mercoledì 6 settembre 2017

La nostra preghiera per il card. Carlo Caffarra, tornato alla Casa del Padre

Ho appena appreso della morte dell'arcivescovo emerito di Bologna, il cardinale Carlo Caffarra.
E' una notizia che mi addolora profondamente per l'affetto e l'ammirazione che ho sempre nutrito per questo grande Pastore e teologo. Il card. Caffarra era un Uomo di Dio, profondamente intelligente, onesto e libero. Il suo coraggio e il suo grande amore per Cristo e la sua Chiesa devono esserci di esempio.
Una preghiera dal profondo del cuore nella certezza che d'ora in poi il cardinale veglierà su tutti noi.
Riposi in pace.
Il blog.

Nuove rivelazioni sull'ultimo conclave. La censura impenetrabile dei media. Rimini e malaria docent? (R.)

Clicca qui per leggere l'articolo di Marco Tosatti.

Mi colpiscono molto queste manovre. Sono "sconvolta" soprattutto per "certe" telefonate.
Ai tempi di Benedetto XVI un libro come questo sarebbe stato catapultato sulle prime pagine di tutti i giornali, ora invece...
Ricordate le famose rivelazioni sul Conclave del 2005? Tennero banco per giorni sui giornali nell'autunno dello stesso anno per poi essere "ripescate opportunamente" nel marzo 2013.
Notizie come queste sarebbero degne per lo meno di una riflessione giornalistica e invece tutto tace.
Nulla di nuovo sotto il sole. Del resto ormai i giornali sembrano avere dimenticato quella che dovrebbe essere la loro vocazione primaria: dare le notizie e commentarle.
Due FATTI degli ultimi giorni confermano questa situazione difficilmente confutabile. Pensiamo al caso delle bestie di Rimini. Per giorni certi quotidiani hanno tentato di nascondere la notizia o comunque di minimizzarla. Una forma grezza di censura mascherata da improbabile garantismo. E la stessa cosa sta accadendo per il caso della bimba di Trento morta di malaria (una preghiera per la piccina!). Anche in questo caso sembra che la notizia determini un certo turbamento perché indagare su TUTTE le possibili cause dà parecchio fastidio. Anche qui la censura è mascherata da garantismo. Ma va là!
Il primo dovere del giornalista è quello di dare la notizia, non di nasconderla quando fa comodo a lui o, più probabilmente, all'editore.
Ovviamente tutto il garantismo sparisce quando si tratta di attaccare il nemico. Solo qualche mese fa i giornali si sono divertiti a mettere in prima pagina la foto di Mons. George Ratzinger (e quella di Benedetto XVI) a proposito dei casi di abuso a Ratisbona. Lì il garantismo è andato a farsi "benedire" anche se il monsignore non c'entrava nulla con le accuse e, tanto meno, c'entrava il Papa.
Censura e garantismo a correnti alterne a seconda di dove tira il vento dell'editore.
Garantismo...ma ci prendono proprio per "baluba" :-)

Tornando alle rivelazioni del libro di Catherine Pepinster, possiamo dire che non ci sorprende la censura dei media. Non si vuole affrontare un certo discorso :-)
Mi ha colpito molto la notizia della telefonata al card. Mueller...chissà che cosa sarebbe successo fra l'aprile 2005 e il febbraio 2013. Altri tempi, altri Papi...altri media!
E' un dato di fatto che in moltissimi sentiamo la mancanza di Benedetto XVI (come dei suoi predecessori). Si poteva anche dissentire da quanto la Chiesa insegnava, ma sicuramente Essa non era irrilevante. La liturgia poi era un bene straordinario e fondamentale. In tutta onestà dispiace molto che un patrimonio bimillenario si stia disperdendo a favore di una chiesa sempre più intenta a inseguire il mondo piuttosto che ad anticiparlo.
R.

Ecco come gli allievi di Benedetto XVI hanno affrontato il tema del martirio (Gagliarducci)

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