venerdì 22 dicembre 2017

Tormenti vaticani e chiavi di lettura diverse (R.)

Cari amici,
ieri molte news sono uscite dal vaticano. 
Direi che le più interessanti sono quelle che riguardano Maradiaga (clicca qui) e i funerali di Law (clicca qui).
C'è poi quella che i media definiscono "sferzata" alla curia, che tanto spazio sta avendo sui giornali,  ma che in realtà non dice nulla di nuovo e conferma un certo stile a cui ormai siamo abituati.
L'articolo di Fittibaldi su Maradiaga è molto interessante perchè quest'ultimo è considerato uno dei paladini della "rivoluzione" (vabbè...) e uno dei più autorevoli e ascoltati araldi del progressismo cattolico, quello della "chiesa povera per i poveri", tanto per capirci...
Negli Usa le vittime dei preti pedofili di Boston hanno preso molto male la notizia della celebrazione in Basilica dei funerali di Law. Un tempo simili proteste avrebbero occupato le prime pagine di tutti i quotidiani a livello MONDIALE. Ora invece si preferisce sorvolare sull'argomento spinoso. 
C'è poi qualcuno che non esita a dare la colpa a Papa Wojtyla. Certamente fu lui a nominare l'ex arcivescovo di Boston arciprete di Santa Maria Maggiore, ma è anche vero che in questi cinque anni il cardinale non è mai stato allontanato anzi...è stato sempre presente nelle occasioni ufficiali e i funerali, in pompa magna di ieri, ne sono la prova. Ovviamente silenzio mediatico e in alcuni casi un "semisilenzio". Gramellini parla dell'evento (clicca qui) ma non cita quali "prelati d'alto bordo" (parole sye) fossero presenti. Ennò, cari miei! Se Ratzinger fosse Papa, il suo nome non sarebbe stato fatto? Ma figuriamoci!
In ogni caso si dovrebbe parlare di un altro importantissimo cardinale che, salito agli "onori" delle cronache nel 2010, era finito in disgrazia per poi godere di una nuovissima primavera a partire dal 2013. Eh...i miracoli di San Gallo ;-)
Quanto alla "sferzata" alla curia, i giornali pullulano di interpretazioni: Franco, per esempio, si pone su una linea "romantica" (clicca qui), che personalmente non condivido; altri, come Allen (qui), arrivano a paragonare quanto sta accadendo ora con il calvario subìto da Papa Benedetto. Peccato che quest'ultimo non avesse tutti i media come grandi difensori d'ufficio anzi...allora gli "eroi" erano proprio ranocchi e corvi.
Il più equilibrato e onesto risulta, come sempre, Marco Tosatti. Qui il suo commento.
Negli anni di Pontificato di Papa Ratzinger non sono mancati gli sgambetti della curia così come l'opposizione (palese o sotterranea) di molti cardinale e vescovi, da Roma a Milano, dai confini del mondo fino al famoso cantone di San Gallo in Svizzera...
Eppure il Papa non si lamentò mai e spesso e volentieri si assunse colpe non sue. Ora invece la colpa è sempre degli altri...
Un'ultima annotazione più che altro personale: visto che ormai regna ovunque il politicamente e mediaticamente corretto, mi permetto di fare un appunto. Gradirei enormemente che non si usasse con leggerezza la parola "cancro". Chi ha avuto modo, purtroppo, di confrontarsi con questa malattia non ama sentire il termine pronunciato come sinonimo di "corruzione" o di "complotto". Visto che gli episodi si ripetono, forse sarebbe il caso che i consiglieri suggeriscano una parola più rispettosa. Grazie.
R.

sabato 16 dicembre 2017

Mons. Crepaldi: "i ponti non fondati sulla verità non reggono"

Clicca qui per leggere il testo dell'intervento.
Giustamente Mons. Crepaldi segnala la totale indifferenza se non il silenzio complice del mondo cattolico. Ancora più grave è stato (ed è) l'atteggiamento che in questi anni ha caratterizzato la gerarchia cattolica. Dopo i "ponti" costruiti sulle leggi sulle quali si poteva e si doveva dire almeno mezza parola (anche a costo di turbare la "pax mediatica"), ecco che oggi si diffonde in pompa magna la notizia che arriva direttamente da Firenze (clicca qui).
Direi che abbiamo abbondantemente superato la frutta. Ormai siamo al caffè e fra poco sarà tempo di pagare il conto.
R.

venerdì 8 dicembre 2017

Benedetto XVI: La Madonna sorretta da fede intrepida, speranza incrollabile e amore sconfinato (YouTube)



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L'8 dicembre 2007, come da tradizione, Benedetto XVI si recò in Piazza di Spagna per l'omaggio alla Statua della Vergine Immacolata. Tenne un discorso memorabile sulla figura ed il ruolo di Maria nella storia dell'umanità. Il testo integrale è consultabile qui

Grazie come sempre a Gemma e buona Festa dell'Immacolata a tutti :-)
R.


Cari fratelli e sorelle,

in un appuntamento divenuto ormai tradizionale, ci ritroviamo qui, in Piazza di Spagna, per offrire il nostro omaggio floreale alla Madonna, nel giorno in cui tutta la Chiesa celebra la festa della sua Immacolata Concezione. Seguendo le orme dei miei Predecessori, anch’io mi unisco a voi, cari fedeli di Roma, per sostare con affetto e amore filiali ai piedi di Maria, che da centocinquant’anni ormai veglia dall’alto di questa colonna sulla nostra Città. 
Quello odierno è dunque un gesto di fede e di devozione che la nostra comunità cristiana ripete di anno in anno, quasi a ribadire il proprio impegno di fedeltà verso Colei che, in tutte le circostanze della vita quotidiana, ci assicura il suo aiuto e la sua materna protezione.
Questa manifestazione religiosa è al tempo stesso un’occasione per offrire a quanti a Roma vivono o vi trascorrono alcuni giorni come pellegrini e turisti, l’opportunità di sentirsi, pur nella diversità delle culture, un’unica famiglia che si raccoglie attorno ad una Madre che ha condiviso le quotidiane fatiche di ogni donna e mamma di famiglia. Una madre però del tutto singolare, prescelta da Dio per una missione unica e misteriosa, quella di generare alla vita terrena il Verbo eterno del Padre, venuto nel mondo per la salvezza di tutti gli uomini. E Maria, Immacolata nella sua concezione - così la veneriamo quest’oggi con devota riconoscenza -, ha percorso il suo pellegrinaggio terreno sorretta da una fede intrepida, una speranza incrollabile e un amore umile e sconfinato, seguendo le orme del suo figlio Gesù
Gli è stata accanto con materna sollecitudine dalla nascita al Calvario, dove ha assistito alla sua crocifissione impietrita dal dolore, ma incrollabile nella speranza. Ella ha poi sperimentato la gioia della risurrezione, all’alba del terzo giorno, del nuovo giorno, quando il Crocifisso ha lasciato il sepolcro vincendo per sempre e in modo definitivo il potere del peccato e della morte.
Maria, nel cui grembo verginale Dio si è fatto uomo, è nostra Madre! Dall’alto della croce infatti, Gesù, prima di portare a compimento il suo sacrificio, ce l’ha donata come madre e a Lei ci ha affidati come suoi figli. Mistero di misericordia e di amore, dono che arricchisce la Chiesa di una feconda maternità spirituale. Volgiamo soprattutto quest’oggi il nostro sguardo verso di Lei, cari fratelli e sorelle, e, implorando il suo aiuto, disponiamoci a far tesoro di ogni suo materno insegnamento. 
Questa nostra celeste Madre non ci invita forse a fuggire il male e a compiere il bene seguendo docilmente la legge divina iscritta nel cuore di ogni cristiano? Lei, che ha conservata la speranza pur nel sommo della prova, non ci chiede forse di non perderci d’animo quando la sofferenza e la morte bussano alla porta delle nostre case? non ci chiede di guardare fiduciosi al nostro futuro? Non ci esorta la Vergine Immacolata ad essere fratelli gli uni degli altri, tutti accomunati dall’impegno di costruire insieme un mondo più giusto, solidale e pacifico?
Sì, cari amici! Ancora una volta, in questo giorno solenne, la Chiesa addita al mondo Maria come segno di sicura speranza e di definitiva vittoria del bene sul male. Colei che invochiamo "piena di grazia" ci ricorda che siamo tutti fratelli e che Dio è il nostro Creatore e il nostro Padre. Senza di Lui, o ancor peggio contro di Lui, noi uomini non potremo mai trovare la strada che conduce all’amore, non potremo mai sconfiggere il potere dell’odio e della violenza, non potremo mai costruire una stabile pace.
Accolgano gli uomini di ogni nazione e cultura questo messaggio di luce e di speranza: lo accolgano come dono dalle mani di Maria, Madre dell’intera umanità. Se la vita è un cammino, e questo cammino si fa spesso buio, duro e faticoso, quale stella potrà illuminarlo? Nella mia Enciclica Spe salvi, resa pubblica all’inizio dell’Avvento, ho scritto che la Chiesa guarda a Maria e la invoca come "stella della speranza" (n. 49). Nel nostro comune viaggio sul mare della storia abbiamo bisogno di "luci di speranza", di persone cioè che traggono luce da Cristo "ed offrono così orientamento per la nostra traversata" (ibid.). 
E chi meglio di Maria può essere per noi "Stella di speranza"? Lei, con il suo "sì", con l’offerta generosa della libertà ricevuta dal Creatore, ha consentito alla speranza dei millenni di diventare realtà, di entrare in questo mondo e nella sua storia. Per mezzo suo Dio si è fatto carne, è divenuto uno di noi, ha piantato la sua tenda in mezzo a noi.
Per questo, animati da filiale confidenza, Le diciamo: "Insegnaci, Maria, a credere, a sperare e ad amare con Te; indicaci la via che conduce alla pace, la via verso il regno di Gesù. Tu, Stella della speranza, che trepidante ci attendi nella luce intramontabile dell’eterna Patria, brilla su di noi e guidaci nelle vicende di ogni giorno, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen!".

domenica 3 dicembre 2017

"Poveri" cardinali...forse stavano meglio quando stavano "peggio"

Clicca qui per leggere l'articolo di Tosatti.
Ricordiamo i commenti trionfanti e trionfalistici di molti cardinali all'indomani del conclave del 2013. Ricordiamo anche il mancato supporto della maggiorparte degli uomini in porpora nei confronti di Benedetto XVI.
Probabilmente ora lorsignori iniziano ad avere più di un "dubium" ma ormai è troppo tardi per loro e in fondo per tutti...
Auguri!
Buona domenica amici :-)
R.