venerdì 23 settembre 2016

Frasi particolarmente gravi e silenzio complice dei giornalisti (R.)

Clicca qui per leggere la risposta del direttore del Foglio a un lettore.
Le coscienze non sono completamente addormentate e, come vediamo, i lettori più attenti sono ancora sensibili a certi temi.
Perchè i giornali tacciono? Il blog se l'è domandato giusto un paio di giorni fa (clicca qui).
Sono sempre più convinta che non esistano Papi mediatici e Papi non mediatici ma Pontificati appoggiati dai media e Pontificati osteggiati fin da subito. Di solito questi ultimi pagano con gli interessi le complicità giornalistiche dei precedenti e la storia recente lo dimostra.
Il silenzio dei grandi giornali e la palese volontà di non creare mai problemi o polemiche è frutto di quella pax mediatica instauratasi nel marzo 2013 e che persiste nonostante qualche crepa qua e là.
Lo dimostra anche il fatto che i commentatori più critici sono quelli che non gravitano intorno al Vaticano, che sono in pensione o che hanno una mentalità libera e si pongono dei problemi di coscienza.
Credo che la chiesa dovrebbe però iniziare a interrogarsi sul prezzo di questa pax mediatica. Siamo sicuri che ne valga la pena? Finora il patto ha retto ma che cosa succederà in futuro? E che cosa la chiesa è disposta ancora a sacrificare?
I media tacciono su certe frasi, non fanno notare certi errori grossi come edifici, hanno sotterrato la piaga dei preti pedofili, sorvolano su molte scelte discutibili e hanno messo in cantina il "radar" che coglieva tutti i centimetri quadrati vuoti nelle piazze piene. 
La chiesa ricambia non parlando di "principi non negoziabili", rinunciando a prendere posizione a proposito dell'approvazione di certe leggi, appoggiando scelte di una parte politica e criticando quelle degli avversari. In sostanza: la chiesa se ne sta docile docile e rinuncia a dare fastidio astenendosi dal tentativo di svegliare le coscienze tramortite.
Finora l'accordo ha portato i frutti che le parti speravano ma che cosa sta accadendo nel mondo reale?
Non sarà il caso di ascoltare il cardinale Ruini che, saggiamente, prega affinché "l’indispensabile ricerca delle pecore smarrite non metta in difficoltà le coscienze delle pecore fedeli"?
Ho come la sensazione che prima o poi qualcuno dovrà pagare il prezzo di tanta concordia zuccherosa e non c'è all'orizzonte un nuovo Joseph Ratzinger.
R.

P.S. noto anche un altro "strano" fenomeno: il tentativo di "arruolare" Benedetto XVI nella difesa di quanto accade nei tempi attuali. 
Un esempio? Durante il Pontificato di Ratzinger la lectio di Ratisbona era la "bestia nera", l'origine di tutti i mali e di tutti i conflitti, la prova che il Papa non aveva in simpatia l'islam. Il primo blog nacque proprio in risposta alle reazioni del dopo Ratisbona. Per anni abbiamo scritto e riscritto che quel discorso era su fede e ragione e non contro l'islam. Niente! Per tutti era uno scivolone. 
Ora in tanti (soprattutto i più giovani e molti politici interessati) usano, sbagliando, quella lectio in chiave antimusulmana rifacendosi esattamente ai commenti di dieci anni fa e contrapponendo i due Pontificati: il primo chiaro e deciso, il secondo molle e accondiscendente. Apriti Cielo! Schiere di avvocati d'ufficio, giornalisti e persino politici, si affrettano a spiegare (anche a noi?) il vero senso del discorso di Ratisbona e a denunciare chi contrappone i Papi. Caspita! E non potevano parlare prima? :-) Quando il caso dice la combinazione! Ma che tempismo! Contrapporre tutti a Benedetto mettendo quest'ultimo in cattiva luce va e andava bene. Fare il contrario è vietato. Ma che coerenza, giornaletti! :-)
  
P.S. 2 dell'ultimo minuto: ho intravisto il titolone di "Libero" e stavo per buttarmi per terra per le risate. Poi ho letto anche il sottotitolo e ho capito che si trattava di una provocazione :-)
Per non parlare di quello de "Il Tempo" che liquida il Giubileo come un sonoro flop.

P.S. 3 dell'ultimo secondo: l'omelia di Scalfari è anticipata al venerdì? Beh...comunque...il fatto che Vaticano e Casa Bianca obamiana parlino la stessa lingua non mi pare una bella notizia per la chiesa...anzi!
R.

mercoledì 21 settembre 2016

Errori di comunicazione o abili trappole mediatiche? (Raffaella)

Carissimi amici,
a volte è persino divertente sedersi "all'angolo" e osservare come i giornalisti siano capaci di arrampicarsi sugli specchi pur di difendere il partito preso.
Partiamo da lontano. Si è sempre detto che la comunicazione vaticana ai tempi di Papa Benedetto faceva acqua da tutte le parti. Bene...non sarò certo io a impuntarmi sul contrario visto che sono sempre stata in prima linea, insieme al blog, quando c'era da battere e battere duro per svegliare certi notabili seduti nelle sacre stanze.
Non mi è mai piaciuto l'atteggiamento del vaticano e non ne ho mai fatto mistero. 
Quando c'era una crisi la risposta era facilmente prevedibile: 1) ostinato silenzio; 2) reazione tardiva (magari a distanza di giorni se non di settimane) quando non se ne poteva proprio fare a meno.
Risultato: il Papa esposto alle critiche di chiunque avesse il numero di telefono di qualche giornalista e, naturalmente, agli strali di commentatori ed editorialisti.
Alla fine i veri responsabili si nascondevano dietro un dito o, meglio, dietro la veste bianca di Benedetto che si assumeva ogni colpa.
Risultato? Al momento della rinuncia al Pontificato nessuno che si sia degnato di porgere le proprie scuse. Ma lasciamo perdere...
All'epoca andava molto di moda parlare di errori di comunicazione. Oggi io non parlerei più in questi termini. 
Direi che furono poste, lungo il cammino del Pontificato di Benedetto XVI, infinite trappole mediatiche nelle quali il vaticano cadde più volte senza la capacità di prevederle, di affrontarle e/o di superarle con quella scaltrezza che è anche sinonimo di intelligenza.
E uso il termine "trappola" non a caso. Quando si vogliono catturare insetti molesti o topastri, le trappole si piazzano consapevolmente. Quando, invece, si stabilisce che non è necessario intaccare l'habitat, si omette di seminare "ordigni" qua e là.
Ed è proprio questa l'immagine che ora ho della chiesa.
In sostanza è mancato a Papa Benedetto l'anticipo di simpatia (da lui espressamente chiesto) indispensabile per garantire un minimo di obiettività. Trappole, quindi, piazzate qua e là.
Mi fanno ridere quei commentatori, anche vaticanisti, che affermano ancora oggi che Papa Benedetto, in fondo, ha fatto bene a dimettersi perché, pur avendo molte doti, non aveva quella che oggi sembra indispensabile: promuovere e "vendere" la propria immagine.
Balle! Quella che è mancata a Papa Benedetto è stata la benevolenza dei media.
Vogliamo fare qualche esempio?
Ieri. Dopo il terremoto di Onna e L'Aquila ci fu chi chiedeva al Papa di recarsi subito nei luoghi colpiti. Addirittura ci fu chi disse che i funerali dovevano essere celebrati da Benedetto. Era allora impensabile che il Papa si recasse nelle zone colpite senza intralciare i soccorsi. Joseph Ratzinger mandò il suo segretario di stato e il suo segretario particolare alle esequie e visitò le zone terremotate a 22 giorni dal sisma. 
Oggi. Sono passati 28 giorni dal terremoto che ha colpito il centro Italia, non sono stati inviati messaggi e non c'è notizia di visite imminenti, ma i giornali non battono ciglio. Tutto normale.
Secondo esempio: il Dalai Lama.
Ieri. Nel 2008 ci fu un inasprimento del conflitto fra la Cina e il Tibet. Tutti i giornali a strapparsi le pagine per ordinare a Papa Benedetto di lanciare appelli per il Tibet.
L'appello ci fu e anche la reazione della Cina ma i media ignorarono le parole del Papa e le reazioni.
Oggi. Il Dalai Lama non è stato invitato a Assisi. Silenzio. Tutto normale.
Dialogo con i Lefebvriani.
Ieri. Quando, sotto Papa Benedetto, si iniziò a parlare di prelatura personale fuoco e fiamme sui giornali con le urla al tradimento del Concilio.
Oggi. Se ne tornò a parlare qualche mese fa. Tutto normale.
Ieri. Benedetto XVI si permetteva di richiamare tutti al rispetto per la vita dal concepimento alla morte naturale. Urla all'ingerenza, alla gamba tesa, richiesta di revisione dei Patti Lateranensi.
Oggi. Negli ultimi anni interventi quotidiani sulla questione dell'immigrazione, la parola "vergogna" pronunciata indiscriminatamente, commenti sul sindaco di Roma, su uno dei candidati alla Presidenza degli Stati Uniti ecc. ecc. ecc.
Risultato? Silenzio dei media. Tutto normale.
Ieri.La Rai riprendeva (solo quando strettamente necessario) le Sante Messe e gli incontri di Papa Benedetto? Banchetti fuori da Piazza San Pietro per l'eccessivo spazio dato al Pontefice sulla Tv di Stato.
Oggi. Servizi quotidiani e dirette per ogni evento. Silenzio assoluto. Tutto bene.
Per non parlare della stampa cattolica, ma per certi versi anche laica. 
Negli ultimi mesi c'è stata tutta una corsa a dimostrare la continuità fra Papi (segno che c'è qualcosa che non torna).
Se poi qualcuno, anche maldestramente e con intenti politici e polemici, si permette di dire che preferisce Benedetto XVI...aiuto!!! Apriti Cielo! Arrivano editoriali scandalizzati. Peccato che per anni una marea di gente abbia detto e scritto che il nuovo corso è il migliore possibile senza che nessuno, fra i giornalisti cattolici (a parte le dovute eccezioni) abbia alzato il ditino per difendere Benedetto. Dai, basta giocare!
Devo andare avanti? :-)
Tutto questo per constatare che gli errori di comunicazione esistono solo nella misura in cui vengono fatti notare dai mass media.
Se Papa e giornali e tv vanno a braccetto non c'è mai problema.
E allora, cari giornalisti, fatemi un favore: non scrivete più che Papa Benedetto aveva difficoltà nel comunicare. Semplicemente non avete voluto aiutarlo. Punto.
Si può essere anche il miglior comunicatore del pianeta ma, senza l'appoggio dei media che non fanno notare certi episodi, si sarà sempre azzoppati. 
E' comunque sempre "divertente" notare come certi commentatori non si capacitino del fatto che ci sia ancora qualcuno che ricorda con affetto Papa Ratzinger.
Non stupitevi! Chi lo ha seguito e gli ha voluto bene non ha mai dato retta al pensiero dominante. Ecco perchè nulla è cambiato nonostante la rinuncia e i tentativi di ridimensionare il suo Pontificato :-)
R.

P.S. dell'ultimissimo minuto! Pensate che cosa sarebbe accaduto se Benedetto XVI avesse detto una cosa del genere! Ne parla Langone qui
Mi astengo da ogni commento anche perché non saprei che cosa dire :-)

A chi dà fastidio Papa Ratzinger? (Mainardi). Il problema è che parla chiaro (Raffaella)

Clicca qui per leggere il commento.
Francamente di ciò che pensano i gesuiti (tedeschi o meno) mi interessa poco e anche delle affermazioni di questo o quel porporato.
Il punto non è criticare il Papa. Lo si è sempre fatto. Infatti, quando Benedetto andò in Germania nel 2011, non gli furono risparmiate critiche per quel suo discorso così franco e diretto che riproduciamo qui sotto.
Il problema non è il timore di offendere il Pontefice perchè tutto dipende da chi è il Pontefice e soprattutto da ciò che dice.
Benedetto XVI è sempre stato chiaro e le sue parole non ammettono come non ammettevano parafrasi o interpretazioni. Ecco perché lo si attacca ora come lo si è attaccato in passato sia da teologo, sia da cardinale sia da Prefetto sia da Papa. Perchè risparmiarlo ora che è Emerito? :-)
Ratzinger ha sempre dato fastidio ed è bene che lo dia ancora. Significa che almeno una voce nella chiesa è ancora capace di aprire ampi dibattiti. Per questo si vorrebbe che tacesse...
R.

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domenica 18 settembre 2016

Joseph Ratzinger e lo "spirito" di Assisi nel commento di Sandro Magister. L'esclusione del Dalai Lama (R.)

Clicca qui per leggere il commento.
Sullo stesso argomento l'articolo di Camillo Langone: "Assisi e la fiera campionaria del sacro".
C'è anche un pezzo di Matzuzzi (sempre su Il Foglio) che segnalerò non appena sarà online.
Sapete tutti come la penso sugli "spiriti" di Assisi per cui non dico altro...
Ho letto dell'esclusione del Dalai Lama.
Si tratta di scelte sulle quali è difficile dare un giudizio. Sarà la storia a farlo.
Certo in un pontificato fortemente politico (molto molto politico...) è ovvio che si facciano scelte di un certo tipo. Del resto: chi siamo noi per giudicare? :-)
Mi limito a porre una domanda retorica: che cosa sarebbe successo se Benedetto XVI avesse escluso il Dalai Lama? Apriti Cielo! Titoloni, anatemi, articoli e commenti sullo "scivolone mediatico".
Coerenza...portami via :-)
Buona domenica a tutti!
R.