lunedì 31 ottobre 2016
Il monachesimo e le radici della cultura europea (Benedetto XVI, Parigi 12 settembre 2008)
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Riascoltiamo e rileggiamo lo storico discorso di Benedetto XVI al Collège des Bernardins di Parigi in cui il Papa spiega l'origine della teologia occidentale e le radici della cultura europea.
Un tributo eccezionale al monachesimo occidentale e a San Benedetto in particolare.
Dopo quanto è accaduto ieri a Norcia non potevo non riproporlo.
R.
Il crollo devastante e simbolico della Basilica di San Benedetto a Norcia (R.)
Cari Amici,
da ieri è impressa nella mia mente l'immagine della Basilica di San Benedetto a Norcia quasi completamente distrutta dal sisma che ha colpito l'Italia centrale.
Da una parte provo un profondo dolore per la perdita di un luogo così straordinario e dall'altro lato un senso di angoscia perchè è stato devastato un simbolo caro a tutti i Cattolici.
Secondo la tradizione la basilica di Norcia fu edificata sopra la casa in cui nacquero San Benedetto e la sorella gemella, Santa Scolastica.
Penso che sia superfluo ricordare quanto l'Europa e la Chiesa debbano a San Benedetto, il fondatore del monachesimo occidentale e il Padrono d'Europa.
Senza il lavoro minuzioso e prezioso dei monaci benedettini oggi non potremmo leggere gran parte dei libri della cultura greca e latina.
L'abbiamo detto tante volte: l'Europa (quella vera, non quella fondata sull'euro e sulle banche) è sorta sulle ceneri dell'impero romano grazie all'opera di tanti cristiani e di tanti Santi della nostra Tradizione.
San Benedetto è una figura chiave. Non a caso ben sedici Papi hanno scelto il nome di Benedetto.
Le immagini del crollo hanno colpito tutti tanto che anche i telegiornali stranieri hanno dedicato la copertina a questo simbolo devastato.
Fortunatamente il sisma di ieri non ha provocato vittime e il "caso" (?) ha voluto che, grazie al cambio dell'ora, gli "angeli senza ali", i vigili del fuoco, non fossero già al lavoro nelle zone duramente colpite.
Il terremoto ha risparmiato tante vite innocenti ma si è accanito su tutti i luoghi di culto possibili. Addirittura si sono registrati danni in alcune basiliche di Roma.
Tutto ciò non può lasciarci indifferenti. Perchè è accaduto tutto questo? Perchè privarci di questi simboli tanto importanti?
Non ho una risposta o, meglio, mi vengono in mente tante ipotesi, ma tengo tutto per me visto che sembra che non si possa più nemmeno fare una riflessione senza essere accusati di integralismo.
Resta il fatto che vengono meno tutti i nostri punti di riferimento non solo religiosi ma anche culturali e questo mi dispiace moltissimo.
Sembra quasi che oggi nella chiesa la cultura sia diventata persino un ostacolo, un vezzo.
La teologia, poi, viene vissuta come un fastidio. Si dice che la teologia va bene ma ci sono altre istanze più importanti. E così il ruolo dei teologi cattolici viene sminuito e altri personaggi, in particolare giornalisti, tengono "omelie" domenicali in cui si improvvisano depositari della verità perchè hanno ricevuto una telefonata.
Ma chi rende possibile tutto ciò? Il "telefonato" o il "telefonante"? E vabbè...
Tornando a quanto accaduto ieri, posso dire che c'è un'altra immagine che mi ha colpito, oltre a quella del crollo della Basilica: le tante persone che si sono inginocchiate davanti alle rovine a pregare. C'è sì l'immagine della devastazione ma anche quella della speranza, di una nuova consapevolezza, di una nuova primavera della fede che sorge proprio dalla distruzione.
Siamo alla vigilia della Festività di Ognissanti. Preghiamo tutti insieme affinchè il Signore aiuti e conforti le popolazioni colpite dal sisma e sia possibile la ricostruzione di quanto è stato distrutto.
R.
da ieri è impressa nella mia mente l'immagine della Basilica di San Benedetto a Norcia quasi completamente distrutta dal sisma che ha colpito l'Italia centrale.
Da una parte provo un profondo dolore per la perdita di un luogo così straordinario e dall'altro lato un senso di angoscia perchè è stato devastato un simbolo caro a tutti i Cattolici.
Secondo la tradizione la basilica di Norcia fu edificata sopra la casa in cui nacquero San Benedetto e la sorella gemella, Santa Scolastica.
Penso che sia superfluo ricordare quanto l'Europa e la Chiesa debbano a San Benedetto, il fondatore del monachesimo occidentale e il Padrono d'Europa.
Senza il lavoro minuzioso e prezioso dei monaci benedettini oggi non potremmo leggere gran parte dei libri della cultura greca e latina.
L'abbiamo detto tante volte: l'Europa (quella vera, non quella fondata sull'euro e sulle banche) è sorta sulle ceneri dell'impero romano grazie all'opera di tanti cristiani e di tanti Santi della nostra Tradizione.
San Benedetto è una figura chiave. Non a caso ben sedici Papi hanno scelto il nome di Benedetto.
Le immagini del crollo hanno colpito tutti tanto che anche i telegiornali stranieri hanno dedicato la copertina a questo simbolo devastato.
Fortunatamente il sisma di ieri non ha provocato vittime e il "caso" (?) ha voluto che, grazie al cambio dell'ora, gli "angeli senza ali", i vigili del fuoco, non fossero già al lavoro nelle zone duramente colpite.
Il terremoto ha risparmiato tante vite innocenti ma si è accanito su tutti i luoghi di culto possibili. Addirittura si sono registrati danni in alcune basiliche di Roma.
Tutto ciò non può lasciarci indifferenti. Perchè è accaduto tutto questo? Perchè privarci di questi simboli tanto importanti?
Non ho una risposta o, meglio, mi vengono in mente tante ipotesi, ma tengo tutto per me visto che sembra che non si possa più nemmeno fare una riflessione senza essere accusati di integralismo.
Resta il fatto che vengono meno tutti i nostri punti di riferimento non solo religiosi ma anche culturali e questo mi dispiace moltissimo.
Sembra quasi che oggi nella chiesa la cultura sia diventata persino un ostacolo, un vezzo.
La teologia, poi, viene vissuta come un fastidio. Si dice che la teologia va bene ma ci sono altre istanze più importanti. E così il ruolo dei teologi cattolici viene sminuito e altri personaggi, in particolare giornalisti, tengono "omelie" domenicali in cui si improvvisano depositari della verità perchè hanno ricevuto una telefonata.
Ma chi rende possibile tutto ciò? Il "telefonato" o il "telefonante"? E vabbè...
Tornando a quanto accaduto ieri, posso dire che c'è un'altra immagine che mi ha colpito, oltre a quella del crollo della Basilica: le tante persone che si sono inginocchiate davanti alle rovine a pregare. C'è sì l'immagine della devastazione ma anche quella della speranza, di una nuova consapevolezza, di una nuova primavera della fede che sorge proprio dalla distruzione.
Siamo alla vigilia della Festività di Ognissanti. Preghiamo tutti insieme affinchè il Signore aiuti e conforti le popolazioni colpite dal sisma e sia possibile la ricostruzione di quanto è stato distrutto.
R.
domenica 30 ottobre 2016
Siluro per il card. Sarah (Tosatti)
Clicca qui per leggere il commento.
Seguo in diretta le notizie che arrivano dall'Italia centrale e che documentano i danni della fortissima scossa sismica di stamattina. Siamo vicini con la preghiera a tutti i nostri fratelli duramente colpiti.
Nel frattempo non posso che provare una profonda tristezza per quanto sta accadendo in vaticano.
Il card. Sarah, una delle poche voci davvero libere e uomo di profonda sensibilità e cultura, non merita certo di essere trattato in questo modo ma tant'è...
Nutro la profonda speranza che prima o poi il cardinale verrà "premiato" per queste umiliazioni.
R.
Seguo in diretta le notizie che arrivano dall'Italia centrale e che documentano i danni della fortissima scossa sismica di stamattina. Siamo vicini con la preghiera a tutti i nostri fratelli duramente colpiti.
Nel frattempo non posso che provare una profonda tristezza per quanto sta accadendo in vaticano.
Il card. Sarah, una delle poche voci davvero libere e uomo di profonda sensibilità e cultura, non merita certo di essere trattato in questo modo ma tant'è...
Nutro la profonda speranza che prima o poi il cardinale verrà "premiato" per queste umiliazioni.
R.
giovedì 27 ottobre 2016
Un pensiero e una preghiera per le popolazioni colpite dal nuovo sisma
Cari amici, nella serata di ieri due forti scosse di terremoto hanno colpito molte zone dell'Italia centrale, in particolare della Marche e dell'Umbria.
Le prime luci dell'alba consentiranno di fare una stima esatta dei danni. Intanto rivolgiamo una preghiera speciale per i feriti e i tantissimi sfollati.
R.
Le prime luci dell'alba consentiranno di fare una stima esatta dei danni. Intanto rivolgiamo una preghiera speciale per i feriti e i tantissimi sfollati.
R.
sabato 22 ottobre 2016
Perché la CEI alla marcia dei radicali? (Costanza Miriano). Riflessioni (R.)
Clicca qui per leggere il commento che sottoscrivo in pieno.
Io più che dolore provo tristezza e rassegnazione. Direi che provo in definitiva una profonda pena per la situazione che stiamo vivendo. E' vero ciò che scrive Costanza Miriano: perchè la chiesa (minuscolo) continua a non essere originale?
E mi domando: la chiesa (minuscolo) pensa davvero di attirare fedeli aderendo convintamente alle istanze mondale e magari modaiole? Ma quando mai? La Chiesa (maiuscolo) deve essere segno di contraddizione, pietra dello scandalo. Non può e non deve uniformarsi alla mentalità del mondo, tanto per parafrasare San Paolo.
Non ci sia accorge che la pecorella smarrita, che si rincorre a tutti i costi, se la ride mentre le altre novantanove vengono attaccate dai lupi o lasciano volontariamente il recinto?
Leggo che questa marcia ci sarà il 6 novembre, domenica. Chissà se riceverà una qualche benedizione. Sarebbe l'apoteosi...
La cosa drammatica è che tutto ciò non mi stupisce, anzi...
Per richiamare i riflettori si continua ad alzare l'asticella ma ormai la misura è colma. Siamo saturi di notizie spettacolari. Nulla ci meraviglia più soprattutto in vista della celebrazione dello scisma di Lutero. Che cosa avrà mai da festeggiare la chiesa cattolica...
Un'ultima annotazione che non c'entra con la marcia dei radicale.
C'è stato ieri un momento in cui ho provato davvero un dolore fortissimo. Vedere la camera da letto di tanti Pontefici a Castel Gandolfo aperta a fotografi e giornalisti mi ha davvero colpita. Questo insistere nell'inquadrare quel letto così spartano e senza pretese mi ha fatto pensare che probabilmente è stato aperto simbolicamente il vaso di Pandora e che davvero siamo a un punto di non ritorno.
R.
Io più che dolore provo tristezza e rassegnazione. Direi che provo in definitiva una profonda pena per la situazione che stiamo vivendo. E' vero ciò che scrive Costanza Miriano: perchè la chiesa (minuscolo) continua a non essere originale?
E mi domando: la chiesa (minuscolo) pensa davvero di attirare fedeli aderendo convintamente alle istanze mondale e magari modaiole? Ma quando mai? La Chiesa (maiuscolo) deve essere segno di contraddizione, pietra dello scandalo. Non può e non deve uniformarsi alla mentalità del mondo, tanto per parafrasare San Paolo.
Non ci sia accorge che la pecorella smarrita, che si rincorre a tutti i costi, se la ride mentre le altre novantanove vengono attaccate dai lupi o lasciano volontariamente il recinto?
Leggo che questa marcia ci sarà il 6 novembre, domenica. Chissà se riceverà una qualche benedizione. Sarebbe l'apoteosi...
La cosa drammatica è che tutto ciò non mi stupisce, anzi...
Per richiamare i riflettori si continua ad alzare l'asticella ma ormai la misura è colma. Siamo saturi di notizie spettacolari. Nulla ci meraviglia più soprattutto in vista della celebrazione dello scisma di Lutero. Che cosa avrà mai da festeggiare la chiesa cattolica...
Un'ultima annotazione che non c'entra con la marcia dei radicale.
C'è stato ieri un momento in cui ho provato davvero un dolore fortissimo. Vedere la camera da letto di tanti Pontefici a Castel Gandolfo aperta a fotografi e giornalisti mi ha davvero colpita. Questo insistere nell'inquadrare quel letto così spartano e senza pretese mi ha fatto pensare che probabilmente è stato aperto simbolicamente il vaso di Pandora e che davvero siamo a un punto di non ritorno.
R.
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