sabato 15 luglio 2017

Benedetto XVI spiega Bonaventura e venera la reliquia del Santo a Bagnoregio (YouTube)





Cari amici, oggi la Chiesa ricorda Bonaventura da Bagnoregio, un Santo che, come Agostino, è particolarmente caro a Papa Benedetto.
Rivediamo e riascoltiamo quindi la catechesi del 3 marzo 2010 e l'atto di venerazione del Papa della reliquia di San Bonaventura (6 settembre 2009) seguito dal discorso alla cittadinanza di Bagnoregio. 
Grazie come sempre a Gemma :-)

Dalla catechesi (testo integrale):

"quest’oggi vorrei parlare di san Bonaventura da Bagnoregio. Vi confido che, nel proporvi questo argomento, avverto una certa nostalgia, perché ripenso alle ricerche che, da giovane studioso, ho condotto proprio su questo autore, a me particolarmente caro. La sua conoscenza ha inciso non poco nella mia formazione. Con molta gioia qualche mese fa mi sono recato in pellegrinaggio al suo luogo natio, Bagnoregio, una cittadina italiana, nel Lazio, che ne custodisce con venerazione la memoria".

"intorno all’anno 1243 Giovanni vestì il saio francescano e assunse il nome di Bonaventura. Venne subito indirizzato agli studi, e frequentò la Facoltà di Teologia dell’Università di Parigi, seguendo un insieme di corsi molto impegnativi. Conseguì i vari titoli richiesti dalla carriera accademica, quelli di “baccelliere biblico” e di “baccelliere sentenziario”. Così Bonaventura studiò a fondo la Sacra Scrittura, le Sentenze di Pietro Lombardo, il manuale di teologia di quel tempo, e i più importanti autori di teologia e, a contatto con i maestri e gli studenti che affluivano a Parigi da tutta l’Europa, maturò una propria riflessione personale e una sensibilità spirituale di grande valore che, nel corso degli anni successivi, seppe trasfondere nelle sue opere e nei suoi sermoni, diventando così uno dei teologi più importanti della storia della Chiesa. È significativo ricordare il titolo della tesi che egli difese per essere abilitato all’insegnamento della teologia, la licentia ubique docendi, come si diceva allora. La sua dissertazione aveva come titolo Questioni sulla conoscenza di Cristo. Questo argomento mostra il ruolo centrale che Cristo ebbe sempre nella vita e nell’insegnamento di Bonaventura. Possiamo dire senz’altro che tutto il suo pensiero fu profondamente cristocentrico".

" Bonaventura volle presentare l’autentico carisma di Francesco, la sua vita ed il suo insegnamento. Raccolse, perciò, con grande zelo documenti riguardanti il Poverello e ascoltò con attenzione i ricordi di coloro che avevano conosciuto direttamente Francesco. Ne nacque una biografia, storicamente ben fondata, del santo di Assisi, intitolata Legenda Maior, redatta anche in forma più succinta, e chiamata perciò Legenda minor. La parola latina, a differenza di quella italiana, non indica un frutto della fantasia, ma, al contrario, “Legenda” significa un testo autorevole, “da leggersi” ufficialmente. Infatti, il Capitolo generale dei Frati Minori del 1263, riunitosi a Pisa, riconobbe nella biografia di san Bonaventura il ritratto più fedele del Fondatore e questa divenne, così, la biografia ufficiale del Santo.

Qual è l’immagine di san Francesco che emerge dal cuore e dalla penna del suo figlio devoto e successore, san Bonaventura? Il punto essenziale: Francesco è un alter Christus, un uomo che ha cercato appassionatamente Cristo. Nell’amore che spinge all’imitazione, egli si è conformato interamente a Lui. Bonaventura additava questo ideale vivo a tutti i seguaci di Francesco".

"Raccogliamo l’eredità di questo santo Dottore della Chiesa, che ci ricorda il senso della nostra vita con le seguenti parole: “Sulla terra… possiamo contemplare l’immensità divina mediante il ragionamento e l’ammirazione; nella patria celeste, invece, mediante la visione, quando saremo fatti simili a Dio, e mediante l’estasi ... entreremo nel gaudio di Dio” (La conoscenza di Cristo, q. 6, conclusione, in Opere di San Bonaventura. Opuscoli Teologici /1, Roma 1993, p. 187)".

Dal discorso del Papa alla cittadinanza di Bagnoregio (testo integrale):

"Giovanni Fidanza, che divenne poi fra’ Bonaventura, unisce il suo nome a quello di Bagnoregio nella nota presentazione che di se stesso fa nella Divina Commedia. Dicendo: “Io son la vita di Bonaventura da Bagnoregio, che nei grandi offici sempre posposi la sinistra cura” (Dante, Paradiso XII,127-129), sottolinea come negli importanti compiti che ebbe a svolgere nella Chiesa, pospose sempre la cura delle realtà temporali (“la sinistra cura”) al bene spirituale delle anime. Qui, a Bagnoregio, egli trascorse la sua infanzia e l’adolescenza; seguì poi san Francesco, verso il quale nutriva speciale gratitudine perché, come ebbe a scrivere, quando era bambino lo aveva “strappato dalle fauci della morte” (Legenda Maior, Prologus, 3,3) e gli aveva predetto “Buona ventura”, come ha ricordato poc’anzi il vostro Sindaco. Con il Poverello di Assisi seppe stabilire un legame profondo e duraturo, traendo da lui ispirazione ascetica e genio ecclesiale".

"Non è facile sintetizzare l’ampia dottrina filosofica, teologica e mistica lasciataci da san Bonaventura. In questo Anno Sacerdotale vorrei invitare specialmente i sacerdoti a mettersi alla scuola di questo grande Dottore della Chiesa per approfondirne l’insegnamento di sapienza radicata in Cristo. Alla sapienza, che fiorisce in santità, egli orienta ogni passo della sua speculazione e tensione mistica, passando per i gradi che vanno da quella che chiama “sapienza uniforme” concernente i principi fondamentali della conoscenza, alla “sapienza multiforme”, che consiste nel misterioso linguaggio della Bibbia, e poi alla “sapienza onniforme”, che riconosce in ogni realtà creata il riflesso del Creatore, sino alla “sapienza informe”, l’esperienza cioè dell’intimo contatto mistico con Dio, allorché l’intelletto dell’uomo sfiora in silenzio il Mistero infinito (cfr J. Ratzinger, San Bonaventura e la teologia della storia, Ed. Porziuncola, 2006, pp. 92ss). Nel ricordo di questo profondo ricercatore ed amante della sapienza, vorrei inoltre esprimere incoraggiamento e stima per il servizio che, nella Comunità ecclesiale, i teologi sono chiamati a rendere a quella fede che cerca l’intelletto, quella fede che è “amica dell’intelligenza” e che diventa vita nuova secondo il progetto di Dio".

"San Bonaventura fu messaggero di speranza. Una bella immagine della speranza la troviamo in una delle sue prediche di Avvento, dove paragona il movimento della speranza al volo dell’uccello, che dispiega le ali nel modo più ampio possibile, e per muoverle impiega tutte le sue forze. Rende, in un certo senso, tutto se stesso movimento per andare in alto e volare. Sperare è volare, dice san Bonaventura. Ma la speranza esige che tutte le nostre membra si facciano movimento e si proiettino verso la vera altezza del nostro essere, verso le promesse di Dio. Chi spera - egli afferma - “deve alzare il capo, rivolgendo verso l’alto i suoi pensieri, verso l’altezza della nostra esistenza, cioè verso Dio”".

"Grazie, cari amici, ancora una volta per la vostra accoglienza. Mentre vi assicuro un ricordo nella preghiera imparto, per intercessione di san Bonaventura e specialmente di Maria, Vergine fedele e Stella della speranza, una speciale Benedizione Apostolica, che volentieri estendo a tutti gli abitanti di questa Terra bella e ricca di santi"".

lunedì 10 luglio 2017

Benedetto XVI lancia un appello alla prudenza per evitare gli incidenti stradali (26 giugno 2005)



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Davanti a una Piazza San Pietro stracolma nonostante il caldo soffocante di fine giugno, Benedetto XVI ricorda la Solennità dei Santi Pietro e Paolo invitando i fedeli di Roma e i pellegrini a partecipare alla celebrazione del 29 giugno.
Il Papa ricorda anche l'inizio dell'estate, periodo di riposo e di vacanze lanciando un appello alla prudenza affinché si evitino i tanti incidenti stradali che causano innumerevoli vittime.
Il testo integrale dell'intervento si trova qui.
Grazie come sempre a Gemma :-)
R.

venerdì 7 luglio 2017

Omaggio a Joachim Meisner. Una folla immensa accoglie Benedetto XVI a Colonia, la città del cardinale



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Buonasera amici!
Ricordiamo con affetto il cardinale Meisner con queste bellissime immagini che ci riportano a Colonia, nell'agosto del 2005, quando una folla immensa accolse Papa Benedetto nella città dell'arcivescovo in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, la prima di Joseph Ratzinger.
Ancora un ricordo speciale di un grande uomo di Chiesa e di un caro amico del Papa Emerito.
Delizioso il siparietto in cui il Papa "imita" l'arcivescovo di Colonia nel tentativo di ottenere un po' di silenzio :-)
R.

giovedì 6 luglio 2017

Pasticci su pasticci in vaticano, errori di comunicazione ma la colpa è sempre di Ratzinger (e Wojtyla)

Cari amici, su segnalazione di Carmelina sono andata a leggere gli articoli di ieri a firma di Massimo Franco sul Corriere (clicca qui) e di Politi sul Fatto (clicca qui).
In effetti salta subito all'occhio la differenza di trattamento riservata ai Pontefici. 
Quando Benedetto XVI era il Papa non si lesinavano espressioni del tipo: "incapacità di comunicare", "incapacità di scegliere i collaboratori", "volontà di scegliere sempre i collaboratori fra le persone di cui ci si fida", "isolamento del Papa", "accesso di pochissime persone all'Appartamento del Papa", ecc. ecc. ecc.
In tutta onestà la situazione attuale della chiesa non ha precedenti quanto a crisi eppure si cerca (e si trova!) sempre una giustificazione. 
Chiaramente il nuovo corso primaverile non ha mai colpe. La responsabilità va forse ricercata nei "vertici curiali così come si sono formati nell’era di Wojtyla e Ratzinger" (cit. Politi) o nella "vecchia guardia" (cit. Franco)? Ma di che cosa stiamo parlando?
Il card. Muller, chiamato da Papa Benedetto alla Congregazione per la dottrina della fede, è stato congedato in tutta fretta e quindi non costituisce più un problema, almeno questo è ciò che molti credono e sperano. Il resto dei curiali non rema di certo contro la brezza di primavera.
Pell? E' stato chiamato a Roma dopo il Conclave del 2013. Si parlava di lui come successore di Re ma Benedetto XVI scelse altrimenti e ricordo perfettamente che già allora giravano voci piuttosto "critiche" contro l'arcivescovo di Sydney. Colpa di Ratzinger la crisi della scorsa settimana? Ci vuole un bel coraggio anche solo a insinuarlo!
Milone? E' una nomina recente. Che c'entrano Ratzinger e Wojtyla?
La confusione generata dalla vicenda del piccolo Charlie? Beh! Regnanti Benedetto e Giovanni Paolo, i fedeli non avrebbero sentito la necessità di intasare i centralini della segreteria di stato e dell'albergo Santa Marta. La sensazione è quella di un intervento tardivo e sollecitato da pressioni non mediatiche ma popolari (e questo è grave per un pontificato che crede di avere il consenso unanime dei fedeli).
La questione pedofilia? Benedetto XVI aveva affrontato con decisione il problema sradicandolo alla radice, riducendo allo stato laicale centinaia di preti e allontanando decine di vescovi. La competenza era ed è della CDF che agisce contando sull'esperienza e la competenza maturata in anni di duro lavoro. La famosa commissione sugli abusi può affiancare ma di certo non sostituire la Congregazione che, alla scuola di Ratzinger, sa bene come agire.
Essa, con l'approvazione totale di Benedetto XVI, ridusse allo stato laicale Inzoli a cui poi venne data la possibilità di appellarsi ma dopo la rinuncia del Papa e non per volontà della CDF. Anche qui è colpa di Ratzinger?
Dispiace la polemica sul Prefetto Ladaria che ha agito applicando le norme in vigore. Che cosa può fare di più il vaticano se non spretare un pedofilo? Non è possibile che la CDF denunci direttamente il cittadino di un Paese straniero. Può farlo il vescovo locale ma ricordiamoci che in Italia non c'è obbligo di denuncia se non per i pubblici ufficiali (e i vescovi non lo sono). 
Non ci piace questa norma? E' giusto! Ciascuno può discutere e proporre di cambiare le leggi per adattarle alle nuove esigenze, ma il cambiamento spetta allo Stato e non alla chiesa. In Francia vige per i vescovi l'obbligo di denuncia perché essi sono considerati pubblici ufficiali, in Italia no. Si cambi la legge.
Fa sorridire che si insista sull'isolamento con l'immagine suggestiva del tavolo da pranzo appartato.
Regnante Benedetto, si sarebbe scritto che il Papa vuole isolarsi e non accetta il confronto con gli altri. Oggi sono gli altri a essere i cattivi. 
Chissà che cosa si sarebbe detto di Ratzinger se si fosse rifiutato di confrontarsi con i cardinali o se avesse mandato via un Prefetto o un Presidente di curia che gli erano ostili (e ce n'erano tanti...). Chissà come avrebbero reagito i giornali alla notizia che Castel Gandolfo non avrebbe più goduto della presenza del Papa togliendo così il lavoro a tanti esercizi commerciali o al licenziamento in tronco di alcuni ottimi collaboratori della CDF.
Altri tempi...ora capiamo meglio che cosa intendeva Benedetto parlando di "anticipo di simpatia" senza il quale è impossibile ogni confronto.
Comunque l'immagine del tavolo appartato suggerisce che sia venuta meno l'esigenza di risiedere a Santa Marta. Perchè non tornare nel Palazzo Apostolico? Isolamento per isolamento...
In questo modo l'hotel resterebbe vuoto e ci si potrebbero ospitare tanti migranti...giusto per dare il buon esempio :-)
Idem per le case dei cardinali. Potrebbero vivere in cinque o sei in ogni appartamento liberando così molto alloggi. Fatti non parole...
R.

RIP Joaquín Navarro Valls. Il ricordo di Aldo Maria Valli

Ci ha lasciato Joaquín Navarro Valls, storico direttore della sala stampa vaticana. Un ricordo specialissimo nella preghiera e un ringraziamento per l'affetto filiale che ha sempre dimostrato per Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Da sottolineare la sua grande dedizione al lavoro e la tempestività con cui bloccava i "salti in avanti" dei mass media. L'abbiamo rimpianto spesso.
Qui la testimonianza di Aldo Maria Valli.

mercoledì 5 luglio 2017

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: NOVITA' IN LIBRERIA

Bernardo Estrada, Pierluca Azzaro, Ermenegildo Manicardi, "Ciò che il fedele spera . L'escatologia cristiana a partire dal pensiero di Joseph Ratzinger- Benedetto XVI", Libreria Editrice Vaticana 2017

Robert Sarah, "La forza del silenzio. Contro la dittatura del rumore". Postfazione di Benedetto XVI, Cantagalli 2017

Angela Ambrogetti, Andrea Gagliarducci, Marco Mancini, "Cronache dal monte - Due anni con Benedetto, notizie e approfondimenti su ACI STAMPA", Tau Editrice

Maria Giuseppina Buonanno, Luca Caruso, "Joseph Ratzinger Benedetto XVI - Immagini di una vita", San Paolo 2017

Mimmo Muolo, "Il Papa del coraggio - Un profilo di Benedetto XVI", Ancora 2017

"Cooperatores veritatis - Scritti in onore del Papa emerito Benedetto XVI per il 90° compleanno", Libreria Editrice Vaticana 2017

Giovan Battista Brunori, "Benedetto XVI - Fede e profezia del primo Papa emerito nella storia", Paoline 2017

Benedetto XVI, "Io credo - Le pagine più belle", San Paolo 2017

Card. Raymond Leo Burke, Card. Gerhard Ludwig Müller, "Il Motu proprio «Summorum Pontificum» di S.S. Benedetto XVI. Volume 4 - Una speranza per tutta la Chiesa", Fede & Cultura 2017

Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), Opera Omnia "L'insegnamento del Concilio Vaticano II", Libreria Editrice Vaticana 2016

Benedetto XVI, "Ultime conversazioni", a cura di Peter Seewald, Garzanti