sabato 13 aprile 2013

Le rotture liturgiche di Francesco non sono francescane (Rossi)

Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Alessia ed Eufemia.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

se il papa facesse davvero cose francescane, rossi si lamenterebbe ancora di più.

Anonimo ha detto...

se il papa facesse davvero cose francescane, rossi si lamenterebbe ancora di più.

Anonimo ha detto...

E tu, di meno?

Anonimo ha detto...

Non mi si apre art. Comunque il fatto che predichi in piedi non è una rottura liturgica. S Ignazio non voleva che i gesuiti fossero fatti vescovi e quando dovette cedere al volere del papa ordinò che predicassero sempre in l piedi senza mitra.

Raffaella ha detto...

Con Internet Explorer non si possono aprire i documenti di Google.
Basta scaricare un altro browser in attesa che il problema venga risolto.
R.

Anonimo ha detto...

Uso il cellulare grazie

Dante Pastorelli ha detto...

Condivido l'articolo di Rossi e non vedo cosa ci sia di reprensibile.
La rottura giorno dopo giorno appare evidente e voluta.
Questo depauperamento liturgico può esser gradito solo ai preti cialtroni e ai finti poveri neoct.

Anonimo ha detto...

Fra San Francesco D'Assisi e questi suoi "epigoni" moderni c'è l stessa differenza che c'era fra
i grandi artisti come Raffaello e Leonardo e i loro epigoni. Vedo solo nel nuovo papa un "manierismo " dello spirito francescano. Oscar Wilde , un grande , scrisse la commedia ironica "L'importanza di chiamarsi Ernesto". Ci fosse oggi un genio ironico e cattolico come Wilde potrebbe scrivere "L'importanza di chiamarsi Francesco"
Cristina

paideia ha detto...

Papa Francesco, da tutti osannato per la sua modestia ed umiltà, potrebbe rinunciare alle sue idee sulle liturgia - anche quelle che gli provengoono dalla sua formazione gesuita - ed aiutare il popolo cristiano a comprendere che il ministero petrino - Vicario di Cristo e Successore del Principe degli Apostoli - non è quello di un semplice Vescovo diocesano: per questo gli sono affidate potestà e diritti particolari. La liturgia romana si definisce così perchè si origina nella Chiesa di Roma, presieduta dal suo Vescovo - termine tanto caro a Papa Francesco. La libertà di cui godeva il cardinale gesuita Bergoglio non è più concessa a Papa Francesco, che obbedendo alla chiamata divina saprà sottomersi con umiltà e modestia al ministero che il Signore ha affidato personalmente a lui, ed a lui solo. Rinunciare alle proprie idee o abitudini, per sottomersi al ministero che si è chiamati a compiere richiede molta uniltà e modestia. Noi siamo sempre pronti a baciare i piedi del Vicario di Cristo, anche se non indossa più le scarpe rosse (che non ci sembravano certo essenziali per il ministero petrino, come lo sono invece altri simboli e gesti). Forse quando la stampa smetterà di enfatizzare ed analizzare ogni più semplice gesto di Papa Francesco - magari confrontandolo con il suo precedessore -, anche lui sarà più libero di fare il Sommo Pontefice della Chiesa Universale. Il Signore lo aiuti, mentre noi lo sosteniamo con la nostra preghiera.