Cari amici,
dal vaticano assordante silenzio sul Viganò report. Forse hanno bisogno di tempo per rispondere, punto su punto, a un dossier così articolato oppure la strategia è proprio quella di tacere in attesa che le acque si calmino.
In fondo tutto è cambiato rispetto al periodo aprile 2005-febbraio 2013. In quel lasso di tempo i media agivano così per assalire il Papa: veniva scagliata la bomba mediatica e si attendeva la risposta vaticana (che solitamente tardava e oggi probabilmente capiamo meglio la ragione di tali ostinati silenzi). In attesa della reazione si faceva montare la polemica con articoli, interviste a prelati critici, interventi di intellettuali, editoriali, testimonianze...
Ovviamente, allora, i prelati critici erano considerati saggi, coraggiosi, liberi e distanti da ogni forma di clericalismo.
Oggi quei pochissimi vescovi o cardinali che osano muovere anche un piccolo appunto al nuovo corso vengono immediatamente marchiati come tradizionalisti, perfidi, attaccati al potere, sepolcri imbiancati, schiavi della mentalità clericale ecc. ecc.
Sotto Papa Benedetto un dossier come quello di Viganò sarebbe stato riprodotto in versione integrale su tutti i maggiori quotidiani, tradotto in tutte le lingue e il suo autore portato in trionfo. Ovviamente il contenuto sarebbe stato considerato perfettamente corrispondente a verità.
Ribadisco: non è possibile entrare nel merito della testimonianza di Viganò perchè finora nessuno l'ha contraddetta.
Dovere dei giornalisti sarebbe stato quello di indagare sulla veridicità o meno di certe affermazioni. Il dossier è falso? Il giornalista dice: sì, perchè sulla base di questo documento, questa testimonianza, questa conversazione è possibile dire che non corrisponde a verità.
Il dossier è vero? Il giornalista dice: sì, perchè risulta da documenti o testimonianze che è fondato.
Quello che il giornalista professionista non può dire è: il dossier è sicuramente falso perché Viganò agisce per vendetta, ha avuto problemi con la sua famiglia, detesta il caldo e vorrebbe trasferirsi al polo nord.
Non è screditando l'autore di un testo che si può confutare la sua fondatezza.
Basta rispondere semplicemente a una domanda: Viganò dice la verità o mente? Questo conta, non i pettegolezzi.
Massima comprensione da parte nostra per quei giornalisti che vedono sgretolarsi giorno dopo giorno il mondo ecclesiale perfetto che avevano descritto fino a pochi mesi fa. Invito tutti a ritrovare il gusto della ricerca e dell'informazione obiettiva, che non prende ogni accusa per oro colato, ma che indaga sempre per scoprire se un documento è vero o falso.
Forse non saremmo arrivati a questo punto se a suo tempo si fosse parlato del caso Inzoli (con relative richieste di chiarimento) e se si fosse indagato sul caso dei vescovi cileni (Barros in primis).
E vogliamo discutere dell'occultamento mediatico dei "dubia"?
Qui siamo di fronte ad una schiera di avvocati difensori che finiscono per incartarsi illudendosi che, ai tempi di internet, sia ancora possibile orientare il pensiero dell'opinione pubblica.
Credetemi, cari media: non state facendo una bella figura, soprattutto perchè vi ricordiamo tutti in azione negli anni passati.
Il compito è relativamente semplice e consiste nella risposta a una domanda: Viganò dice la verità o mente?
Vedremo e commenteremo nelle prossime ore un esempio a caso di articolo di questi giorni.
R.
martedì 28 agosto 2018
lunedì 27 agosto 2018
Dal "Chi sono io per giudicare?" al "Giudicate voi!". Un consiglio disinteressato... (Raffaella)
Cari amici,
stiamo assistendo a una vera e propria parabola: dalla frase simbolo ("Chi sono io per giudicare") all'atto di fiducia incondizionata verso i giornalisti ("Giudicate voi") pronunciato ieri sera. Clicca qui per la trascrizione.
Credo che questo blog abbia maturato sufficiente esperienza negli otto anni di Pontificato di Benedetto XVI da potersi permettere di dare un piccolo consiglio al vaticano: fate chiarezza! Le non risposte non solo non aiutano ma possono essere molto ma molto pericolose.
Quando, nel 2010, Benedetto subì gli attacchi mediatici più feroci mai inferti a un Pontefice implorammo per mesi la sala stampa vaticana e la segreteria di stato di intervenire prontamente. Spesso i nostri appelli caddero nel vuoto, ma certamente noi non restammo con le mani in mano. Ora scriverò una frase che otto anni fa ripetevo fino alla noia: i problemi non si risolvono mai da soli. Le polemiche non si placano facendo finta di nulla o nascondendo la testa sotto la sabbia.
La chiarezza deve sempre muovere l'agire della santa sede.
Certo! I tempi sono davvero cambiati.
Se Benedetto avesse pronunciato la frase "Giudicate voi", aggiungendo di non avere alcuna intenzione di rispondere alle accuse, sarebbe stato lapidato mediaticamente sulla piazza giornalistica. Gli intellettuali cattolici (o sedicenti tali) avrebbero scritto articolesse in cui si percepiva il rumore dello scuotimento delle teste. Sicuramente avrebbero puntato il dito sul Papa insinuando che egli non sapesse comunicare e parlare al Popolo di Dio. Oggi invece questi intellettuali rispondono, indignati, che è tutta colpa di Viganò e della sua voglia di vendetta. Tutto va bene, tutto è al suo posto, viviamo nella chiesa migliore possibile e tutti coloro che avanzano dubbi sono cattivi, tradizionalisti e politicamente di destra. Brutti!
Questo è dare una risposta alle domande? Non mi pare! E' difendere a prescindere offendendo gli avversari cercando di delegittimarli.
Ancora non si è capito che, nell'era di internet, questo giochetto non funziona più nè a livello politico nè a livello ecclesiale.
E i cosiddetti giornalisti anticlericali? Certo! Per trovarli bisognerebbe chiamare la Sciarelli. Non hanno proprio nulla da dire coloro che negli anni di Benedetto hanno scritto articoli, libri e compagnia bella? Va tutto bene? Non c'è proprio nulla da commentare? Eppure di carne al fuoco ne abbiamo: dal Cile agli Usa tanto per citare due esempi.
Sono d'accordo con Franco e con Belpietro (clicca qui per l'incipit dell'articolo non ancora online nella versione integrale): in questo momento non hanno importanza le motivazioni di Viganò.
Conta invece il contenuto della sua testimonianza!
E' vero o non è vero ciò che il prelato afferma? E' vero o non è vero che Benedetto comminò al famoso cardinale sanzioni ignorate dai vescovi americani (e dalla curia romana)? Corrisponde alla verità il fatto che la maggiorparte dei cosiddetti collaboratori di Ratzinger gli ha remato contro?
E' verità o bugia che, dopo la rinuncia di Benedetto, tutti sapevano delle sanzioni ma, per interesse, hanno appoggiato il tizio?
E' un fatto o no che l'ex cardinale ha avuto un notevole peso nelle nomine dei vescovi americani?
Il Viganò report ha qualcosa a che fare con il dossier preparato da tre cardinali e consegnato a Papa Benedetto poco prima della rinucia? Come esso può, anche indirettamente, avere influito sulle decisioni del Santo Padre dalla lettura del dossier medesimo in poi?
Caspita! Ma il lavoro dei giornalisti non è dare risposte a domande scomode? A me sembra invece che in troppi abbiano abdicato a questa regola!
Parliamoci chiaro: questo blog non ha alcun interesse urgente o particolare affinché il vaticano metta i puntini sulle "i".
In fondo potrebbe bastare ciò che ormai è dato per scontato: l'assoluta trasparenza, coerenza e sofferenza di Papa Benedetto nella sua lotta contro i pedofili.
Ormai questo è assodato. Trapela non solo dal Viganò report ma anche dalle ammissioni di commentatori di peso come Franco.
In fondo potremmo già dirci soddisfatti.
In realtà però tutta questa faccenda coinvolge la chiesa e descrive un intreccio agghiacciante su cui si deve fare luce.
Non lo si fa oggi? D'accordo. Ma state pur sicuri che si dovrà affrontare il problema fra un giorno, una settimana, un anno, dieci anni ma prima o poi i nodi verranno al pettine.
Vediamo se i giornalisti deporranno la toga da avvocati d'ufficio in servizio permanente per riprendere penna, taccuino e registratore.
R.
Aggiornamento: Monsignor Jean-François Lantheaume, ex funzionario della nunziatura di Washington (citato nel Viganò report) conferma la veridicità, per i fatti che lo riguardano, della testimonianza di Viganò. Fonte: CNA.
p.s. Mi raccomando: nei commenti evitate offese personali perché sono costretta a non pubblicarli.
stiamo assistendo a una vera e propria parabola: dalla frase simbolo ("Chi sono io per giudicare") all'atto di fiducia incondizionata verso i giornalisti ("Giudicate voi") pronunciato ieri sera. Clicca qui per la trascrizione.
Credo che questo blog abbia maturato sufficiente esperienza negli otto anni di Pontificato di Benedetto XVI da potersi permettere di dare un piccolo consiglio al vaticano: fate chiarezza! Le non risposte non solo non aiutano ma possono essere molto ma molto pericolose.
Quando, nel 2010, Benedetto subì gli attacchi mediatici più feroci mai inferti a un Pontefice implorammo per mesi la sala stampa vaticana e la segreteria di stato di intervenire prontamente. Spesso i nostri appelli caddero nel vuoto, ma certamente noi non restammo con le mani in mano. Ora scriverò una frase che otto anni fa ripetevo fino alla noia: i problemi non si risolvono mai da soli. Le polemiche non si placano facendo finta di nulla o nascondendo la testa sotto la sabbia.
La chiarezza deve sempre muovere l'agire della santa sede.
Certo! I tempi sono davvero cambiati.
Se Benedetto avesse pronunciato la frase "Giudicate voi", aggiungendo di non avere alcuna intenzione di rispondere alle accuse, sarebbe stato lapidato mediaticamente sulla piazza giornalistica. Gli intellettuali cattolici (o sedicenti tali) avrebbero scritto articolesse in cui si percepiva il rumore dello scuotimento delle teste. Sicuramente avrebbero puntato il dito sul Papa insinuando che egli non sapesse comunicare e parlare al Popolo di Dio. Oggi invece questi intellettuali rispondono, indignati, che è tutta colpa di Viganò e della sua voglia di vendetta. Tutto va bene, tutto è al suo posto, viviamo nella chiesa migliore possibile e tutti coloro che avanzano dubbi sono cattivi, tradizionalisti e politicamente di destra. Brutti!
Questo è dare una risposta alle domande? Non mi pare! E' difendere a prescindere offendendo gli avversari cercando di delegittimarli.
Ancora non si è capito che, nell'era di internet, questo giochetto non funziona più nè a livello politico nè a livello ecclesiale.
E i cosiddetti giornalisti anticlericali? Certo! Per trovarli bisognerebbe chiamare la Sciarelli. Non hanno proprio nulla da dire coloro che negli anni di Benedetto hanno scritto articoli, libri e compagnia bella? Va tutto bene? Non c'è proprio nulla da commentare? Eppure di carne al fuoco ne abbiamo: dal Cile agli Usa tanto per citare due esempi.
Sono d'accordo con Franco e con Belpietro (clicca qui per l'incipit dell'articolo non ancora online nella versione integrale): in questo momento non hanno importanza le motivazioni di Viganò.
Conta invece il contenuto della sua testimonianza!
E' vero o non è vero ciò che il prelato afferma? E' vero o non è vero che Benedetto comminò al famoso cardinale sanzioni ignorate dai vescovi americani (e dalla curia romana)? Corrisponde alla verità il fatto che la maggiorparte dei cosiddetti collaboratori di Ratzinger gli ha remato contro?
E' verità o bugia che, dopo la rinuncia di Benedetto, tutti sapevano delle sanzioni ma, per interesse, hanno appoggiato il tizio?
E' un fatto o no che l'ex cardinale ha avuto un notevole peso nelle nomine dei vescovi americani?
Il Viganò report ha qualcosa a che fare con il dossier preparato da tre cardinali e consegnato a Papa Benedetto poco prima della rinucia? Come esso può, anche indirettamente, avere influito sulle decisioni del Santo Padre dalla lettura del dossier medesimo in poi?
Caspita! Ma il lavoro dei giornalisti non è dare risposte a domande scomode? A me sembra invece che in troppi abbiano abdicato a questa regola!
Parliamoci chiaro: questo blog non ha alcun interesse urgente o particolare affinché il vaticano metta i puntini sulle "i".
In fondo potrebbe bastare ciò che ormai è dato per scontato: l'assoluta trasparenza, coerenza e sofferenza di Papa Benedetto nella sua lotta contro i pedofili.
Ormai questo è assodato. Trapela non solo dal Viganò report ma anche dalle ammissioni di commentatori di peso come Franco.
In fondo potremmo già dirci soddisfatti.
In realtà però tutta questa faccenda coinvolge la chiesa e descrive un intreccio agghiacciante su cui si deve fare luce.
Non lo si fa oggi? D'accordo. Ma state pur sicuri che si dovrà affrontare il problema fra un giorno, una settimana, un anno, dieci anni ma prima o poi i nodi verranno al pettine.
Vediamo se i giornalisti deporranno la toga da avvocati d'ufficio in servizio permanente per riprendere penna, taccuino e registratore.
R.
Aggiornamento: Monsignor Jean-François Lantheaume, ex funzionario della nunziatura di Washington (citato nel Viganò report) conferma la veridicità, per i fatti che lo riguardano, della testimonianza di Viganò. Fonte: CNA.
p.s. Mi raccomando: nei commenti evitate offese personali perché sono costretta a non pubblicarli.
Massimo Franco: a emergere bene dal rapporto Viganò è soprattutto Benedetto XVI
Clicca qui per leggere l'editoriale.
Riporto la chiosa tanto chiara quanto coraggiosa. Diciamocelo: Franco dà voce a quello che stiamo pensando tutti con le conseguenze che ne derivano (anche sulla rinuncia)...
R.
"A emergere bene dal rapporto sono pochi: soprattutto il Papa emerito Benedetto XVI, che cercò di isolare McCarrick, senza riuscire a imporre la sua volontà al Vaticano e ai vescovi Usa. Ma questo, forse, induce a chiedersi di nuovo quali furono i motivi reali della rinuncia di Joseph Ratzinger nel 2013".
Riporto la chiosa tanto chiara quanto coraggiosa. Diciamocelo: Franco dà voce a quello che stiamo pensando tutti con le conseguenze che ne derivano (anche sulla rinuncia)...
R.
"A emergere bene dal rapporto sono pochi: soprattutto il Papa emerito Benedetto XVI, che cercò di isolare McCarrick, senza riuscire a imporre la sua volontà al Vaticano e ai vescovi Usa. Ma questo, forse, induce a chiedersi di nuovo quali furono i motivi reali della rinuncia di Joseph Ratzinger nel 2013".
domenica 26 agosto 2018
Sulle gravissime accuse di Mons. Viganò...un commento (Raffaella)
Cari amici,
sono ancora sconvolta per quanto ho letto qualche ora fa. Mi riferisco ovviamente alla testimonianza di Mons. Viganò (clicca qui).
Non entro nel merito delle accuse perché aspetto la reazione del vaticano e le spiegazioni che intende fornire. Non intendo comportarmi come giornali, televisioni e siti internet ai tempi di Papa Benedetto. Ricordate? Accedere alle varie rassegne stampa del mattino era diventato un incubo, in particolare nel 2010. Bastava che una foglia cadesse in Alaska per indurre TUTTI i media del MONDO ad accusare Benedetto di averne causato la morte.
Anche allora aspettavamo fiduciosi la reazione della santa sede che spesso però non rispondeva neppure o lo faceva dopo giorni e giorni. Ora però c'è tutta una raffinatezza comunicativa e non dubitiamo che qualcuno si farà sentire.
Nel frattempo, però, mi permetto di dare un piccolo consiglio ai cultori del nuovo corso e agli incensatori di professione: non rimanete con le mani in mano.
Non basta presidiare Twitter con una miriade di commenti sdegnati dicendosi certi che Mons. Viganò parla per vendetta o comunque non dice la verità.
Si vede che tutti questi sbandieratori non hanno maturato la nostra stessa esperienza (beati loro!).
Ai tempi di Benedetto questo piccolo blog agiva da solo non limitandosi ad accusare il prossimo di mentire. Ricordate quando Gemma trovò il testo originale della Crimen sollicitationis? Era in latino ma subito ci mettemmo all'opera, armati di dizionario "Castiglioni-Mariotti", per tradurre direttamente i canoni che ci interessavano.
Ricordate quando MedievAle trovò il testo del motu proprio di Papa Wojtyla che precedeva la lettera De delictis gravioribus del cardinale Ratzinger? Anche quel testo era in latino ma nessuno ci fermò :-)
Dopo anni il vaticano tradusse i documenti ma intanto avevamo già dato il nostro piccolo contributo alla verità.
Non basta dire che Mons. Viganò mente. E' un'affermazione grave quanto ciò che egli scrive. Perchè dovrebbe mentire? Come mai negli anni del Pontificato di Papa Benedetto egli era il beniamino dei mass media, il vescovo coraggioso che non temeva di dire la verità, e ora è diventato una sorta di bersaglio da abbattere?
Ciò che dice non ha fondamento? Bene! E allora i giornalisti facciano i giornalisti e non gli avvocati difensori. Scoprano se e quando McCarrick fu punito da Benedetto XVI e perchè i suoi ordini non furono eseguiti. Attenzione: non sarebbe la prima volta che un provvedimento di Papa Ratzinger viene disatteso. Ricordate Maciel? Nonostante la condanna esemplare di Ratzinger, qualche "buon" cardinale andava in giro a difendere quella persona.
E poi c'è sempre il precedente Inzoli...
Nella testimonianza di Viganò ci sono nomi e cognomi. I giornalisti non devono fare altro che alzare il telefono e chiedere.
Ovviamente ci si aspetta che gli interlocutori dicano la verità anche perchè sarebbe (come dire?) un tantino problematico mentire....
Continuare a ignorare la notizia (vero siti internet dei grandi giornali e telegiornali?) o rispondere alla testimonianza accusando Viganò non ci conduce da nessuna parte. Nel frattempo si spera che il vaticano dica una parola. Nel caso mantenesse la consegna del silenzio...beh...ci sarebbero delle conclusioni da trarre.
Mi "commuove" sempre la levata di scudi dei vaticanisti o dei cultori del nuovo corso. Evidentemente ci sono Papi più fortunati di altri. Certamente non dimentichiamo i colpi bassi subiti da Ratzinger, cardinale e Papa. Lì non c'era bisogno di cercare prove e testimonianze: bastava la calunnia o il sospetto. Di sicuro non dimentichiamo le foto di Benedetto e del fratello sbattute sulle prime pagine dei giornali e in apertura dei tg dopo la pubblicazione del Report sugli abusi di Ratisbona. Lì non c'era nemmeno mezza accusa nei confronti di Mons. Georg Ratzinger ma bastava insinuare...
Possiamo dire chiaramente che alcune accuse contenute nella testimonianza di Viganò sono note da tempo anche se i giornalisti hanno sempre preferito glissare...
Diciamo anche che dallo scritto emerge un quadro agghiacciante su cui occorre fare chiarezza ed è per questo che invito tutti a fare il proprio dovere. Serve chiarezza e una parola di verità.
Dalla testimonianza emerge comunque il grande lavoro fatto da Papa Benedetto, lavoro svolto in solitudine e controcorrente. Anche questa non è una novità ma leggere tutto nero su bianco fa una certa impressione.
Due ricordi mi sfiorano la mente in queste ore: il primo è quell'enorme contenitore posto su un tavolino a Castel Gandolfo. Si disse che esso conteneva i risultati delle indagini dei tre cardinali su Vatileaks. Che fine ha fatto quel rapporto? Il secondo non è tanto un ricordo quanto un pensiero: se anche solo una parte della testimonianza di Viganò trovasse riscontro, le dimissioni di Papa Benedetto, forse, troverebbero una spiegazione più razionale. Questo però è solo il mio punto di vista, che comunque non potrà mai avere conferme o smentite.
Attendiamo risposte.
R.
sono ancora sconvolta per quanto ho letto qualche ora fa. Mi riferisco ovviamente alla testimonianza di Mons. Viganò (clicca qui).
Non entro nel merito delle accuse perché aspetto la reazione del vaticano e le spiegazioni che intende fornire. Non intendo comportarmi come giornali, televisioni e siti internet ai tempi di Papa Benedetto. Ricordate? Accedere alle varie rassegne stampa del mattino era diventato un incubo, in particolare nel 2010. Bastava che una foglia cadesse in Alaska per indurre TUTTI i media del MONDO ad accusare Benedetto di averne causato la morte.
Anche allora aspettavamo fiduciosi la reazione della santa sede che spesso però non rispondeva neppure o lo faceva dopo giorni e giorni. Ora però c'è tutta una raffinatezza comunicativa e non dubitiamo che qualcuno si farà sentire.
Nel frattempo, però, mi permetto di dare un piccolo consiglio ai cultori del nuovo corso e agli incensatori di professione: non rimanete con le mani in mano.
Non basta presidiare Twitter con una miriade di commenti sdegnati dicendosi certi che Mons. Viganò parla per vendetta o comunque non dice la verità.
Si vede che tutti questi sbandieratori non hanno maturato la nostra stessa esperienza (beati loro!).
Ai tempi di Benedetto questo piccolo blog agiva da solo non limitandosi ad accusare il prossimo di mentire. Ricordate quando Gemma trovò il testo originale della Crimen sollicitationis? Era in latino ma subito ci mettemmo all'opera, armati di dizionario "Castiglioni-Mariotti", per tradurre direttamente i canoni che ci interessavano.
Ricordate quando MedievAle trovò il testo del motu proprio di Papa Wojtyla che precedeva la lettera De delictis gravioribus del cardinale Ratzinger? Anche quel testo era in latino ma nessuno ci fermò :-)
Dopo anni il vaticano tradusse i documenti ma intanto avevamo già dato il nostro piccolo contributo alla verità.
Non basta dire che Mons. Viganò mente. E' un'affermazione grave quanto ciò che egli scrive. Perchè dovrebbe mentire? Come mai negli anni del Pontificato di Papa Benedetto egli era il beniamino dei mass media, il vescovo coraggioso che non temeva di dire la verità, e ora è diventato una sorta di bersaglio da abbattere?
Ciò che dice non ha fondamento? Bene! E allora i giornalisti facciano i giornalisti e non gli avvocati difensori. Scoprano se e quando McCarrick fu punito da Benedetto XVI e perchè i suoi ordini non furono eseguiti. Attenzione: non sarebbe la prima volta che un provvedimento di Papa Ratzinger viene disatteso. Ricordate Maciel? Nonostante la condanna esemplare di Ratzinger, qualche "buon" cardinale andava in giro a difendere quella persona.
E poi c'è sempre il precedente Inzoli...
Nella testimonianza di Viganò ci sono nomi e cognomi. I giornalisti non devono fare altro che alzare il telefono e chiedere.
Ovviamente ci si aspetta che gli interlocutori dicano la verità anche perchè sarebbe (come dire?) un tantino problematico mentire....
Continuare a ignorare la notizia (vero siti internet dei grandi giornali e telegiornali?) o rispondere alla testimonianza accusando Viganò non ci conduce da nessuna parte. Nel frattempo si spera che il vaticano dica una parola. Nel caso mantenesse la consegna del silenzio...beh...ci sarebbero delle conclusioni da trarre.
Mi "commuove" sempre la levata di scudi dei vaticanisti o dei cultori del nuovo corso. Evidentemente ci sono Papi più fortunati di altri. Certamente non dimentichiamo i colpi bassi subiti da Ratzinger, cardinale e Papa. Lì non c'era bisogno di cercare prove e testimonianze: bastava la calunnia o il sospetto. Di sicuro non dimentichiamo le foto di Benedetto e del fratello sbattute sulle prime pagine dei giornali e in apertura dei tg dopo la pubblicazione del Report sugli abusi di Ratisbona. Lì non c'era nemmeno mezza accusa nei confronti di Mons. Georg Ratzinger ma bastava insinuare...
Possiamo dire chiaramente che alcune accuse contenute nella testimonianza di Viganò sono note da tempo anche se i giornalisti hanno sempre preferito glissare...
Diciamo anche che dallo scritto emerge un quadro agghiacciante su cui occorre fare chiarezza ed è per questo che invito tutti a fare il proprio dovere. Serve chiarezza e una parola di verità.
Dalla testimonianza emerge comunque il grande lavoro fatto da Papa Benedetto, lavoro svolto in solitudine e controcorrente. Anche questa non è una novità ma leggere tutto nero su bianco fa una certa impressione.
Due ricordi mi sfiorano la mente in queste ore: il primo è quell'enorme contenitore posto su un tavolino a Castel Gandolfo. Si disse che esso conteneva i risultati delle indagini dei tre cardinali su Vatileaks. Che fine ha fatto quel rapporto? Il secondo non è tanto un ricordo quanto un pensiero: se anche solo una parte della testimonianza di Viganò trovasse riscontro, le dimissioni di Papa Benedetto, forse, troverebbero una spiegazione più razionale. Questo però è solo il mio punto di vista, che comunque non potrà mai avere conferme o smentite.
Attendiamo risposte.
R.
La lotta senza pari e senza quartiere di Benedetto XVI contro i preti pedofili. La testimonianza di Mons. Viganò
Clicca qui per leggere la testimonianza integrale di Mons. Viganò.
Ovviamente ci sarà un mio commento e una mia presa di posizione nelle prossime ore. In questo momento sono a dir poco sconvolta dalla lettura del documento. Ho bisogno di riflettere un po', di raccogliere le idee e poi parlerò.
Per adesso mi limito a dire che trovo a dir poco vergognoso l'atteggiamento dei media che stanno ignorando il problema (inutile immaginare che cosa sarebbe accaduto se certe accuse fossero state indirizzate a Ratzinger) e il comportamento di chi si scaglia contro Viganò dopo averlo incensato durante il Pontificato di Benedetto XVI. Beata coerenza...
Ancora una volta risalta l'impegno di Joseph Ratzinger, cardinale e Papa, la sua strenua lotta contro i pedofili, battaglia condotta per lo più in solitudine e ostacolata da chi avrebbe dovuto aiutarlo.
Ma queste mie parole sono solo un assaggio...
R.
Ovviamente ci sarà un mio commento e una mia presa di posizione nelle prossime ore. In questo momento sono a dir poco sconvolta dalla lettura del documento. Ho bisogno di riflettere un po', di raccogliere le idee e poi parlerò.
Per adesso mi limito a dire che trovo a dir poco vergognoso l'atteggiamento dei media che stanno ignorando il problema (inutile immaginare che cosa sarebbe accaduto se certe accuse fossero state indirizzate a Ratzinger) e il comportamento di chi si scaglia contro Viganò dopo averlo incensato durante il Pontificato di Benedetto XVI. Beata coerenza...
Ancora una volta risalta l'impegno di Joseph Ratzinger, cardinale e Papa, la sua strenua lotta contro i pedofili, battaglia condotta per lo più in solitudine e ostacolata da chi avrebbe dovuto aiutarlo.
Ma queste mie parole sono solo un assaggio...
R.
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