Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Mariateresa.
Interessante e pieno di spunti questo articolo. In sostanza l'autore sembra sposare la tesi (di molti ma non mia) che si stia cercando di costruire il "personaggio Francesco" per poterlo abbattere non appena dice o fa qualcosa di non politicamente o mediaticamente corretto. E' noto infatti che quanto piu' una persona viene osannata ed innalzata tanto piu' rumoroso sara' il "tonfo" della caduta. Un'altra spiegazione di queste lodi a squarciagola potrebbe essere quella di "influenzare" in modo scaltro il Pontefice e, piu' in generale, la chiesa cattolica con un sottile avvertimento: o si cede sui temi non negoziabili o ricomincia la guerra.
Sono due ragionamenti pienamente condivisibili ma secondo me non sufficienti a spiegare quanto sta accadendo.
Come giustamente ci ha fatto notare Mariateresa, e' in atto un "giochetto" mediatico molto strano, esattamente opposto a quello che ha visto tante volte vittima Benedetto XVI. I rischi per la chiesa, pero', rischiano di essere ancora piu' alti che in passato ed i mezzi di comunicazione lo sanno bene.
Che cosa sta succedendo in questi mesi?
Semplice: l'informazione religiosa ha inserito una sorta di filtro: si lasciano passare le notizie positive mentre si omettono quegli argomenti che potrebbero urtare la suscettibilita' di un certo modo di pensare.
Cosi' si esalta qualsiasi cosa Francesco faccia o dica, anche quella piu' irrilevante. Al massimo si puo' inventare qualcosa (come la notizia sullo Ior smentita addirittura da Becciu). Se pero' Francesco parla del Diavolo, come ha fatto anche oggi, di relativismo, se richiama la Dominus Jesus o se prosegue sulla linea tracciata dal predecessore come nel caso delle suore americane...beh...allora le notizie restano imprigionate nel filtro e non passano.
Sbaglio?
Per Benedetto valeva il contrario: qualsiasi cosa dicesse o facesse era sempre un errore, una ripetizione o un motivo di divisione.
Polemiche su polemiche, spesso costruite sul nulla e altrettanto spesso alimentate dall'interno della chiesa stessa.
Finora Papa Francesco non ha fatto veri atti di governo eppure, secondo alcuni, ha compiuto una rivoluzione.
Ma davvero?
Si esalta la svolta diplomatica della Santa Sede e si dimentica che la segreteria di stato e' la stessa tanto criticata sotto Benedetto XVI.
Persino Bertone e' ancora sulla sua poltrona e non vi e' piu' traccia, sui media, della piu' piccola critica nei suoi confronti.
E' cambiato lui o e' cambiato il Papa? Domanda retorica?
E poi sconvolgente, stupefacente e, alla fine, ridicola l'amnesia che ha colpito tutti. Fino alla sera del 13 marzo la riforma della curia romana era necessaria, urgentissima, non rinviabile nemmeno di un solo giorno.
Eppure, dopo due mesi, la curia e' ancora tutta li'.
E che dire dei cardinali "impresentabili", quelli che non avrebbero dovuto nemmeno entrare in conclave? Tranne O'Brien (la sua sorte fu pero' decisa da Benedetto XVI) sono ancora tutti li'. Anzi...c'e' un cardinale americano che e' piu' forte e presente di prima.
Che ne e' della campagna mediatica contro questi cardinali? Sparita...
Si vede che, in fondo, non erano argomenti cosi' importanti.
Sbaglio?
E che dire del dossier Vatileaks?
Sembrava il quarto segreto di Fatima, la soluzione dell'ultima puntata di X Files, la tessera conclusiva del puzzle iniziato con Angeli e Demoni, la formula magica per fare sparire ogni ruba o l'elisir per far superare tutti gli esami senza studiare? :-)
Niente di piu' del segreto di Pulcinella? :-)
I corvi sono ancora tutti al loro posto.
La differenza e' che, almeno per ora, non trovano giornalisti con cui confidarsi.
O semplicemente sono nell'ombra in attesa di palesarsi in qualche modo.
La cosa che mi rammarica e' che si vuole a tutti costi far passare l'idea che il problema della chiesa fosse Benedetto XVI.
Andato via lui, ecco rifiorire la primavera dopo l'inverno, ecco uscire le tartarughe dal letargo, ecco il gelato che sostituisce la polenta, ecco la felicita' che prende il posto della penitenza.
Ma chi vogliono darla a bere?
A che cosa mirano i media? Non saprei...e' certo pero' che la malafede e' talmente palese da fare quasi tenerezza.
Sara' interessante vedere se e come il filtro restera' attaccato alle redazioni.
Raffaella
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martedì 14 maggio 2013
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