Clicca qui per leggere il commento segnalataci da Luisa. Qui una traduzione sommaria.
Ovviamente questo tipo di commenti esce all'estero, mai in Italia...
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lunedì 13 gennaio 2014
lunedì 11 novembre 2013
Le dichiarazioni del card. Dziwisz su Maciel nel commento di Tom Roberts e la ricostruzione del blog
Clicca qui per leggere il commento. Qui una traduzione sommaria.
Tralascio ogni commento sulle dichiarazioni di Dziwisz e mi soffermo invece sul caso Maciel, di cui abbiamo parlato a lungo sui nostri blog negli anni scorsi, anche quando il nome di colui che è stato definito criminale da Benedetto XVI non poteva nemmeno essere pronunciato. Maciel, l'innominabile, come spesso abbiamo ricordato...
Qui lo speciale preparato negli anni scorsi.
Ricordiamo solo che il card. Ratzinger fu l'unico a non partecipare ai megafesteggiamenti organizzati dal Vaticano in occasione del sessantesimo anniversario di sacerdozio dello stesso Maciel come confidato a Rodari da Mons. Scicluna (clicca qui).
In questi mesi qualcuno ha osato dire e scrivere che "finalmente" non si parla piu' di pedofilia nella chiesa.
ahahahahahaah scusate se rido. Mi domando chi tirava sempre fuori l'argomento in tutte le sedi se non i mass media stessi ma tant'e'...
Il Pontificato di Benedetto XVI è stato definito "penitenziale". Giusto! E meno male che qualcuno, nella chiesa, ha deciso di prendere di petto certa sporcizia, di affrontarla e di estirpare il problema che per decenni e decenni era rimasto sotto i tappeti e gli zerbini.
Joseph Ratzinger, cardinale e Papa, ha deciso di propria iniziativa ed incontrando resistenze all'interno della stessa gerarchia cattolica di mettere il grembiule, la maschera, i guanti e di mettere un po' d'ordine dopo avere fatto pulizia. Oggi si parla di misericordia. Non oso immaginare che cosa sarebbe accaduto se, nel 2010, Benedetto avesse pronunciato un simile vocabolo nel bel mezzo della tempesta mediatica. Ma lasciamo perdere...
Credo che nessuno possa contestare cio' che sto per scrivere e che ripeto prendendo spunto da un commento letto sul blog tempo fa: Benedetto XVI ha deciso di caricarsi personalmente di tutte le colpe passate, presenti (anche future?) della chiesa.
Egli coscientemente ha accettato che venisse sporcata la sua veste bianca purche' fosse preservata quella di tutti gli altri. Per questo suo sacrificio non ha ricevuto nemmeno un grazie né dall'interno né dall'esterno di quella chiesa a cui ha dedicato la sua intera esistenza.
Mi dispiace ma è un comportamento che non posso accettare perché la giustizia divina porrà rimedio a certe schifezze ma intanto quella terrena implora un po' di onesta' e di obiettivita'.
Raffaella
Tralascio ogni commento sulle dichiarazioni di Dziwisz e mi soffermo invece sul caso Maciel, di cui abbiamo parlato a lungo sui nostri blog negli anni scorsi, anche quando il nome di colui che è stato definito criminale da Benedetto XVI non poteva nemmeno essere pronunciato. Maciel, l'innominabile, come spesso abbiamo ricordato...
Qui lo speciale preparato negli anni scorsi.
Ricordiamo solo che il card. Ratzinger fu l'unico a non partecipare ai megafesteggiamenti organizzati dal Vaticano in occasione del sessantesimo anniversario di sacerdozio dello stesso Maciel come confidato a Rodari da Mons. Scicluna (clicca qui).
In questi mesi qualcuno ha osato dire e scrivere che "finalmente" non si parla piu' di pedofilia nella chiesa.
ahahahahahaah scusate se rido. Mi domando chi tirava sempre fuori l'argomento in tutte le sedi se non i mass media stessi ma tant'e'...
Il Pontificato di Benedetto XVI è stato definito "penitenziale". Giusto! E meno male che qualcuno, nella chiesa, ha deciso di prendere di petto certa sporcizia, di affrontarla e di estirpare il problema che per decenni e decenni era rimasto sotto i tappeti e gli zerbini.
Joseph Ratzinger, cardinale e Papa, ha deciso di propria iniziativa ed incontrando resistenze all'interno della stessa gerarchia cattolica di mettere il grembiule, la maschera, i guanti e di mettere un po' d'ordine dopo avere fatto pulizia. Oggi si parla di misericordia. Non oso immaginare che cosa sarebbe accaduto se, nel 2010, Benedetto avesse pronunciato un simile vocabolo nel bel mezzo della tempesta mediatica. Ma lasciamo perdere...
Credo che nessuno possa contestare cio' che sto per scrivere e che ripeto prendendo spunto da un commento letto sul blog tempo fa: Benedetto XVI ha deciso di caricarsi personalmente di tutte le colpe passate, presenti (anche future?) della chiesa.
Egli coscientemente ha accettato che venisse sporcata la sua veste bianca purche' fosse preservata quella di tutti gli altri. Per questo suo sacrificio non ha ricevuto nemmeno un grazie né dall'interno né dall'esterno di quella chiesa a cui ha dedicato la sua intera esistenza.
Mi dispiace ma è un comportamento che non posso accettare perché la giustizia divina porrà rimedio a certe schifezze ma intanto quella terrena implora un po' di onesta' e di obiettivita'.
Raffaella
domenica 10 novembre 2013
De Guedes (Legionari di Cristo): “Seguo l’esempio di Ratzinger e mi ritiro”
Clicca qui per leggere l'articolo.
Dispiace questa decisione. De Guedes era stato nominato per imprimere un nuovo corso ai Legionari. Singolare che abbia richiamato la rinuncia di Benedetto XVI.
Dispiace questa decisione. De Guedes era stato nominato per imprimere un nuovo corso ai Legionari. Singolare che abbia richiamato la rinuncia di Benedetto XVI.
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mercoledì 26 giugno 2013
Lettera di Papa Francesco al card. De Paolis, Delegato pontificio per i Legionari di Cristo
Papa Francesco ha confermato il mandato del cardinale Velasio De Paolis, nominato nel 2010 dal Papa Emerito Benedetto XVI delegato pontificio per la Congregazione dei Legionari di Cristo, fino alla celebrazione del Capitolo straordinario della Congregazione che dovrà tenersi all'inizio del 2014. Papa Francesco lo comunica in una lettera indirizzata allo stesso porporato lo scorso 19 giugno e pubblicata oggi sul sito del Regnum Christi, associazione laicale legata ai Legionari
© Copyright Radio Vaticana
Papa prende in mano dossier di riforma dei Legionari di Cristo
Ratzinger commissariò l'istituto fondato dal pedofilo Marcial Maciel
Città del Vaticano, 26 giu. (TMNews)
Il mandato del visitatore apostolico, cardinale Velasio de Paolis, "si compirà con la celebrazione del Capitolo straordinario della Congregazione dei Legionari di Cristo, da Lei presieduto, che dovrà tenersi all'inizio del 2014". Lo scrive Papa Francesco in una lettera indirizzata allo stesso porporato lo scorso 19 giugno, e pubblicata oggi dal sito della branca laicale della congregazione religiosa, "Regnum Christi", con la quale Jorge Mario Bergoglio prende in mano la vicenda iniziata con la decisione di Benedetto XVI di commissariare l'istituo religioso fondato dal defunto sacerdote messicano pedofilo Marcial Maciel.
"Nell'udienza dello scorso 27 maggio, Ella mi ha riferito circa lo svolgimento del ministero di Delegato per la Congregazione dei Legionari di Cristo, affidatoLe il 16 giugno 2010 dal mio amato predecessore, Benedetto XVI", scrive Francesco. "Desidero ringraziarLa per avermi messo al corrente di quanto operato nell'adempimento del delicato incarico, assicurandoLe, altresì, di avere preso attenta conoscenza anche di ciò che ha esposto nella Relazione inviatami con lettera del maggio scorso, così come del contenuto delle precedenti Relazioni e del materiale relativo alla Visita Apostolica che ha avuto luogo nel 2009-2010. Le confermo che il Suo mandato si compirà con la celebrazione del Capitolo straordinario della Congregazione dei Legionari di Cristo, da Lei presieduto, che dovrà tenersi all'inizio del 2014. Esso avrà come compiti principali l'elezione di un nuovo Governo dell'Istituto e l'approvazione delle nuove Costituzioni, che Ella avrà poi cura di inviarmi per il dovuto esame. Questi saranno passaggi imprescindibili per il cammino di autentico e profondo rinnovamento della Congregazione dei Legionari di Cristo e, indirettamente, anche per l'attività dell'intero movimento Regnum Christi. La prego pertanto di tenermi aggiornato sul processo di preparazione del Capitolo, sul quale invoco l'assistenza dello Spirito Santo, affinchè ispiri in tutti i religiosi la maggiore dedizione all'opera di discernimento sulla loro vocazione nella Chiesa e nel mondo. Le esprimo viva riconoscenza per l'impegno che generosamente profonde e desidero rivolgere, per Suo tramite, una parola di incoraggiamento a tutti i Legionari di Cristo, ai consacrati e alle consacrate del Movimento Regnum Christi e ai laici in esso impegnati, ai quali assicuro la mia preghiera e di cuore invio una speciale Benedizione Apostolica, tutti affidando affidando alla materna protezione di Maria Madre della Chiesa".
© Copyright TMNews
Papa Francesco scrive al Card. Velasio De Paolis: il testo della lettera
La battaglia di Benedetto XVI contro la pedofilia nella Chiesa: il "caso" Maciel Degollado, la "visitazione apostolica" ordinata dal Papa nei confronti dei Legionari di Cristo e la nomina del "Delegato pontificio"
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sabato 8 giugno 2013
L’opera di pulizia tra i Legionari di Cristo imposta da Benedetto XVI (Anselmo)
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sabato 1 giugno 2013
E se papa Benedetto XVI fosse adottato dai Legionari di Cristo come nuovo "Nuestro Padre"? (Cantuale Antonianum)
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mercoledì 29 maggio 2013
lunedì 27 maggio 2013
Giacomo Galeazzi ricostruisce le tappe del commissariamento dei Legionari di Cristo ad opera di Benedetto XVI
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lunedì 20 maggio 2013
L'ultimo scandalo dei Legionari di Cristo e l'opera di pulizia di Ratzinger (cardinale e Papa) nell'ottimo articolo di Rodari
“Ho un figlio, mi dimetto” l’ultimo scandalo dei Legionari di Cristo
di Paolo Rodari
Un anno fa aveva fatto una pubblica e clamorosa ammissione: «Ho avuto una relazione con una donna, dalla quale è nato un bambino. Sono profondamente pentito per questa trasgressione e ho cercato di riparare. I miei superiori e io abbiamo deciso che la cosa migliore per me sarà prendere un anno per riflettere sui miei doveri di sacerdote, senza esercitare ministero pubblico. Sono veramente mortificato per tutti coloro che saranno feriti da questa rivelazione e vi chiedo preghiere mentre cerco la maniera migliore di procedere per il futuro». E oggi, a un anno di distanza, padre Thomas Williams ha fatto di più. Ha scritto direttamente a Papa Francesco chiedendogli di essere dispensato dagli obblighi dell’ordinazione sacerdotale. In sostanza, la riflessione ha maturato in lui la decisione di non riprendere più il proprio ministero. E chiede al Papa di sottoscrivere questa scelta.
Non è altro che l’ultimo capitolo, l’epilogo, di uno scandalo che ancora una volta ha colpito un membro dei Legionari di Cristo, anche in questo caso un prete della vecchia guardia legata a padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore degli stessi Legionari che abusò sessualmente di minori ed ebbe figli da diverse donne. Nella Legione, padre Williams non è uno qualunque: 51 anni, americano del Michigan, dal 2001 al 2007 decano della facoltà di teologia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, è un seguito commentatore per le catene televisive Nbc e Cbs, un volto noto, insomma, anche al grande pubblico.
Certo, la lettera inviata a Francesco, dice anche altro. A ben vedere, infatti, è uno dei frutti dell’operazione di pulizia messa in campo dal cardinale Velasio De Paolis, per volere di Benedetto XVI dal 2010 “commissario” presso gli stessi Legionari di Cristo.
Ratzinger, insomma, che nella curia romana di Karol Wojtyla fu uno dei pochi cardinali a non favorire l’ascesa romana di padre Maciel che nel 2004 festeggiò nella basilica di San Paolo Fuori le Mura i sessant’anni di sacerdozio.
Vi andò tutta la curia romana, vescovi e cardinali compresi. L’unico che rimase a casa fu appunto l’allora prefetto della Dottrina della fede.
Ratzinger chiese a De Paolis di lavorare sodo per ricostruire dalle fondamenta un istituto religioso vessato dalle colpe del suo fondatore. In questo senso, la lettera di Williams a Francesco, seppure scritta autonomamente dal sacerdote statunitense, resta figlia del tentativo di De Paolis di dare ai Legionari una nuova vita, di portarli fuori da una condotta fatta di omissioni e coperture.
I dirigenti dei Legionari erano a conoscenza delle mancanze di Williams da tempo, almeno dal 2005. L’ha ammesso in una lettera l’ormai ex direttore generale Alvaro Corcuera, il quale, probabilmente non a caso, lo scorso ottobre è stato messo a riposo da De Paolis. Al suo posto, ha spiegato lo stesso De Paolis, «esercita le funzioni di direttore generale il vicario generale, padre Sylvester Heereman». Assieme a padre Heereman, De Paolis ha promosso al vertice della Legione
un altro prete, padre Deomar De Guedes Vaz, 51 anni, brasiliano. Sia De Guedes Vaz che Heerman,
sono stati fra i più decisi nel prendere le distanze dal fondatore quando vennero alla luce le sue colpe. Questa decisione li ha portati a collaborare con De Paolis nella difficile strada della trasparenza. A fine 2013 dovrebbe essere convocato un capitolo generale nel quale si dovranno eleggere i nuovi superiori dei Legionari e approvare anche le nuove costituzioni. Allora, si augura il Vaticano, l’“operazione De Paolis” potrà dirsi a tutti gli effetti conclusa.
© Copyright Repubblica, 20 maggio 2013
di Paolo Rodari
Un anno fa aveva fatto una pubblica e clamorosa ammissione: «Ho avuto una relazione con una donna, dalla quale è nato un bambino. Sono profondamente pentito per questa trasgressione e ho cercato di riparare. I miei superiori e io abbiamo deciso che la cosa migliore per me sarà prendere un anno per riflettere sui miei doveri di sacerdote, senza esercitare ministero pubblico. Sono veramente mortificato per tutti coloro che saranno feriti da questa rivelazione e vi chiedo preghiere mentre cerco la maniera migliore di procedere per il futuro». E oggi, a un anno di distanza, padre Thomas Williams ha fatto di più. Ha scritto direttamente a Papa Francesco chiedendogli di essere dispensato dagli obblighi dell’ordinazione sacerdotale. In sostanza, la riflessione ha maturato in lui la decisione di non riprendere più il proprio ministero. E chiede al Papa di sottoscrivere questa scelta.
Non è altro che l’ultimo capitolo, l’epilogo, di uno scandalo che ancora una volta ha colpito un membro dei Legionari di Cristo, anche in questo caso un prete della vecchia guardia legata a padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore degli stessi Legionari che abusò sessualmente di minori ed ebbe figli da diverse donne. Nella Legione, padre Williams non è uno qualunque: 51 anni, americano del Michigan, dal 2001 al 2007 decano della facoltà di teologia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, è un seguito commentatore per le catene televisive Nbc e Cbs, un volto noto, insomma, anche al grande pubblico.
Certo, la lettera inviata a Francesco, dice anche altro. A ben vedere, infatti, è uno dei frutti dell’operazione di pulizia messa in campo dal cardinale Velasio De Paolis, per volere di Benedetto XVI dal 2010 “commissario” presso gli stessi Legionari di Cristo.
Ratzinger, insomma, che nella curia romana di Karol Wojtyla fu uno dei pochi cardinali a non favorire l’ascesa romana di padre Maciel che nel 2004 festeggiò nella basilica di San Paolo Fuori le Mura i sessant’anni di sacerdozio.
Vi andò tutta la curia romana, vescovi e cardinali compresi. L’unico che rimase a casa fu appunto l’allora prefetto della Dottrina della fede.
Ratzinger chiese a De Paolis di lavorare sodo per ricostruire dalle fondamenta un istituto religioso vessato dalle colpe del suo fondatore. In questo senso, la lettera di Williams a Francesco, seppure scritta autonomamente dal sacerdote statunitense, resta figlia del tentativo di De Paolis di dare ai Legionari una nuova vita, di portarli fuori da una condotta fatta di omissioni e coperture.
I dirigenti dei Legionari erano a conoscenza delle mancanze di Williams da tempo, almeno dal 2005. L’ha ammesso in una lettera l’ormai ex direttore generale Alvaro Corcuera, il quale, probabilmente non a caso, lo scorso ottobre è stato messo a riposo da De Paolis. Al suo posto, ha spiegato lo stesso De Paolis, «esercita le funzioni di direttore generale il vicario generale, padre Sylvester Heereman». Assieme a padre Heereman, De Paolis ha promosso al vertice della Legione
un altro prete, padre Deomar De Guedes Vaz, 51 anni, brasiliano. Sia De Guedes Vaz che Heerman,
sono stati fra i più decisi nel prendere le distanze dal fondatore quando vennero alla luce le sue colpe. Questa decisione li ha portati a collaborare con De Paolis nella difficile strada della trasparenza. A fine 2013 dovrebbe essere convocato un capitolo generale nel quale si dovranno eleggere i nuovi superiori dei Legionari e approvare anche le nuove costituzioni. Allora, si augura il Vaticano, l’“operazione De Paolis” potrà dirsi a tutti gli effetti conclusa.
© Copyright Repubblica, 20 maggio 2013
Ottimo articolo!
R.
martedì 23 aprile 2013
Bergoglio festeggia San Giorgio e scherza sul Sant’Uffizio (Accattoli)
Clicca qui per leggere il commento.
Mi e' piaciuto moltissimo l'intervento del commentatore "Ubi..." che ha detto una verita' sacrosanta: senza la Cdf e soprattutto Benedetto XVI oggi, forse, la Chiesa avrebbe un beato se non un santo chiamato Maciel.
Ed e' questa l'occasione per rileggere la bellissima intervista pre-conclave di Rodari a Mons. Scicluna. Clicca qui.
In particolare:
«Nel 2004 Maciel festeggiò nella basilica di San Paolo Fuori le Mura i sessant' anni di sacerdozio. Andò tutta la curia romana, vescovi e cardinali compresi.
L' unico che rimase a casa fu Ratzinger, allora prefetto della Dottrina della fede.
Sapeva bene, infatti, chi aveva davanti tanto che un mese dopo diede ufficialmente l' abbrivio all'investigazione vaticana nei suoi confronti. Fu una sofferenza enorme per lui perché era ben consapevole di quanta considerazione Maciel godesse nella curia romana. Eppure agì andando contro corrente per amore della verità....»
Mi e' piaciuto moltissimo l'intervento del commentatore "Ubi..." che ha detto una verita' sacrosanta: senza la Cdf e soprattutto Benedetto XVI oggi, forse, la Chiesa avrebbe un beato se non un santo chiamato Maciel.
Ed e' questa l'occasione per rileggere la bellissima intervista pre-conclave di Rodari a Mons. Scicluna. Clicca qui.
In particolare:
«Nel 2004 Maciel festeggiò nella basilica di San Paolo Fuori le Mura i sessant' anni di sacerdozio. Andò tutta la curia romana, vescovi e cardinali compresi.
L' unico che rimase a casa fu Ratzinger, allora prefetto della Dottrina della fede.
Sapeva bene, infatti, chi aveva davanti tanto che un mese dopo diede ufficialmente l' abbrivio all'investigazione vaticana nei suoi confronti. Fu una sofferenza enorme per lui perché era ben consapevole di quanta considerazione Maciel godesse nella curia romana. Eppure agì andando contro corrente per amore della verità....»
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