Clicca qui per leggere i cinque testi pubblicati da Sandro Magister sul suo blog.
E' chiaro come il sole che i primi due scritti sono del Papa Emerito (sembra di sentirlo parlare!).
E' ancora più importante, quindi, pensare al contenuto senza lasciarci distrarre dal fumo sparso ad arte (arte? Più che artisti alcuni si sono dimostrati degli "imbrattatele").
R.
p.s. Il libro esce oggi in Francia e basta guardare le prime classifiche di vendita per stamparsi un sorriso sulla faccia. Anche questo dà fastidio? Domanda retoricamente sciocca :-)
mercoledì 15 gennaio 2020
martedì 14 gennaio 2020
Facciamo un po' di chiarezza sul libro "Dal profondo del nostro cuore". Verità e fake news (Raffaella)
siamo di fronte al solito pasticcio con notizie, contronotizie, conferme e smentite. In una parola: confusione.
Facciamo il punto della situazione sommando le notizie (quelle vere, non le ricostruzioni di seconda o di ventesima mano) che possiamo ricavare da fonti sicure.
Il card. Sarah rende noto che per le edizioni successive del libro figurerà egli stesso come autore "con il contributo di Benedetto XVI".
Questo a seguito delle polemiche dei soliti noti che ancora una volta hanno pensato di gettare fumo sul libro nella speranza (vana) che nessuno lo apra e ne legga il contenuto.
Il card. Sarah conferma che Papa Benedetto sapeva che le sue riflessioni sarebbero state inserite in un libro.
Nello stesso tempo Mons.George Gaenswein afferma: "Il Papa emerito sapeva che il cardinale stava preparando un libro e aveva inviato un suo testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l'uso che voleva. Ma non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma né aveva visto e autorizzato la copertina. Si è trattato di un malinteso senza mettere in dubbio la buona fede del cardinale Sarah. Il testo che Benedetto ha mandato al cardinale è un testo suo che rimane e lui l'autore e non degli altri testi".
Quindi nelle prossime edizioni del libro non ci sarà la doppia firma e forse (è solo una mia deduzione) sarà cambiata la copertina ma il contenuto resta IMMUTATO.
Ancora più precisamente: i testi di Benedetto appartengono a lui ed a lui solo.
Questa è la sola informazione che conta almeno per me.
Non appena il libro del card. Sarah, con il contributo di Benedetto XVI, sarà pubblicato anche in italiano, correrò ad acquistare la mia copia perché voglio leggere quanto ha scritto il Papa Emerito.
Tutto il resto è fumo e contorno assolutamente irrilevante.
Da una parte c'è stata la gestione per così dire superficiale della pubblicazione di un testo di Benedetto, dall'altra non si è persa occasione per sputare veleno contro il Papa Emerito arrivando agli insulti contro la sua persona. Vergogna assoluta per le parole scritte contro un uomo che ha solo da insegnare a tutti noi.
Ribadisco: ciò che conta è solo e soltanto il contenuto del libro.
Sappiamo che una parte dei testi è stata scritta dal card. Sarah, la parte restante da Benedetto. Punto e basta! Alla faccia delle polemiche inutili e pretestuose.
Certo! E' affascinante constatare il carisma di Ratzinger/Benedetto XVI che riesce ancora una volta a coinvolgerci TUTTI!
Basta che parli o scriva per avere tutta l'attenzione del mondo. Non è poco in questo tempo di assoluta indifferenza verso la chiesa.
Lieta del regalo di poter leggere un testo inedito di Joseph Ratzinger, turbata e schifata dal comportamento di tante penne misericordiose che credono di avere tanto da insegnare ma che, evidentemente, hanno ancora tutto da imparare quanto a correttezza ed educazione.
Non basta riempirsi la bocca di belle parole come tolleranza e tenerezza quando si vorrebbe imporre il silenzio a un anziano solo perché disturba il quieto vivere e/o non si è d'accordo con quanto afferma. Volete contestare il testo di Benedetto? E chi ve lo impedisce? Egli sarebbe il primo a incoraggiarvi. Ma una cosa è criticare anche aspramente, un'altra è mettere il bavaglio.
Questo atteggiamento ha un nome o una serie di nomi ben precisi.
Ma lasciamo i rancorosi al loro rancore e concentriamoci sui testi, cioè su ciò che conta davvero: il contenuto del libro.
Buona lettura in anticipo :-)
Raffaella
Io mi vergognerei e non poco! Il bullismo contro Benedetto XVI s(qualifica) i misericordiosi (Raffaella)
Cari amici,
consiglierei a tutti coloro che fra domenica sera e la notte scorsa si sono permessi di scrivere amenità su giornali e social di guardarsi allo specchio e di provare un secondo (non dico tanto: un secondo!) di vergogna!
Prima orde barbariche insultano Benedetto XVI ricordandogli che egli è l'unico essere umano al quale sia negato il diritto di parlare e/o di scrivere ciò che pensa, poi qualcuno gli dà del "rimbambito". In questa fase escono dalle tane anche opinionisti dei quali si erano perse le tracce tanto è il loro interesse per la chiesa attuale.
In un secondo momento intervengono i "pompieri" che, come sempre, minimizzano ogni intervento di Benedetto XVI e, fra le righe, suggeriscono il solito concetto: "tanto Ratzinger non è più Papa e in ogni caso ripete ciò che ha già detto in passato (appunto!)".
Segue un momento di relativa calma finchè "qualcuno" inasprisce nuovamente gli animi facendoci sapere che Papa Benedetto ha delle limitazioni fisiche scendendo anche nei particolari. Parla anche di "cerchio", cioè delle persone che sono più a contatto con il Papa.
Beh, un consiglio: eviterei di parlare di cerchio o di cerchi perché potremmo indicare altre ubicazioni di tali figure geometriche.
Viene inoltre accusato il card. Sarah di avere approfittato della situazione.
Nello stesso tempo l'orda barbarica riprende a marciare denigrando il cardinale e suggerendo che ci sia una sorta di mistero sulla firma di Papa Benedetto in calce alla pubblicazione del suo pensiero.
L'orda si ritwitta vicendevolemente finchè il card. Sarah decide di pubblicare le lettere di Papa Ratzinger.
Qualcuno scrive che si tratta di uno spettacolo deprimente. Sono pienamente d'accordo.
E' veramente indegno e deprimente insultare un uomo anziano che ha dedicato la sua vita alla Chiesa (con la maiuscola) e che ancora oggi tende la mano per dare il suo contributo.
E' il più grande teologo vivente ma secondo i soloni del giornalismo progressista mondiale non ha il diritto di parlare. Possono parlare solo gli "eletti" cioè essi stessi.
Facciano tutti un bel bagno di umiltà alla scuola di Benedetto!
Evitino di offendere e squalificare il prossimo salvo poi riempirsi la bocca di parole altisonanti come misericordia, perdono, accoglienza, ponti, discernimento e compagnia cantante.
Come si chiama quel regime in cui si può parlare solo se si è tutti d'accordo?
Come si chiama l'atteggiamento per cui alcuni hanno sempre ragione e gli altri sono integralisti, tradizionalisti, legalisti, freddi, intransigenti, fondamentalisti?
Provo un sospiro di sollievo visto che non devo più avere a che fare con questo tipo di persone alle quali consiglio di mettersi per un istante davanti allo specchio e di chiedersi per quale ragione provano tanto odio per chi esprime il proprio pensiero.
Uno spettacolo deprimente davvero.
Buona misericordia a tutti.
R.
consiglierei a tutti coloro che fra domenica sera e la notte scorsa si sono permessi di scrivere amenità su giornali e social di guardarsi allo specchio e di provare un secondo (non dico tanto: un secondo!) di vergogna!
Prima orde barbariche insultano Benedetto XVI ricordandogli che egli è l'unico essere umano al quale sia negato il diritto di parlare e/o di scrivere ciò che pensa, poi qualcuno gli dà del "rimbambito". In questa fase escono dalle tane anche opinionisti dei quali si erano perse le tracce tanto è il loro interesse per la chiesa attuale.
In un secondo momento intervengono i "pompieri" che, come sempre, minimizzano ogni intervento di Benedetto XVI e, fra le righe, suggeriscono il solito concetto: "tanto Ratzinger non è più Papa e in ogni caso ripete ciò che ha già detto in passato (appunto!)".
Segue un momento di relativa calma finchè "qualcuno" inasprisce nuovamente gli animi facendoci sapere che Papa Benedetto ha delle limitazioni fisiche scendendo anche nei particolari. Parla anche di "cerchio", cioè delle persone che sono più a contatto con il Papa.
Beh, un consiglio: eviterei di parlare di cerchio o di cerchi perché potremmo indicare altre ubicazioni di tali figure geometriche.
Viene inoltre accusato il card. Sarah di avere approfittato della situazione.
Nello stesso tempo l'orda barbarica riprende a marciare denigrando il cardinale e suggerendo che ci sia una sorta di mistero sulla firma di Papa Benedetto in calce alla pubblicazione del suo pensiero.
L'orda si ritwitta vicendevolemente finchè il card. Sarah decide di pubblicare le lettere di Papa Ratzinger.
Qualcuno scrive che si tratta di uno spettacolo deprimente. Sono pienamente d'accordo.
E' veramente indegno e deprimente insultare un uomo anziano che ha dedicato la sua vita alla Chiesa (con la maiuscola) e che ancora oggi tende la mano per dare il suo contributo.
E' il più grande teologo vivente ma secondo i soloni del giornalismo progressista mondiale non ha il diritto di parlare. Possono parlare solo gli "eletti" cioè essi stessi.
Facciano tutti un bel bagno di umiltà alla scuola di Benedetto!
Evitino di offendere e squalificare il prossimo salvo poi riempirsi la bocca di parole altisonanti come misericordia, perdono, accoglienza, ponti, discernimento e compagnia cantante.
Come si chiama quel regime in cui si può parlare solo se si è tutti d'accordo?
Come si chiama l'atteggiamento per cui alcuni hanno sempre ragione e gli altri sono integralisti, tradizionalisti, legalisti, freddi, intransigenti, fondamentalisti?
Provo un sospiro di sollievo visto che non devo più avere a che fare con questo tipo di persone alle quali consiglio di mettersi per un istante davanti allo specchio e di chiedersi per quale ragione provano tanto odio per chi esprime il proprio pensiero.
Uno spettacolo deprimente davvero.
Buona misericordia a tutti.
R.
lunedì 13 gennaio 2020
28 febbraio 2013 - 13 gennaio 2020: riflessioni e impressioni personali (Raffaella)
Cari amici,
sono passati quasi sette (lunghissimi) anni dal giorno in cui Benedetto XVI lasciava il Vaticano a bordo di un elicottero bianco ponendo fine al suo luminoso Pontificato.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e molto è cambiato nella chiesa, come nel mondo.
C'è sempre stato però un punto fermo: la presenza silenziosa ma importantissima di Benedetto XVI che mai ha cessato di pregare per tutti noi.
Dal 2013 sono state pochissime (troppo poche!) le occasioni in cui abbiamo potuto riascoltare e/o leggere interventi del Papa Emerito. Tuttavia ogni volta che ha parlato o scritto ci siamo sentiti tutti più ricchi e felici.
Ovviamente parlo dal nostro punto di vista, quello di tutti noi, semplici fedeli. Non mi riferisco certo a giornalisti o illuminati vari...
In questi anni mi sono tenuta informata di ciò che accadeva nella chiesa con un'attenzione particolare a tutto ciò che riguardava direttamente o indirettamente Papa Benedetto.
Ovviamente i post sul blog si sono fatti sempre più rari perché questo spazio virtuale, nato nel 2006, all'indomani della lectio di Ratisbona, aveva come ragione di essere la divulgazione sul web del pensiero del Santo Padre, ma anche la difesa del Pontefice da attacchi spesso vili e ingiustificati.
A partire dal marzo 2013 lo scopo del blog è venuto meno perché la "difesa" del Papa regnante è stata assunta a piene mani e costantemente da tutti i mass media che contano e dall'universo televisivo. A noi è rimasto il compito di vigilare sulle notizie che riguardano Benedetto.
Ciò però non significa che io non abbia continuato a leggere e a documentarmi, spinta dalla curiosità e dalla voglia di verificare fin dove possono spingersi malafede e ipocrisia.
Coloro che hanno sempre attaccato se non offeso Papa Ratzinger hanno continuato e continuano a denigrarlo con ancora maggior violenza che in precedenza.
Sono convinti che sulla Terra ogni essere umano possa parlare, scrivere e affermare un'opinione personale ad eccezione di Joseph Ratzinger. Per loro la rinuncia al Pontificato equivale a una sorta di "morte civile" e chi è morto non può (e non deve) parlare. Tutti possono prendere la parola, assassini e terroristi compresi, ma non il Papa Emerito perché ha giurato di tacere (dove hanno letto una cosa del genere?) e di non disturbare il nuovo corso.
Sono gli stessi che durante il Pontificato di Benedetto applaudivano a ogni "fiat" di qualsivoglia emerito. Erano arcivescovi emeriti Martini e Dannels, per esempio, ma nessuno ha impedito loro di parlare. In questo blog li abbiamo criticati più volte ma mai ci siamo sognati di chiedere il loro silenzio. Alle parole si risponde con la parola, non con la richiesta di morte civile.
Domando a questi profondi esegeti del comportamento che dovrebbe tenere un vescovo emerito: vi comportereste allo stesso modo se sul Soglio di Pietro ci fosse un Papa a voi non gradito? Chiedereste il silenzio o incoraggereste la parola dell'emerito?
Temo che il punto sia proprio questo: l'emerito può parlare a patto che dica ciò che piace alla gente che piace. Se dà fastidio (come Ratzinger) deve tacere.
A questa categoria di commentatori se ne aggiunge un'altra che personalmente mi ha profondamente deluso. Si tratta dei giornalisti, vaticanisti e opinionisti che hanno completamente cambiato "casacca" con il cambio di Pontificato. Ora sono tifosi del nuovo corso e iper critici verso il passato.
Delle due l'una: o hanno finto di avere simpatia per Benedetto e, una volta dimessosi, hanno mostrato il vero volto, oppure cambiano idea a ogni cambio di Pontificato al solo scopo di ottenere vantaggi personali. E' sicuramente la categoria peggiore. Ah, cari signori, quanto ho imparato da voi! Sì...ho imparato a girarvi al largo.
Sono però curiosa di vedere, se Dio vorrà, la prossima trasformazione.
Sicuramente c'è una realtà da non sottovalutare: ancora una volta Papa Benedetto è riuscito a colpire il bersaglio. Siamo usciti allo scoperto tutti: noi che lo amiamo e quelli che non lo sopportano.
Noi solitamente siamo silenziosi, gli altri galleggiano fra una battuta e l'altra, un titolo ad effetto e una frase fatta ecc. ecc.
Ammettiamolo: per un giorno torniamo tutti protagonisti :-)
Mi sorprende e diverte sempre constatare quanto Benedetto sappia cogliere nel segno e "stanare" le varie "mascherine".
A tutti coloro che oggi si stracciano le vesti perché Ratzinger ha parlato vorrei dare un consiglio: un giorno potreste avere anche voi un "Papa Emerito del cuore". Volete impedirgli di parlare? Anche se potrebbe essere d'accordo con voi? Non negatevi questa possibilità :-)
Non vorremmo essere costrettti a rinfacciarvi il comportamento di oggi.
Non abbiate paura del pensiero e delle parole. In fondo che cosa hanno detto Benedetto e il card. Sarah se non ribadire l'insegnamento della chiesa?
Mi pare che a voi seguaci del nuovo corso manchi sempre qualcosa: fate quadrato appena qualcuno apre bocca. Ma non siete voi i misericordiosi, aperti al prossimo e al dialogo?
Quasi quasi sembriamo più tolleranti noi che siamo vedove consolabili, sepolcri imbiancati, peperoncini sottaceto, zitelle (...), mummie da museo, cavillatori...
Orsù, dateci il buon esempio :-)
Raffaella
sono passati quasi sette (lunghissimi) anni dal giorno in cui Benedetto XVI lasciava il Vaticano a bordo di un elicottero bianco ponendo fine al suo luminoso Pontificato.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e molto è cambiato nella chiesa, come nel mondo.
C'è sempre stato però un punto fermo: la presenza silenziosa ma importantissima di Benedetto XVI che mai ha cessato di pregare per tutti noi.
Dal 2013 sono state pochissime (troppo poche!) le occasioni in cui abbiamo potuto riascoltare e/o leggere interventi del Papa Emerito. Tuttavia ogni volta che ha parlato o scritto ci siamo sentiti tutti più ricchi e felici.
Ovviamente parlo dal nostro punto di vista, quello di tutti noi, semplici fedeli. Non mi riferisco certo a giornalisti o illuminati vari...
In questi anni mi sono tenuta informata di ciò che accadeva nella chiesa con un'attenzione particolare a tutto ciò che riguardava direttamente o indirettamente Papa Benedetto.
Ovviamente i post sul blog si sono fatti sempre più rari perché questo spazio virtuale, nato nel 2006, all'indomani della lectio di Ratisbona, aveva come ragione di essere la divulgazione sul web del pensiero del Santo Padre, ma anche la difesa del Pontefice da attacchi spesso vili e ingiustificati.
A partire dal marzo 2013 lo scopo del blog è venuto meno perché la "difesa" del Papa regnante è stata assunta a piene mani e costantemente da tutti i mass media che contano e dall'universo televisivo. A noi è rimasto il compito di vigilare sulle notizie che riguardano Benedetto.
Ciò però non significa che io non abbia continuato a leggere e a documentarmi, spinta dalla curiosità e dalla voglia di verificare fin dove possono spingersi malafede e ipocrisia.
Coloro che hanno sempre attaccato se non offeso Papa Ratzinger hanno continuato e continuano a denigrarlo con ancora maggior violenza che in precedenza.
Sono convinti che sulla Terra ogni essere umano possa parlare, scrivere e affermare un'opinione personale ad eccezione di Joseph Ratzinger. Per loro la rinuncia al Pontificato equivale a una sorta di "morte civile" e chi è morto non può (e non deve) parlare. Tutti possono prendere la parola, assassini e terroristi compresi, ma non il Papa Emerito perché ha giurato di tacere (dove hanno letto una cosa del genere?) e di non disturbare il nuovo corso.
Sono gli stessi che durante il Pontificato di Benedetto applaudivano a ogni "fiat" di qualsivoglia emerito. Erano arcivescovi emeriti Martini e Dannels, per esempio, ma nessuno ha impedito loro di parlare. In questo blog li abbiamo criticati più volte ma mai ci siamo sognati di chiedere il loro silenzio. Alle parole si risponde con la parola, non con la richiesta di morte civile.
Domando a questi profondi esegeti del comportamento che dovrebbe tenere un vescovo emerito: vi comportereste allo stesso modo se sul Soglio di Pietro ci fosse un Papa a voi non gradito? Chiedereste il silenzio o incoraggereste la parola dell'emerito?
Temo che il punto sia proprio questo: l'emerito può parlare a patto che dica ciò che piace alla gente che piace. Se dà fastidio (come Ratzinger) deve tacere.
A questa categoria di commentatori se ne aggiunge un'altra che personalmente mi ha profondamente deluso. Si tratta dei giornalisti, vaticanisti e opinionisti che hanno completamente cambiato "casacca" con il cambio di Pontificato. Ora sono tifosi del nuovo corso e iper critici verso il passato.
Delle due l'una: o hanno finto di avere simpatia per Benedetto e, una volta dimessosi, hanno mostrato il vero volto, oppure cambiano idea a ogni cambio di Pontificato al solo scopo di ottenere vantaggi personali. E' sicuramente la categoria peggiore. Ah, cari signori, quanto ho imparato da voi! Sì...ho imparato a girarvi al largo.
Sono però curiosa di vedere, se Dio vorrà, la prossima trasformazione.
Sicuramente c'è una realtà da non sottovalutare: ancora una volta Papa Benedetto è riuscito a colpire il bersaglio. Siamo usciti allo scoperto tutti: noi che lo amiamo e quelli che non lo sopportano.
Noi solitamente siamo silenziosi, gli altri galleggiano fra una battuta e l'altra, un titolo ad effetto e una frase fatta ecc. ecc.
Ammettiamolo: per un giorno torniamo tutti protagonisti :-)
Mi sorprende e diverte sempre constatare quanto Benedetto sappia cogliere nel segno e "stanare" le varie "mascherine".
A tutti coloro che oggi si stracciano le vesti perché Ratzinger ha parlato vorrei dare un consiglio: un giorno potreste avere anche voi un "Papa Emerito del cuore". Volete impedirgli di parlare? Anche se potrebbe essere d'accordo con voi? Non negatevi questa possibilità :-)
Non vorremmo essere costrettti a rinfacciarvi il comportamento di oggi.
Non abbiate paura del pensiero e delle parole. In fondo che cosa hanno detto Benedetto e il card. Sarah se non ribadire l'insegnamento della chiesa?
Mi pare che a voi seguaci del nuovo corso manchi sempre qualcosa: fate quadrato appena qualcuno apre bocca. Ma non siete voi i misericordiosi, aperti al prossimo e al dialogo?
Quasi quasi sembriamo più tolleranti noi che siamo vedove consolabili, sepolcri imbiancati, peperoncini sottaceto, zitelle (...), mummie da museo, cavillatori...
Orsù, dateci il buon esempio :-)
Raffaella
La rabbia e l'imbarazzo: le solite reazioni contro Benedetto XVI nel commento di Marco Tosatti
Clicca qui per leggere il commento.
Giustamente Tosatti non fa tanti giri di parole...
Siamo alle solite e c'è poco di cui stupirsi: quando si hanno pochi argomenti, si reagisce con le offese personali. Sono i metodi consueti che ben conosciamo e che si commentano da soli.
Notiamo comunque che Benedetto XVI non lascia MAI indifferente nessuno. E' una sua qualità. O, meglio, è il suo carisma nel senso di dono, concetto che nulla ha a che vedere con le "lisciatine" dei media.
Finalmente oggi la chiesa esce dal clima di indifferenza generale :-)
R.
Giustamente Tosatti non fa tanti giri di parole...
Siamo alle solite e c'è poco di cui stupirsi: quando si hanno pochi argomenti, si reagisce con le offese personali. Sono i metodi consueti che ben conosciamo e che si commentano da soli.
Notiamo comunque che Benedetto XVI non lascia MAI indifferente nessuno. E' una sua qualità. O, meglio, è il suo carisma nel senso di dono, concetto che nulla ha a che vedere con le "lisciatine" dei media.
Finalmente oggi la chiesa esce dal clima di indifferenza generale :-)
R.
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