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giovedì 16 aprile 2015

Messaggio e benedizione Urbi et Orbi nel giorno del compleanno di Benedetto XVI (16.04.06)



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Il 16 aprile 2006 fu un giorno particolare: era la Pasqua di Resurrezione che coincideva anche con il 79° compleanno di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Grande festa in Piazza ed in tutto il mondo.
Il testo del Messaggio è consultabile qui.

In particolare:

"“Non è qui … è risuscitato”. I messaggeri celesti comunicano innanzitutto che Gesù “non è qui”: non è restato nel sepolcro il Figlio di Dio, perché non poteva rimanere prigioniero della morte (cfr At 2,24) e la tomba non poteva trattenere “il Vivente” (Ap 1,18), che è la sorgente stessa della vita. Come Giona nel ventre del pesce, allo stesso modo il Cristo crocifisso è restato inghiottito nel cuore della terra (cfr Mt 12,40) per il volgere di un sabato. Fu veramente “un giorno solenne quel sabato”, come scrive l’evangelista Giovanni (19,31): il più solenne della storia, perché in esso il “Signore del sabato” (Mt 12,8) portò a compimento l’opera della creazione (cfr Gn 2,1-4a), elevando l’uomo e l’intero cosmo alla libertà della gloria dei figli di Dio (cfr Rm 8,21). Compiuta quest’opera straordinaria, il corpo esanime è stato attraversato dal soffio vitale di Dio e, rotti gli argini del sepolcro, è risorto glorioso. Per questo gli angeli proclamano: “non è qui”, non può più trovarsi nella tomba. Ha pellegrinato sulla terra degli uomini, ha terminato il suo cammino nella tomba come tutti, ma ha vinto la morte e in modo assolutamente nuovo, per un atto di puro amore, ha aperto la terra e l’ha spalancata verso il Cielo. 

La sua risurrezione, grazie al Battesimo che ci “incorpora” a Lui, diventa la nostra risurrezione. Lo aveva preannunciato il profeta Ezechiele: “Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d’Israele” (Ez 37,12). Queste parole profetiche assumono valore singolare nel giorno di Pasqua, perché oggi si compie la promessa del Creatore; oggi, anche in questa nostra epoca segnata da inquietudine e incertezza, riviviamo l’evento della risurrezione che ha cambiato il volto della nostra vita, ha cambiato la storia dell’umanità. Da Cristo risorto attendono speranza, talvolta anche inconsapevolmente, quanti sono tuttora oppressi da vincoli di sofferenza e di morte".

"Il Signore risorto faccia sentire ovunque la sua forza di vita, di pace e di libertà. A tutti oggi sono rivolte le parole con le quali nel mattino di Pasqua l’angelo rassicurò i cuori intimoriti delle donne: “Non abbiate paura! … Non è qui. E’ risuscitato” (Mt 28,5-6). Gesù è risorto e ci dona la pace; è Egli stesso la pace. Per questo con forza la Chiesa ripete: “Cristo è risorto – Christós anésti”. Non tema l’umanità del terzo millennio di aprirGli il cuore. Il suo Vangelo ricolma pienamente la sete di pace e di felicità che abita ogni cuore umano. Cristo ora è vivo e cammina con noi. Immenso mistero di amore! Christus resurrexit, quia Deus caritas est ! Alleluia !"

martedì 7 aprile 2015

Messaggio e benedizione Urbi et Orbi di Benedetto XVI. I saluti in tutte le lingue, Pasqua, 8 aprile 2007 (YouTube)



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Carissimi Amici, anche oggi la nostra Gemma ci fa un bellissimo regalo.
In occasione della Santa Pasqua (8 aprile 2007), Benedetto XVI lesse il Messaggio Urbi et Orbi e impartì la solenne benedizione apostolica. Al termine del Messaggio, come era allora consuetudine, il Papa formulò gli auguri di Buona Pasqua in una miriade di lingue.

Il testo è leggibile qui.

Notiamo la felicità di Benedetto XVI che sembra non volere lasciare la loggia della Basilica fra il tripudio dei fedeli che gremivano l'intera Piazza San Pietro e tutte le zone limitrofe.

Da segnalare in particolare nel testo:

"La fede degli Apostoli in Gesù, l’atteso Messia, era stata messa a durissima prova dallo scandalo della croce. Durante il suo arresto, la sua condanna e la sua morte si erano dispersi, ed ora si ritrovavano insieme, perplessi e disorientati. Ma il Risorto stesso venne incontro alla loro incredula sete di certezze. Non fu sogno, né illusione o immaginazione soggettiva quell’incontro; fu un’esperienza vera, anche se inattesa e proprio per questo particolarmente toccante. “Venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!»” (Gv 20,19).

A quelle parole, la fede quasi spenta nei loro animi si riaccese. Gli Apostoli riferirono a Tommaso, assente in quel primo incontro straordinario: Sì, il Signore ha compiuto quanto aveva preannunciato; è veramente risorto e noi lo abbiamo visto e toccato! Tommaso però rimase dubbioso e perplesso. Quando Gesù venne una seconda volta, otto giorni dopo nel Cenacolo, gli disse: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. La risposta dell’Apostolo è una commovente professione di fede: “Mio Signore e mio Dio!” (Gv 20,27-28).

“Mio Signore e mio Dio”! Rinnoviamo anche noi la professione di fede di Tommaso. Come augurio pasquale, quest’anno, ho voluto scegliere proprio le sue parole, perché l’odierna umanità attende dai cristiani una rinnovata testimonianza della risurrezione di Cristo; ha bisogno di incontrarlo e di poterlo conoscere come vero Dio e vero Uomo. Se in questo Apostolo possiamo riscontrare i dubbi e le incertezze di tanti cristiani di oggi, le paure e le delusioni di innumerevoli nostri contemporanei, con lui possiamo anche riscoprire con convinzione rinnovata la fede in Cristo morto e risorto per noi. Questa fede, tramandata nel corso dei secoli dai successori degli Apostoli, continua, perché il Signore risorto non muore più. Egli vive nella Chiesa e la guida saldamente verso il compimento del suo eterno disegno di salvezza.

Ciascuno di noi può essere tentato dall’incredulità di Tommaso. Il dolore, il male, le ingiustizie, la morte, specialmente quando colpiscono gli innocenti - ad esempio, i bambini vittime della guerra e del terrorismo, delle malattie e della fame - non mettono forse a dura prova la nostra fede? Eppure paradossalmente, proprio in questi casi, l’incredulità di Tommaso ci è utile e preziosa, perché ci aiuta a purificare ogni falsa concezione di Dio e ci conduce a scoprirne il volto autentico: il volto di un Dio che, in Cristo, si è caricato delle piaghe dell’umanità ferita. Tommaso ha ricevuto dal Signore e, a sua volta, ha trasmesso alla Chiesa il dono di una fede provata dalla passione e morte di Gesù e confermata dall’incontro con Lui risorto. Una fede che era quasi morta ed è rinata grazie al contatto con le piaghe di Cristo, con le ferite che il Risorto non ha nascosto, ma ha mostrato e continua a indicarci nelle pene e nelle sofferenze di ogni essere umano.


“Dalle sue piaghe siete stati guariti” (1 Pt 2,24), è questo l’annuncio che Pietro rivolgeva ai primi convertiti. Quelle piaghe, che per Tommaso erano dapprima un ostacolo alla fede, perché segni dell’apparente fallimento di Gesù; quelle stesse piaghe sono diventate, nell’incontro con il Risorto, prove di un amore vittorioso. Queste piaghe che Cristo ha contratto per amore nostro ci aiutano a capire chi è Dio e a ripetere anche noi: “Mio Signore e mio Dio”. Solo un Dio che ci ama fino a prendere su di sé le nostre ferite e il nostro dolore, soprattutto quello innocente, è degno di fede".

mercoledì 12 giugno 2013

L'omelia a Santa Marta ed il messaggio all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti nei commenti di Salvatore Izzo

PAPA: CHIESA RICCA MUORE,  SAN PIETRO NON AVEVA CONTO IN BANCA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 11 giu. 

"San Pietro non aveva un conto in banca, e quando ha dovuto pagare le tasse il Signore lo ha mandato al mare a pescare un pesce e trovare la moneta dentro al pesce, per pagare. Filippo, quando ha trovato il ministro dell'economia della regina Candace, non ha pensato: 'Ah, bene, facciamo un'organizzazione per sostenere il Vangelo…' No! Non ha fatto un ‘negozio’ con lui: ha annunziato, ha battezzato e se n'e' andato". Papa Francesco ha voluto ricordare lo stile della Chiesa primitiva nell'omelia della messa di questa mattina alla Domus Santa Marta.
Anche oggi, nella Chiesa, ha spiegato, la testimonianza della poverta' ci salva dal diventare dei meri organizzatori di opere. Francesco ha anche avvertito che quando vogliamo fare una "Chiesa ricca", la Chiesa "invecchia", "non ha vita".
"Non procuratevi oro ne' argento ne' denaro nelle vostre cinture", raccomanda il Vangelo e Papa Francesco ha ripetuto l'esortazione rivolta agli Apostoli sottolineando la "parola-chiave" delle consegne date da Gesu': "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". "Tutto e' grazia", ha spiegato chiarendo il senso della parola "gratuitamente". "Quando noi vogliamo fare in una modalita' dove la grazia" viene "un po' lasciata da parte, il Vangelo non ha efficacia".
Il Regno di Dio, dunque, "e' un dono gratuito" ma sin dalle origini della comunita' cristiana, questo atteggiamento e' stato soggetto alla "tentazione di cercare la forza" altrove e non nella gratuita', mentre la "nostra forza e' la gratuita' del Vangelo".
"La predicazione evangelica - ha ricordato - nasce dalla gratuita', dallo stupore della salvezza che viene e quello che io ho ricevuto gratuitamente, devo darlo gratuitamente".
Nella sua omelia, della quale la Radio Vaticana ha trasmesso una sintesi, Francesco ha citato due elementi della gratuita' proposta da Gesu': la poverta' e la capacita' di lodare. Il servizio del Vangelo, ha detto, "deve andare per la strada della poverta' che ci salva dal diventare organizzatori, imprenditori". "Si devono portare avanti - ha osservato in proposito - le opere della Chiesa, e alcune sono un po' complesse; ma con cuore di poverta', non con cuore di investimento o di un imprenditore".
"La Chiesa - ha ripetuto anche oggi - non e' una ong, ma un'altra cosa, piu' importante, e nasce da questa gratuita' ricevuta e annunziata". L'altro segno, ha aggiunto Papa Francesco, "e' la capacita' di lode: quando un apostolo non vive questa gratuita', perde la capacita' di lodare il Signore". Lodare il Signore, infatti, "e' essenzialmente gratuito". "La nostra preghiera, ha esortato Bergoglio, sia un'orazione gratuita, non chiediamo, soltanto lodiamo".
"Questi due - ha poi concluso - sono i segni del fatto che un apostolo vive questa gratuita'. Quando troviamo apostoli che vogliono fare una Chiesa ricca e una Chiesa senza la gratuita' della lode, la Chiesa invecchia, la Chiesa diventa una ong che non ha vita".  

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PAPA: CITA BENEDETTO PER METTERE IN GUARDIA DA PROSELITISMO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 11 giu. 

"Il Signore ci ha invitato ad annunciare, non a fare proseliti". Lo ha ricordato Papa Francesco nell'omelia di questa mattina alla Domus Santa Marta. Secondo il nuovo Pontefice, "sempre, nella Chiesa, c'e' stata questa tentazione" che crea "un po' una confusione". Infatti, se non si segue l'indicazione di Gesu' sulla gratuita' "l'annuncio sembra proselitismo, e per quella strada non si va".  Citando Benedetto XVI, Francesco ha cosi' sottolineato che "la Chiesa cresce non per proselitismo, ma per attrazione". E questa attrazione, ha proseguito, viene dalla testimonianza di "quelli che dalla gratuita' annunziano la gratuita' della salvezza". 

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PAPA: CELEBRA PER CONGREGAZIONE DOTTRINA DELLA FEDE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 11 giu. -

Papa Francesco ha celebrato questa mattina la messa per i sacerdoti e collaboratori della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nella cappella della Domus Santa Marta ha concelebrato con il Papa l'arcivescovo Gerhard Ludwig Muller, capo del dicastero.

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PAPA: FAVORIRE PARTECIPAZIONE ATTIVA DISABILI ALLA VITA DELLA SOCIETA'

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 11 giu. 

La propria  "partecipazione attiva alla vita della societa'" e' un obiettivo che le persone con disabilita' debbono prefiggersi essi stessi per primi, ma che riguarda tutti. E puo' essere raggiunto  impegnandosi a favore della "cultura dell'incontro, della solidarieta', dell'accoglienza" e "non solo chiedendo le giuste previdenze" per chi si trova in questa situazione.  
Lo ha affermato Papa Francesco in un messaggio audio inviato all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Il messaggio e' stato indirizzato in particolare ad un gruppo di circa 75 persone non vedenti, in maggioranza anziane, riunite in un soggiorno estivo a Tirrenia.  "Grazie alla tecnica moderna posso venire io da voi", ha detto Papa Francesco, sottolineando che Gesu' ha avuto "un'attenzione particolare per i ciechi". Nel Vangelo, la guarigione della persona priva della vista, infatti, "ha un particolare significato simbolico: rappresenta il dono della fede". E questo, ha aggiunto, "e' un segno che riguarda tutti, perche' tutti abbiamo bisogno della luce della fede per camminare nella strada della vita".
"Chiedo al Signore - ha poi concluso il Pontefice - di rinnovare in ciascuno di voi il dono della fede, perche' nel vostro spirito ci sia sempre la luce di Dio, la luce dell'amore, che dà senso alla nostra vita, la illumina, ci da' la speranza, e ci fa essere buoni e disponibili verso i nostri fratelli". 

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domenica 9 giugno 2013

Papa Francesco: Dio ci perdona sempre, è pura misericordia. Incoraggio i fedeli di Modena impegnati nella ricostruzione. 100mila a piedi al Santuario di Loreto dopo la telefonata del Pontefice (Izzo)

PAPA: DIO CI PERDONA SEMPRE, E' PURA MISERICORDIA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 9 giu. 

"La misericordia di Dio da' vita all'uomo, lo risuscita dalla morte". Papa Francesco ha commentato cosi', all'Angelus, il racconto evangelico di Gesu' che provando compassione di una vedova fa riviviere suo figlio. "Il Signore - ha spiegato il Pontefice ai fedeli che gremivano anche oggi piazza San Pietro - ci guarda sempre con misericordia, ci attende con misericordia". "Pensiamo questo e' bello: non abbiamo timore - ha scandito - di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona. E' pura misericordia!".
Per Papa Francesco, "la misericordia di Gesu' non e' solo sentimento, anzi, e' una forza che da' vita, che risuscita l'uomo!".
Ai 100 mila fedeli, Bergoglio ha commentato il Vangelo di oggi con l'episodio della vedova di Nain. "Gesu' con i suoi discepoli - ha ricordato - sta arrivando appunto a Nain, un villaggio della Galilea, proprio nel momento in cui si svolge un funerale: si porta alla sepoltura un ragazzo, figlio unico di una donna vedova. Lo sguardo di Gesu' si fissa subito sulla madre in pianto: 'Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei'". "Questa compassione - ha spiegato Francesco - e' l'amore di Dio per l'uomo, e' la misericordia, cioè l'atteggiamento di Dio a contatto con la miseria umana, con la nostra indigenza, la nostra sofferenza, la nostra angoscia".
In proposito, Papa Francesco ha anche sottolineato che "il termine biblico compassione richiama le viscere materne" perche'  "la madre prova una reazione tutta sua di fronte al dolore dei figli". "Cosi ci ama Dio, dice la Scrittura",  e "il frutto di questo amore e' la vita".  "Gesu' - infatti - disse alla vedova di Nain: 'Non piangere!', e poi chiamo' il ragazzo morto e lo risveglio' come da un sonno".
"Rivolgiamoci - ha esortato infine il Pontefice - alla Vergine Maria: il suo cuore immacolato, cuore di madre, ha condiviso al massimo la compassione di Dio, specialmente nell'ora della passione e della morte di Gesu'". "Ci aiuti Maria - ha concluso - ad essere miti, umili e misericordiosi con i nostri fratelli". 

(AGI)

PAPA: INCORAGGIO I FEDELI DI MODENA IMPEGNATI NELLA RICOSTRUZIONE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 9 giu. 

Papa Francesco ha ricordato oggi il terremoto che un anno fa ha sconvolto intere zone dell'Emilia Romagna e della Lombardia. Lo ha fatto dopo l'Angelus rivolgendo il suo saluto "ai i fedeli della provincia di Modena, che incoraggio - ha detto - per la ricostruzione".
Il Pontefice ha poi ricordato i tanti gruppi presenti oggi in piazza San Pietro (gremita da 100 mila fedeli) citando tra l'altro il Movimento per l'amore familiare fondato da don Stefano Tardani. "Non dimentichiamo - ha poi ripetuto riassumendo i concetti espressi prima - l'amore di Dio: Lui ci aspetta: e' tutta misericordia, ci perdona sempre". Papa Francesco, infine ha ripetuto il suo ormai consueto saluto ai fedeli: "Buona domenica e buon pranzo!". 

(AGI)

LORETO: 100 MILA A PIEDI AL SANTUARIO DOPO TELEFONATA PAPA

Salvatore Izzo

(AGI) - Loreto, 9 giu. 

Centomila fdeli, in maggioranza giovani, hanno inondato questa mattina presto Loreto e il Santuario della Santa Casa. Circa la meta' sono arrivati a piedi da Maerata, gli altri si sono aggiunti nelle varie tappe del perorso di 28 chilometri, sollecitati anche dalla telefonata del Papa allo Stadio Helvia Recina, dove il cardinale Marc Ouellet e i vescovi delle Marche stavano per celebrare la messa d'inizio della 35esima edizione di questa iniziativa promossa da Comunione e Liberazione.
"Tutta la vita e' un pellegrinaggio. L'importante e' l'incontro con Gesu' in questa strada della vita: l'incontro con Lui e questo ti da'la fede perche' e' proprio Lui che te la da'", ha detto il Papa,  ai ragazzi esortandoli poi con forza.  "Lasciatevi guidare da Gesu' lasciatevi guidare da Gesu'", ha ripetuto loro due volte Francesco. Le parole di Papa Francesco, infatti, sono state ritrasmesse piu' volte durante la marcia, e in particolare hanno aiutato i ragazzi nella salita finale che porta alla citta' di Loreto e al Santuario che e' nel punto piu' alto.
     Nella telefonata, Bergoglio ha parlato di Dio come del "Signore delle sorprese". "Siate aperti alle sorprese di Dio," ha chiesto ai giovani.  "Anche per voi - ha osservato Francesco - l'avvenimento di questa notte che ogni anno cresce e' una sopresa, e' il segno che nulla e' impossibile a Dio. Come spiegare altrimenti che da 300 che eravate nel 78 siete diventati lo scorso anno 90 mila. Anche voi potete appoggiarvi tutti su Gesu', su questa presenza cosi' affascinante e attraente". "Quando vi sentirete stanchi e vi verra' la tentazione di andare per conto vostro - ha poi concluso il Pontefice rivolto ai ragazzi - pensate a questo: ripetete il vostro si', pregate perche' ciascuno di voi possa riconoscere nella sua carne piagata nel corpo e nello spirito la sua umanita' bisognosa dell'umanita' di  Cristo, l'unica che puo' saziare davvero il desiderio dell’uomo.  Andate avanti con speranza carissimi giovani, andate avanti con speranza! E per favore: non lasciatevi rubare la speranza, e' il Signore che ce la da'. Buona Messa, Buon Pellegrinaggio e che il Signore vi benedica. Pregate per me! Ne ho bisogno".
"Papa Francesco ha aderito a una richiesta che io ho fatto mercoledi' scorso, quando ho acceso la fiaccola del pellegrinaggio, la fiaccola della pace in piazza San Pietro. Gli ho dato il mio cellulare chiedendo che il Papa ci potesse fare la grazia di un saluto, un messaggio, per telefono", ha spiegato il vescovo di Fabriano e promotore della marcia, monsignor Giancarlo Vecerrica che aveva partecipato alla scorsa Udienza Generale insieme all'amministatore  apostolico di Macerata e assistente ecclesiastico generale dell'Universita' Cattolica, monsignor Claudio Giuliodori.    
L'evento quest'anno ha avuto per tema: 'Che cosa puo' davvero saziare il desiderio dell'uomo?". "Abbiamo scelto questa frase - ha spiegato monsignor Vecerrica alla Radio Vaticana - perche' e' una domanda di Benedetto XVI in un discorso sull’Anno della Fede:  vogliamo vivere questa esperienza. La domanda tocca tutti, credenti e non credenti, perche' tocca il cuore, cioe' il desiderio profondo dell'essere umano". 

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Videomessaggio di Papa Francesco per l'iniziativa "10 Piazze per 10 Comandamenti" e telefonata del Pontefice allo stadio di Macerata in occasione del pellegrinaggio Macerata-Loreto (Izzo)

PAPA: VIVIAMO UN TEMPO AGITATO E CONFUSO, COMANDAMENTI FUORI MODA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 8 giu. 

Nel "nostro tempo agitato e confuso, che sembra voler fare a meno di Dio", di fatto "la parola comandamento  non e' di moda". 
A rilevarlo e'  Papa Francesco in un videomessaggio trasmesso questa sera in occasione della tappa milanese dell'iniziativa "10 Piazze per 10 Comandamenti".   La parola comandamento, osserva Francesco, "all'uomo d'oggi richiama qualcosa di negativo, la volonta' di qualcuno che impone limiti, che mette ostacoli alla vita. E purtroppo la storia, anche recente, e' segnata da tirannie, da ideologie, da logiche che hanno imposto e oppresso, che non hanno cercato il bene dell'uomo, bensi' il potere, il successo, il profitto".
Per Papa Francesco, "i Dieci Comandamenti sono un dono di Dio, che ci ha creati per amore e ha stretto un'alleanza con l'umanita'. Un Dio - dunque - che vuole solo il bene dell'uomo". Per questo "ci indicano una strada da percorrere, e costituiscono anche una sorta di 'codice etico' per la costruzione di societa' giuste, a misura dell'uomo".
"Quante diseguaglianze - invece - nel mondo! Quanta fame di cibo e di verita'! Quante poverta' morali e materiali derivano dal rifiuto di Dio e dal mettere al suo posto tanti idoli!".
"Lasciamoci guidare - esorta  Francesco nel videomessaggio - da queste Dieci Parole che illuminano e orientano chi cerca pace, giustizia e dignita'". "Seguire, seguire i Dieci Comandamenti - scandisce il Pontedice - significa essere fedeli a noi stessi, alla nostra natura piu' autentica e camminare verso la liberta' autentica che Cristo ha insegnato nelle Beatitudini".  

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PAPA: VERA LIBERTA' NON E' SEGUIRE EGOISMO MA SCEGLIERE IL BENE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 8 giu. 

"La vera liberta' non e' seguire il nostro egoismo, le nostre cieche passioni, ma e' quella di amare, di scegliere cio' che e' bene in ogni situazione". Lo afferma Papa Francesco nel videomessaggio con cui si e' fatto presente questa sera alla tappa milanese dell'iniziativa "10 Piazze per 10 Comandamenti".
Per Francesco, "i Dieci Comandamenti non sono un inno al 'no', sono un 'si' a Dio,  all'Amore". "Perche' io dico di 'si' all'Amore, allora - spiega -  dico 'no' al non Amore, ma il 'no' e' una conseguenza di quel 'si' che viene da Dio e ci fa amare".
L'invito del Pontefice e' quindi a "non vedere i Dieci Comandamenti come limitazioni alla liberta'" ma "come indicazioni per la liberta'. "Non sono limitazioni, ma indicazioni per la liberta'! Essi ci insegnano ad evitare la schiavitu' a cui ci riducono i tanti idoli che noi stessi ci costruiamo", ha insistito il Pontefice. "L'abbiamo sperimentato - osserva il Papa  - tante volte nella storia e lo sperimentiamo anche oggi: essi ci insegnano ad aprirci ad una dimensione piu' ampia di quella materiale, a vivere il rispetto per le persone, vincendo l'avidita' di potere, di possesso, di denaro, ad essere onesti e sinceri nei nostri rapporti, a custodire l'intera creazione e a nutrire il nostro pianeta di ideali alti, nobili, spirituali".
"I Dieci Comandamenti -rileva Francesco - sono una legge di amore. Mose' e'  salito sul monte per ricevere da Dio le tavole della Legge. Gesu' compie il percorso opposto: il Figlio di Dio si abbassa, scende nella nostra umanità per indicarci il senso profondo di queste Dieci Parole: Ama il Signore con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e il prossimo come te stesso. "Questo - assicura Papa  Bergoglio e' il senso piu' profondo dei Dieci Comandamenti, il comandamento di Gesu' che porta in se tutti i comandamenti, il Comandamento dell’Amore". "Per questo - confida - io dico che i Dieci Comandamenti sono Comandamenti d'Amore". Infatti "qui sta il cuore dei Dieci Comandamenti: l'Amore che viene da Dio e che da' senso alla vita, amore che ci fa vivere non da schiavi, ma da veri figli, amore che anima tutte le relazioni: con Dio, con noi stessi, questo spesso lo dimentichiamo, e con gli altri".
"Riscopriamo e viviamo - conclude infine Francesco - le Dieci Parole di Dio! Diciamo 'si' a queste 'dieci vie d'amore' perfezionate da Cristo, per difendere l'uomo e guidarlo alla vera liberta'! E la Vergine Maria ci accompagni in questo cammino". 

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PAPA: SONO BRAVI QUESTI DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 8 giu. 

Papa Francesco ha voluto dire questa sera il suo "grazie ai responsabili del Rinnovamento nello Spirito Santo" per aver promosso l'iniziativa "10 Piazze per 10 Comandamenti" alla cui tappa milanese -  dedicata al terzo  comandamento: "Ricordati di santificare le feste" - egli stesso ha partecipato questa sera attaverso un videomessaggio.  "Sono bravi questi del Rinnovamento nello Spirito Santo, complimenti!", ha detto Bergoglio che conosce bene il movimento per esserne stato il referente nazionale in Argentina. "Hanno organizzato - ha aggiunto - questa lodevole iniziativa in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e con la Conferenza Episcopale Italiana". "Grazie - ha detto ancora Bergoglio - a tutti coloro che con generosita' contribuiscono alla realizzazione di questo speciale progetto nell'Anno della Fede".

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PAPA: TELEFONA AI GIOVANI, BISOGNA LASCIARSI GUIDARE DA GESU'

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 8 giu. 

"Tutta la vita e' un pellegrinaggio. L’importante e' l'incontro con Gesu’ in questa strada della vita: l'incontro con Lui e questo ti da' la fede perche' e' proprio lui che te la da'". 
Sono parole pronunciate da Papa Francesco in diretta telefonica con lo stadio di Macerata, gremito da decine di migliaia di giovani che partecipano questa notte al pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto. "Lasciatevi guidare da Gesu'lasciatevi guidare da Gesu'", ha ripetuto loro due volte Francesco.
"So - ha aggiunto - che camminerete per 28 km tutta la notte, recitando il Santo Rosario, cantando insieme, guidati,
E' bello questo, perche' e'  il paradigma della vita".
"Tante volte - ha detto inoltre Francesco rivolto ai giovani che affollavano lo stadio Helvia Recina - anche per noi la fede e' un presupposto ovvio del  vivere, diciamo io credo in Dio, e va bene, ma come vivi tu questo nella strada della vita? E' necessario che la fede diventi un’esperienza presente".
"Quando ci incontriamo, quando incontriamo il Signore - ha continuato - Egli ci sorprende; il Signore si puo' chiamare il Signore delle sorprese. Siate aperti alle sorprese di Dio".
"Anche per voi - ha osservato Bergoglio - l'avvenimento di questa notte che ogni anno cresce e' una sopresa, e' il segno che nulla e' impossibile a Dio. Come spiegare altrimenti che da 300 che eravate nel 78 siete diventati lo scorso anno 90 mila. Anche voi potete appoggiarvi tutti su Gesù, su questa presenza cosi' affascinante e attraente". "Quando vi sentirete stanchi e vi verra' la tentazione di andare per conto vostro - ha poi concluso il Pontefice rivolto ai ragazzi - pensate a questo: ripetete il vostro si', pregate perche' ciascuno di voi possa riconoscere nella sua carne piagata nel corpo e nello spirito la sua umanita' bisognosa dell'umanita' di  Cristo, l'unica che puo' saziare davvero il desiderio dell’uomo.  Andate avanti con speranza carissimi giovani, andate avanti con speranza! E per favore: non lasciatevi rubare la speranza, e' il Signore che ce la da'. Buona Messa, Buon Pellegrinaggio e che il Signore vi benedica. Pregate per me! Ne ho bisogno". "Papa Francesco ha aderito a una richiesta che io ho fatto mercoledì scorso, quando ho acceso la fiaccola del pellegrinaggio, la fiaccola della pace in piazza San Pietro. Gli ho dato il mio cellulare chiedendo che il Papa ci potesse fare la grazia di un saluto, un messaggio, per telefono", ha spiegato il vescovo di Fabriano e promotore della marcia, monsignor Giancarlo Vecerrica che aveva partecipato alla scorsa Udienza Generale insieme all'amministatore  apostolico di Macerata e assistente ecclesiastico generale dell'Universita' Cattolica, monsignor Claudio Giuliodori. I due presuli hanno poi concelebrato questa sera insieme al prefetto della Congregazione dei vescovi, cardinale Marc Ouellet e ai vescovi della Conferenza Episcopale delle Marche nello Stadio Helvia Recina di Macerata. La telefonata del Papa e il rito hanno aperto la 35esima edizione del Pellegrinaggio a piedi.
L'arrivo al Santuario di Loreto e' previsto domani mattina alle 6.30.  Il percorso, circa 28 chilometri, attraversera' vari centri del maceratese e sara' scandito da momenti di preghiera, canti, letture e testimonianze. Nelle varie tappe si aggiungono gruppi di giovani a quelli gia' in marcia. Cosi' l'anno scorso a Loreto si ritrovarono in 90 mila.
L'evento quest'anno ha per tema: 'Che cosa puo' davvero saziare il desiderio dell'uomo?". "Abbiamo scelto questa frase - ha spiegato monsignor Vecerrica alla Radio Vaticana - perche' e' una domanda di Benedetto XVI in un discorso sull’Anno della Fede:  vogliamo vivere questa esperienza. La domanda tocca tutti, credenti e non credenti, perche' tocca il cuore, cioe' il desiderio profondo dell'essere umano". 

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PAPA: SCHERZA AL TELEFONO, CARD. OUELLET, POVERINO, A PIEDI FINO A LORETO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 8 giu. 

"So che siete tanti allo stadio di Macerata, decine di migliaia, arrivati da ogni parte dell'Italia e anche dall’estero per questo 35esimo pellegrinaggio a piedi Loreto, proposto a tutti voi da Comunione e Liberazione. Vi saluto ad uno ad uno e in particolare saluto sua eminenza il cardinale Marc Ouellet, che tra poco celebrera' la santa messa", ha esordito il Papa nella telefonata allo stadio Helvia Recina di Macerata, da dove stava per partore il pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto. Il Pontefice ha poi anche scherzato sulla possibilita' che il porporato possa percorrere anche lui a piedi la strada fino a Loreto:  "fate gli auguri al cardinale Ouellet,  poverino, io lo faccio lavorare. Ma: nessuna cosa e' impossibile per Dio".
     Francesco ha pero' colto la "proficua provocazione per fargli gli auguri di compleanno, perche' oggi e' il suo compleanno". "Saluto - ha aggiunto - anche i vescovi delle Marche". "Un abbraccio a tutti, buona notte,  buon Pellegrinaggio e pregate per me", ha poi concluso il Papa. 

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giovedì 2 maggio 2013

sabato 20 aprile 2013

Papa Francesco celebra per volontari dispensario per bimbi stranieri: troppi cristiani tiepidi mentre altri vengono perseguitati. Sacra Rota, Francesco chiama un giudice dall'Argentina. Messaggio per le vittime dell'esplosione in Texas (Izzo)

PAPA: CELEBRA PER VOLONTARI DISPENSARIO PER BIMBI STRANIERI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 20 apr. 

Papa Francesco ha voluto incoraggiare oggi - celebrando per loro - i volontari del Dispensario pediatrico "Santa Marta" in Vaticano, affidato alle Figlie della Carita' di San Vincenzo de’ Paoli, che da 90 anni sostiene i bambini e le famiglie bisognose di Roma senza distinzione di religione o nazionalita'. Ne ha dato notizia Radio Vaticana precisando che accanto al Papa come chierichetti, c'erano oggi due bambini.
La messa presieduta da papa Francesco questa mattina nella Cappella della Domus Santa Marta (il dispensario e la casa del clero che ospita il Pontefice sono molto vicine e hanno lo stesso nome) e' stata cosi' particolarmente gioiosa e commovente. 360 famiglie di ogni parte del mondo e di ogni religione, sono state accolte l'anno scorso  nel dispensario pediatrico di Santa Marta in Vaticano.
La struttura e' diretta dalle Figlie della carita' di san Vincenzo de' Paoli e si avvale della collaborazione di volontari. In particolare sono assistite sono famiglie dell'America Latina e del Nord Africa, dunque di fede musulmana come 27 famiglie arrivate dall'Egitto, una ventina dal Marocco e 10 dalla Libia, tutte a seguito della "primavera araba".
Altre famiglie sono originarie della Moldavia, della Nigeria, della Turchia e dell'India. Il dispensario di Santa Marta fornisce assistenza medica e sostegno psicologico, assicura generi di prima necessita' con la distribuzione di latte, pannolini, carrozzine, alimenti, abbigliamento, giocattoli, e organizza soggiorni estivi al mare.
Il 30 dicembre 2005, il dispensario fu visitato da Bendetto XVI. "Trovandomi in mezzo a voi e vedendo il vostro impegno per i bambini e i genitori, desidero sottolineare - disse il Papa tedesco -  la fondamentale vocazione della famiglia ad essere il primo e principale luogo di accoglienza della vita". "C'e' un grande bisogno, tanto sotto il profilo culturale quanto sotto quello politico e legislativo, di sostenere la famiglia, ed iniziative come quella del vostro dispensario risultano al riguardo quanto mai utili!", aggiunse sottolineando che di tali "realta' piccole ma importanti, grazie a Dio la Chiesa ne e' ricca e non cessa di metterle al servizio di tutti".  

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PAPA: TROPPI CRISTIANI TIEPIDI MENTRE ALTRI SONO PERSEGUITATI


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 20 apr. 

Ci sono ancora "cristiani tiepidi", cioe' "cristiani di buon senso soltanto, che prendono le distanze" dal Vangelo e dalle sue esigenze. "Cristiani, per cosi' dire, 'satelliti', che hanno una piccola Chiesa, a propria misura" mentre altri "in questo momento danno testimonianza del nome di Gesu', anche fino al martirio". Lo ha denunciato Papa Francesco nell'omelia di questa mattina, alla messa celebrata nella Cappella della Domus Santa Marta. "Questi - ha spiegato - non sono 'cristiani satelliti', perche' "vanno con Gesu' sulla strada di Gesu'".
"Questi - ha sottolineato il nuovo Pontefice - sanno perfettamente quello che Pietro dice al Signore, quando gli fa la domanda: 'Anche voi volete andare', cioe' essere 'cristiani satelliti'?'. Gli rispose - infatti - Simon Pietro: 'Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna'". All'opposto, nella pagina del Vangelo proposta dalla liturgia del giorno molti discepoli ritengono duro il linguaggio di Gesu', mormorano, si scandalizzano e alla fine lasciano il Maestro. "Questi - ha rilevato il Pontefice - si sono allontanati, se ne sono andati, perche' dicevano 'quest'uomo e' un po' speciale, dice delle cose che sono dure e noi non possiamo. E' un rischio troppo grande andare su questa strada. Abbiamo buon senso, eh? Andiamo un po' indietro e non tanto vicino a Lui'". Persone che "forse avevano una certa ammirazione per Gesu', ma un po' da lontano: non immischiarsi troppo con questo uomo, perche' dice delle cose un po' strane…". "Per dirlo proprio con le parole di Gesu' nell'Apocalisse, 'cristiani tiepidi'", ha ribadito Bergoglio. "La tiepidezza - ha contonuato - che viene nella Chiesa. Camminano soltanto alla presenza del proprio buon senso, del senso comune, quella prudenza mondana: questa - anche oggi - e' una tentazione proprio di prudenza mondana".
Commentando questo episodio evangelico, Francesco ha osservato che in tal modo la primitiva comunita' cristiana "da un gruppo grande diventa un gruppo un po' piu' piccolo, ma di quelli che sanno perfettamente che non possono andare da un'altra parte, perche' soltanto Lui, il Signore, ha parole di vita eterna". E proprio grazie alla scelta di restare con Gesu', "la prima comunita' cristiana, dopo la persecuzione, vive un momento di pace, si consolida, cammina e cresce nel timore del Signore e con il conforto dello Spirito Santo". "E' questa - ha aggiunto Francesco - l'aria stessa in cui vive e respira la Chiesa, chiamata a camminare alla presenza di Dio e in modo irreprensibile, uno stile della Chiesa". Per il nuovo Papa, "camminare nel timore del Signore e' un po' il senso dell'adorazione, la presenza di Dio". "La Chiesa - ha detto - cammina cosi' e quando siamo in presenza di Dio non facciamo cose brutte ne' prendiamo decisioni brutte. Siamo davanti a Dio". "Anche con la gioia e la felicita': questo - ha scandito - e' il conforto dello Spirito Santo, cioe' il dono che il Signore ci ha dato, questo conforto, che ci fa andare avanti". "Preghiamo per la Chiesa - ha infine concluso Francesco - perche' continui a crescere, a consolidarsi, a camminare nel timore di Dio e con il conforto dello Spirito Santo. Che il Signore ci liberi dalla tentazione di quel 'buon senso', tra virgolette, dalla tentazione di mormorare contro Gesu', perche' e' troppo esigente, e dalla tentazione dello scandalo". 

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SACRA ROTA: PAPA CHIAMA UN GIUDICE DALL'ARGENTINA


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 20 apr. - Il Papa ha nominato prelato uditore del Tribunale della Rota Romana monsignor Alejandro W. Bunge. Il sacerdote argentino e' ben conosciuto da Francesco in quanto finora era vicario giudiziale del Tribunale Interdiocesano di Buenos Aires, la diocesi guidata fino a un mese fa dal cardinale Bergoglio. 

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TEXAS: MESSAGGIO DEL PAPA PER VITTIME ESPLOSIONE


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 20 apr. 

Papa Francesco e' vicino alle vittime dell'esplosione della fabbrica di fertilizzanti a West in Texas, che ha provocato la morte di almeno 14 persone e decine di feriti. In un telegramma al vescovo di Austin, Joe S. Vazquez, il Pontefice esprime il suo cordoglio "per quanti sono stati colpiti da questa tragedia e implora il Signore affinche' dia pace e consolazione a quanti sono nel dolore e a quanti sono impegnati nell’opera di soccorso". 

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