venerdì 16 novembre 2018

E così il Padre Celeste non ci induce in tentazione ma rischiamo che ci abbandoni ad essa?

Cari amici,
leggo della "messa a punto" della nuova traduzione del "Padre Nostro" che, come mi spiegò fin dall'asilo Suor Giuseppina, è la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato.
Se ho capito bene il Padre, adeguandosi un po' al politicamente e religiosamente corretto, non ci induce più in tentazione ma, comunque, corriamo il rischio che ci abbandoni ad essa.
Dio ci abbandona? Ohibò! Questa è nuova!
Magari una riflessione teologica in più sarebbe stata necessaria...

Comunque immaginiamo la confusione prossima ventura:
1) a Messa i cattolici praticanti imparano il nuovo testo;
2) a Messa altri cattolici praticanti continuano a recitare il testo tradizionale;
3) a Messa i cattolici che partecipano solo a Battesimi, Matrimoni e Funerali continuano a recitare il "vecchio" testo;
4) coloro che dissentono (praticanti o meno) si mettono a recitare il Pater in latino.

Caspita! Che minestrone.
Più in generale se un fedele assiste ad una messa in San Pietro nella quale si fa uso del latino (sorvoliamo sugli strafalcioni che si odono negli ultimi anni...) reciterà il Padre Nostro in un modo, se va in parrocchia in un altro.
Si può dire "bah" o si rischia la scomunica?
Nel dubbio credo che il quarto punto sia quello che fa per me :-)
Buona giornata 
R.

p.s. Nessuno osi mettere mano al testo latino...chissà che cosa verrebbe fuori: desinenze sbagliate, casi inventati :-)

giovedì 1 novembre 2018

Benedetto XVI: per me sono "indicatori di strada" le persone buone...che non saranno mai canonizzate (YouTube)



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Nell'udienza generale del 13 maggio 2011 Benedetto XVI dedica la catechesi alla "santità" ed aggiunge un bellissimo brano "a braccio" riproposto in questo video. La frase esatta (troncata nel titolo) è la seguente: "In realtà devo dire che anche per la mia fede personale molti santi, non tutti, sono vere stelle nel firmamento della storia. E vorrei aggiungere che per me non solo alcuni grandi santi che amo e che conosco bene sono "indicatori di strada", ma proprio anche i santi semplici, cioè le persone buone che vedo nella mia vita, che non saranno mai canonizzate. Sono persone normali, per così dire, senza eroismo visibile, ma nella loro bontà di ogni giorno vedo la verità della fede. Questa bontà, che hanno maturato nella fede della Chiesa, è per me la più sicura apologia del cristianesimo e il segno di dove sia la verità".

BUONA FESTA DI OGNISSANTI A TUTTI :-)

Grazie a Gemma per il video.

Elogio della nostalgia (Valli)

Clicca qui per leggere il bellissimo commento di Valli segnalatoci da MedievAle :-)
Buona Festa a tutti :-)
R.

domenica 21 ottobre 2018

Viganò risponde a Ouellet. I commenti di Tosatti e Valli. Intanto i media stranieri discutono di silenzi mentre in Italia si "fischietta"

Viganò risponde al card. Ouellet (Tosatti)

Monsignor Viganò: “Ecco come rispondo al cardinale Ouellet. E’ il momento di uscire allo scoperto” (Valli)

Intanto i media stranieri (non certo tradizionalisti e conservatori) commentano la vicenda. Clicca qui per la reazione della Frankfurter Allgemeine Zeitung e qui per quella del Washington Times.
Si tratta di due esempi ma altri media hanno reagito.
In Italia? Vietato toccare l'argomento se non per criticare Viganò.
Chissà che cosa sarebbe accaduto con Papa Benedetto...ah già...lo sappiamo!
Buona domenica a tutti :-)
R.

lunedì 8 ottobre 2018

Ouellet conferma ufficialmente: Benedetto XVI impose a McCarrick "restrizioni" (cioè sanzioni)

Cari amici,
il documento pubblicato ieri a firma del card. Ouellet è di fondamentale importanza perchè per la prima volta e ufficialmente si ammette che a carico di McCarrick ci furono sanzioni (o restrizioni o prescrizioni o imposizioni o...vabbè...non ho qui vicino il vocabolario dei sinonimi e contrari...) e che le medesime furono comminate da Benedetto XVI.
Fatti, non parole. Il testo è lunghissimo ma a me interessa solo quel punto centrale che non solo non confuta le affermazioni di Mons. Viganò ma le conferma.
Invito il Vaticano a rispondere nel merito slle questioni sollevate dall'ex nunzio evitando di attaccarlo sul piano personale. Quando si vuole difendere qualcuno è necessario portare fatti e testimonianze, non opinioni personali.
Il punto è che McCarrick non si è mai presentato in pubblico come strenuo sostenitore di Benedetto XVI e mai ha avuto da lui il permesso di viaggiare. 
Qualche commento:

Ouellet contro Viganò, ma conferma sanzioni McCarrick (Tosatti)

Ouellet attacca Viganò, ma non gli risponde. Anzi, conferma le sanzioni a carico di McCarrick (Valli)


sabato 6 ottobre 2018

Proselitismo e attrazione: le parole di Benedetto XVI ad Aparecida (13 maggio 2007)



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Oggi si cita spesso la frase sul proselitismo e la Chiesa che cresce per attrazione. E' bene rileggere attentamente tutto il testo per comprendere bene le parole del Santo Padre.
Grazie come sempre a Gemma :-)


SANTA MESSA DI INAUGURAZIONE
DELLA V CONFERENZA GENERALE
DELL’EPISCOPATO LATINOAMERICANO E DEI CARAIBI
OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Spianata del Santuario dell'Aparecida
VI Domenica di Pasqua, 13 maggio 2007

 
Cari Fratelli nell’Episcopato,
cari sacerdoti e voi tutti, fratelli e sorelle nel Signore!

Non ci sono parole per esprimere la gioia di trovarmi con voi per celebrare questa solenne Eucaristia, in occasione dell’apertura della Quinta Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi. Rivolgo a ciascuno di voi il mio saluto più cordiale, in particolare all’Arcivescovo Raymundo Damasceno Assis, che ringrazio per le parole indirizzatemi a nome dell’intera assemblea, e ai Cardinali Presidenti di questa Conferenza Generale. Saluto con deferenza le Autorità civili e militari che ci onorano della loro presenza. Da questo Santuario estendo il mio pensiero, colmo di affetto e di preghiera, a tutti coloro che sono spiritualmente uniti a noi, in modo speciale alle comunità di vita consacrata, ai giovani impegnati nelle associazioni e nei movimenti, alle famiglie, come pure ai malati e agli anziani. A tutti dico: “Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo (1 Cor 1,3).
Considero un dono speciale della Provvidenza che questa Santa Messa venga celebrata in questo tempo e in questo luogo
Il tempo è quello liturgico di Pasqua, giunto alla sesta Domenica: è ormai vicina la Pentecoste, e la Chiesa è invitata ad intensificare l’invocazione allo Spirito Santo. Il luogo è il Santuario nazionale di Nostra Signora  Aparecida, cuore mariano del Brasile: Maria ci accoglie in questo Cenacolo e, quale Madre e Maestra, ci aiuta ad elevare a Dio una preghiera unanime e fiduciosa. Questa celebrazione liturgica costituisce il fondamento più solido della V Conferenza, perché pone alla sua base la preghiera e l’Eucaristia, Sacramentum caritatis. 
In effetti, solo la carità di Cristo, effusa dallo Spirito Santo, può fare di questa riunione un autentico evento ecclesiale, un momento di grazia per questo Continente e per il mondo intero. Oggi pomeriggio avrò la possibilità di entrare nel merito dei contenuti suggeriti dal tema della vostra Conferenza. Ora lasciamo spazio alla Parola di Dio, che abbiamo la gioia di accogliere insieme sul modello di Maria, Nostra Signora della Concezione, con cuore aperto e docile affinché, per la potenza dello Spirito Santo, Cristo possa nuovamente “prendere carne” nell’oggi della nostra storia.
La prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, fa riferimento al cosiddetto “concilio di Gerusalemme”, che affrontò la questione se ai pagani diventati cristiani si dovesse imporre l’osservanza della legge mosaica. Il testo, saltando la discussione tra “gli apostoli e gli anziani” (vv. 4-21), riporta la decisione finale, che viene messa per iscritto in una lettera e affidata a due delegati, perché la rechino alla comunità di Antiochia (vv. 22-29). Questa pagina degli Atti è molto appropriata per noi, che pure siamo qui convenuti per una riunione ecclesiale. Ci richiama il senso del discernimento comunitario intorno alle grandi problematiche che la Chiesa incontra lungo il suo cammino e che vengono chiarite dagli “apostoli” e dagli “anziani” con la luce dello Spirito Santo, il quale, come dice il Vangelo odierno, ricorda l’insegnamento di Gesù Cristo (cfr Gv 14,26) e così aiuta la comunità cristiana a camminare nella carità verso la piena verità (cfr Gv 16,13). 
I capi della Chiesa discutono e si confrontano, ma sempre in atteggiamento di religioso ascolto della Parola di Cristo nello Spirito Santo. Perciò alla fine possono affermare: “Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi…” (At 15,28).
Questo è il “metodo” con cui operiamo nella Chiesa, nelle piccole come nelle grandi assemblee. Non è solo una questione di procedura; è il riflesso della natura stessa della Chiesa, mistero di comunione con Cristo nello Spirito Santo.

Nel caso delle Conferenze Generali dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, la prima, quella del 1955 a Rio de Janeiro, si avvalse di una speciale Lettera inviata dal Papa Pio XII, di venerata memoria; nelle successive, fino all’attuale, è stato il Vescovo di Roma a raggiungere la sede della riunione continentale per presiederne le fasi iniziali. Con devota riconoscenza rivolgiamo il nostro pensiero ai Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo II, che alle Conferenze di Medellín, Puebla e Santo Domingo hanno portato la testimonianza della vicinanza della Chiesa universale alle Chiese che sono in America Latina e che costituiscono, in proporzione, la maggior parte della Comunità cattolica.
Lo Spirito Santo e noi”. Questo è la Chiesa: noi, la comunità credente, il Popolo di Dio, con i suoi Pastori chiamati a guidarne il cammino; insieme con lo Spirito Santo, Spirito del Padre mandato nel nome del Figlio Gesù, Spirito di Colui che è “più grande” di tutti e che ci è dato mediante Cristo, fattosi “piccolo” per noi. Spirito Paraclito, Ad-vocatus, Difensore e Consolatore. Egli ci fa vivere alla presenza di Dio, nell’ascolto della sua Parola, liberi dal turbamento e dal timore, con nel cuore la pace che Gesù ci ha lasciato e che il mondo non può dare (cfr Gv 14,26-27). Lo Spirito accompagna la Chiesa nel lungo cammino che si distende tra la prima e la seconda venuta di Cristo: “Vado e tornerò a voi” (Gv 14,28), disse Gesù agli Apostoli. Tra l’“andata” e il “ritorno” di Cristo c’è il tempo della Chiesa, che è il suo Corpo; ci sono i duemila anni finora trascorsi; ci sono anche questi cinque secoli e più in cui la Chiesa si è fatta pellegrina nelle Americhe, diffondendo nei credenti la vita di Cristo attraverso i Sacramenti e spargendo in queste terre il buon seme del Vangelo, che ha reso dove il trenta, dove il sessanta e dove il cento per uno. Tempo della Chiesa, tempo dello Spirito: è Lui il Maestro che forma i discepoli: li fa innamorare di Gesù; li educa all’ascolto della sua Parola, alla contemplazione del suo Volto; li conforma alla sua Umanità beata, povera in spirito, afflitta, mite, affamata di giustizia, misericordiosa, pura di cuore, operatrice di pace, perseguitata per la giustizia (cfr Mt 5,3-10). Così, grazie all’azione dello Spirito Santo, Gesù diventa la “Via” sulla quale il discepolo cammina. “Se uno mi ama osserverà la mia parola”, dice Gesù all’inizio del brano evangelico odierno. “La parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato” (Gv 14,23-24). Come Gesù trasmette le parole del Padre, così lo Spirito ricorda alla Chiesa le parole di Cristo (cfr Gv 14,26). E come l’amore per il Padre portava Gesù a cibarsi della sua volontà, così il nostro amore per Gesù si dimostra nell’obbedienza alle sue parole. La fedeltà di Gesù alla volontà del Padre può comunicarsi ai discepoli grazie allo Spirito Santo, che riversa l’amore di Dio nei loro cuori (cfr Rm 5,5).
Il Nuovo Testamento ci presenta Cristo come missionario del Padre. Specialmente nel Vangelo di Giovanni, tante volte Gesù parla di sé in relazione al Padre che lo ha inviato nel mondo. Così, anche nel testo di oggi, Gesù dice: “la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato” (Gv 14,24). In questo momento, cari amici, siamo invitati a fissare lo sguardo su di Lui, perché la missione della Chiesa sussiste solo in quanto prolungamento di quella di Cristo: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20,21). E l’evangelista mette in risalto, anche plasticamente, che questo passaggio di consegne avviene nello Spirito Santo: “Alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo…»” (Gv 20,22). La missione di Cristo si è compiuta nell’amore. Egli ha acceso nel mondo il fuoco della carità di Dio (cfr Lc 12,49). E’ l’Amore che dà la vita: per questo la Chiesa è inviata a diffondere nel mondo la carità di Cristo, perché gli uomini e i popoli “abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10). Anche a voi, che rappresentate la Chiesa in America Latina, ho la gioia di riconsegnare oggi idealmente la mia Enciclica Deus caritas est, con la quale ho voluto indicare a tutti ciò che è essenziale nel messaggio cristiano. 

La Chiesa si sente discepola e missionaria di questo Amore: missionaria solo in quanto discepola, cioè capace di lasciarsi sempre attrarre con rinnovato stupore da Dio, che ci ha amati e ci ama per primo (cfr 1 Gv 4,10). La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per “attrazione”: come Cristo “attira tutti a sé” con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della Croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui, associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore.

Cari fratelli! Ecco il tesoro inestimabile di cui è ricco il Continente latinoamericano, ecco il suo patrimonio più prezioso: la fede in Dio Amore, che in Cristo Gesù ha rivelato il suo volto. Voi credete in Dio Amore: questa è la vostra forza, che vince il mondo, la gioia che nulla e nessuno potrà togliervi, la pace che Cristo vi ha conquistato con la sua Croce! E’ questa fede che ha fatto dell’America il “Continente della speranza”. Non un’ideologia politica, non un movimento sociale, non un sistema economico; è la fede in Dio Amore, incarnato, morto e risorto in Gesù Cristo, l’autentico fondamento di questa speranza che tanti frutti magnifici ha portato, dall’epoca della prima evangelizzazione fino ad oggi, come attesta la schiera di Santi e Beati che lo Spirito ha suscitato in ogni parte del Continente. Il Papa Giovanni Paolo II vi ha chiamato ad una nuova evangelizzazione, e voi avete accolto il suo mandato con la generosità e l’impegno che vi sono tipici. Io ve lo confermo e, con le parole di questa Quinta Conferenza, vi dico: siate fedeli discepoli, per essere coraggiosi ed efficaci missionari.
La seconda Lettura ci ha presentato la stupenda visione della Gerusalemme celeste. E’ un’immagine di splendida bellezza, in cui nulla è decorativo, ma tutto concorre alla perfetta armonia della Città santa. Scrive il veggente Giovanni che questa “scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio” (Ap 20,10). Ma la gloria di Dio è l’Amore; pertanto la Gerusalemme celeste è icona della Chiesa tutta santa e gloriosa, senza macchia né ruga (cfr Ef 5,27), irradiata al suo centro e in ogni sua parte dalla presenza di Dio Carità. E’ chiamata “sposa”, “la sposa dell’Agnello” (Ap 20,9), perché in essa trova compimento la figura nuziale che attraversa dal principio alla fine la rivelazione biblica. La Città-Sposa è patria della piena comunione di Dio con gli uomini; in essa non c’è bisogno di alcun tempio né di alcuna fonte esterna di luce, perché la presenza di Dio e dell’Agnello è immanente e la illumina dall’interno.
Questa stupenda icona ha valore escatologico: esprime il mistero di bellezza che già costituisce la forma della Chiesa, anche se nonè ancora giunto alla sua pienezza. E’ la meta del nostro pellegrinaggio, la patria che ci attende e alla quale aneliamo. Vederla con gli occhi della fede, contemplarla e desiderarla, non deve costituire motivo di evasione dalla realtà storica in cui la Chiesa vive condividendo le gioie e le speranze, i dolori e le angosce dell’umanità contemporanea, specialmente dei più poveri e sofferenti (cfr Cost. Gaudium et spes, 1). Se la bellezza della Gerusalemme celeste è la gloria di Dio, cioè il suo amore, è proprio e solo nella carità che possiamo avvicinarci ad essa e in qualche misura già abitarvi. Chi ama il Signore Gesù e osserva la sua parola sperimenta già in questo mondo la misteriosa presenza di Dio Uno e Trino, come abbiamo sentito nel Vangelo: “Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23). Ogni cristiano, perciò, è chiamato a diventare pietra viva di questa stupenda “dimora di Dio con gli uomini”. Che magnifica vocazione!
Una Chiesa tutta animata e mobilitata dalla carità di Cristo, Agnello immolato per amore, è l’immagine storica della Gerusalemme celeste, l’anticipo della Città santa, splendente della gloria di Dio. Essa sprigiona una forza missionaria irresistibile, che è la forza della santità. La Vergine Maria ottenga alla Chiesa in America Latina e nei Caraibi di essere abbondantemente rivestita di potenza dall’alto (cfr Lc 24,49) per irradiare nel Continente e in tutto il mondo la santità di Cristo. A Lui sia gloria, con il Padre e lo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.


© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana   

venerdì 28 settembre 2018

Mons. Viganò torna a parlare e a chiedere risposte (e noi con lui...)

Clicca qui per leggere il testo del nuovo intervento di Mons. Viganò sul blog di Aldo Maria Valli.
Anche noi rivolgiamo un appello a chi di dovere affinché si faccia un po' di chiarezza. Il silenzio non è mai una buona strategia anche (e soprattutto) quando viene interrotto da frecciatine qua e là che sortiscono l'unico effetto di irritare ancora di più i fedeli.
Non ci si adagi sui comodi allori della benevolenza dei media. 
Prima o poi TUTTO viene al pettine e magari proprio non ci si può difendere.
Ah, per inciso, i sostenitori del nuovo corso evitino di insinuare che una eventuale risposta del vaticano finirebbe per coinvolgere anche precedenti Pontificati. Si preoccupino invece di approfondire i casi Inzoli, Grassi, Murphy O’Connor...
Aspettiamo ancora una ricostruzione giornalista del famoso "circolo" di San Gallo.
R.

sabato 22 settembre 2018

Dopo il NYT anche Der Spiegel perde lo scettro: non è più la "Bibbia" dei media nostrani

Cari amici,
noto che dopo il NYT anche il settimanale tedesco Der Spiegel ha perso il diritto alla citazione diretta e immediata sui nostri mass media.
Come cambiano i tempi e così velocemente...
Pensate che cosa sarebbe accaduto se Papa Benedetto avesse subito un attacco simile.
Ah no! Non dobbiamo immaginare nulla perchè è accaduto e più di una volta.
Clicca qui per accedere al sito del settimanale.
Clicca qui per un commento in inglese.
Qui il commento di Marco Tosatti.
Stavolta sarà difficile accusare l'interlocutore si fare parte dell'ala più conservatrice e tradizionalista della chiesa.
R.

giovedì 20 settembre 2018

La grande preoccupazione di Benedetto XVI per la Chiesa in una lettera del novembre 2017

Clicca qui per leggere l'articolo pubblicato da Bild. Qui una traduzione molto fedele.
Si tratta di un documento e di una testimonianza molto importanti.
Stringiamoci tutti in una preghiera speciale per Papa Benedetto.
R.

mercoledì 19 settembre 2018

Che strano! Il NYT non è più la "Bibbia" per i giornali di casa nostra? Nemmeno un riferimento? Tutto tace? Come cambiano i tempi (e i giornalisti)...

Cari amici,
devo confessare che nel 2010 avevo paura di collegarmi con i siti dei maggiori quotidiani italiani perchè c'era sempre il rischio di qualche "novità" su Papa Benedetto, novità poi puntualmente smentita dai fatti...
Di solito i "suggeritori" erano i grandi giornali americani, in particolare il New York Times.
A volte mi capitava di fare il percorso contrario: mi collegavo prima con il NYT, trovavo la notizia-bomba (e già mi preparavo a controbattere) e aspettavo "ansiosa" che il botto arrivasse in Italia. Non ci voleva molto. Diciamo una mezzoretta o, al massimo, un'ora.
I tempi, cari amici, sono decisamente cambiati per il Papato.
Da ore e ore il sito del New York Times e quello del Washington Post rilanciano una notizia della Associated Press che circola da ieri sera.
Qui la news sul NYT.
Trovate la vicenda perfettamente spiegato da Marco Tosatti in questo post.
Sicuramente ci verrà data una spiegazione a tutto ciò (oppure no?). Sta di fatto che i siti dei grandi quotidiani italiani ignorano completamente la notizia.
Ma come? Il NYT non è la "Bibbia" del giornalismo? Non era oro colato ai tempi di Papa Benedetto? Non era un'autorità indiscussa quando criticava Ratzinger? 
Si vede che i tempi cambiano e anche i giornalisti...
Solo una cosa resta intatta: la "beata" coerenza dei media. Eh sì...vabbè!
R.

p.s. quanto riportato sui giornali online stranieri è falso? Bene...lo si dica e si spieghi tutta la faccenda. Il silenzio può andare bene solo ad alcuni commentatori "interessati".

giovedì 6 settembre 2018

Padre Raymond J. de Souza: McCarrick ha sfidato e disubbidito più volte a Benedetto XVI. Ecco Quando

Clicca qui per leggere il testo originale dell'articolo segnalatoci da Alessia.
Qui una traduzione in italiano ad opera di Sabino Paciolla.
Leggete, media, leggete...

mercoledì 5 settembre 2018

Decalogo per giornalisti che seguono l'attuale Pontificato

Cari amici,
ricordate il decalogo scritto anni fa per i giornalisti che seguivano l'attività di Papa Benedetto?
Rinfreschiamoci la memoria:

IL DECALOGO DEL BLOG PER GIORNALISTI CHE VOGLIONO DEPOTENZIARE O CANCELLARE L'EFFETTO DELLE PAROLE DI BENEDETTO XVI

Leggete in particolare il punto 4. Da brividi :-)

E' assolutamente necessario sospendere il decalogo scritto sotto il Pontificato precedente e aggiornarlo alla luce dei fatti.

DECALOGO PER GIORNALISTI CHE SEGUONO L'ATTUALE PONTIFICATO

1) Ricorda che qualunque azione faccia il Papa è cosa buona e giusta. Non criticare mai e conferma ogni scelta (qualunque cosa facesse Papa Benedetto era sbagliata o, al massimo, insufficiente);

2) Ricorda che ogni parola del Papa è sempre da applaudire e amplificare (qualunque cosa dicesse Papa Benedetto era sbagliata o, al massimo, insufficiente);

3) Ricorda che anche il silenzio del Papa è d'oro. Se parla, egli è nel giusto; se decide di tacere è ancora più nel giusto (Ratzinger invece non poteva stare in silenzio. A lui era richiesto di parlare, chiarire e precisare...);

4) Non chiedere mai al Papa di fare qualcosa. Se la fa, agisce per il meglio ma, in caso contrario, non discutere (a Benedetto si richiedeva di fare e di fare molto anche se poi non era mai sufficiente);

5) Non pretendere che il Vaticano rilasci precisazioni o chiarimenti. Se tace ci sarà una ragione. Probabilmente non si vuole dare troppa importanza agli avversari (con Ratzinger il telefono di padre Lombardi era sempre bollente...);

6) Se il Vaticano, alla fine, decide di rilasciare una dichiarazione, applaudi incondizionatamente. Evidentemente c'era bisogno di dare un segnale (con Ratzinger spesso le dichiarazioni venivano ignorare o, al massimo, ritenute non pertinenti o insufficienti);

7) Non citare mai e poi mai i nomi di Danneels, Mahony, Inzoli, Barros e altri. 
Già che ci sei non fare il nome di Maciel. Ignora completamente l'esistenza del famoso "circolo" di San Gallo (Ratzinger? Beh, qui difficilmente lo si può attaccare quindi meglio tacere);

8) Se e quando (molto raramente) qualcuno pone delle domande su singole azioni o omissioni, tu affidati alla REGOLA D'ORO: tenta di coinvolgere impunemente Joseph Ratzinger e, se necessario, Giovanni Paolo II. Non farti scrupoli nè problemi;

9) Ignora che l'attuale Pontificato è iniziato il 13 marzo 2013. Sono passati più di 2000 giorni, ma non farti scrupoli: quando è necessario, insinua nel lettore la certezza che tutti i fatti irrisolti derivino da Ratzinger o Wojtyla;

10) Non dimenticare di chiedere un parere positivo a Melloni.

lunedì 3 settembre 2018

La verità su McCarrick? Follow the money! (Valli)

Clicca qui per leggere l'articolo.
Ce l'ha insegnato anche il compianto giudice Falcone. Prima regola: seguire i soldi!
R.

Mons. Negri: Lo scandalo degli scandali è che la Chiesa non parla più di Gesù Cristo

Clicca qui per leggere l'intervista segnalataci da Maura.

Padre Scalese: «Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?»

Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Maura.
In effetti le leggi ci sono. Pare però che la rigorosa applicazione delle medesime sia considerata "legalismo". Fiera di essere legalista :-)
Buona settimana a tutti
R.

sabato 1 settembre 2018

ABC. La pedofilia è uno dei delicta graviora!

Oh Signore!!!
La pedofilia fa parte dei "delicta graviora", non siamo di fronte a una semplice trasgressione o a un delitto che può essere sanzionato come tutti gli altri. La competenza in materia di pedofilia è riservata alla Santa Sede. E' così dal 2001 quando con la lettera "De delictis gravioribus" il Vaticano sottrasse, per iniziativa dell'allora cardinale Ratzinger, la competenza sugli abusi ai vescovi che spesso e volentieri insabbiavano...
R.

Viganò Report, le quattro contraddizioni in cui incorrono i giornalisti cercando anche di sminuire il lavoro di Papa Benedetto (R.)

Cari amici,
credo che sia venuto il momento di evidenziare le tante contraddizioni degli avvocati difensori improvvisati che tentano in tutti i modi di evitare di rispondere a una semplice domanda: il Viganò Report è vero oppure no?
Il tentativo di sminuire il lavoro di Papa Benedetto o, peggio, di coinvolgerlo non ha ragione d'essere e risulta viziato da almeno quattro contraddizioni.
Procediamo con ordine.

1) In un primo momento gli avvocati difensori in servizio permanente attivo ci hanno detto che non esisteva alcuna prova di sanzioni comminate da Benedetto XVI all'ex cardinale McCarrick.
Di fronte alla pressione di moltissimi fedeli, parte dei vescovi e di gran parte di coloro che scrivono sui social alcuni commentatori hanno cambiato strategia (elemento di elevata pericolosità per qualsiasi difensore);

2) Nuova strategia dei media/avvocati: sì...forse esistevano quelle sanzioni però, cari lettori, dobbiamo ricordare che all'epoca (intorno al 2008-2010) non esisteva alcuna accusa di pedofilia nei confronti di McCarrick (assolutamente vero!). Si trattava semplicemente di un comportamento scandaloso perchè egli avrebbe intrattenuto relazioni e rapporti omosessuali con seminaristi e adulti (consenzienti). Nessuna sanzione per il crimine di pedofilia, quindi, ma punizione per condotta scandalosa. Un vaticanista che sicuramente non possiamo accusare di essere un "ratzingeriano" conferma questa versione. Clicca qui.
Tutto vero e allora perchè non si è indagato immediatamente? Diciamo che in tanti "ci hanno provato". E non ha funzionato...
Ma torniamo a noi, ai fatti e alle norme. 
Stiamo parlando della fattispecie di "trasgressione occulta" di cui parla il Codice di diritto canonico al Canone 1340, comma 2? E' questo il caso? 
PRIMA CONTRADDIZIONE: nonostante i tentativi di screditare Viganò, questi dice il vero sulle sanzioni. Esse esistevano e riguardavano la condotta peccaminosa del presule. Il fatto che l'ex nunzio dica la verità su una circostanza tanto importante non è cosa di poco conto. O sbaglio? Prima non sapevamo delle sanzioni, ora sì.
Bastava ragione e attingere alle fonti. E vai con la terza strategia.

3) Terza strategia (pericolosissima per le conseguenze): se anche quelle sanzioni ci sono state, ricordatevi, cari lettori, che esse rimasero sempre segrete, che McCarrick non le ha mai rispettate e che è stato visto in pubblico più volte. Ci sono le foto e i video.
In questa fase gli avvocati danno per scontata l'esistenza delle sanzioni (ma come?) e insistono sul fatto che esse erano segrete.
Bene, andiamo a leggere che cosa ci dice il Canone 1340, comma 2:

"Per una trasgressione occulta non s'imponga mai una penitenza pubblica".

Il Canone è ancora in vigore quindi chiediamoci: è questa la norma applicata?
Il Codice parla di penitenza e la penitenza, a casa mia, è una sanzione.
E' vero che McCarrick non ha rispettato in pieno la prescrizione ma ciò non toglie che la sanzione esistesse e che i vescovi (non il nunzio) avessero l'obbligo di farla rispettare. Lo stesso Codice fa infatti riferimento all'ordinario.
E' ragionevole pensare che le sanzioni risultino da qualche parte perchè, ex Canone 1339, comma 3, "Dell'ammonizione e della riprensione deve sempre constare almeno da un qualche documento, che si conservi nell'archivio segreto della curia".
Il Codice prevede che esista un documento persino per una semplice ammonizione.
SECONDA CONTRADDIZIONE: parlare e scrivere senza andare a spulciare il codice di diritto canonico e non pretendere dal Vaticano o dai vescovi interessati l'esibizione del documento su cui sono scritte le sanzioni. 
E' ovvio che tale documento esiste per due ragioni: come fa un Papa a sapere di una sanzione comminata dal predecessore se essa non risulta da nessuna parte? Come fa il nunzio a riferire, anche oralmente, la sanzione all'interessato se essa non gli viene trasmessa? Considerato l'enorme consumo di cartucce e di toner per stampanti e fotocopiatrici all'epoca di Benedetto chissà quante copie del documento circolano... E veniamo all'ennesima strategia.

4) Quarta strategia: ricordatevi, cari lettori, che solo nel 2018 McCarrick è stato punito pubblicamente, addirittura gli è stata tolta la porpora! Prima no!
E ci mancherebbe! Ormai lo scandalo era scoppiato, tutto era di dominio pubblico, ma soprattutto non eravamo più di fronte a una condotta scandalosa ma a un caso di pedofilia.
E qui vediamo alla TERZA CONTRADDIZIONE (quella più grave per i difensori): è vero che la sanzione del 2018 è gravissima ed è pubblica, ma è ancora più importante che, nel 2008-2009, quando nessuno conosceva la condotta scandalosa (non pedofila!) di McCarrick, Benedetto XVI lo abbia punito. Questa è l'ennesima prova della tolleranza zero e dell'assoluta trasparenza e moralità di Joseph Ratzinger. Ma non è ancora finita.

5) Quinta strategia. Visto che ormai tutto il mondo conosciuto dà per scontata l'esistenza di sanzioni comminate da Benedetto, ecco che i solerti avvocati cambiano di nuovo strategia (a questo punto, nel processo, qualsiasi difensore sarebbe stato messo alla porta...) e affermano che in realtà non si trattava di sanzioni ma di "raccomandazioni". Possiamo anche chiamarle "ignazio" ma pur sempre sanzioni erano! Se il Papa raccomanda di fare una cosa o di non farne un altra, si tratta di raccomandazione o di ordine? Non credo si tratti di consigli...
Per arrivare a questa strategia i media si sono ricordati di "attingere alle fonti".
QUARTA CONTRADDIZIONE: perchè i giornalisti non chiedono alle loro fonti privilegiate che cosa pensano della faccenda? Sotto il Pontificato di Benedetto era tutto un pullulare di fonti anonime, rane dalla bocca larga, informatori e fotocopiatori. Ora la parola d'ordine è: prudenza. Peccato che Ratzinger non abbia goduto di questo trattamento di favore (e ora sappiamo perchè...).

Ci sarebbero tante altre contraddizioni da evidenziare ma per adesso "me le riservo" :-)

Riflettiamo su un altro punto.
Ormai è assodato che, prima del 2018, non esisteva alcuna denuncia contro McCarrick per il crimine di pedofilia. Siamo sicuri che i media avrebbero appoggiato le sanzioni comminate da Benedetto XVI se esse fossero state rese pubbliche?
Ripetiamo: non si trattava di pedofilia ma di condotta scandalosa, ossia di condotta omosessuale.
I media avrebbero appoggiato un provvedimento contro un cardinale omosessuale? Non si sarebbero piuttosto indignati per una decisione del genere? Chi lo sa...non lo sapremo mai!

Un altro dato è sicuro.
McCarrick riprende intensamente la sua attività pubblica dopo la rinuncia di Benedetto XVI. In molti lo danno attivo già nel preconclave (egli non aveva diritto di voto per superamento degli 80 anni) e c'è anche un articolo scritto in tempi non sospetti dal Washington Post, nel 2014 (post Benedetto), intitolato: "Globe-trotting Cardinal Theodore McCarrick is almost 84, and working harder than ever".
Nel 2014 McCarrick lavorava più che mai? E perchè? Non aveva ricevuto sanzioni?
Nell'articolo si dice chiaramente che sotto Papa Benedetto, l'ormai ex cardinale era stato emarginato salvo poi recuperare la sua attività a partire dal marzo 2013. Diamo una rispostina anche a questo?
Clicca qui per il riassunto dell'articolo del WP.

Ultima considerazione.
Cari media, vogliamo occuparci un po' dei seminari dell'Honduras? Sembra che anche lì ci sia molta carne al fuoco. Non riesco proprio a capire perché nessuno (a parte La Verità che oggi dedica l'apertura al "caso") se ne occupi con la necessaria serietà. Cari giornalisti, abbiamo fiducia in voi. Buon lavoro.
E lasciate in pace Benedetto...il suo lavoro parla per lui.
Alla prossima...
R.

p.s. Oh Signore!!! Trasgressione non è sinonimo di delitto.
La pedofilia fa parte dei "delicta graviora", non siamo di fronte a una trasgressione.

venerdì 31 agosto 2018

Un video sconvolgente di McCarrick (ottobre 2013)

Clicca qui per vedere il video e qui per leggere il commento di Aldo Maria Valli.
A questo punto non sarebbe il caso di dire almeno una parola di spiegazione?
Poi uno così che parla di periferie e poveri...ma per carità!
McCarrick non è l'unica "stranezza" di questi anni (clicca qui per leggere l'ultimo articolo di Magister). 
Vi ricordare dei "casi" Danneels e Mahony (clicca qui per un ripasso sempre ad opera di Magister)? C'era chi voleva a gran voce la loro esclusione dal conclave del 2013 ma sappiamo com'è andata a finire...
R.

p.s. basta con i tentativi di tirare in ballo Benedetto...i giornali hanno scovato le contraddizioni?

giovedì 30 agosto 2018

Mentre sui media imperversano avvocati dilettanti, si consuma una mega figuraccia per i cori all'udienza non verificati (Raffaella)

Cari amici,
sentite anche voi il rumore delle unghie sugli specchi?
Sono quelle degli avvocati difensori improvvisati che tentano in qualunque modo e su qualunque mezzo di informazione di convincere i lettori della bontà delle loro tesi. Purtroppo per loro i lettori, ormai abituati a leggere direttamente le fonti (su internet naturalmente), non sono più ingenui come un tempo e pongono domande sempre più scomode.
Continua l'aspra battaglia della denigrazione volta a screditare Viganò.
E' sicuramente vero che la testimonianza presenta alcuni punti che meriterebbero di essere approfonditi per cogliere eventuali contraddizioni. E' sicuramente vero che il video circolato ieri sugli elogi al famoso ex cardinale richiederebbe una spiegazione. 
Tuttavia evidenziare questi elementi di criticità non basta se il fine è quello di dimostrare che Viganò dice il falso.
Gli improvvisati avvocati difensori dell'attuale corso vaticano non possono continuare con le armi di "distrazione di massa" logorando sempre di più i Cattolici.
In tutta onestà non mi interessa sapere se Viganò preferisce il panettone al pandoro, se ama il caffè macinato o quello espresso, se ha un neo sul piede o altrove. Dirò di più: in questo momento non ha importanza sapere se a casa di Marco Tosatti c'è la macchinetta Nespresso o Lavazza e neppure se, a sei anni, egli ha dato una sbirciatina al compito del compagno di banco...
Certo! Si potrebbe fare un po' di gossip ma rimandiamo a tempi migliori :-)
Cari giornalisti, quello che dovete fare è prendere in mano il Viganò Report e indagare per rispondere a domande semplici: Benedetto sanzionò l'ex cardinale? Sì/no: barrare la casella.
Perchè lo sanzionò? 
In che cosa consisteva la punizione? 
E' vero che non fu rispettata?
Già rispondere a queste domande aprirebbe un mondo giornalistico (o un abisso?) perchè già la presenza di sanzioni che il Papa decise di comminare in autonomia dimostrerebbe l'ostruzionismo di vescovi e curia.
Ci fu il famoso colloquio del 2013 (post Benedetto)? 
Se Benedetto XVI comminò sanzioni (questa affermazione presuppone l'indagine di cui sopra), perchè esse continuarono a non essere rispettate nonostante il fresco profumo di primavera soffiasse in ogni dove?
E' vero o non è vero che l'oggi ex cardinale godeva di ascolto a Roma anche sulle nomine?
A queste domande il giornalista avveduto risponde dopo avere indagato.
Ah, quasi dimenticavo: vorrei tranquillizzare alcuni vaticanisti, intellettuali, filosofi, teologi e compagnia cantante. Non c'è alcun pericolo che il Viganò Report metta in cattiva luce il lavoro di Benedetto XVI. 
Tranquilli! Continuate pure a indagare (perchè state indagando...vero?) nell'assoluta certezza che Ratzinger, cardinale e Papa, ne uscirà come sempre immacolato.
Perchè lo dico? Ma è semplice! E' il lavoro svolto che parla per lui. Non sono certo io e di sicuro non siete voi!
Benedetto è stato attaccato più di ogni altro Papa (poche storie!) ma ha avuto difensori che hanno portato fatti e non accuse agli avversari.
Anche questo blog, nel suo piccolo, ha dato anni fa un piccolo contributo ricostruendo la strenua lotta di Ratzinger contro la pedofilia nella chiesa.

LE DECISIONI E L'ESEMPIO DI PAPA BENEDETTO XVI NEL COMBATTERE LA PIAGA DELLA PEDOFILIA NELLA CHIESA. CRONOLOGIA

In questo post non troverete MAI attacchi ad personam a questo o quel giornalista, questo o quel commentatore, questo o quel testimone, ma solo FATTI e raccolta di dati.
Una circostanza è vera? Sì/no...perchè...

In ogni caso vorrei dare l'ennesimo consiglio non richiesto agli avvocati improvvisati: continuando a tentare di coinvolgere Ratzinger per difendere l'attuale corso state incorrendo in ALMENO due gravi contraddizioni

Quali? Eh...sarebbe troppo bello se ve lo dicessi! Studiate e capirete :-)
Vi do però un piccolo indizio: come direbbe Manzoni "non cercate lontano ciò che è sepolto vicino". Dove sono le contraddizioni? Esse sono "sepolte" nei vostri stessi articoli...
Ora iniziate gli esercizi. 
Ah, visto che finora la valutazione dell'accorata difesa non raggiunge nemmeno la sufficienza, potreste "alzare il voto" e parlarmi un po' di Inzoli. 
Chi è? Che cosa ha a che fare con Papa Benedetto? Che cosa è accaduto dopo la rinuncia di Ratzinger? Forza...
Coloro che sono gravemente insufficienti svolgeranno anche un compitino sugli abusi perpetrati in Cile e sui prelati coinvolti.

E veniamo alla ciliegina sulla torta.
Il "caso" del "coretto" di ieri all'udienza generale. Trovate la felice soluzione del dramma qui.
Ieri la notizia della contestazione ha fatto il giro del mondo per ore e ore.
Sono caduti nell'errore anche siti e blog vicinissimi al vaticano attuale (vedi screenshot di ieri pubblicati di seguito). 
Ma come è stato possibile tutto ciò?
Ora si dà la colpa ai giornalisti o ai siti che hanno diffuso la notizia, ma io mi chiedo: dove erano gli zelanti avvocati difensori?
Se fosse accaduta una cosa del genere a Papa Benedetto, il blog si sarebbe mobilitato nel giro di due minuti. La nostra Gemma avrebbe isolato il frammento video e alzato il volume al massimo dei decibel affinchè si sentisse bene il coro. Ieri invece si è permesso che una notizia del genere circolasse per ore quando bastava leggere alcuni tweet per arrivare alla verità.
Ma che avvocati siete? :-) 
Si vede che non avete ancora maturato la sufficiente esperienza...
Datevi un po' una mossa! Abbiamo criticato tanto la comunicazione ai tempi di Papa Benedetto ma qui...
R.




Una lezione di giornalismo: si prende il Viganò Report e lo si analizza

Clicca qui per leggere il contributo di Super Ex.
Mi pare un esempio molto calzante di vera indagine giornalistica: si prende un documento, lo si analizza, si vanno a cercare le fonti e lo si commenta.
Screditare non è analizzare.
R.

mercoledì 29 agosto 2018

Parla Viganò: “Non sono il corvo e non agisco per vendetta. Voglio solo che la verità emerga” (Valli)

Clicca qui per leggere l'intervista pubblicata da Aldo Maria Valli sul suo blog.

Fare chiarezza è imperativo così come è indispensabile sapere che fine ha fatto quel famoso scatolone che contiene i risultati dell'inchiesta commissionata da Papa Benedetto a tre cardinali. La chiave sta lì, come avevamo intuito.
R.

Viganò Report, Paolo Flores d'Arcais: Speriamo che ora il giornalismo cominci a fare il suo lavoro

Clicca qui per leggere l'editoriale segnalatoci da Alessia.
Mi pare un giusto monito ai giornalisti.
R.

Solidarietà a Marco Tosatti per gli attacchi che sta subendo

Clicca qui per leggere la replica di Marco Tosatti.
Trovo veramente bizzarro che i giornalisti attacchino un collega senza nemmeno preoccuparti di riportare esattamente le sue dichiarazioni.
E' singolare che l'ondata di fango miri a screditare un giornalista nel tentativo (vano) di distogliere l'attenzione dal vero problema: il Viganò report contiene affermazioni vere, controllabili, verificabili oppure no?
Questa è la domanda che i giornalisti dovrebbero porsi. Tutto il resto non ha alcuna importanza.
Solidarietà piena a Marco Tosatti che non ha mai abdicato alla sua obiettività e professionalità.
Cari media, tornate a fare il vostro lavoro che è di indagine e controllo. Il compito dell'avvocato difensore a oltranza spetta ad altri.
R.

Le accuse del Sismografo a Marco Tosatti

La replica di Marco Tosatti

martedì 28 agosto 2018

Un editoriale da "manuale": nel Viganò Report sono citati tre Papi e tre Segretari di Stato ma solo Ratzinger e Bertone vengono attaccati (R.)

Clicca qui per leggere l'editoriale che vogliamo analizzare perchè è un "classico" dei nostri tempi.
Forse è più giusto scrivere "era un classico" perchè nell'era di internet è diventato difficilissimo, se non impossibile, imporre le proprie idee senza aspettarsi qualche critica.
Nel Viganò report vengono citati tre Papi: Benedetto XVI, il suo predecessore e il suo successore. Tre, non uno!
Vengono citati anche tre Segretari di Stato: Bertone, il suo predecessore e il suo successore.
Tre, non uno!
Mi piacerebbe, quindi, capire come mai nell'editoriale segnalato si parla solo di Benedetto e di Bertone allo scopo di criticarli per esaltare altri.
Non trovate la cosa quantomeno bizzarra e singolare? 
Lo so che ho fatto una domanda retorica :-)
Lungi da me l'idea di difendere Bertone. Non mi interessa e non sarei nemmeno credibile visto ciò che penso, ma questa è un'altra storia...
Mi preme sottolineare l'atteggiamento dei giornalisti nei confronti di Benedetto.
Vado al di là dell'articolo citato e faccio un discorso più generale.
Pur di difendere il corso attuale molti commentatori non esitano un istante a prendersela con Joseph Ratzinger, campione nella lotta contro i pedofili.
Accusano Viganò sul piano personale ma non entrano nel merito della sua testimonianza. Giungono a insinuare che dietro Viganò ci siano altri e non esitano ad accusare direttamente uno o più cardinali. Quali prove hanno? 
La verità è un'altra ed è scritta quasi alla fine dell'articolo segnalato. Commentatori, giornalisti, vaticanisti e compagnia bella temono un solo e unico evento: il futuro conclave. Ecco perchè si agitano tanto. 
Si rassegnino da subito! Non saranno certo articoli di giornale a orientare la scelta perchè la prossima volta sarà in gioco come mai prima d'ora il futuro della chiesa.
Si vuole difendere lo status quo? Benissimo! Chi contesta questo diritto? 
Lo si faccia però evitando di gettare fango sul Papa che più di ogni altro ha preteso, in solitudine, rettitudine e pulizia. Lo si faccia contestando il contenuto della testimonianza di Viganò e non cercando di screditare la sua persona. Ripeto: all'epoca di internet non funziona più questa strategia!
I nodi prima o poi vengono al pettine e quel momento potrebbe essere il prossimo conclave come osserva, acutamente, Massimo Franco stamattina sul Corriere (clicca qui). 
Benedetto ha fatto la sua parte spendendosi fino all'ultimo, in prima persona. Questo è lo stile da seguire...sempre!
R.

p.s. nell'articolo segnalato si parla di Vatileaks (1). Nella foga lo scrivente ha chiamato in causa indirettamente Gianluigi Nuzzi che, via Twitter, ha risposto per le rime (clicca qui).

L'assordante silenzio vaticano e la nostra "comprensione" per i giornalisti...(Raffaella)

Cari amici,
dal vaticano assordante silenzio sul Viganò report. Forse hanno bisogno di tempo per rispondere, punto su punto, a un dossier così articolato oppure la strategia è proprio quella di tacere in attesa che le acque si calmino. 
In fondo tutto è cambiato rispetto al periodo aprile 2005-febbraio 2013. In quel lasso di tempo i media agivano così per assalire il Papa: veniva scagliata la bomba mediatica e si attendeva la risposta vaticana (che solitamente tardava e oggi probabilmente capiamo meglio la ragione di tali ostinati silenzi). In attesa della reazione si faceva montare la polemica con articoli, interviste a prelati critici, interventi di intellettuali, editoriali, testimonianze...
Ovviamente, allora, i prelati critici erano considerati saggi, coraggiosi, liberi e distanti da ogni forma di clericalismo.
Oggi quei pochissimi vescovi o cardinali che osano muovere anche un piccolo appunto al nuovo corso vengono immediatamente marchiati come tradizionalisti, perfidi, attaccati al potere, sepolcri imbiancati, schiavi della mentalità clericale ecc. ecc.
Sotto Papa Benedetto un dossier come quello di Viganò sarebbe stato riprodotto in versione integrale su tutti i maggiori quotidiani, tradotto in tutte le lingue e il suo autore portato in trionfo. Ovviamente il contenuto sarebbe stato considerato perfettamente corrispondente a verità.
Ribadisco: non è possibile entrare nel merito della testimonianza di Viganò perchè finora nessuno l'ha contraddetta.
Dovere dei giornalisti sarebbe stato quello di indagare sulla veridicità o meno di certe affermazioni. Il dossier è falso? Il giornalista dice: sì, perchè sulla base di questo documento, questa testimonianza, questa conversazione è possibile dire che non corrisponde a verità.
Il dossier è vero? Il giornalista dice: sì, perchè risulta da documenti o testimonianze che è fondato.
Quello che il giornalista professionista non può dire è: il dossier è sicuramente falso perché Viganò agisce per vendetta, ha avuto problemi con la sua famiglia, detesta il caldo e vorrebbe trasferirsi al polo nord.
Non è screditando l'autore di un testo che si può confutare la sua fondatezza.
Basta rispondere semplicemente a una domanda: Viganò dice la verità o mente? Questo conta, non i pettegolezzi.
Massima comprensione da parte nostra per quei giornalisti che vedono sgretolarsi giorno dopo giorno il mondo ecclesiale perfetto che avevano descritto fino a pochi mesi fa. Invito tutti a ritrovare il gusto della ricerca e dell'informazione obiettiva, che non prende ogni accusa per oro colato, ma che indaga sempre per scoprire se un documento è vero o falso.
Forse non saremmo arrivati a questo punto se a suo tempo si fosse parlato del caso Inzoli (con relative richieste di chiarimento) e se si fosse indagato sul caso dei vescovi cileni (Barros in primis). 
E vogliamo discutere dell'occultamento mediatico dei "dubia"?
Qui siamo di fronte ad una schiera di avvocati difensori che finiscono per incartarsi illudendosi che, ai tempi di internet, sia ancora possibile orientare il pensiero dell'opinione pubblica.
Credetemi, cari media: non state facendo una bella figura, soprattutto perchè vi ricordiamo tutti in azione negli anni passati.
Il compito è relativamente semplice e consiste nella risposta a una domanda: Viganò dice la verità o mente?
Vedremo e commenteremo nelle prossime ore un esempio a caso di articolo di questi giorni.
R.

lunedì 27 agosto 2018

Dal "Chi sono io per giudicare?" al "Giudicate voi!". Un consiglio disinteressato... (Raffaella)

Cari amici,
stiamo assistendo a una vera e propria parabola: dalla frase simbolo ("Chi sono io per giudicare") all'atto di fiducia incondizionata verso i giornalisti ("Giudicate voi") pronunciato ieri sera. Clicca qui per la trascrizione.
Credo che questo blog abbia maturato sufficiente esperienza negli otto anni di Pontificato di Benedetto XVI da potersi permettere di dare un piccolo consiglio al vaticano: fate chiarezza! Le non risposte non solo non aiutano ma possono essere molto ma molto pericolose.
Quando, nel 2010, Benedetto subì gli attacchi mediatici più feroci mai inferti a un Pontefice implorammo per mesi la sala stampa vaticana e la segreteria di stato di intervenire prontamente. Spesso i nostri appelli caddero nel vuoto, ma certamente noi non restammo con le mani in mano. Ora scriverò una frase che otto anni fa ripetevo fino alla noia: i problemi non si risolvono mai da soli. Le polemiche non si placano facendo finta di nulla o nascondendo la testa sotto la sabbia.
La chiarezza deve sempre muovere l'agire della santa sede.
Certo! I tempi sono davvero cambiati.
Se Benedetto avesse pronunciato la frase "Giudicate voi", aggiungendo di non avere alcuna intenzione di rispondere alle accuse, sarebbe stato lapidato mediaticamente sulla piazza giornalistica. Gli intellettuali cattolici (o sedicenti tali) avrebbero scritto articolesse in cui si percepiva il rumore dello scuotimento delle teste. Sicuramente avrebbero puntato il dito sul Papa insinuando che egli non sapesse comunicare e parlare al Popolo di Dio. Oggi invece questi intellettuali rispondono, indignati, che è tutta colpa di Viganò e della sua voglia di vendetta. Tutto va bene, tutto è al suo posto, viviamo nella chiesa migliore possibile e tutti coloro che avanzano dubbi sono cattivi, tradizionalisti e politicamente di destra. Brutti!
Questo è dare una risposta alle domande? Non mi pare! E' difendere a prescindere offendendo gli avversari cercando di delegittimarli. 
Ancora non si è capito che, nell'era di internet, questo giochetto non funziona più nè a livello politico nè a livello ecclesiale.
E i cosiddetti giornalisti anticlericali? Certo! Per trovarli bisognerebbe chiamare la Sciarelli. Non hanno proprio nulla da dire coloro che negli anni di Benedetto hanno scritto articoli, libri e compagnia bella? Va tutto bene? Non c'è proprio nulla da commentare? Eppure di carne al fuoco ne abbiamo: dal Cile agli Usa tanto per citare due esempi. 
Sono d'accordo con Franco e con Belpietro (clicca qui per l'incipit dell'articolo non ancora online nella versione integrale): in questo momento non hanno importanza le motivazioni di Viganò. 
Conta invece il contenuto della sua testimonianza!
E' vero o non è vero ciò che il prelato afferma? E' vero o non è vero che Benedetto comminò al famoso cardinale sanzioni ignorate dai vescovi americani (e dalla curia romana)? Corrisponde alla verità il fatto che la maggiorparte dei cosiddetti collaboratori di Ratzinger gli ha remato contro?
E' verità o bugia che, dopo la rinuncia di Benedetto, tutti sapevano delle sanzioni ma, per interesse, hanno appoggiato il tizio?
E' un fatto o no che l'ex cardinale ha avuto un notevole peso nelle nomine dei vescovi americani?
Il Viganò report ha qualcosa a che fare con il dossier preparato da tre cardinali e consegnato a Papa Benedetto poco prima della rinucia? Come esso può, anche indirettamente, avere influito sulle decisioni del Santo Padre dalla lettura del dossier medesimo in poi?
Caspita! Ma il lavoro dei giornalisti non è dare risposte a domande scomode? A me sembra invece che in troppi abbiano abdicato a questa regola!
Parliamoci chiaro: questo blog non ha alcun interesse urgente o particolare affinché il vaticano metta i puntini sulle "i". 
In fondo potrebbe bastare ciò che ormai è dato per scontato: l'assoluta trasparenza, coerenza e sofferenza di Papa Benedetto nella sua lotta contro i pedofili. 
Ormai questo è assodato. Trapela non solo dal Viganò report ma anche dalle ammissioni di commentatori di peso come Franco.
In fondo potremmo già dirci soddisfatti.
In realtà però tutta questa faccenda coinvolge la chiesa e descrive un intreccio agghiacciante su cui si deve fare luce.
Non lo si fa oggi? D'accordo. Ma state pur sicuri che si dovrà affrontare il problema fra un giorno, una settimana, un anno, dieci anni ma prima o poi i nodi verranno al pettine.
Vediamo se i giornalisti deporranno la toga da avvocati d'ufficio in servizio permanente per riprendere penna, taccuino e registratore.
R.

Aggiornamento: Monsignor Jean-François Lantheaume, ex funzionario della nunziatura di Washington (citato nel Viganò report) conferma la veridicità, per i fatti che lo riguardano, della testimonianza di Viganò. Fonte: CNA.

p.s. Mi raccomando: nei commenti evitate offese personali perché sono costretta a non pubblicarli.

Il punto di Marco Tosatti

Clicca qui per leggere il commento di Marco Tosatti e di Super Ex.

Massimo Franco: a emergere bene dal rapporto Viganò è soprattutto Benedetto XVI

Clicca qui per leggere l'editoriale.
Riporto la chiosa tanto chiara quanto coraggiosa. Diciamocelo: Franco dà voce a quello che stiamo pensando tutti con le conseguenze che ne derivano (anche sulla rinuncia)...
R.

"A emergere bene dal rapporto sono pochi: soprattutto il Papa emerito Benedetto XVI, che cercò di isolare McCarrick, senza riuscire a imporre la sua volontà al Vaticano e ai vescovi Usa. Ma questo, forse, induce a chiedersi di nuovo quali furono i motivi reali della rinuncia di Joseph Ratzinger nel 2013".

domenica 26 agosto 2018

Sulle gravissime accuse di Mons. Viganò...un commento (Raffaella)

Cari amici,
sono ancora sconvolta per quanto ho letto qualche ora fa. Mi riferisco ovviamente alla testimonianza di Mons. Viganò (clicca qui).
Non entro nel merito delle accuse perché aspetto la reazione del vaticano e le spiegazioni che intende fornire. Non intendo comportarmi come giornali, televisioni e siti internet ai tempi di Papa Benedetto. Ricordate? Accedere alle varie rassegne stampa del mattino era diventato un incubo, in particolare nel 2010. Bastava che una foglia cadesse in Alaska per indurre TUTTI i media del MONDO ad accusare Benedetto di averne causato la morte. 
Anche allora aspettavamo fiduciosi la reazione della santa sede che spesso però non rispondeva neppure o lo faceva dopo giorni e giorni. Ora però c'è tutta una raffinatezza comunicativa e non dubitiamo che qualcuno si farà sentire.
Nel frattempo, però, mi permetto di dare un piccolo consiglio ai cultori del nuovo corso e agli incensatori di professione: non rimanete con le mani in mano. 
Non basta presidiare Twitter con una miriade di commenti sdegnati dicendosi certi che Mons. Viganò parla per vendetta o comunque non dice la verità. 
Si vede che tutti questi sbandieratori non hanno maturato la nostra stessa esperienza (beati loro!). 
Ai tempi di Benedetto questo piccolo blog agiva da solo non limitandosi ad accusare il prossimo di mentire. Ricordate quando Gemma trovò il testo originale della Crimen sollicitationis? Era in latino ma subito ci mettemmo all'opera, armati di dizionario "Castiglioni-Mariotti", per tradurre direttamente i canoni che ci interessavano. 
Ricordate quando MedievAle trovò il testo del motu proprio di Papa Wojtyla che precedeva la lettera De delictis gravioribus del cardinale Ratzinger? Anche quel testo era in latino ma nessuno ci fermò :-)
Dopo anni il vaticano tradusse i documenti ma intanto avevamo già dato il nostro piccolo contributo alla verità. 
Non basta dire che Mons. Viganò mente. E' un'affermazione grave quanto ciò che egli scrive. Perchè dovrebbe mentire? Come mai negli anni del Pontificato di Papa Benedetto egli era il beniamino dei mass media, il vescovo coraggioso che non temeva di dire la verità, e ora è diventato una sorta di bersaglio da abbattere? 
Ciò che dice non ha fondamento? Bene! E allora i giornalisti facciano i giornalisti e non gli avvocati difensori. Scoprano se e quando McCarrick fu punito da Benedetto XVI e perchè i suoi ordini non furono eseguiti. Attenzione: non sarebbe la prima volta che un provvedimento di Papa Ratzinger viene disatteso. Ricordate Maciel? Nonostante la condanna esemplare di Ratzinger, qualche "buon" cardinale andava in giro a difendere quella persona.
E poi c'è sempre il precedente Inzoli...
Nella testimonianza di Viganò ci sono nomi e cognomi. I giornalisti non devono fare altro che alzare il telefono e chiedere.
Ovviamente ci si aspetta che gli interlocutori dicano la verità anche perchè sarebbe (come dire?) un tantino problematico mentire....
Continuare a ignorare la notizia (vero siti internet dei grandi giornali e telegiornali?) o rispondere alla testimonianza accusando Viganò non ci conduce da nessuna parte. Nel frattempo si spera che il vaticano dica una parola. Nel caso mantenesse la consegna del silenzio...beh...ci sarebbero delle conclusioni da trarre.
Mi "commuove" sempre la levata di scudi dei vaticanisti o dei cultori del nuovo corso. Evidentemente ci sono Papi più fortunati di altri. Certamente non dimentichiamo i colpi bassi subiti da Ratzinger, cardinale e Papa. Lì non c'era bisogno di cercare prove e testimonianze: bastava la calunnia o il sospetto. Di sicuro non dimentichiamo le foto di Benedetto e del fratello sbattute sulle prime pagine dei giornali e in apertura dei tg dopo la pubblicazione del Report sugli abusi di Ratisbona. Lì non c'era nemmeno mezza accusa nei confronti di Mons. Georg Ratzinger ma bastava insinuare...
Possiamo dire chiaramente che alcune accuse contenute nella testimonianza di Viganò sono note da tempo anche se i giornalisti hanno sempre preferito glissare...
Diciamo anche che dallo scritto emerge un quadro agghiacciante su cui occorre fare chiarezza ed è per questo che invito tutti a fare il proprio dovere. Serve chiarezza e una parola di verità.
Dalla testimonianza emerge comunque il grande lavoro fatto da Papa Benedetto, lavoro svolto in solitudine e controcorrente. Anche questa non è una novità ma leggere tutto nero su bianco fa una certa impressione.
Due ricordi mi sfiorano la mente in queste ore: il primo è quell'enorme contenitore posto su un tavolino a Castel Gandolfo. Si disse che esso conteneva i risultati delle indagini dei tre cardinali su Vatileaks. Che fine ha fatto quel rapporto? Il secondo non è tanto un ricordo quanto un pensiero: se anche solo una parte della testimonianza di Viganò trovasse riscontro, le dimissioni di Papa Benedetto, forse, troverebbero una spiegazione più razionale. Questo però è solo il mio punto di vista, che comunque non potrà mai avere conferme o smentite.
Attendiamo risposte.
R.