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domenica 7 agosto 2016

Già prenotabile "Ultime conversazioni", il libro intervista di Benedetto XVI a Peter Seewald. Pessima scelta della copertina della versione italiana

Benedetto XVI, "Ultime conversazioni", a cura di Peter Seewald, Garzanti (9 settembre 2016)

DESCRIZIONE

Benedetto XVI si racconta in un libro confidenziale e con estrema sincerità risponde alle domande riguardanti la sua vita pubblica e privata. In uscita contemporanea mondiale.


«Non ho mai percepito il potere come una posizione di forza, ma sempre come responsabilità, come un compito pesante e gravoso. Un compito che costringe ogni giorno a chiedersi: ne sono stato all’altezza?»


Queste Ultime conversazioni rappresentano il testamento spirituale, il lascito intimo e personale del papa che più di ogni altro è riuscito ad attirare l’attenzione sia dei fedeli sia dei non credenti sul ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo. Indimenticabile resta la scelta di abbandonare il pontificato e di rinunciare al potere: un gesto senza precedenti e destinato a cambiare per sempre il corso della storia. In questa lunga intervista con Peter Seewald il papa affronta per la prima volta i tormenti, la commozione e i duri momenti che hanno preceduto le sue dimissioni; ma risponde anche, con sorprendente sincerità, alle tante domande sulla sua vita pubblica e privata: la carriera di teologo di successo e l’amicizia con Giovanni Paolo II, i giorni del Concilio Vaticano e l’elezione al papato, gli scandali degli abusi sessuali del clero e i complotti di Vatileaks. Benedetto XVI si racconta con estremo coraggio e candore, alternando ricordi personali a parole profonde e cariche di speranza sul futuro della fede e della cristianità. Leggere oggi le sue ultime riflessioni è un’occasione privilegiata per rivivere e riascoltare i pensieri e gli insegnamenti di un uomo straordinario capace di amare e di stupire il mondo.

COMMENTO

Ovviamente non vediamo l'ora che esca il libro. Anche io, come A., trovo infelice (per usare un eufemismo) la scelta della copertina della versione italiana. Molto più belle quella francese e tedesca ma...si sa...noi italiani dobbiamo sempre farci riconoscere!
R.