mercoledì 12 settembre 2018
Attenzione: parla Mons. Gaenswein. E si sente l’eco di Benedetto (Valli)
Clicca qui per leggere il commento.
martedì 11 settembre 2018
Mons. Gaenswein: gli abusi sono l’11 settembre della Chiesa (Scaramuzzi)
Clicca qui per leggere l'articolo.
sabato 8 settembre 2018
Viganò Report, quella lettera del 2000... Il commento di Marco Tosatti
Clicca qui per leggere il commento.
giovedì 6 settembre 2018
Padre Raymond J. de Souza: McCarrick ha sfidato e disubbidito più volte a Benedetto XVI. Ecco Quando
mercoledì 5 settembre 2018
Decalogo per giornalisti che seguono l'attuale Pontificato
Cari amici,
ricordate il decalogo scritto anni fa per i giornalisti che seguivano l'attività di Papa Benedetto?
Rinfreschiamoci la memoria:
IL DECALOGO DEL BLOG PER GIORNALISTI CHE VOGLIONO DEPOTENZIARE O CANCELLARE L'EFFETTO DELLE PAROLE DI BENEDETTO XVI
Leggete in particolare il punto 4. Da brividi :-)
E' assolutamente necessario sospendere il decalogo scritto sotto il Pontificato precedente e aggiornarlo alla luce dei fatti.
DECALOGO PER GIORNALISTI CHE SEGUONO L'ATTUALE PONTIFICATO
1) Ricorda che qualunque azione faccia il Papa è cosa buona e giusta. Non criticare mai e conferma ogni scelta (qualunque cosa facesse Papa Benedetto era sbagliata o, al massimo, insufficiente);
2) Ricorda che ogni parola del Papa è sempre da applaudire e amplificare (qualunque cosa dicesse Papa Benedetto era sbagliata o, al massimo, insufficiente);
3) Ricorda che anche il silenzio del Papa è d'oro. Se parla, egli è nel giusto; se decide di tacere è ancora più nel giusto (Ratzinger invece non poteva stare in silenzio. A lui era richiesto di parlare, chiarire e precisare...);
4) Non chiedere mai al Papa di fare qualcosa. Se la fa, agisce per il meglio ma, in caso contrario, non discutere (a Benedetto si richiedeva di fare e di fare molto anche se poi non era mai sufficiente);
5) Non pretendere che il Vaticano rilasci precisazioni o chiarimenti. Se tace ci sarà una ragione. Probabilmente non si vuole dare troppa importanza agli avversari (con Ratzinger il telefono di padre Lombardi era sempre bollente...);
6) Se il Vaticano, alla fine, decide di rilasciare una dichiarazione, applaudi incondizionatamente. Evidentemente c'era bisogno di dare un segnale (con Ratzinger spesso le dichiarazioni venivano ignorare o, al massimo, ritenute non pertinenti o insufficienti);
7) Non citare mai e poi mai i nomi di Danneels, Mahony, Inzoli, Barros e altri.
Già che ci sei non fare il nome di Maciel. Ignora completamente l'esistenza del famoso "circolo" di San Gallo (Ratzinger? Beh, qui difficilmente lo si può attaccare quindi meglio tacere);
8) Se e quando (molto raramente) qualcuno pone delle domande su singole azioni o omissioni, tu affidati alla REGOLA D'ORO: tenta di coinvolgere impunemente Joseph Ratzinger e, se necessario, Giovanni Paolo II. Non farti scrupoli nè problemi;
9) Ignora che l'attuale Pontificato è iniziato il 13 marzo 2013. Sono passati più di 2000 giorni, ma non farti scrupoli: quando è necessario, insinua nel lettore la certezza che tutti i fatti irrisolti derivino da Ratzinger o Wojtyla;
10) Non dimenticare di chiedere un parere positivo a Melloni.
ricordate il decalogo scritto anni fa per i giornalisti che seguivano l'attività di Papa Benedetto?
Rinfreschiamoci la memoria:
IL DECALOGO DEL BLOG PER GIORNALISTI CHE VOGLIONO DEPOTENZIARE O CANCELLARE L'EFFETTO DELLE PAROLE DI BENEDETTO XVI
Leggete in particolare il punto 4. Da brividi :-)
E' assolutamente necessario sospendere il decalogo scritto sotto il Pontificato precedente e aggiornarlo alla luce dei fatti.
DECALOGO PER GIORNALISTI CHE SEGUONO L'ATTUALE PONTIFICATO
1) Ricorda che qualunque azione faccia il Papa è cosa buona e giusta. Non criticare mai e conferma ogni scelta (qualunque cosa facesse Papa Benedetto era sbagliata o, al massimo, insufficiente);
2) Ricorda che ogni parola del Papa è sempre da applaudire e amplificare (qualunque cosa dicesse Papa Benedetto era sbagliata o, al massimo, insufficiente);
3) Ricorda che anche il silenzio del Papa è d'oro. Se parla, egli è nel giusto; se decide di tacere è ancora più nel giusto (Ratzinger invece non poteva stare in silenzio. A lui era richiesto di parlare, chiarire e precisare...);
4) Non chiedere mai al Papa di fare qualcosa. Se la fa, agisce per il meglio ma, in caso contrario, non discutere (a Benedetto si richiedeva di fare e di fare molto anche se poi non era mai sufficiente);
5) Non pretendere che il Vaticano rilasci precisazioni o chiarimenti. Se tace ci sarà una ragione. Probabilmente non si vuole dare troppa importanza agli avversari (con Ratzinger il telefono di padre Lombardi era sempre bollente...);
6) Se il Vaticano, alla fine, decide di rilasciare una dichiarazione, applaudi incondizionatamente. Evidentemente c'era bisogno di dare un segnale (con Ratzinger spesso le dichiarazioni venivano ignorare o, al massimo, ritenute non pertinenti o insufficienti);
7) Non citare mai e poi mai i nomi di Danneels, Mahony, Inzoli, Barros e altri.
Già che ci sei non fare il nome di Maciel. Ignora completamente l'esistenza del famoso "circolo" di San Gallo (Ratzinger? Beh, qui difficilmente lo si può attaccare quindi meglio tacere);
8) Se e quando (molto raramente) qualcuno pone delle domande su singole azioni o omissioni, tu affidati alla REGOLA D'ORO: tenta di coinvolgere impunemente Joseph Ratzinger e, se necessario, Giovanni Paolo II. Non farti scrupoli nè problemi;
9) Ignora che l'attuale Pontificato è iniziato il 13 marzo 2013. Sono passati più di 2000 giorni, ma non farti scrupoli: quando è necessario, insinua nel lettore la certezza che tutti i fatti irrisolti derivino da Ratzinger o Wojtyla;
10) Non dimenticare di chiedere un parere positivo a Melloni.
Iscriviti a:
Post (Atom)
