Grazie allo straordinario lavoro della nostra Gemma rivediamo queste commoventi immagini proprio nel giorno dell'87° compleanno di Benedetto XVI al quale rinnoviamo gli auguri piu' affettuosi e sinceri.
In occasione della sua seconda visita in Germania, l'11 settembre 2006 Papa Ratzinger visitò i luoghi che lo hanno visto nascere: la casa natale (più precisamente l'esterno), il fonte battesimale e la cittadina bavarese sorta sul fiume Inn.
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mercoledì 16 aprile 2014
lunedì 16 dicembre 2013
Benedetto XVI a Friburgo: Vi è una ragione in più per ritenere che sia nuovamente l’ora di trovare il vero distacco del mondo, di togliere coraggiosamente ciò che vi è di mondano nella Chiesa (YouTube)
Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo e riascoltiamo lo storico discorso di Benedetto XVI in occasione dell'incontro con cattolici impegnati nella Chiesa e nella società nel Konzerthaus di Freiburg im Breisgau (25 settembre 2011).
Il testo dell'intervento (consultabile qui) passò sotto silenzio ma ha ancora oggi una portata storica straordinaria.
Chiediamoci come mai nel settembre 2011 nessuno parlò di "rivoluzione" o di "Papa che rompeva ogni schema". E' ragionevole pensare che passino solo quegli interventi che i media bollano come storici in un determinato momento e se pronunciati da determinate persone. Se vi è un anticipo di antipatia verso qualcuno non c'e' modo di rompere il muro di gomma.
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Il testo dell'intervento (consultabile qui) passò sotto silenzio ma ha ancora oggi una portata storica straordinaria.
Chiediamoci come mai nel settembre 2011 nessuno parlò di "rivoluzione" o di "Papa che rompeva ogni schema". E' ragionevole pensare che passino solo quegli interventi che i media bollano come storici in un determinato momento e se pronunciati da determinate persone. Se vi è un anticipo di antipatia verso qualcuno non c'e' modo di rompere il muro di gomma.
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venerdì 12 luglio 2013
Lumen Fidei. Germania: nel segno di Benedetto XVI. Francia: un'enciclica luminosa. Italia: come in uno specchio (Sir)
LUMEN FIDEI
Francia, Italia, Germania
Francia: un'enciclica luminosa
"L'enciclica 'Lumen Fidei' è provvidenziale. È un luminoso 'quattro mani', reso prezioso da due successori di Pietro, che confortano, uno dopo l'altro, i loro fratelli nella fede". È il commento a caldo di monsignor Bernard Podvin portavoce dei vescovi di Francia. "La fede - aggiunge mons. Podvin - a il carattere singolare, di essere capace di illuminare tutta l'esistenza dell'uomo. Essa è "la luce che viene dal futuro" . In questi quattro bellissimi capitoli, il lettore percorre il cammino della fede per infine comprenderla. Guidato da Papa Francesco, egli raccoglie gli elementi che riassumono il tesoro della memoria. Tutto ciò che la Chiesa è, tutto ciò che essa crede, si ricostituisce in maniera uniforme: Confessione di fede, celebrazione dei sacramenti, Decalogo e preghiera. Passo dopo passo, si tratta di esplorare sempre di più l'orizzonte che la fede illumina". Il portavoce dei vescovi francesi annota infine che "certamente questo testo non è stato concepito in una torre d'avorio. Esso non esclude la sofferenza umana. Il servizio della fede al bene comune è sempre un servizio di speranza. Possiamo comprendere perché, senza essere una concezione individualista, la fede ci permetta di raggiungere il fondo del nostro essere. Noi siamo, attraverso l'atto del credere, in relazione originaria a Cristo e ai fratelli".
Italia: come in uno specchio
"A me pare - afferma monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e presidente della Commissione Cei per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi - che nelle quattro tappe l'enciclica 'Lumen Fidei' ci permette di osservare la fede in quattro distinte, convergenti e inseparabili prospettive". Anzitutto "quella che in teologia è chiamata la 'fides qua': quel dinamismo vitale per cui credere vuol dire muoversi camminando verso Dio". Il secondo aspetto è "quello veritativo della fede, diremmo, ossia il suo intimo rapporto con la verità - così ripetutamente richiamato da Benedetto XVI".
Il terzo aspetto "riguarda la trasmissione della fede e, per ora, mi limiterei a portare l'attenzione sul rimando implicito all'esordio della costituzione 'Lumen Gentium'". Nell'enciclica Francesco scrive: "La luce di Gesù brilla, come in uno specchio, sul volto dei cristiani e così si diffonde, così arriva fino a noi, perché anche noi possiamo partecipare a questa visione e riflettere ad altri la sua luce. La fede si trasmette, per così dire, nella forma del contatto, da persona a persona, come una fiamma si accende da un'altra fiamma...". Per mons. Semeraro, "è davvero molto bello. C'è, poi, l'ultimo capitolo, che esordisce col tema molto suggestivo del 'Dio affidabile'. Scrive il Papa: 'Il Dio affidabile dona agli uomini una città affidabile'. Il quarto capitolo indica alcuni luoghi specifici per una città degli uomini che sia davvero affidabile: il bene comune, la famiglia, la vita sociale, la forza consolante nella sofferenza".
Germania: nel segno di Benedetto XVI
"È un segno di grande rilievo che Papa Francesco, pur con tutte le diversità personali e di carisma, abbia generosamente assunto dal suo predecessore ciò che di sostanziale era nell'elaborazione del testo, cosa che dice molto della continuità della dottrina della Chiesa e della sua stretta unità. In questo modo i due pontificati si congiungono bene insieme". Così ha scritto l'arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, nel salutare l'uscita dell'enciclica Lumen Fidei di Papa Francesco. "L'enciclica completa un ciclo ancora in stretta relazione con Papa Benedetto XVI", che aveva pubblicato nel 2005 "Deus caritas est", nel 2007 "Spe salvi" e nel 2009 "Caritas in veritate". Scrive mons. Zollitsch: "È facile vedere come la nuova lettera al mondo, ora sotto l'autorità di Papa Francesco, completa con il tema della fede la serie delle tre virtù teologali fondamentali fede, speranza e carità". "Tutte queste dichiarazioni portano quindi in un certo senso a una sintesi nella riflessione sulla fede". Mons. Zollitsch indica quindi come Papa Francesco abbia voluto inserire l'enciclica nell'Anno della Fede e l'abbia posta anche in stretta relazione con il 50° anniversario del Concilio Vaticano II. "È inconfondibile, proprio nel testo tedesco, il tono di Papa Benedetto XVI. Ma si riconosce anche molto il linguaggio e la spiritualità di Papa Francesco", nota l'arcivescovo. Prima di proporre una sintesi dettagliata del testo, mons. Zollitsch scrive ancora: "Questa enciclica con la sua forza intellettuale e spirituale, a cui appartengono anche la contemplazione e il silenzio, può condurci a una fede vigile e pacata, nella agitazione spesso stridula e nell'amara crisi dei nostri giorni. Ringraziamo Papa Francesco per questa prima enciclica, che ci dà la possibilità anche di esprimere, ancora una volta, il nostro sentito 'Dio ti benedica' per Papa Benedetto XVI".
© Copyright Sir
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Francia: un'enciclica luminosa
"L'enciclica 'Lumen Fidei' è provvidenziale. È un luminoso 'quattro mani', reso prezioso da due successori di Pietro, che confortano, uno dopo l'altro, i loro fratelli nella fede". È il commento a caldo di monsignor Bernard Podvin portavoce dei vescovi di Francia. "La fede - aggiunge mons. Podvin - a il carattere singolare, di essere capace di illuminare tutta l'esistenza dell'uomo. Essa è "la luce che viene dal futuro" . In questi quattro bellissimi capitoli, il lettore percorre il cammino della fede per infine comprenderla. Guidato da Papa Francesco, egli raccoglie gli elementi che riassumono il tesoro della memoria. Tutto ciò che la Chiesa è, tutto ciò che essa crede, si ricostituisce in maniera uniforme: Confessione di fede, celebrazione dei sacramenti, Decalogo e preghiera. Passo dopo passo, si tratta di esplorare sempre di più l'orizzonte che la fede illumina". Il portavoce dei vescovi francesi annota infine che "certamente questo testo non è stato concepito in una torre d'avorio. Esso non esclude la sofferenza umana. Il servizio della fede al bene comune è sempre un servizio di speranza. Possiamo comprendere perché, senza essere una concezione individualista, la fede ci permetta di raggiungere il fondo del nostro essere. Noi siamo, attraverso l'atto del credere, in relazione originaria a Cristo e ai fratelli".
Italia: come in uno specchio
"A me pare - afferma monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e presidente della Commissione Cei per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi - che nelle quattro tappe l'enciclica 'Lumen Fidei' ci permette di osservare la fede in quattro distinte, convergenti e inseparabili prospettive". Anzitutto "quella che in teologia è chiamata la 'fides qua': quel dinamismo vitale per cui credere vuol dire muoversi camminando verso Dio". Il secondo aspetto è "quello veritativo della fede, diremmo, ossia il suo intimo rapporto con la verità - così ripetutamente richiamato da Benedetto XVI".
Il terzo aspetto "riguarda la trasmissione della fede e, per ora, mi limiterei a portare l'attenzione sul rimando implicito all'esordio della costituzione 'Lumen Gentium'". Nell'enciclica Francesco scrive: "La luce di Gesù brilla, come in uno specchio, sul volto dei cristiani e così si diffonde, così arriva fino a noi, perché anche noi possiamo partecipare a questa visione e riflettere ad altri la sua luce. La fede si trasmette, per così dire, nella forma del contatto, da persona a persona, come una fiamma si accende da un'altra fiamma...". Per mons. Semeraro, "è davvero molto bello. C'è, poi, l'ultimo capitolo, che esordisce col tema molto suggestivo del 'Dio affidabile'. Scrive il Papa: 'Il Dio affidabile dona agli uomini una città affidabile'. Il quarto capitolo indica alcuni luoghi specifici per una città degli uomini che sia davvero affidabile: il bene comune, la famiglia, la vita sociale, la forza consolante nella sofferenza".
Germania: nel segno di Benedetto XVI
"È un segno di grande rilievo che Papa Francesco, pur con tutte le diversità personali e di carisma, abbia generosamente assunto dal suo predecessore ciò che di sostanziale era nell'elaborazione del testo, cosa che dice molto della continuità della dottrina della Chiesa e della sua stretta unità. In questo modo i due pontificati si congiungono bene insieme". Così ha scritto l'arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, nel salutare l'uscita dell'enciclica Lumen Fidei di Papa Francesco. "L'enciclica completa un ciclo ancora in stretta relazione con Papa Benedetto XVI", che aveva pubblicato nel 2005 "Deus caritas est", nel 2007 "Spe salvi" e nel 2009 "Caritas in veritate". Scrive mons. Zollitsch: "È facile vedere come la nuova lettera al mondo, ora sotto l'autorità di Papa Francesco, completa con il tema della fede la serie delle tre virtù teologali fondamentali fede, speranza e carità". "Tutte queste dichiarazioni portano quindi in un certo senso a una sintesi nella riflessione sulla fede". Mons. Zollitsch indica quindi come Papa Francesco abbia voluto inserire l'enciclica nell'Anno della Fede e l'abbia posta anche in stretta relazione con il 50° anniversario del Concilio Vaticano II. "È inconfondibile, proprio nel testo tedesco, il tono di Papa Benedetto XVI. Ma si riconosce anche molto il linguaggio e la spiritualità di Papa Francesco", nota l'arcivescovo. Prima di proporre una sintesi dettagliata del testo, mons. Zollitsch scrive ancora: "Questa enciclica con la sua forza intellettuale e spirituale, a cui appartengono anche la contemplazione e il silenzio, può condurci a una fede vigile e pacata, nella agitazione spesso stridula e nell'amara crisi dei nostri giorni. Ringraziamo Papa Francesco per questa prima enciclica, che ci dà la possibilità anche di esprimere, ancora una volta, il nostro sentito 'Dio ti benedica' per Papa Benedetto XVI".
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giovedì 6 giugno 2013
Benedetto XVI ad Altötting: dove i sacerdoti, a causa dei grandi compiti, permettono che lo stare col Signore si riduca sempre di più, lì perdono infine, nonostante la loro attività forse eroica, la forza interiore che li sostiene. Quello che fanno diventa alla fine un vuoto attivismo
Clicca qui per rileggere il testo dell'omelia tenuta da Benedetto XVI ad Altötting l'11 settembre 2006.
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Benedetto XVI dona il suo anello vescovile alla Madonna di Altötting. Il video sul canale YouTube del blog
Grazie al lavoro della nostra Gemma rivediamo il bellissimo momento del dono dell'anello vescovile di Benedetto XVI alla Madonna di Altötting. Nello stesso video il divertente siparietto in cui Papa Ratzinger indossa un cappello.
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L’offerta votiva del Papa
In occasione della visita papale dell’11 settembre 2006, un gesto del pontefice Benedetto XVI nella Basilica di Sant’Anna ebbe un effetto misterioso e indimenticabile.
Mosso da fervida gioia, il vescovo della diocesi Willhelm Schraml accolse dalle mani del Papa un dono preziosissimo come offerta votiva e lo pose ai piedi della Madonna. Papa Benedetto espresse chiaramente la sua devozione al culto mariano di Altötting. Alla fine dei Vespri depose l’anello vescovile indossato fino a quando assunse l’incarico di capo supremo della chiesa mondiale e rappresentante di Gesù Cristo sulla terra. L’anello deposto era un regalo fraterno, ricevuto in occasione della sua ordinazione a vescovo il 28 maggio 1977 nella Liebfrauenkirche di Monaco. La tanto amata sorella Maria, nel frattempo deceduta, e il fratello Georg gli avevano donato questo anello d’oro.
L’anello d’oro racchiude un’ametista nella quale è intagliata una colomba con un ramoscello d’ulivo. A questa pietra dai riflessi rosati che tendono al viola vengono attribuiti molteplici poteri. Nella Bibbia è considerata la pietra della razionalità e il fondamento della Gerusalemme celeste. L’ametista simboleggia anche l’umiltà che orienta l’anima verso le cose celesti.
La rappresentazione della colomba si riferisce alla colomba dell’Arca, che dopo il diluvio universale viene mandata alla ricerca della terra salvifica. Finito il Diluvio (Gen 8:11) portò un ramoscello di ulivo, segno che Dio non era più arrabbiato e che sulla terra avrebbe fatto di nuovo germogliare l’albero della pace e della conciliazione. Viene così annunciata la pace con Dio e il legame indissolubile tra Dio e gli uomini.
L’anello (arci)vescovile del Santo Padre, successore di Pietro e servo dei servi di Dio, venne sostituito dall’Anello del pescatore. L’offerta votiva fu collocata sullo scettro della Nostra Signora di Altötting nella Cappella delle Grazie, proprio vicino alle mani di Gesù e di Maria. Come promesso al Santo Padre, ogni giorno una corona di rose verrà posta nella Cappella delle Grazie a suggellare il nostro legame col Pontefice. In verità la sua mano si posa su di noi ogni giorno, dall’anello che ci guarda dallo scettro della Nostra Signora delle Grazie.
http://www.haus-papst-benedikt.de/it/l%E2%80%99offerta-votiva-del-papa
Grazie al lavoro della nostra Gemma leggiamo:
Da Ratzinger Georg, Hesemann Michael, "Mio fratello il Papa", Piemme 2013
Quando mio fratello venne ad Altotting, lo raggiunsi partendo da Ratisbona e soggiornai presso i frati cappuccini....
....Seguì una bella cerimonia festosa, molto coinvolgente per i partecipanti. Poi, durante il pranzo a base di un ottimo arrosto di maiale e canederli di pane, potei nuovamente sedermi a tavola con Joseph. Invece del riposino pomeridiano ci concedemmo una breve passeggiata nel giardino del convento per "ciarlare". Era davvero felice di essere di nuovo in patria.
Poi offrì alla Madonna del santuario l'anello che Maria e io gli avevamo regalato in occasione della sua consacrazione a vescovo.
In quegli anni l'avevo tenuto io, finchè suor Birgit, della congregazione di Schonstatt e sua segretaria, non gli diede l'idea di farne dono alla Vergine.
La religiosa mi chiese che cosa ne pensassi: «Sono d'accordo» risposi, «perchè quando un giorno passerò a miglior vita non so dove potrebbe finire, mentre invece lì sarà in un posto sicuro, l'Immacolata lo custodirà nel modo migliore.»
Fui molto felice della proposta e l'approvai con tutto il cuore. Così portai l'anello ad Altotting e mio fratello lo posò nella cappella.
Si recò poi a Marktl, dove visitammo la chiesa in cui fu battezzato, St. Oswald.
Rimanemmo in preghiera davanti al fronte, nel luogo in cui era stato accolto nella comunità di Dio, settantanove anni prima. In seguito mi riportò in elicottero fino a Ratisbona e durante il viaggio rimasi seduto per tutto il tempo di fronte a lui.
La mia città gli riservò un'accoglienza eccezionale.
...
Da Ratzinger Georg, Hesemann Michael, "Mio fratello il Papa", Piemme 2013
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L’offerta votiva del Papa
In occasione della visita papale dell’11 settembre 2006, un gesto del pontefice Benedetto XVI nella Basilica di Sant’Anna ebbe un effetto misterioso e indimenticabile.
Mosso da fervida gioia, il vescovo della diocesi Willhelm Schraml accolse dalle mani del Papa un dono preziosissimo come offerta votiva e lo pose ai piedi della Madonna. Papa Benedetto espresse chiaramente la sua devozione al culto mariano di Altötting. Alla fine dei Vespri depose l’anello vescovile indossato fino a quando assunse l’incarico di capo supremo della chiesa mondiale e rappresentante di Gesù Cristo sulla terra. L’anello deposto era un regalo fraterno, ricevuto in occasione della sua ordinazione a vescovo il 28 maggio 1977 nella Liebfrauenkirche di Monaco. La tanto amata sorella Maria, nel frattempo deceduta, e il fratello Georg gli avevano donato questo anello d’oro.
L’anello d’oro racchiude un’ametista nella quale è intagliata una colomba con un ramoscello d’ulivo. A questa pietra dai riflessi rosati che tendono al viola vengono attribuiti molteplici poteri. Nella Bibbia è considerata la pietra della razionalità e il fondamento della Gerusalemme celeste. L’ametista simboleggia anche l’umiltà che orienta l’anima verso le cose celesti.
La rappresentazione della colomba si riferisce alla colomba dell’Arca, che dopo il diluvio universale viene mandata alla ricerca della terra salvifica. Finito il Diluvio (Gen 8:11) portò un ramoscello di ulivo, segno che Dio non era più arrabbiato e che sulla terra avrebbe fatto di nuovo germogliare l’albero della pace e della conciliazione. Viene così annunciata la pace con Dio e il legame indissolubile tra Dio e gli uomini.
L’anello (arci)vescovile del Santo Padre, successore di Pietro e servo dei servi di Dio, venne sostituito dall’Anello del pescatore. L’offerta votiva fu collocata sullo scettro della Nostra Signora di Altötting nella Cappella delle Grazie, proprio vicino alle mani di Gesù e di Maria. Come promesso al Santo Padre, ogni giorno una corona di rose verrà posta nella Cappella delle Grazie a suggellare il nostro legame col Pontefice. In verità la sua mano si posa su di noi ogni giorno, dall’anello che ci guarda dallo scettro della Nostra Signora delle Grazie.
http://www.haus-papst-benedikt.de/it/l%E2%80%99offerta-votiva-del-papa
Grazie al lavoro della nostra Gemma leggiamo:
Da Ratzinger Georg, Hesemann Michael, "Mio fratello il Papa", Piemme 2013
Quando mio fratello venne ad Altotting, lo raggiunsi partendo da Ratisbona e soggiornai presso i frati cappuccini....
....Seguì una bella cerimonia festosa, molto coinvolgente per i partecipanti. Poi, durante il pranzo a base di un ottimo arrosto di maiale e canederli di pane, potei nuovamente sedermi a tavola con Joseph. Invece del riposino pomeridiano ci concedemmo una breve passeggiata nel giardino del convento per "ciarlare". Era davvero felice di essere di nuovo in patria.
Poi offrì alla Madonna del santuario l'anello che Maria e io gli avevamo regalato in occasione della sua consacrazione a vescovo.
In quegli anni l'avevo tenuto io, finchè suor Birgit, della congregazione di Schonstatt e sua segretaria, non gli diede l'idea di farne dono alla Vergine.
La religiosa mi chiese che cosa ne pensassi: «Sono d'accordo» risposi, «perchè quando un giorno passerò a miglior vita non so dove potrebbe finire, mentre invece lì sarà in un posto sicuro, l'Immacolata lo custodirà nel modo migliore.»
Fui molto felice della proposta e l'approvai con tutto il cuore. Così portai l'anello ad Altotting e mio fratello lo posò nella cappella.
Si recò poi a Marktl, dove visitammo la chiesa in cui fu battezzato, St. Oswald.
Rimanemmo in preghiera davanti al fronte, nel luogo in cui era stato accolto nella comunità di Dio, settantanove anni prima. In seguito mi riportò in elicottero fino a Ratisbona e durante il viaggio rimasi seduto per tutto il tempo di fronte a lui.
La mia città gli riservò un'accoglienza eccezionale.
...
Da Ratzinger Georg, Hesemann Michael, "Mio fratello il Papa", Piemme 2013
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Mons. Georg Ratzinger racconta come nacque la decisione di donare l'anello vescovile di Benedetto XVI alla Madonna di Altötting
Grazie al lavoro della nostra Gemma leggiamo:
Da Ratzinger Georg, Hesemann Michael, "Mio fratello il Papa", Piemme 2013
Quando mio fratello venne ad Altotting, lo raggiunsi partendo da Ratisbona e soggiornai presso i frati cappuccini....
....Seguì una bella cerimonia festosa, molto coinvolgente per i partecipanti. Poi, durante il pranzo a base di un ottimo arrosto di maiale e canederli di pane, potei nuovamente sedermi a tavola con Joseph. Invece del riposino pomeridiano ci concedemmo una breve passeggiata nel giardino del convento per "ciarlare". Era davvero felice di essere di nuovo in patria.
Poi offrì alla Madonna del santuario l'anello che Maria e io gli avevamo regalato in occasione della sua consacrazione a vescovo.
In quegli anni l'avevo tenuto io, finchè suor Birgit, della congregazione di Schonstatt e sua segretaria, non gli diede l'idea di farne dono alla Vergine.
La religiosa mi chiese che cosa ne pensassi: «Sono d'accordo» risposi, «perchè quando un giorno passerò a miglior vita non so dove potrebbe finire, mentre invece lì sarà in un posto sicuro, l'Immacolata lo custodirà nel modo migliore.»
Fui molto felice della proposta e l'approvai con tutto il cuore. Così portai l'anello ad Altotting e mio fratello lo posò nella cappella.
Si recò poi a Marktl, dove visitammo la chiesa in cui fu battezzato, St. Oswald.
Rimanemmo in preghiera davanti al fronte, nel luogo in cui era stato accolto nella comunità di Dio, settantanove anni prima. In seguito mi riportò in elicottero fino a Ratisbona e durante il viaggio rimasi seduto per tutto il tempo di fronte a lui.
La mia città gli riservò un'accoglienza eccezionale.
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Da Ratzinger Georg, Hesemann Michael, "Mio fratello il Papa", Piemme 2013
Da Ratzinger Georg, Hesemann Michael, "Mio fratello il Papa", Piemme 2013
Quando mio fratello venne ad Altotting, lo raggiunsi partendo da Ratisbona e soggiornai presso i frati cappuccini....
....Seguì una bella cerimonia festosa, molto coinvolgente per i partecipanti. Poi, durante il pranzo a base di un ottimo arrosto di maiale e canederli di pane, potei nuovamente sedermi a tavola con Joseph. Invece del riposino pomeridiano ci concedemmo una breve passeggiata nel giardino del convento per "ciarlare". Era davvero felice di essere di nuovo in patria.
Poi offrì alla Madonna del santuario l'anello che Maria e io gli avevamo regalato in occasione della sua consacrazione a vescovo.
In quegli anni l'avevo tenuto io, finchè suor Birgit, della congregazione di Schonstatt e sua segretaria, non gli diede l'idea di farne dono alla Vergine.
La religiosa mi chiese che cosa ne pensassi: «Sono d'accordo» risposi, «perchè quando un giorno passerò a miglior vita non so dove potrebbe finire, mentre invece lì sarà in un posto sicuro, l'Immacolata lo custodirà nel modo migliore.»
Fui molto felice della proposta e l'approvai con tutto il cuore. Così portai l'anello ad Altotting e mio fratello lo posò nella cappella.
Si recò poi a Marktl, dove visitammo la chiesa in cui fu battezzato, St. Oswald.
Rimanemmo in preghiera davanti al fronte, nel luogo in cui era stato accolto nella comunità di Dio, settantanove anni prima. In seguito mi riportò in elicottero fino a Ratisbona e durante il viaggio rimasi seduto per tutto il tempo di fronte a lui.
La mia città gli riservò un'accoglienza eccezionale.
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Da Ratzinger Georg, Hesemann Michael, "Mio fratello il Papa", Piemme 2013
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Benedetto XVI dona il suo anello vescovile alla Madonna di Altötting. Il significato dell'offerta votiva
Su segnalazione di Gemma leggiamo la spiegazione del gesto compiuto da Benedetto XVI l'11 settembre 2006 in occasione della visita al Santuario di Altötting.
Di seguito il video integrale caricato sul canale YouYube del blog.
In questo post il racconto del fratello di Benedetto, Mons. Georg Ratzinger.
L’offerta votiva del Papa
In occasione della visita papale dell’11 settembre 2006, un gesto del pontefice Benedetto XVI nella Basilica di Sant’Anna ebbe un effetto misterioso e indimenticabile.
Mosso da fervida gioia, il vescovo della diocesi Willhelm Schraml accolse dalle mani del Papa un dono preziosissimo come offerta votiva e lo pose ai piedi della Madonna. Papa Benedetto espresse chiaramente la sua devozione al culto mariano di Altötting. Alla fine dei Vespri depose l’anello vescovile indossato fino a quando assunse l’incarico di capo supremo della chiesa mondiale e rappresentante di Gesù Cristo sulla terra. L’anello deposto era un regalo fraterno, ricevuto in occasione della sua ordinazione a vescovo il 28 maggio 1977 nella Liebfrauenkirche di Monaco. La tanto amata sorella Maria, nel frattempo deceduta, e il fratello Georg gli avevano donato questo anello d’oro.
L’anello d’oro racchiude un’ametista nella quale è intagliata una colomba con un ramoscello d’ulivo. A questa pietra dai riflessi rosati che tendono al viola vengono attribuiti molteplici poteri. Nella Bibbia è considerata la pietra della razionalità e il fondamento della Gerusalemme celeste. L’ametista simboleggia anche l’umiltà che orienta l’anima verso le cose celesti.
La rappresentazione della colomba si riferisce alla colomba dell’Arca, che dopo il diluvio universale viene mandata alla ricerca della terra salvifica. Finito il Diluvio (Gen 8:11) portò un ramoscello di ulivo, segno che Dio non era più arrabbiato e che sulla terra avrebbe fatto di nuovo germogliare l’albero della pace e della conciliazione. Viene così annunciata la pace con Dio e il legame indissolubile tra Dio e gli uomini.
L’anello (arci)vescovile del Santo Padre, successore di Pietro e servo dei servi di Dio, venne sostituito dall’Anello del pescatore. L’offerta votiva fu collocata sullo scettro della Nostra Signora di Altötting nella Cappella delle Grazie, proprio vicino alle mani di Gesù e di Maria. Come promesso al Santo Padre, ogni giorno una corona di rose verrà posta nella Cappella delle Grazie a suggellare il nostro legame col Pontefice. In verità la sua mano si posa su di noi ogni giorno, dall’anello che ci guarda dallo scettro della Nostra Signora delle Grazie.
http://www.haus-papst-benedikt.de/it/l%E2%80%99offerta-votiva-del-papa
Di seguito il video integrale caricato sul canale YouYube del blog.
In questo post il racconto del fratello di Benedetto, Mons. Georg Ratzinger.
L’offerta votiva del Papa
In occasione della visita papale dell’11 settembre 2006, un gesto del pontefice Benedetto XVI nella Basilica di Sant’Anna ebbe un effetto misterioso e indimenticabile.
Mosso da fervida gioia, il vescovo della diocesi Willhelm Schraml accolse dalle mani del Papa un dono preziosissimo come offerta votiva e lo pose ai piedi della Madonna. Papa Benedetto espresse chiaramente la sua devozione al culto mariano di Altötting. Alla fine dei Vespri depose l’anello vescovile indossato fino a quando assunse l’incarico di capo supremo della chiesa mondiale e rappresentante di Gesù Cristo sulla terra. L’anello deposto era un regalo fraterno, ricevuto in occasione della sua ordinazione a vescovo il 28 maggio 1977 nella Liebfrauenkirche di Monaco. La tanto amata sorella Maria, nel frattempo deceduta, e il fratello Georg gli avevano donato questo anello d’oro.
L’anello d’oro racchiude un’ametista nella quale è intagliata una colomba con un ramoscello d’ulivo. A questa pietra dai riflessi rosati che tendono al viola vengono attribuiti molteplici poteri. Nella Bibbia è considerata la pietra della razionalità e il fondamento della Gerusalemme celeste. L’ametista simboleggia anche l’umiltà che orienta l’anima verso le cose celesti.
La rappresentazione della colomba si riferisce alla colomba dell’Arca, che dopo il diluvio universale viene mandata alla ricerca della terra salvifica. Finito il Diluvio (Gen 8:11) portò un ramoscello di ulivo, segno che Dio non era più arrabbiato e che sulla terra avrebbe fatto di nuovo germogliare l’albero della pace e della conciliazione. Viene così annunciata la pace con Dio e il legame indissolubile tra Dio e gli uomini.
L’anello (arci)vescovile del Santo Padre, successore di Pietro e servo dei servi di Dio, venne sostituito dall’Anello del pescatore. L’offerta votiva fu collocata sullo scettro della Nostra Signora di Altötting nella Cappella delle Grazie, proprio vicino alle mani di Gesù e di Maria. Come promesso al Santo Padre, ogni giorno una corona di rose verrà posta nella Cappella delle Grazie a suggellare il nostro legame col Pontefice. In verità la sua mano si posa su di noi ogni giorno, dall’anello che ci guarda dallo scettro della Nostra Signora delle Grazie.
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domenica 26 maggio 2013
Benedetto XVI a Monaco: l'arrivo, l'omaggio alla "Mariensäule" e la calorosa accoglienza dei Bavaresi: tre video
Carissimi amici, grazie al lavoro della nostra Gemma riviviamo la prima parte del viaggio di Benedetto XVI a Monaco, Altötting e Ratisbona (9-14 settembre 2006). Si tratta di tre video caricati sul canale YouTube del blog e che vale davvero la pena di rivedere. Grazie ancora a Gemma.
Chi avesse difficolta' a visionare i filmati sul blog puo' accedere direttamente a YouTube attraverso il link segnalato sotto a ciascun video.
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lunedì 6 maggio 2013
Donne diacono nella Chiesa tedesca. Ritorno alle origini del cristianesimo (Rodari)
Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Eufemia.
Ieri la novella efficienza vaticana non si e' attivata per smentire l'articolo. Deduco che vi sia un'approvazione tacita delle parole di Zollitsch?
Ieri la novella efficienza vaticana non si e' attivata per smentire l'articolo. Deduco che vi sia un'approvazione tacita delle parole di Zollitsch?
mercoledì 1 maggio 2013
Card. Marx: «Il grande pontificato di Benedetto XVI penetrerà ancora a fondo nel futuro della Chiesa» (O.R.)
Il cardinale Marx a Monaco per l'omaggio dell'associazione Aenania
Benedetto XVI e la meraviglia
Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, è certo che Benedetto XVI ha lasciato alla Chiesa cattolica molti impulsi innovatori: «Il suo grande pontificato, con il suo insegnamento e la sua ispirazione, penetrerà ancora a fondo nel futuro della Chiesa», ha dichiarato il cardinale a Monaco nel corso della messa e della serata d'onore che l'associazione studentesca Aenania ha organizzato per il Papa emerito, il quale è membro onorario dell'associazione sin dal 1978.
Secondo il porporato, Benedetto XVI è un teologo che «non ha mai smesso di essere curioso e di meravigliarsi di quanto Dio può fare», allo stesso modo -- ha sottolineato -- l'uomo deve continuare a scoprire il Vangelo come la novità per antonomasia: «I tradizionalisti venerano il vecchio, sono custodi di un museo. Non si tratta però di custodire le ricchezze di un museo, non si tratta di una restaurazione, bensì di un rinascimento, di un rinnovamento della fede e della vita cattolica, della Chiesa nel suo insieme e di ogni individuo».
La fede cattolica è «l'avventura più grande dello spirito umano, ma è anche esigente e vuole condurci lontano».
(©L'Osservatore Romano 1° maggio 2013)
Benedetto XVI e la meraviglia
Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, è certo che Benedetto XVI ha lasciato alla Chiesa cattolica molti impulsi innovatori: «Il suo grande pontificato, con il suo insegnamento e la sua ispirazione, penetrerà ancora a fondo nel futuro della Chiesa», ha dichiarato il cardinale a Monaco nel corso della messa e della serata d'onore che l'associazione studentesca Aenania ha organizzato per il Papa emerito, il quale è membro onorario dell'associazione sin dal 1978.
Secondo il porporato, Benedetto XVI è un teologo che «non ha mai smesso di essere curioso e di meravigliarsi di quanto Dio può fare», allo stesso modo -- ha sottolineato -- l'uomo deve continuare a scoprire il Vangelo come la novità per antonomasia: «I tradizionalisti venerano il vecchio, sono custodi di un museo. Non si tratta però di custodire le ricchezze di un museo, non si tratta di una restaurazione, bensì di un rinascimento, di un rinnovamento della fede e della vita cattolica, della Chiesa nel suo insieme e di ogni individuo».
La fede cattolica è «l'avventura più grande dello spirito umano, ma è anche esigente e vuole condurci lontano».
(©L'Osservatore Romano 1° maggio 2013)
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