domenica 26 febbraio 2017

Preti pedofili in cerca di "misericordia"? Ah...se fossimo ai tempi di Benedetto XVI...

Clicca qui per leggere la notizia. Qui una traduzione sommaria.
Questa notizia, di cui non si trova traccia in Italia, è stata diffusa all'estero dall'agenzia AP. Ai tempi di Benedetto XVI quest'ultima era vista come una sorta di "vangelo laico" (con registratore ovviamente) e spesso anche i media nostrani vi attingevano a piene mani quando si trattava di attaccare Benedetto XVI.
Ora invece la news resta su internet...ma che combinazione!
Potenza della pax mediatica, che tutto enfatizza e tutto sopisce a seconda della necessità.
E poi le fake news sono quelle scritte dagli utenti sui social...e vabbè!
Se il prossimo Pontificato non sarà gradito ai mezzi di comunicazione ci sarà da "ridere". Sì perché i silenzi attuali dei grandi giornali saranno rinfacciati ad ogni occasione. In fondo d'ora in poi non si potranno più criticare i Papi a pena di incorrere nell'accusa di incoerenza (per essere gentili) :-)
Già adesso l'atteggiamento dei "due pesi e due misure" toglie ogni credibilità a chi ha remato contro Benedetto XVI fin dall'inizio del suo Pontificato.
R.

domenica 19 febbraio 2017

Benedetto XVI e il vergognoso "caso" Sapienza: docufilm del blog. Video e riflessioni



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Carissimi amici, buona domenica!
La nostra Gemma ci ha fatto un grande regalo realizzando questo "docufilm" per ripercorrere il "caso" Sapienza. Molti aggettivi potrebbero accompagnare il sostantivo "caso", ma credo che "vergognoso" continui a essere quello più indicato. Lo speciale del blog è raggiungibile qui.
Questo video, che si conclude con le parole e le immagini più che eloquenti dell'Angelus del 20 gennaio 2008, è davvero importante anche come documento storico.
Chi oggi parlerebbe così del Papa? Chi ne avrebbe così tanta paura? La risposta è nei fatti: nessuno!
E' lampante che i docenti intervistati avevano paura del confronto con Benedetto XVI o, forse, con il professor Ratzinger. Qualcuno lo dice anche chiaramente. Professori e mass media (grande e grave la loro responsabilità) fomentarono le proteste degli studenti decisi a sbarrare la strada al Papa. Sono passati nove anni e c'è da augurarsi che almeno i discenti abbiano capito che non si va da nessuna parte impedendo al prossimo di parlare. 
Registriamo che alcuni dei protagonisti del dibattito hanno (in certi casi avevano visto che sono deceduti) cambiato idea con il passaggio di Pontificato. Hanno anche ricevuto telefonate di cui erano orgogliosi. E i loro eredi, afflitti ora da gravi divisioni interne (manca il nemico comune?), non si lamentano più dell'eccessiva presenza del Papa e della chiesa in televisione. Evidentemente era un Papa in particolare che dava fastidio. Magari la chiesa dovrebbe riflettere anche su questo punto. E' meglio dare fastidio ma essere rilevanti o andare d'accordo con tutti finendo in una sorta di minestrone in cui tutti dicono la stessa cosa? :-)
Oggi chi paragonerebbe gli insegnamenti del Papa a un virus? Suvvia...
Vespa ribatte alle lagne sull'eccessiva presenza del Pontefice in tv ricordando gli ascolti degli eventi con protagonista Benedetto. Pare che oggi le cose siano molto cambiate. Sollecitata da un'intervista rilasciata da un vaticanista, sono andata a curiosare nei dati auditel e devo dire che l'interesse per la chiesa va scemando di mese in mese. Chissà se qualcuno si è posto o si pone qualche domanda.
Tornando al video, penso che sia molto importante anche come esempio di mitezza e cultura (quelle di Benedetto) contrapposte all'arroganza e all'intolleranza (quelle di molti "soloni" mediatici).
R.


sabato 18 febbraio 2017

Due papi, due università, due climi diversi. Con una sensazione (Valli). Riflessioni (R.)

Clicca qui per leggere la riflessione di Aldo Maria Valli. Grazie a tutti per la segnalazione :-)
Il commento mi offre l'opportunità di fare qualche riflessione.
Innanzitutto invito tutti a rileggere gli articoli contenuti nello speciale del blog:

IL PAPA VITTIMA DELL'OSCURANTISMO INTOLLERANTE DEL LAICISMO ITALIANO: IL VERGOGNOSO "CASO SAPIENZA"


Riletti oggi, i post suscitano una sola parola che sgorga fal profondo del cuore: vergogna! Vergogna per il teatrino allestito senza alcun rispetto e sulla base di premesse del tutto sbagliate. E oggi ci parlano di "fake news"? Oggi politici e giornalisti fanno la morale a chi diffonde notizie su internet? Mi viene francamente da ridere. Ha ragione Valli quando parla della responsabilità, grave, dei mass media in tutto il "caso" Sapienza. Tutti i mezzi di comunicazione erano in prima linea a fare da portavoce agli "illuminati sapienti" fomentando un clima che non aveva alcuna ragione d'essere non solo perché tutti hanno il diritto di parlare (anche il Papa cattolico!) ma anche perché la famosa lettera dei famosi docenti procedeva da una premessa completamente errata. I professori non controllarono la fonte e, cosa forse ancora più grave, non lo fecero nemmeno i giornalisti. Fu Gemma a trovare il testo originale copiato malamente e interpretato con i piedi. Clicca qui.
Ovviamente anche in quella occasione il Vaticano "brillò" per capacità difensiva e comunicativa e per ristabilire la verità, ma questo è un altro discorso.
Rileggere tanto livore e tanto pregiudizio nei confronti di Papa Benedetto non è certo un'esperienza piacevole.
Di quella brutta storia però ci restano una lectio straordinaria anche se mai pronunciata direttamente dal Papa e un Angelus di solidarietà particolarmente commovente. Che piazza! Benedetto riusciva sempre a fare pienoni :-)
Quella brutta faccenda sia di esempio a tutti. Mai più pregiudizi e livore fomentati dai mass media. Se oggi questi ultimi sono nell'occhio del ciclone...beh...ci sarà un motivo!
Oggi la chiesa sembra viaggiare con il vento in poppa alla faccia della laicità tanto sbandierata nel 2008. Meglio così? Forse o forse no...
Mi ha colpito molto la chiosa della riflessione di Valli.
Vale la pena rinunciare a dare conto della ragione della propria fede in nome della pax mediatica? Mah...
Vanno bene discorsi sulla disoccupazione, sui migranti (ancora...), sui disagi, ma penso che ci sia bisogno di riflessioni di ampio respiro. Abbiamo un bisogno imprescindibile di Dio e di qualcuno che ci insegni la bellezza del Cristianesimo e ci riporti alle fondamenta della nostra fede e nella nostra cultura. Certo c'è bisogno di un coraggio straordinario capace di sfidare la pax mediatica.
Penso però che allinearsi al linguaggio che piace alla gente che piace non sia di grande aiuto soprattutto in questo momento storico.
Papa Benedetto aveva avviato un percorso difficile e pieno di ostacoli. Consapevolmente è andato incontro a incomprensioni e pregiudizi. Spesso mi domando ne ne valesse la pena.
R.