Non mi si apre art. Comunque il fatto che predichi in piedi non è una rottura liturgica. S Ignazio non voleva che i gesuiti fossero fatti vescovi e quando dovette cedere al volere del papa ordinò che predicassero sempre in l piedi senza mitra.
Condivido l'articolo di Rossi e non vedo cosa ci sia di reprensibile. La rottura giorno dopo giorno appare evidente e voluta. Questo depauperamento liturgico può esser gradito solo ai preti cialtroni e ai finti poveri neoct.
Fra San Francesco D'Assisi e questi suoi "epigoni" moderni c'è l stessa differenza che c'era fra i grandi artisti come Raffaello e Leonardo e i loro epigoni. Vedo solo nel nuovo papa un "manierismo " dello spirito francescano. Oscar Wilde , un grande , scrisse la commedia ironica "L'importanza di chiamarsi Ernesto". Ci fosse oggi un genio ironico e cattolico come Wilde potrebbe scrivere "L'importanza di chiamarsi Francesco" Cristina
Papa Francesco, da tutti osannato per la sua modestia ed umiltà, potrebbe rinunciare alle sue idee sulle liturgia - anche quelle che gli provengoono dalla sua formazione gesuita - ed aiutare il popolo cristiano a comprendere che il ministero petrino - Vicario di Cristo e Successore del Principe degli Apostoli - non è quello di un semplice Vescovo diocesano: per questo gli sono affidate potestà e diritti particolari. La liturgia romana si definisce così perchè si origina nella Chiesa di Roma, presieduta dal suo Vescovo - termine tanto caro a Papa Francesco. La libertà di cui godeva il cardinale gesuita Bergoglio non è più concessa a Papa Francesco, che obbedendo alla chiamata divina saprà sottomersi con umiltà e modestia al ministero che il Signore ha affidato personalmente a lui, ed a lui solo. Rinunciare alle proprie idee o abitudini, per sottomersi al ministero che si è chiamati a compiere richiede molta uniltà e modestia. Noi siamo sempre pronti a baciare i piedi del Vicario di Cristo, anche se non indossa più le scarpe rosse (che non ci sembravano certo essenziali per il ministero petrino, come lo sono invece altri simboli e gesti). Forse quando la stampa smetterà di enfatizzare ed analizzare ogni più semplice gesto di Papa Francesco - magari confrontandolo con il suo precedessore -, anche lui sarà più libero di fare il Sommo Pontefice della Chiesa Universale. Il Signore lo aiuti, mentre noi lo sosteniamo con la nostra preghiera.
9 commenti:
se il papa facesse davvero cose francescane, rossi si lamenterebbe ancora di più.
se il papa facesse davvero cose francescane, rossi si lamenterebbe ancora di più.
E tu, di meno?
Non mi si apre art. Comunque il fatto che predichi in piedi non è una rottura liturgica. S Ignazio non voleva che i gesuiti fossero fatti vescovi e quando dovette cedere al volere del papa ordinò che predicassero sempre in l piedi senza mitra.
Con Internet Explorer non si possono aprire i documenti di Google.
Basta scaricare un altro browser in attesa che il problema venga risolto.
R.
Uso il cellulare grazie
Condivido l'articolo di Rossi e non vedo cosa ci sia di reprensibile.
La rottura giorno dopo giorno appare evidente e voluta.
Questo depauperamento liturgico può esser gradito solo ai preti cialtroni e ai finti poveri neoct.
Fra San Francesco D'Assisi e questi suoi "epigoni" moderni c'è l stessa differenza che c'era fra
i grandi artisti come Raffaello e Leonardo e i loro epigoni. Vedo solo nel nuovo papa un "manierismo " dello spirito francescano. Oscar Wilde , un grande , scrisse la commedia ironica "L'importanza di chiamarsi Ernesto". Ci fosse oggi un genio ironico e cattolico come Wilde potrebbe scrivere "L'importanza di chiamarsi Francesco"
Cristina
Papa Francesco, da tutti osannato per la sua modestia ed umiltà, potrebbe rinunciare alle sue idee sulle liturgia - anche quelle che gli provengoono dalla sua formazione gesuita - ed aiutare il popolo cristiano a comprendere che il ministero petrino - Vicario di Cristo e Successore del Principe degli Apostoli - non è quello di un semplice Vescovo diocesano: per questo gli sono affidate potestà e diritti particolari. La liturgia romana si definisce così perchè si origina nella Chiesa di Roma, presieduta dal suo Vescovo - termine tanto caro a Papa Francesco. La libertà di cui godeva il cardinale gesuita Bergoglio non è più concessa a Papa Francesco, che obbedendo alla chiamata divina saprà sottomersi con umiltà e modestia al ministero che il Signore ha affidato personalmente a lui, ed a lui solo. Rinunciare alle proprie idee o abitudini, per sottomersi al ministero che si è chiamati a compiere richiede molta uniltà e modestia. Noi siamo sempre pronti a baciare i piedi del Vicario di Cristo, anche se non indossa più le scarpe rosse (che non ci sembravano certo essenziali per il ministero petrino, come lo sono invece altri simboli e gesti). Forse quando la stampa smetterà di enfatizzare ed analizzare ogni più semplice gesto di Papa Francesco - magari confrontandolo con il suo precedessore -, anche lui sarà più libero di fare il Sommo Pontefice della Chiesa Universale. Il Signore lo aiuti, mentre noi lo sosteniamo con la nostra preghiera.
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