sabato 31 ottobre 2015

Che fine ha fatto il dossier Vatileaks ordinato da Benedetto XVI? Non è il caso di pubblicarlo con nomi e cognomi dei responsabili? (Raffaella)

C'era una volta il famoso dossier Vatileaks redatto dai cardinali Herranz, De Giorgi e Tomko su disposizione di Benedetto XVI nel 2012.
Sembrava all'epoca il "vaso di Pandora", era prezioso custode (secondo vaticanisti e "giallisti") di tutti i segreti vaticani.
Ad un tratto...puf! E' sparito! Nessun giornalista l'ha più invocato, nessun editorialista ne ha più preteso la pubblicazione in nome di quella trasparenza sempre invocata ma mai, di fatto, applicata.
A detta dei commentatori nessun corvo svolazzava più in Vaticano dal marzo del 2013. Sì...circolava qualche gabbiano divoratore di povere colombe indifese ma di corvi nemmeno l'ombra.
Anche le rane dalla bocca larga, sempre all'erta nel Pontificato di Benedetto, erano state avvelenate e buttate nello stagno.
La fresca brezza di primavera (vero signori cardinali?) soffiava beata nei sacri palazzi e fra le mura leonine.
Fino al patatrac! Oggi si scopre che i corvi e le rane sono più vivi che mai. Si erano semplicemente nascosti per un po'. Dove? E chi lo sa...bisognerebbe chiedere a chi è sempre in contatto con questi animali.
Notiamo però il paradosso: i corvi di Benedetto agivano per il "bene", volevano fare pulizia, cercavano all'esterno ciò che non potevano ottenere all'interno. Le bestiole di Francesco, invece, sono da censurare: cattivi e puzzolenti, questi corvi si oppongono all'opera di pulizia.
Se vogliamo prenderci in giro e raccontarci delle favore fra di noi va benissimo, però tutta la situazione è comica: qui siamo in presenza di gente che commette reati esattamente come nel 2011 e nel 2012 (anche prima in realtà). 
E non mi sembra che sia cambiato molto da quei tempi: lo Ior è ancora lì (certo! Adesso i bancomat funzionano!), la curia è ancora al suo posto e non ha subito "cure dimagranti" e gli scandali e scandaletti abbondano ancora. E' cambiata sicuramente la "percezione" ma questo è tutto merito dei mass media.
Visto che siamo tornati alla situazione precedente il marzo 2013 perchè non rispolverare il famoso dossier dei tre cardinali? Perché non chiederne la pubblicazione?
Che senso ha mantenerlo segreto? Se si vuole davvero fare pulizia è opportuno che escano TUTTI i nomi: i mandanti interni e gli esecutori esterni. Chiunque siano...
R.

Vaticano: violati i file riservati di un computer, sospetti sui «corvi» (Vecchi). Ma non era stata fatta pulizia? (R.)

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Resto basita! Ma non soffiava forte il vento profumato di primavera capace di spazzare via l'aria stagnante (per qualcuno!) degli anni passati?
In Vaticano svolazzano ancora corvi? Ma come è possibile? Non ci si crede...
Ma non era stata fatta una sapiente opera di pulizia che aveva annegato nello stagno le rane dalla bocca larga? Ohibo'! E qui sorge spontanea una domanda: che fine ha fatto il dossier su Vatileaks consegnato da Benedetto XVI al suo successore? Ma questo sarà oggetto di un altro post...
R.

domenica 25 ottobre 2015

Complotti, macchinazioni e cospirazioni? I media compiacenti ed allineati hanno un bel coraggio! (Raffaella)

Cari amici, ci vuole un bel coraggio a parlare di complotto con riferimento alla famosa lettera dei 13 cardinali quando in passato si è considerato del tutto normale (e giornalisticamente lecito) pubblicare documenti trafugati dall'Appartamento di Benedetto XVI in nome di una ipotetica "trasparenza" (verso chi e contro chi?). 
Ci vuole un bel coraggio a parlare di cospirazione oggi quando per anni un gruppo di alti prelati si riuniva in Svizzera a (s)parlare dei Papi regnanti.
Ci vuole una bella faccia di "bronzo" a urlare allo scandalo se alcuni cardinali mettono nero su bianco (e firmandosi) quello che pensano, quando pochi anni fa si sono scritti valanghe di articoli e di libri in "virtù" di documenti ottenuti grazie a reati commessi da altri e in nome di una presunta libertà giornalistica.
Allora il frutto dei reati era un modo per denunciare la sporcizia della curia, ora le legittime opinioni altrui diventano macchinazioni e cospirazioni contro la volontà di pulizia e trasparenza del Papa.
Fra l'11 febbraio 2013 ed il 13 marzo successivo alcuni cardinali venivano additati sulla pubblica piazza giornalistica come indegni di partecipare al conclave, ora nessuno dice una parola se vengono invitati in sedi importanti.
Se il sinodo non va come previsto (da giornali e tv) si getta la croce mediatica addosso ai cardinali ed ai vescovi nominati da Benedetto XVI e da Giovanni Paolo II...colpa loro se la chiesa non fa passi avanti!
Pie illusioni che sono state smascherate, indirettamente, in molti articoli.
I media allineati sanno benissimo che questa è l'ultima occasione per i prelati settantenni, ottantenni e novantenni di imporre le loro idee. Per questo li appoggiano senza se e senza ma arrivando a puntare il dito contro chi osa opporsi alla linea imposta. Tutti sanno (o dovrebbero sapere) che i prelati più giovani (aggiungo: in generale i fedeli più giovani) guardano alla radicalità del Vangelo e non amano le mezze misure. Lo spirito si evolve? Quale? Quello dei tempi moderni? E se poi lo spirito del tempo torna sui propri passi? La chiesa gli arranca dietro? 
Benedetto XVI aveva capito benissimo che la chiesa deve puntare sui giovani prelati, quelli che hanno scelto il sacerdozio in modo decisivo e convinto e che spesso si trovano più a loro agio in ordini considerati molto "rigidi" piuttosto che nei seminari (che infatti sono desolatamente vuoti).
Le chiese giovani (quella africana per esempio) non si preoccupano del consenso e non temono di parlare chiaro.
Considero particolarmente demoralizzante il comportamento di giornali e televisioni italiani anche se ammetto che mi diverto anche constatando che ora è lecito ciò che prima era vergognoso oppure che diventa scandaloso ciò che prima era approvato.
Avanti cosi' nella piena contraddizione :-)
R.

Le conclusioni del sinodo secondo Socci che sferza i compiacenti media italiani

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Il sinodo è stato una farsa: l'opinione di Steve Skojec (Washington Post)

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