse una tragedia, ci sarebbe davvero da ridere, ma in fondo che male c'è a farsi qualche sana risata? Sì perchè c'è da morire dal ridere nell'assistere allo spettacolo odierno ripensando a quanto accadeva solo cinque anni fa...
Mi riferisco ovviamente a tutta la tematica relativa allo ius soli, ossia alla concessione della cittadinanza a chi nasce in un determinato Paese.
Per la cronaca del giorno vi rimando al sempre interessante e puntuale post di Marco Tosatti che è consultabile qui.
Ritorniamo con il pensiero a quanto accadeva negli anni del Pontificato di Papa Benedetto. Non appena egli parlava, c'era sempre chi, da qualche parte del mondo, si strappava i capelli o, non avendoli, altro.
Il Papa parlava e subito arrivava la "cavalleria" a difesa dello stato laico. Ricordo in particolare i radicali, sempre pronti a farsi intervistare a ogni pronunciamento del Papa o dei vescovi. 
C'era un'espressione davvero divertente, presa in prestito (credo) dal linguaggio sportivo: intervento a gamba tesa!
Il Papa entra a gamba tesa nel dibattito politico...
Ruini a gamba tesa sui politici...
Ratzinger di nuovo a gamba tesa...
Grave e inaccettabile ingerenza di Papa e Cei.
Stop ingerenze! Il Parlamento abolisca subito il Concordato e l'otto per mille!
Ricordiamo Emma Bonino (ora additata come sublime esempio da seguire) seduta in un gazebo nei pressi di Piazza San Pietro per protestare contro l'eccessiva presenza del Papa sulla Rai.
Gli interventi "a gamba tesa" riguardavano soprattutto i temi etici (in particolare la difesa della vita e del matrimonio). Ricordo, così per inciso, che si tratta di questioni che non riguardano solo lo Stato ma anche la Chiesa. Sono o, meglio, erano i cosiddetti principi non negoziabili.
Essere chiari su certi punti fondamentali equivaleva a entrare a gamba tesa nel dibattito politico.
Mi domando e vi domando: ma che fine hanno fatto tutte queste gambe tese?
Siamo preoccupati! Sarà il caso di lanciare un appello? Si dovrà interpellare la Sciarelli?
Siamo di fronte ad una vera e propria scomparsa, forse a un sequestro di...gambe tese! :-)
Purtroppo non ne abbiamo più notizie. Eppure mai come oggi esse avrebbero dovuto saltare fuori da gonne e pantaloni, pensino dai costumi da bagno!
Sì perchè il tema dello ius soli (diritto del suolo) è eminentemente e squisitamente politico nel senso più alto del termine.
Lo Stato è infatti costituito da tre elementi fondamentali intimamente connessi: il territorio, la sovranità e il popolo. E che cos'è il popolo? E' l'insieme degli individui che, su un determinato territorio, godono della cittadinanza del proprio Paese.
Parliamo di un elemento costitutivo dello Stato. Per questo le leggi che regolano l'acquisto della cittadinanza sono così importanti.
Non è un argomento da salotto. E' una questione politica fondamentale.
Forse in questo caso le "gambe tese" non sarebbero state poi così fuori luogo. Eppure...tutto tace.
La risata è d'obbligo.
Consoliamoci perchè, al prossimo giro, non sarà facile per i cultori delle "gambe tese" tirare fuori gli arti dagli armadi a meno che non vogliamo restare sepolti da una montagna di risate nemmeno troppo tese :-)
R.

Benedetto XVI: non ci costruiamo un Dio privato, non ci costruiamo un Gesù privato, ma che crediamo e ci prostriamo davanti a quel Gesù che ci viene mostrato dalle Sacre Scritture



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Il 20 agosto 2005, in occasione della Veglia della GMG di Colonia, davanti a un milione di giovani, Benedetto pronunciò una parte del suo intervento in Italiano. La trascrizione integrale del testo è consultabile qui.
Grazie come sempre a Gemma :-)

In particolare:

Questo significa che non ci costruiamo un Dio privato, non ci costruiamo un Gesù privato, ma che crediamo e ci prostriamo davanti a quel Gesù che ci viene mostrato dalle Sacre Scritture e che nella grande processione dei fedeli chiamata Chiesa si rivela vivente, sempre con noi e al tempo stesso sempre davanti a noi. 
Si può criticare molto la Chiesa. Noi lo sappiamo, e il Signore stesso ce l'ha detto: essa è una rete con dei pesci buoni e dei pesci cattivi, un campo con il grano e la zizzania. 
Papa Giovanni Paolo II, che nei tanti beati e santi ci ha mostrato il volto vero della Chiesa, ha anche chiesto perdono per ciò che nel corso della storia, a motivo dell'agire e del parlare di uomini di Chiesa, è avvenuto di male. In tal modo fa vedere anche a noi la nostra vera immagine e ci esorta ad entrare con tutti i nostri difetti e debolezze nella processione dei santi, che con i Magi dell'Oriente ha preso il suo inizio. In fondo, è consolante il fatto che esista la zizzania nella Chiesa. Così, con tutti i nostri difetti possiamo  tuttavia sperare di trovarci ancora nella sequela di Gesù, che ha chiamato proprio i peccatori. La Chiesa è come una famiglia umana, ma è anche allo stesso tempo la grande famiglia di Dio, mediante la quale Egli forma uno spazio di comunione e di unità attraverso tutti i continenti, le culture e le nazioni. Perciò siamo lieti di appartenere a questa grande famiglia che vediamo qui; siamo lieti di avere fratelli e amici in tutto il mondo. Lo sperimentiamo proprio qui a Colonia quanto sia bello appartenere ad una famiglia vasta come il mondo, che comprende il cielo e la terra, il passato, il presente e il futuro e tutte le parti della terra. In questa grande comitiva di pellegrini camminiamo insieme con Cristo, camminiamo con la stella che illumina la storia.

venerdì 18 agosto 2017

Una preghiera per le vittime e i feriti dell'attentato islamico di Barcellona

Benedetto XVI alla Sagrada Familia (Barcellona)
Cari amici,
oggi il nostro pensiero non può che andare a Barcellona, ai feriti e alle vittime del vile attentato di matrice islamica avvenuto nella giornata di ieri.
Una preghiera speciale per tutti.
Il blog

p.s. i buonisti di professione, prima di parlare ancora, magari comodamente seduti sulle loro poltrone in edifici ben protetti da forze dell'ordine e/o da alte mura o in comode redazioni, guardino le immagini di Barcellona (come quelle di Parigi, Nizza, Berlino, Monaco, Londra...) dando una ripassata anche a quelle di New York.
R.