sabato 15 giugno 2013

Card. Tagle: “La riforma della Curia è necessaria” (Galeazzi)

Clicca qui per leggere l'intervista gentilmente segnalataci.

9 commenti:

  1. Invito tutti a leggere l'articolo. Capirete.

    RispondiElimina
  2. Cosa dovremmo capire? Se qualcuno ha capito ci illumini

    RispondiElimina
  3. E' un arcivescovo molto amato e che lavora molto bene nella sua arcidiocesi soprattutto fra i giovani, ed è sempre a contatto con i poveri. Ce ne fossero vescovi così!

    RispondiElimina
  4. È un allievo e rappresentante dell`ideologia della scuola di Bologna, detto questo, mi vien da dire, detto tutto.

    RispondiElimina
  5. Preferivo l'umile sacerdote che pianse per l'emozione non sentendosene degno quando Papa Benedetto gli impose la berretta. Solo pochi mesi sono passati e adesso pure lui si mette sparare ricette. In effetti, c'è poco o nulla da capire.
    Alesssia

    RispondiElimina
  6. (Dall'articolo : "Di «corruzione» e «lobby gay» in Curia non ha mai sentito parlare fra i cardinali...")

    RispondiElimina
  7. Sono quello che ha detto "capirete", e do ragione a il primo che mi ha seguito : "Cosa dovremmo capire?"

    E' questo il punto. Dall'epoca del parlar chiaro dei Biffi (per stare a Bologna) e Ratzinger, a quella 'sfumata & piaciona" dei Tagle e Bergoglio.

    Scusate la franchezza.

    RispondiElimina
  8. Credo comunque che, per poter prorogare praticamente sine die la pax mediatica, i fautori dell'appeasement coi poteri forti stiano già manovrando dietro le quinte per l'elezione del giovin 'felsineo' Tagle. Ovviamente, rispetto ai giorni del Conclave, così ricchi di sua sovraesposizione mediatica, ora si mantiene un basso profilo. Ma, col senno del poi, lo schema appare sempre più chiaro: Bergoglio gesuita periferico semirotturista di transizione "a sorpresa", in attesa del pezzo forte rotturista di lungo termine: il perifericissimo filippino alberigiano mezzo cinese, il mediaticissimo Juan Antonio da Manila.

    (E vivranno felsinei e contenti.)

    RispondiElimina
  9. "(Dall'articolo : "Di «corruzione» e «lobby gay» in Curia non ha mai sentito parlare fra i cardinali...")"

    Ma se lo ha detto lo stesso Francesco che durante le congregazioni molti, lui compreso, hanno discusso dei mali della curia e della sua riforma? Questo dove stava durante il pre-conclave e nei giorni scorsi... o per lui il Vescovo di Roma non è mai stato cardinale?

    "Una corrente di corruzione" e "lobby gay... che c'é... sì" sono espressioni che pesano come macigni, anche perché sappiamo il significato della parola "corruzione" per Papa Bergoglio.
    gianni

    RispondiElimina

Il tuo commento sarà pubblicato al più presto. Non sono ammessi messaggi contenenti parolacce, insulti, accuse senza fondamento o provocazioni gratuite.