lunedì 15 aprile 2019

Papa Ratzinger e la fede d’Israele. Avanza il dialogo tra ebrei e cattolici (Folger)

Clicca qui per leggere un brano della prefazione al testo in uscita domani.

L'Autore ha incontrato Benedetto a gennaio e conferma di averlo trovato mentalmente brillante (come sempre).
A chi insinua che il Papa sia manovrabile o addirittura non più in grado di scrivere e/o commentare gli eventi rispondiamo con una sonora pernacchia (quando ci vuole...).
R.

Reazioni scomposte al documento di Benedetto XVI: l'analisi di Super Ex

Clicca qui per leggere il commento.

Ecco perché la diagnosi di Benedetto XVI è corretta. E sarebbe bene ascoltarlo (Valli)

Clicca qui per leggere l'intervista a Mons. Nicola Bux.

domenica 14 aprile 2019

Tg2 Dossier speciale dedicato a Benedetto XVI

Clicca qui per vedere la puntata integrale dello speciale a cura di Giovan Battista Brunori.
Buona Domenica delle Palme a tutti :-)
R.

sabato 13 aprile 2019

Il risveglio degli "esperti" di questioni vaticane tutti concordi nel voler ridurre al silenzio Benedetto XVI. Ma è un'impresa inutile...(R.)

Cari Amici,
il saggio di Papa Benedetto sta facendo notevolmente discutere. Si tratta di un evento positivo perché, finalmente, si sente qualcosa di diverso dal solito applauso incondizionato.
Attenzione però: è lecita ogni critica mentre non è accettabile l'offesa personale e il tentativo di screditare Papa Benedetto. Questo, cari signori, proprio no!
State dimostrando di non sapere controbattere con argomenti solidi a riflessioni razionali.
Si vede che non siete abituati...
Ci sono anche buoni spunti naturalmente.
Vi invito, per esempio, a leggere l'editoriale di stamattina di Massimo Franco a questo link. L'articolo è in buona parte condivisibile e ha il grande pregio di essere rispettoso delle opinioni altrui, atteggiamento rarissimo nei commentatori di cose vaticane.
Secondo me, però, non stiamo assistendo alla contrapposizione fra i "nostalgici" di Ratzinger e i membri del "cerchio magico", ma fra liberali e altri non altrettanto liberali.
Noi "ratzingeriani" (lo ha dimostrato anche l'esperienza di questo blog) non vogliamo togliere il diritto di parola a nessuno. Quando, durante il Pontificato di Benedetto XVI, venivano pubblicati articoli critici, se non denigratori, verso il Papa, nessuno di noi ha mai preteso che gli autori venissero costretti al silenzio. E valeva non solo per i giornalisti ma anche per gli alti prelati in pensione.
Quante volte abbiamo preso posizione nei confronti di certe uscite del card. Martini? Mai e poi mai abbiamo chiesto il suo silenzio. Abbiamo segnalato, commentato e discusso. Al limite possiamo avere ignorato certe uscite ma non ci siamo mai permessi di affermare che il cardinale avrebbe dovuto tacere in quanto vescovo emerito.
Quando ci sono opinioni diverse dalle nostre è buona norma rispondere con argomenti solidi non con le offese personali e, tanto meno, con la richiesta del silenzio.
Leggo che ci vorrebbe una costituzione apostolica (o qualcosa del genere) per disciplinare lo status di Papa emerito. Ma va là! Alcuni vorrebbero semplicemente una legge "contra personam" per obbligare Benedetto a tacere. Se non futuro ci dovesse essere un altro Papa emerito non dovrebbero sorgere problemi: potrà parlare quanto vuole a patto di dire ciò che piace alla gente che piace. Perché questo è il punto! Non dà fastidio che il Papa abbia parlato ma che abbia detto cose urticanti per i commentatori in voga. Se poi questo Papa si chiama Ratzinger...
Quanti post frignanti, quanta indignazione nei tweet: taccia! Non ha il diritto di parlare!
Dice cose assurde! Quel testo non l'ha scritto lui! E' manipolato! Sono cose già sentite (e ci mancherebbe! In quel saggio non c'è nulla di non cattolico!).
Ma smettetela! Imparate a rispetterare le opinioni altrui e scendete da quel piedistallo di sabbia che vi siete costruiti.
Solo chi non ha letto il testo o è in malafede può scrivere che Ratzinger dà la colpa della pedofilia ai movimenti del 1968. Il Papa sta semplicemente analizzando come e in che misura un certo tipo di mentalità è entrata nella chiesa. Vogliamo forse negare che prima del 2001 c'era più di una tolleranza nei confronti dei preti pedofili e che questa tolleranza spesso derivava da una interpretazione del tutto scorretta del concetto di misericordia? Dai, non prendiamoci in giro! 
Fu proprio Ratzinger a cambiare le regole del gioco nel 2001 e a sottrarre ai vescovi diocesani la competenza in materia di pedofilia. Questa è storia, cari signori!
Ciò non significa che prima del 1968 non ci fossero pedofili e infatti Benedetto nel testo non afferma MAI una cosa del genere.
Mi domando però quali siano le ragioni profonde di un odio così radicato nei confronti di Joseph Ratzinger. Posso solo azzardare delle ipotesi.

1) Joseph Ratzinger, per il solo fatto di esistere, ricorda a tutti quanto sia immensa la sua cultura e quanto forte sia la sua fede. Tutto ciò è insopportabile;

2) Joseph Ratzinger è stato Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Questo ruolo suscita di per sé odio e risentimento. Ops...ho sbagliato il tempo del verbo...suscitava;

3) Joseph Ratzinger si è dimesso ma parla ancora. Intollerabile;

4) Joseph Ratzinger vive ancora. Situazione problematica.

Tutte ipotesi ma, secondo me, ancora insufficienti a spiegare la valanga di odio, insulti e risentimento che stiamo leggendo in questi giorni. In fondo i commentatori che piacciono alla gente che piace non dovrebbero prendersela tanto. Quando Ratzinger era Papa potevano criticarlo a volontà e senza conseguenze. Dal marzo 2013 vedono realizzati i loro sogni più segreti e intimi. Perché quindi sono così agitati?
Mi viene in mente un'altra spiegazione.
Solo Benedetto XVI ha il dono di non lasciare indifferente NESSUNO. Si può amare, si può anche odiare, ma di sicuro non si può ignorare.
Basta che Joseph Ratzinger dica una parola e tutti "si risvegliano": chi lo ama torna a commentare e riacquista fiducia e serenità; chi lo detesta mette una pomata antidolofica sulle mani troppo usurate dagli applausi e decide di rimettersi a scrivere. Peccato che ciò che scrive non sia all'altezza di chi si vuole denigrare. Ma questa è un'altra storia...
Benedetto ha il potere di farci riflettere, ha il dono di costringerci a mettere in discussione le nostre comodità (e spesso le nostre banalità) e ha il carisma di arricchirci sempre di più e sempre in modo diverso. Grazie, Santità!
Temo che tutto ciò sia intollerabile per molti e credo che la maggiorparte dei commentatori si sia illusa di potere imporre a tutti i Cattolici una certa visione della Chiesa e del Cristianesimo. E' assai probabile che essi non abbiano messo in conto il fatto che gli otto anni di Pontificato "benedettiano" non sono passati invano e che c'è ancora qualcuno che bada alla sostanza e si pone parecchie domande. Forse da questo nasce una certa frustrazione.
Di prove ce ne sono parecchie: ci sono stati e sono in agenda molti viaggi papali ma tutti aspettano solo il momento della conferenza stampa "ad alta quota" (il resto non conta). Nonostante il martellamento mediatico l'audience televisiva latita e il numero dei fedeli non registra quel boom che solitamente la pubblicità garantisce. Anche gli eventi "choccanti", come il bacio dei piedi, non sortiscono più quell'effetto che si aveva solo tre o quattro anni fa. 
E invece...
Basta che Benedetto scriva una parola che tutti tornano ai loro posti, magari su fronti contrapposti ma tutti sull'attenti. Ecco il grande dono di Ratzinger, il professore, il vescovo, il Papa :-)
Attenzione, quindi, a tentare di ridurre al silenzio una voce tanto carismatica! In questi sei anni egli ha parlato poco, ma tutti noi sappiamo che c'è e ci sarà sempre attraverso la sua testimonianza e i suoi scritti. Rassegnatevi, quindi, e state calmi :-)
Buona giornata.
Raffaella