mercoledì 28 giugno 2017

Per il piccolo Charlie la nostra preghiera e le parole di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II

Il 30 maggio 2008 la rivista Tempi pubblicava un articolo del quale evidenziamo il seguente passaggio:

Anche Joseph Ratzinger venne toccato nei suoi affetti familiari dalla macchina di morte del regime nazista contro “i malati o i difettosi”. Il futuro Papa aveva un cugino, poco più giovane di lui, nato con la sindrome di Down. Nel 1941– Joseph aveva 14 anni – alcuni “medici” nazisti vennero nella casa del giovinetto, nella Baviera sud-orientale, e informarono gli zii di Ratzinger sulle nuove disposizioni del Terzo Reich, norme che proibivano ai figli handicappati di rimanere coi propri genitori. Di fronte alle vibrate proteste dei familiari, gli inviati del Reich si mostrarono inflessibili: portarono via il ragazzino e nessuno lo vide mai più. Solo più tardi la famiglia ricevette la notizia che il piccolo era morto. 
Il particolare, ad oggi inedito, è stato svelato da Brennan Pursell, giovane storico americano, docente alla DeSales University in Pennsylvania che – curiosità – da protestante ha fatto il suo ingresso nella Chiesa cattolica nel monastero benedettino di Metten, nella terra di Benedetto, la Baviera. Nei due anni di ricerca per scrivere Benedict of Bavaria. An Intimate Portrait of the Pope and His Homeland (CirclePress, 240 pagine, 24,50 dollari), uscito a marzo, Pursell, grazie al suo fluente tedesco, ha potuto incontrare conoscenti e parenti di Benedetto XVI e rivelare così il particolare inedito di quella “ferita” che il regime nazista inflisse al giovane Joseph con il rapimento e la soppressione fisica del cugino Down. 


Molto significativa anche la parte relativa alla cultura della morte e all'anti-cultura della morte nel discorso di Benedetto XVI ai parroci di Roma del 2 marzo 2006:

"Ieri abbiamo dato inizio alla Quaresima. La Liturgia di oggi ci offre una profonda indicazione del significato essenziale della Quaresima: è un indicatore di strada per la nostra vita. Perciò mi sembra - parlo riferendomi a Papa Giovanni Paolo II - che dobbiamo insistere un po' sulla prima Lettura della giornata di oggi. Il grande discorso di Mosè sulla soglia della Terra Santa, dopo i quarant'anni del pellegrinaggio nel deserto, è un riassunto di tutta la Torah, di tutta la Legge. Troviamo qui l'essenziale non solo per il popolo ebraico ma anche per noi. Questo essenziale è la parola di Dio: "Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita" (Dt 30, 19). Questa parola fondamentale della Quaresima è anche la parola fondamentale dell'eredità del nostro grande Papa Giovanni Paolo II: scegliere la vita. Questa è la nostra vocazione sacerdotale: scegliere noi stessi la vita e aiutare gli altri a scegliere la vita. Si tratta di rinnovare nella Quaresima la nostra, per così dire, "opzione fondamentale", l'opzione per la vita.
 
Ma, nasce subito la questione: come si sceglie la vita? come si fa? Riflettendo, mi è venuto in mente che la grande defezione dal Cristianesimo realizzatasi nell'Occidente negli ultimi cento anni, è stata attuata proprio in nome dell'opzione per la vita. 
È stato detto - penso a Nietzsche ma anche a tanti altri - che il Cristianesimo è una opzione contro la vita. Con la Croce, con tutti i Comandamenti, con tutti i "No" che ci propone, ci chiude la porta della vita. Ma noi, vogliamo avere la vita, e scegliamo, optiamo, finalmente, per la vita liberandoci dalla Croce, liberandoci da tutti questi Comandamenti e da tutti questi "No". Vogliamo avere la vita in abbondanza, nient'altro che la vita. Qui subito viene in mente la parola del Vangelo di oggi: "Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà" (Lc 9, 24). Questo è il paradosso che dobbiamo innanzitutto tener presente nell'opzione per la vita. Non arrogandoci la vita per noi ma solo dando la vita, non avendola e prendendola, ma dandola, possiamo trovarla. Questo è il senso ultimo della Croce: non prendere per sé ma dare la vita.
 
Così, Nuovo e Vecchio Testamento vanno insieme. Nella prima Lettura del Deuteronomio la risposta di Dio è: "Io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva" (30, 16). Questo, a prima vista non ci piace, ma è la strada: l'opzione per la vita e l'opzione per Dio sono identiche. Il Signore lo dice nel Vangelo di san Giovanni: "Questa è la vita eterna: che conoscano te" (Gv 17, 3). 
La vita umana è una relazione. Solo in relazione, non chiusi in noi stessi, possiamo avere la vita. E la relazione fondamentale è la relazione col Creatore, altrimenti le altre relazioni sono fragili. Scegliere Dio, quindi: questo è essenziale. Un mondo vuoto di Dio, un mondo che ha dimenticato Dio, perde la vita e cade in una cultura di morte. Scegliere la vita, fare l'opzione per la vita, quindi, è, innanzitutto, scegliere l'opzione-relazione con Dio. 
Ma, subito nasce la questione: con quale Dio? Qui, di nuovo, ci aiuta il Vangelo: con quel Dio che ci ha mostrato il suo volto in Cristo, con quel Dio che ha vinto l'odio sulla Croce, cioè nell'amore sino alla fine. Così, scegliendo questo Dio, scegliamo la vita.
 
Il Papa Giovanni Paolo II ci ha donato la grande Enciclica Evangelium vitae. In essa - è quasi un ritratto dei problemi della cultura odierna, delle speranze e dei pericoli - diviene visibile che una società che dimentica Dio, che esclude Dio e, proprio per avere la vita, cade in una cultura di morte. Proprio volendo avere la vita si dice "No" al bambino, perché mi toglie qualche parte della mia vita; si dice "No" al futuro, per avere tutto il presente; si dice "No" sia alla vita che nasce sia alla vita sofferente, che va verso la morte. Questa apparente cultura della vita diventa l'anti-cultura della morte, dove Dio è assente, dove è assente quel Dio che non ordina l'odio ma vince l'odio. Qui facciamo la vera opzione per la vita

Tutto, allora, è connesso: la più profonda opzione per Cristo Crocifisso con la più completa opzione per la vita, dal primo momento fino all'ultimo momento.
 
Questo, mi sembra, in qualche modo, anche il nucleo della nostra pastorale: aiutare a fare una vera opzione per la vita, rinnovare la relazione con Dio come la relazione che ci dà vita e ci mostra la strada per la vita. E così amare di nuovo Cristo, che dall'Essere più ignoto, al quale non arrivavamo e che rimaneva enigmatico, si è reso un Dio noto, un Dio dal volto umano, un Dio che è amore. Teniamo presente proprio questo punto fondamentale per la vita e consideriamo che in questo programma è presente tutto il Vangelo, dall'Antico al Nuovo Testamento, che ha come centro Cristo. La Quaresima, per noi stessi, dovrebbe essere il tempo per rinnovare la nostra conoscenza di Dio, la nostra amicizia con Gesù, per essere così capaci di guidare gli altri in modo convincente alla opzione per la vita, che è innanzitutto opzione per Dio. A noi stessi deve risultare chiaro che scegliendo Cristo non abbiamo scelto la negazione della vita, ma abbiamo scelto realmente la vita in abbondanza.
 
L'opzione cristiana è, in fondo, molto semplice: è l'opzione del "Sì" alla vita. Ma questo "Sì", si realizza solo con un Dio non ignoto, con un Dio dal volto umano. Si realizza seguendo questo Dio nella comunione dell'amore. 
Quanto ho fin qui detto vuol essere un modo di rinnovare il nostro ricordo nei riguardi del grande Papa Giovanni Paolo II".

Infine il testo della bellissima poesia di Giovanni Paolo II "Ci alzeremo in piedi".

Ci alzeremo in piedi ogni volta che
la vita umana viene minacciata...
Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita
viene attaccata prima della nascita
Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha
l'autorità di distruggere la vita non nata...
Ci alzeremo quando un bambino viene visto
come un peso
o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione
e grideremo che ogni bambino
è un dono unico e irripetibile di Dio...
Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio
viene abbandonata all'egoismo umano...
e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale...
Ci alzeremo quando il valore della famiglia
è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...
e riaffermeremo che la famiglia è necessaria
non solo per il bene dell'individuo
ma anche per quello della società...
Ci alzeremo quando la libertà
viene usata per dominare i deboli,
per dissipare le risorse naturali e l'energia
e per negare i bisogni fondamentali alle persone
e reclameremo giustizia...
Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti
vengono abbandonati in solitudine
e proclameremo che essi sono degni di amore,
di cura e di rispetto.

Dedichiamo le parole di Benedetto e di Giovanni Paolo al piccolo e innocente Charlie assicurando la nostra preghiera per la sua fragile ma preziosa vita.
Il blog

14 commenti:

laura ha detto...

L'uomo non è padrone della vita, neppure quando la malattia non lascia speranze e sembra che ci sia solo sofferenza priva di senso e di valore.
Ho letto che la spina non verrà staccata subito e ci saranno ancora valutazioni.............e' stato chiesto anche l'intervento del papa "regnante".
Cerchiamo di essere tutti uniti in questa occasione in difesa della vita.

laura ha detto...

https://it.aleteia.org/2017/06/28/pensieri-amore-papa-benedetto-xvi/

laura ha detto...

Papa Benedetto con i 5 nuovi cardinali, oggi.
https://www.facebook.com/vignadelsignore/photos/a.659439780796139.1073741828.659094867497297/1587881267951981/?type=3&theater

laura ha detto...

http://lavignadelsignore.blogspot.it/2011/06/verso-il-60-anniversario-di-ordinazione_28.html
domani anniversario ordinazione sacerdotale papa Benedetto: 66 anni di servizio alla Chiesa. Preghiamo per Lui.

maura ha detto...

All’Angelo custode
Assistilo, santo Angelo custode di Charlie , soccorso nelle sue necessità, conforto nelle sue sventure, luce nelle sue tenebre, protettore nei pericoli, ispiratore di buoni pensieri, intercessore presso Dio, scudo che respingi il maligno nemico, compagno fedele, amico sicurissimo, prudente consigliere, modello di obbedienza, specchio di umiltà e di purezza. Assistete i suoi genitori , Angeli che li custodite, Angeli della sua famiglia, Angeli dei nostri bambini, Angeli della sua città, Angeli del suo Paese, Angeli della Chiesa, Angeli dell’Universo. Amen.

Anonimo ha detto...

... e preghiamo per i genitori di Charlie: al solo pensiero di quanto stiano soffrendo in queste ore mi vengono i brividi. non riesco proprio a comprendere tanta crudeltà da parte di uomini, tra l'altro pagati (con denaro pubblico) per tutelare diritti umani di tutti, che invece negano con un'arroganza e una cattiveria diaboliche il più elementare, naturale e sacrosanto diritto-dovere di due genitori di assumersi la responsabilità di decidere per il proprio figlio. A questo è ridotta la nostra civilissima (?????) Europa. Maria Pia

laura ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=FgP74tSEQZM&feature=youtu.be
Neue Kardin le bei Papst em. Benedikt XVI – YouTube
BELLISIMO FILMATO

laura ha detto...

https://www.facebook.com/vignadelsignore/photos/a.659439780796139.1073741828.659094867497297/1588954091178032/?type=3&theater
AD MULTOS ANNOS SANTO PADRE!

GRAZIE PER IL DONO DEL SACERDOZIO

laura ha detto...

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Signore,
noi ti ringraziamo
perché hai aperto il tuo cuore per noi;
perché nella tua morte e nella tua resurrezione
sei diventato fonte di vita.
Fa’ che siamo persone viventi,
viventi dalla tua fonte,
e donaci di poter essere anche noi fonti,
in grado di donare a questo nostro tempo
acqua della vita.
Ti ringraziamo
per la grazia del ministero sacerdotale.
Signore, benedici noi
e benedici tutti gli uomini di questo tempo
che sono assetati e in ricerca.
Amen.

Benedetto XVI
(preghiera composta in occasione del 60° di Ordinazione sacerdotale)

29 giugno 1951 - 2017
#Benedetto90anni

laura ha detto...




Signore,
noi ti ringraziamo
perché hai aperto il tuo cuore per noi;
perché nella tua morte e nella tua resurrezione
sei diventato fonte di vita.
Fa’ che siamo persone viventi,
viventi dalla tua fonte,
e donaci di poter essere anche noi fonti,
in grado di donare a questo nostro tempo
acqua della vita.
Ti ringraziamo
per la grazia del ministero sacerdotale.
Signore, benedici noi
e benedici tutti gli uomini di questo tempo
che sono assetati e in ricerca.
Amen.

Benedetto XVI
(preghiera composta in occasione del 60° di Ordinazione sacerdotale)

29 giugno 1951 - 2017
#Benedetto90anni

laura ha detto...

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-grande-inganno-dell-accanimento-terapeutico-20313.htm

laura ha detto...

http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/06/29/news/l-incriminazione-del-cardinale-pell-per-pedofilia-le-colpe-di-papa-francesco-1.305307

laura ha detto...

http://www.agi.it/estero/2017/06/29/news/piccolo_charlie_morto_staccata_spina-1917205/
FINITA PER SEMPRE
HA VINTO LA CULTURA DELLA MORTE

laura ha detto...

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/06/29/in-difesa-dei-dubia-dei-quattro-cardinali-messi-in-castigo-dal-papa/