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martedì 25 giugno 2013

Papa Francesco: un cristiano non può essere antisemita. Il Pontefice incontra Esquivel con i rappresentanti degli Indiani d'America. Confronto con il premier di Malta sugli immigrati (Izzo)

PAPA: UN CRISTIANO NON PUO' ESSERE ANTISEMITA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 24 giu.


"Un cristiano non puo' essere antisemita".
Papa Francesco lo ha riaffermato oggi ricevendo in Vaticano la delegazione ell'International Jewish Committee on Interreligious Consultations.
Francesco ha ricordato di aver gia' potuto incontrare, nei primi mesi del suo ministero, "illustri personalita' del mondo ebraico". Ma, ha sottolineato, "questa e' la prima occasione di conversare con un gruppo ufficiale dei rappresentanti delle organizzazioni delle Comunita' Ebraiche. E per questo non posso non richiamare quanto solennemente affermato nelnumero quattro della dichiarazione 'Nostra Aetate' del Concilio Ecumenico Vaticano II che rappresenta per la Chiesa Cattolica un punto di riferimento fondamentale per quanto riguarda le relazioni con il popolo ebraico", in quanto ribadisce "le nostre radici comuni".
"Attraverso le parole del testo conciliare - ha osservato Francesco - la Chiesa riconosce che gli inizi della sua fede si trovano gia' nei patriarchi, Mose' e nei profeti". In particolare, poi, "il Concilio ricorda l'insegnamento di San Paolo, secondo cui i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili e inoltre condanna fermamente gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni di antisemitismo".
Negli "ultimi decenni", ha detto ancora il Pontefice, si e' percorso un "cammino di maggiore conoscenza e comprensione reciproca tra ebrei e cattolici. Cammino al quale i miei predecessori hanno dato notevole impulso, sia mediante gesti particolarmente significativi, sia attraverso l'elaborazione di una serie di documenti che hanno approfondito la riflessione e i fondamenti teologi della relazione tra ebrei e cristiani".
Nel suo intervento, Papa Francesco ha dunque esortato a "rendere sinceramente grazie al Signore per il cammino di conoscenza e comprensione reciproca percorso negli ultimi decenni".
Secondo il Papa, "l'umanita' ha bisogno della comune testimonianza in favore del rispetto della dignita' dell'uomo e della donna e della pace".

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PAPA: INCONTRA ESQUIVAL CON I  RAPPRESENTANTI DEGLI INDIANI D'AMERICA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 24 giu.


"La situazione dei popoli indigeni, con il carico dei gravi problemi di sussistenza che spesso la caratterizza" e' stata al centro dell'incontro di questa mattina tra Papa Francesco e Felix Diaz, leader dell'etnia "Qom" della comunita' argentina "La Primavera", accompagnato da alcuni altri delegati e dal Nobel per la pace (e amico personale del Pontefice) Adolfo Perez Esquivel. Manifestando gratitudine al Papa per l'incontro, Felix Diaz gli ha espresso, si legge in una dichiarazione di padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, "le difficolta' che soffrono i popoli indigeni di Argentina e di America Latina, cosi' come le loro preoccupazioni per la salvaguardia dei propri diritti, specialmente riguardo al loro territorio e all'identita' culturale".
Come cardinale arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, ha conosciuto bene, sottolinea la Radio Vaticana, "sia il leader dei qom, Félix Diaz, sia la serie di discriminazioni e abusi che questa comunita' indigena ha patito nei decenni come una lenta e inesorabile erosione".
Secondo l'emittente della Santa Sede, "i qom hanno subito un primo esproprio del loro habitat naturale con l'avvento della monocultura, una pratica che ha comportato la deforestazione dei boschi e dunque la privazione di una delle principali basi per la sussistenza dei nativi". Particolarmente grave, sottolinea la Radio Vaticana, e' "la mancanza regolare di acqua potabile, con tutte le sue conseguenze sanitarie". A cio' si sommano "la denutrizione, le condizioni abitative piu' che precarie, l'analfabetismo, la disoccupazione: condizioni di una endemica precarieta' peggiorata dalla negazione dei diritti di cittadinanza nel Paese".
La lotta dei qom e' riuscita a guadagnardi l'attenzione degli argentini solo nel 2010, quando ha assunto la forma di una protesta su scala nazionale, fatta di manifestazioni e blocchi stradali, che purtroppo ha portato alla morte di due indigeni, di un poliziotto e a numerosi arresti di nativi. Il leader Diaz ha quindi guidato una delegazione di 70 membri della comunita' a Buenos Aires, sollecitando un'udienza con la presidente Kirchner e facendo pressione attraverso, fra l'altro, uno sciopero della fame. "L'udienza - ricorda Radio Vaticana - c'e' stata, ma senza che gli accordi firmati abbiano cambiato la realta' della situazione".

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PAPA: CON IL PREMIER MALTESE A CONFRONTO SU IMMIGRATI


Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 24 giu.


Papa Francesco e il primo ministro della Repubblica di Malta, Joseph Muscat, ricevuto in Vaticano, hanno parlato "delle  importanti sfide e situazioni critiche che interessano la regione del Mediterraneo e il ruolo del Paese nell'Unione Europea", dando "speciale rilievo al fenomeno delle migrazioni verso l'Europa, che vedono fortemente impegnati sia la Chiesa che il Governo di Malta". Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede, rivelando che nell'incontro "sono state ricordate le origini apostoliche della Chiesa maltese e l'impronta determinante che il cristianesimo ha lasciato nella storia e nella cultura del Popolo dell'Arcipelago".
In questo contesto, sono state ricordate le visite pastorali compiute a Malta dal Beato Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, che hanno lasciato "un profondo ricordo nella vita della Chiesa e nella popolazione". Ed "e' stata riaffermata la necessita' di mantenere saldi i valori cristiani e si e' richiamato l'importante ruolo che la Chiesa Cattolica svolge con le sue istituzioni di carattere educativo e assistenziale”. Ruolo che e' "tutelato grazie anche ai numerosi Accordi conclusi tra la Santa Sede e Malta, fra cui quelli sull’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali, sulle scuole cattoliche e sulle proprietà della Chiesa". Particolare cenno, si legge ancora, "e' stato fatto all'Accordo sugli effetti civili dei matrimoni religiosi che sara' oggetto di ulteriori colloqui tra le Parti".

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lunedì 24 giugno 2013

Papa Francesco: soprattutto la carità, è questo il distintivo del cristiano. La mia benedizione è per quelli che ci fanno arrabbiare (Izzo)

PAPA: SOPRATTUTTO LA CARITA', E' QUESTO IL DISTINTIVO DEL CRISTIANO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 23 giu. 

"Soprattutto la carita', l'attenzione concreta verso gli altri, verso i piu' poveri, deboli e bisognosi". E' questo "un segno distintivo del cristiano". Papa Francesco lo ha ricordato all'"Associazione dei Santi Pietro e Paolo", nata dopo l'abolizione della Corte Pontificia e dei corpi militari vaticani e che oggi si dedica al volontariato. I soci della "San Pietro e Paolo" sono stati ricevuti dal Pontefice nell'Aula delle Benedizioni.
"Voglio dirvi grazie, molte grazie! Fin dall'inizio mi avete accompagnato con la vostra preghiera, con il vostro affetto e i vostri preziosi servizi nelle varie celebrazioni. Per questo vi ringrazio di cuore", ha esordito Francesco rivolgendosi ai soci della "San Pietro e Paolo", della quale fanno parte anche moli gendarmi vaticani in pensione. 
"E' bello - ha poi osservato parlando a braccio - far parte di un'associazione come la vostra, composta da uomini di diverse eta', uniti nel comune desiderio di dare una particolare testimonianza di vita cristiana, servendo la Chiesa e i fratelli senza chiedere nulla in cambio. Questo e' bello: servire senza chiedere nulla in cambio, come ha fatto Gesù. Gesù ci ha servito tutti e non ha chiesto nulla in cambio! Gesù ha fatto le cose con gratuita' e voi fate le cose con gratuita'. La vostra ricompensa e' proprio questa: la gioia di servire il Signore, e di farlo insieme".
"So - ha poi aggiunto il Pontefice - che dietro le quinte c'e' molto lavoro di organizzazione. E poi so che, oltre al vostro servizio di accoglienza nella Basilica di San Pietro, per le celebrazioni liturgiche, il vostro apostolato si estende anche alle attivita' culturali e caritative. Avete anche un intenso programma di formazione degli aspiranti e dei giovani allievi che vogliono partecipare alla vita dell'Associazione".
Per Francesco quello della formazione e' un tema centrale:  "crescere nella conoscenza e nell'amore di Dio - ha sottolineato nell'incontro di oggi con i volontari dell'Associazioen 'San Pietro e Paolo'- e' essenziale per portare e per vivere la sua misericordia a tutti, vedendo nel volto di chi incontriamo il suo Volto". "Conoscetelo sempre di piu', con la preghiera, con le giornate di ritiro, con la meditazione sulla Parola, con lo studio del Catechismo, per amarlo sempre di piu' e servirlo - ha esortato - con cuore generoso e grande, con magnanimita'".
"La vostra testimonianza sara' più convincente ed efficace, e anche il vostro servizio sara' migliore e piu' gioioso", ha assicurato ai soci della "San Pietro e Paolo". "Vi affido tutti - ha quindi concluso - alla materna protezione della Madonna, e all'intercessione dei Santi Pietro e Paolo. Prego anche per i vostri familiari, specialmente i malati, e per i vostri figli che stanno crescendo. Ho visto tanti bambini qui: e' bellissimo. Voi continuate a pregare per me".

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PAPA: LA MIA BENEDIZIONE E' PER QUELLI CHE CI FANNO ARRABBIARE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 23 giu. 

"Adesso vi daro' la Benedizione. Pensate a tutti quelli a cui volete tanto bene: alla famiglia, agli amici, affinche' la Benedizione scenda su di loro. Ma pensate anche ad alcuni a cui non volete tanto bene, alcuni che vi fanno del male, alcuni con i quali siete un po' arrabbiati. Pensate anche a questi e che la Benedizione sia anche per loro".  Sono parole di Papa Francesco, pronunciate a braccio incontrando l'Associazione dei Santi Pietro e Paolo, un sodalizio - dedito al servizio di volontariato per l'accoglienza nella Basilica Vaticana e impegnato in numerose iniziative di beneficienza -  nato dopo la decisione di Paolo VI di sciogliere i corpi militari vaticani e di abolire la Corte Pontificia.
Nel suo discorso all'Associazione dei Santi Pietro e Paolo, Francesco e' tornato oggi "sulla bella virtu' cristiana: la magnanimita', avere un cuore grande, allargare il cuore sempre, con pazienza, amare tutti; e non quelle piccolezze che ci fanno tanto male, ma la magnanimita'".

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domenica 9 giugno 2013

La visita di Napolitano in Vaticano. Impegno dei credenti nella vita pubblica (Galeazzi)

Riceviamo e con gratitudine pubblichiamo il seguente articolo che dimostra come non tutti soffrano di amnesia:

SANTA SEDE IL CAPO DELLO STATO IN VISITA

“Impegno dei credenti nella vita pubblica”

La promessa del Pontefice. Napolitano: “È tempo di solidarietà”

GIACOMO GALEAZZI

CITTA’ DEL VATICANO

Patto per l’Italia tra laici e cattolici. Nato da una famiglia piemontese emigrata in Argentina, oggi che siede sul Soglio di Pietro, Bergoglio si sente a pieno titolo italiano. E nel discorso al presidente Giorgio Napolitano formula una promessa precisa: l’impegno dei credenti nella vita pubblica. Una «cornice di novità», «sintonia di discorsi», «due preoccupazioni principali», per «crisi globale e libertà religiosa», sintetizza l’Osservatore Romano. «È tutto registrato», scherza il Papa allo scattare a raffica delle macchine fotografiche, seduto alla scrivania della sua biblioteca, con il capo dello Stato di fronte che commenta il tempo di maggio «insolitamente piovoso». La prima visita ufficiale del presidente al nuovo Pontefice si svolge tra cordialità, sobrietà e simpatia. Il presidente è in abito blu scuro senza insegne, la moglie Clio ha un abito nero longuette con sciarpa di seta bianca e fiore di seta bianca all’occhiello, in nero tutta la delegazione di 13 persone, con le signore in tailleur o gonna o pantalone. Dopo l’accoglienza del picchetto d’onore nel cortile di San Damaso, il colloquio privato dura 25 minuti e, al termine, i discorsi ufficiali che i due ospiti pronunciano da seduti. Il Papa usa l’immagine ratzingeriana dei «due colli, il Quirinale e il Vaticano» che «si guardano con stima e simpatia», parla della necessità di difendere la libertà religiosa, ricorda la grave crisi economica e le ripercussioni soprattutto sui giovani. Sollecita «una nuova considerazione dell’impegno politico» e alla collaborazione tra «credenti e non credenti» per promuovere una società più giusta, invita alla speranza (come hanno fatto «i nostri genitori e i nostri nonni»), richiama il dovere, «anche dei cattolici» di un «serio cammino di conversione spirituale», ricorda il «rapporto di stima e amicizia» tra Napolitano e Benedetto XVI. Conclude auspicando che l’Italia «possa essere una casa accogliente per tutti». Napolitano, che parla di visita «tradizionale ma non formale», osserva come Francesco sia una figura «già cara agli italiani» anche per la scelta del nome del santo di Assisi, ricorda la crisi economica, le necessità dei giovani e l’invito papale a non smarrire la speranza. Cita la libertà religiosa e le persecuzioni dei cristiani e rivolge un pensiero «grato» a Ratzinger. 
Allo scambio dei doni il presidente offre una stampa (Pio IX che sale al Quirinale) e un volume Treccani intitolato «Il conclave di papa Francesco». Il Pontefice ricambia con un trittico di medaglie della Sede vacante e i rosari. Poi il focus con Bertone su libertà religiosa, Medio oriente e rapporti bilaterali. Infine una sosta a San Pietro davanti alla cappella della Pietà. Intanto il Papa «è deciso» a compiere la riforma della Curia romana: «Noi siamo tutti fiduciosi che possa iniziarla e pronti a collaborare per portarla a termine», ma «non sarà dall’oggi al domani», afferma il Sostituto Angelo Becciu. Nel Palazzo Apostolico dove Francesco non abita sono in arrivo novità epocali. Lo stile poco formale della visita di Napolitano è la cifra di un pontificato «essenziale» e calibrato sui contenuti reali. Bergoglio vuole la Chiesa e i cattolici italiani in campo perché si possa colmare la distanza che c’è «tra la lettera e lo spirito degli ordinamenti e delle istituzioni democratiche». Esorta al sostegno alla famiglia (affinché si invertano le attuali tendenze «all’indebolimento dei legami e alla decrescita demografica») e all’accoglienza degli immigrati: «In Italia mi avete fatto sentire a casa, fatelo con tutti». Napolitano descrive egoismo dominante, crisi sociale e comportamenti immorali: l’Italia scopre al suo interno sacche di povertà e deve reagire con solidarietà e giustizia. «La crisi attuale deve essere occasione per un rinnovamento fraterno» in virtù della «volontà comune di operare per il bene del popolo italiano». Ricetta condivisa su entrambe le sponde del Tevere. Tra il primo presidente rieletto e il primo Papa che ha scelto di chiamarsi come il patrono d’Italia, l’intesa è spontanea. Sintonia di toni e preoccupazioni in un quadro di solenne semplicità.

© Copyright La Stampa, 9 giugno 2013

venerdì 7 giugno 2013

L'udienza di Papa Francesco agli allievi dei gesuiti nella cronaca di Salvatore Izzo

PAPA: LE RISORSE BASTEREBBERO PER TUTTI, ECCO LO SCANDALO 

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

"I tempi ci parlano di tanta poverta' nel mondo, ma ci sono anche tante ricchezze, tante risorse che basterebbero a dare da mangiare a tutti, e non si puo' capire coma mai ci sono tanti bambini affamati. Questo e' uno scandalo!". Papa Francesco lo ha detto parlando a braccio in risposta alle domande degli allievi dei gesuiti, ricevuti oggi nell'Aula Nervi. "La poverta' e' un grido, tutti dobbiamo pensare se possiamo diventare un po' piu' poveri. Gesu' e' il nostro maestro povero", ha poi aggiunto. 
"Non e' - ha chiarito in risposta a un quesito sul suo stile di vita - una virtu' mia personale. Quello delle macchine e dell'abitare in modo semplice e' solo un non voler non avere tante cose e diventare un po' piu' povero".
In proposito Papa Francesco ha ricordato quando Pedro Arrupe, il preposito generale che ha governato i gesuiti dal 1965 al 1983, scrisse una lettera ai Centri di ricerche sociali della Compagnia di Gesu': "Lui parlava di come si deve studiare il problema sociale. Ma alla fine ci diceva: 'Guardate, non si puo' parlare di poverta' senza avere l'esperienza con i poveri'". Cosi' "non si puo' parlare di poverta', di poverta' astratta: quella non esiste! La poverta' e' la carne di Gesu' povero, in quel bambino che ha fame, in quello che e' ammalato, in quelle strutture sociali che sono ingiuste ? Andare, guardare laggiu' la carne di Gesu'. Ma non lasciatevi rubare la speranza dal benessere, dallo spirito del benessere che alla fine ti porta a diventare un niente nella vita!". Papa Francesco ha poi ripreso uno dei concetti espresso prima, per ripetere anche in questo contesto che "il giovane deve scommettere su alti ideali: questo - ha scandito - e' il consiglio. Ma la speranza, dove la trovo? Nella carne di Gesu' sofferente e nella vera poverta'. C'e' un collegamento - ha concluso Francesco - tra i due". 

© Copyright (AGI)

PAPA: NON E' IMPORTANTE NON CADERE,MA NON SI DEVE RESTARE A TERRA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

"Pensate sempre questo: non bisogna avere paura di fallimenti e cadute, nell'arte di camminare quello che importa non e' non cadere ma non rimanere caduti. Se cadiamo, occorre alzarsi presto, alzarsi subito, e continuare a camminare". Lo ha detto Papa Francesco nel dialogo di questa mattina con gli allievi delle scuole dei gesuiti in Italia.
"Camminare - ha spiegato il Papa - e' un arte, perche' se sempre camminiamo in fretta ci stanchiamo e non possiamo arrivare alla fine del cammino". Si tratta allora di "imparare a sopportare la stanchezza del cammino, anche se non e' facile: ci sono giornate di buio, di fallimento, di caduta. E soprattutto e' brutto e noioso camminare da soli. Essere in comunita', con gli amici, questo ci aiuta". 

© Copyright (AGI)

PAPA: QUELLO CHE E' IN CRISI E' IL VALORE DELLA PERSONA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

"Non solo l'Italia, tutto il mondo in questo momento e' molto in crisi ma la crisi non e' una cosa brutta, ci fa soffrire, certo, pero' dobbiamo saper leggere la crisi: cosa significa? Cosa devo fare io per aiutare a uscire dalla crisi?". Papa Francesco ha risposto cosi' a una domanda di uno dei ragazzi allievi dei gesuiti, che ha incontrato oggi nell'Aula Nervi. "Quella che viviamo - ha detto - e' una crisi umana. Certo e' una crisi economica, una crisi del lavoro, questo e' vero, ma sono conseguenze del grande problema umano:. quello che e' in crisi e' il valore della persona umana e noi dobbiamo difendere la persona umana".
In proposito, il Papa ha poi citato il racconto di un rabbino medievale, dell'anno 1200 al quale ha fatto riferimento di recente in altri interventi. "Questo rabbino - ha detto - spiegava agli ebrei di quel tempo la storia della Torre di Babele. E per costruire la Torre di Babele, non era facile: dovevano farsi i mattoni" ed "era un grande lavoro. E dopo questo lavoro, un mattone diventava un vero tesoro! Poi portavano i mattoni su, per la costruzione della Torre di Babele. Ma se un mattone cadeva, era una tragedia. Punivano l'operaio che l'aveva fatto cadere. Era una tragedia ma se fosse caduto un uomo, non sarebbe successo niente. Questa e' la crisi che oggi stiamo vivendo!".
"Quella di oggi - ha ripetuto Bergoglio - e' la crisi della persona. Non conta la persona: contano i soldi, conta il denaro. E Dio ha dato il mondo, tutto il creato, l'ha dato alla persona, all'uomo e alla donna, perche' lo portassero avanti. Non al denaro. E' una crisi: la persona e' in crisi perche' la persona oggi e' schiava! E noi dobbiamo liberarci di queste strutture economiche e sociali che ci schiavizzano. E questo - ha concluso Bergoglio rivolto agli studenti - e' il vostro compito". 

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PAPA: NELL'EDUCAZIONE IMPORTANTI LA MAGNANIMITA' E LA GRADUALITA' 

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu.

 "Nell'educazione il punto chiave e' la magnanimita'. Noi dobbiamo essere magnanimi, con il cuore grande, senza paura". Sono parole di Papa Francesco nell'incontro con allievi e ex allievi delle scuole dei gesuiti in Italia e Albania. Il Pontefice le ha pronunciate riassumendo a braccio il discorso preparato, che presentava la specificita' della missione dei gesuiti nel campo dell'educazione, richiamando in particolare i concetti della magnanimita' e della gradualita'.
"Dobbiamo avere il cuore largo, il cuore grande", ha affermato ancora con forza Francesco. Dobbiamo, ha esortato rivolto a insegnanti e ragazzi, "scommettere sempre sui grandi ideali. Ma serve anche magnanimita' con le cose piccole, con le cose quotidiane". "E questa magnanimita', per il nostro sviluppo di persona - ha sottolineato - e' importante trovarla con Gesu', nella contemplazione di Gesu'". Infatti, "Gesu' e' quello che ci apre le finestre sull'orizzonte". "Magnanimita' - ha poi ricordato citando la spiritualita' ignaziana - significa camminare con Gesu', con il cuore attento a quello che Gesu' ci dice". "Anche su questa strada - ha continuato - vorrei dire qualcosa agli educatori, agli operatori nelle scuole, e ai genitori". "Nell'educare - ha scandito Papa Bergoglio - occorre "bilanciare bene i passi. Un passo fermo sulla cornice della sicurezza, ma l'altro andando nella zona a rischio". "Non si puo' educare soltanto nella zona di sicurezza" perche' significherebbe "impedire che le personalita' crescano. Ma neppure si puo' educare soltanto nella zona di rischio: e' troppo pericoloso". "Questo equilibrio dei passi - ha raccomandato ai professori - ricordatevelo bene". 

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PAPA: I MIEI AMICI STANNO A 14 ORE DI AEREO, MA IL BENE RESTA 

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

"I miei amici stanno lontano: a 14 ore di aereo. Tre sono venuti a trovarmi, altri li sento e gli scrivo, ma gli voglio tanto bene". Papa Francesco ha risposto cosi' agli allievi dei gesuiti che, nell'incontro di questa mattina, gli hanno domandato se abbia amici. 

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PAPA: ANCORA NON SONO STATO IN SICILIA,LA CONOSCO GRAZIE A "KAOS"

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

"Francesco, sei mai stato in Sicilia?", chiede al Papa un allievo dei gesuiti di Palermo. E Bergoglio sorride. "Posso risponderti - replica - in due modi: 'non ci sono stato' oppure 'non ci sono ancora stato'". Quindi il Pontefice si fa piu' serio: "della Sicilia - dice - ho visto un film bellissimo che si chiama 'Kaos', sono 4 racconti di Pirandello, e' tanto bello ed ho potuto vedere cosi' le bellezza della Sicilia, e' l'unica cosa che conosco della Sicilia, ma posso dire che e' una regione bellissima".
Il film citato da Bergoglio e' dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani e contiene anche l'episodio della Giara con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che rappresenta un capolavoro assoluto. Le musiche sono di Nicola Piovani. 

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PAPA: POLITICA SI E' SPORCATA MA CRISTIANI SI IMPEGNINO LO STESSO 

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu.

"Non possiamo lavarci le mani, come cristiani dobbiamo immischiarci nella politica" anche se "si e' sporcata". Lo ha affermato Papa Francesco nel suo dialogo con gli allievi delle scuole dei gesuiti che ha ricevuto oggi nell'Aula Nervi. "Non e' facile, non ci sono cose facili nella vita", ha aggiunto. "Se la politica si e' sporcata - ha spiegato - dobbiamo chiederci "se anche i cristiani non si sono sporcati nello spirito evangelico". Cioe' la domanda e' sempre la stessa: "io come cristiano cosa faccio?". 

(AGI)

PAPA: NELL'EDUCAZIONE IMPORTANTI LA MAGNANIMITA' E LA GRADUALITA'

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu.

"Nell'educazione il punto chiave e' la magnanimita'. Noi dobbiamo essere magnanimi, con il cuore grande, senza paura". Sono parole di Papa Francesco nell'incontro con allievi e ex allievi delle scuole dei gesuiti in Italia e Albania. Il Pontefice le ha pronunciate riassumendo a braccio il discorso preparato, che presentava la specificita' della missione dei gesuiti nel campo dell'educazione, richiamando in particolare i concetti della magnanimita' e della gradualita'.


PAPA: RICORDA DIFFICOLTA' DELLA SUA VOCAZIONE E PADRE ARRUPE 

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

"Ci sono momenti oscuri, di buio interiore, quando ti senti secco". Papa Francesco ha descritto cosi' le "difficolta'" del suo cammino vocazionale, sottolineando - in risposta alle domande degli allievi dei gsuiti - che la strada in salita non e' uno specifico del cammino verso il sacerdozio o la vita religiosa. "E' cosi' per tutti", ha spiegato. In questo contesto Bergoglio ha ricordato la figura del preposito generale della Compagnia di Gesu', padre Pedro Arrupe, al quale si rivolse all'inizio della sua "carriera" per chiedergli di poter andare missionario in Giappone e che gli disse di no, motivandolo con il problema della mancanza di un polmone. "Fu gentile, poteva dirmi che non andavo bene perche' non ero abbastanza buono", ha sorriso.

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PAPA: SE VIVESSI NELL'APPARTAMENTO SAREI SOLO,NON MI FAREBBE BENE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

La scelta di Papa Francesco di non trasferirsi nell'Appartamento Pontificio del Palazzo Apostolico "non e' soltanto una questione di non volere la ricchezza". Lo ha spiegato lo stesso Pontefice rispondendo alle domande dei ragazzi allievi delle scuole dei gesuiti, che ha incontrato oggi. "Ho necessita' - ha confidato - di vivere tra la gente. Se io vivessi solo, un po' isolato, non mi farebbe bene".
"Anche quell'appartamento non e' lussuoso, tranquilla", ha spiegato alla ragazza che gli aveva posto la domanda. "Ma - ha aggiunto - non posso vivere da solo, per me e' un problema di personalita'. Ad un professore che mi ha chiesto questo, ho risposto: "mi senta, non posso andare a stare li' per motivi psichiatrici. E' la mia personalita'". 

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PAPA: IO MI VOGLIO BENE, PER QUESTO NON VOLEVO FARLO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

"Se una persona non vuole tanto bene a se stesso, Dio non lo benedice. E uno che vuole bene a se stesso non vuole fare il Papa. Per questo io non ho ho voluto fare il Papa". Francesco ha risposto cosi' alla domanda di una bambina allieva delle scuole dei gesuiti, nell'incontro di oggi in Aula Nervi. 

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PAPA: BAMBINO GLI DICE "DOPO ELEZIONE SEI DIMAGRITO, RISPARMIATI"

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 7 giu. 

"Caro Papa Francesco, sei piu' magro di prima. Risparmiati un po', non ti stancare troppo". Lo ha detto un bambino, allievo di una delle scuole dei gesuiti italiani, rivolgendo un breve saluto al Pontefice in occasione dell'incontro di oggi nell'Aula Nervi. Quasi tutti gli allievi che hanno preso la parola sono tornati sul giorno dell'elezione, ricordando l'emozione che hanno provato nel vedere eletto Papa un religioso gesuita come i loro professori. Una ragazza gli ha chiesto che cosa abbia provato nella "stanza delle lacrime", cioe' quell'ambiente contiguo alla Sistina dove il Papa appena eletto indossa per la prima volta la veste bianca. 

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mercoledì 5 giugno 2013

Summit in Vaticano per la Siria, oggi nuovo appello di Papa Francesco. Il 14 giugno il Pontefice incontra il Primate Anglicano (Izzo)

SIRIA: SUMMIT IN VATICANO, DOMANI NUOVO APPELLO PAPA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 4 giu. - Un summit si sta svolgendo in queste ore in Vaticano per fare il punto sulla situazione siriana dal punto di vista umanitario e geopolitica. Domani i partecipanti al summit saranno ricevuti in udienza da Papa Francesco.
Al summit, la cui convocazione era stata mantenuta riservata, partecipano i direttori delle Caritas dell'area mediorientale, compresa la Turchia, vescovi e nunzi apostolici, tra i quali il nunzio a Damasco monsignor Mario Zennari. L'incontro si tiene nella sede di Cor Unum in via della Conciliazione ed e' presieduto dal cardinale Robert Sarah, presidente di Cor Unum, che e' in pratica la Caritas della Santa Sede. La notizia del summit e' stata diffusa dal sito internet di Famiglia Cristiana. 

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PAPA: 14 GIUGNO PRIMO INCONTRO E PRANZO CON PRIMATE ANGLICANO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 4 giu. 

Il 14 giugno Papa Francesco vedra', per la prima volta dall'inizio del Pontificato, il nuovo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. La notizia ha la conferma del Pontificio Consiglio per l'Unita' dei Cristiani. Il primate anglicano era stato impossibilitato a prendere parte alla Messa di inizio Pontificato, lo scorso 19 marzo, perche' impegnato nella propria cerimonia di intronizzazione come arcivescovo di Canterbury, in calendario due giorni dopo.
 La visita, sottolinea la Radio Vaticana, sara' "breve, di cortesia, non formale" ma "importante". L'incontro del 14 giugno servira' dunque sia al Pontefice sia al capo della Comunione anglicana "per conoscersi meglio e piu' in profondita'", spiega l'emittente ricordando che l'arcivescovo Welby ha un grande desiderio di incontrare il Papa e di poter collaborare in tema di giustizia e di lotta alla poverta'. Il giorno della visita in Vaticano, l'arcivescovo di Canterbury si fermera', come da sua richiesta, in preghiera sulla tomba di Giovanni Paolo II, quindi - prima di incontrare il Papa - s'intratterra' a colloquio con il cardinale Kurt Koch nella sede del Pontificio Consiglio per l'Unita' dei Cristiani. Con Papa Francesco, l'arcivescovo Welby condividera' anche un momento di preghiera comune. Al termine, il primate si fermera' poi a pranzo con il Pontefice a Casa Santa Marta prima di ripartire il giorno stesso per Londra. 

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martedì 4 giugno 2013

Pedofilia, l'incoraggiamento di Papa Francesco a proseguire sulla linea imposta da Benedetto XVI

Il Papa sulla necessità di proteggere i minori

Impegno da proseguire

Il Papa ha incoraggiato il Centro per la protezione dei minori (Committee for the Protection of Children and Young People) -- istituito dalla Gregoriana dopo il simposio internazionale contro gli abusi del clero sui minori dello scorso anno -- ad andare avanti con impegno nella realizzazione di ogni progetto volto alla protezione dell'infanzia. Lo ha riferito il responsabile del Centro, padre Hans Zollner, in un'intervista rilasciata alla Radio Vaticana dopo aver assistito alla messa celebrata dal Papa questa mattina, martedì 4 giugno, nella cappella della Domus Sanctae Marthae.
Oltre a lui, erano presenti il rappresentante del Centro in Polonia e un esperto per lo sviluppo delle unità di apprendimento canoniche e teologiche del programma a distanza, da distribuire in tutto il mondo.
Padre Zollner, riferendo dell'incoraggiamento ha ricordato che il Pontefice aveva già ripetuto questo stesso messaggio circa un mese fa «durante un Angelus -- era esattamente il 5 maggio -- invitandoci a lavorare per il bene dei più vulnerabili, dei minori».
«Questo -- ha aggiunto Zollner -- è certamente nella linea di Papa Benedetto XVI, al quale, quattro mesi fa, abbiamo potuto consegnare i nostri atti del Simposio, celebrato alla Gregoriana nel febbraio del 2012, con la partecipazione dei rappresentanti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo e nel corso del quale abbiamo parlato proprio di come prevenire il male nei confronti dei minori».
A proposito dell'attività del centro il gesuita ha illustrato la realizzazione di un nuovo progetto avviato in collaborazione «con otto diocesi e con alcune province della Compagnia di Gesù, in India e in Indonesia» così come la messa in cantiere «di un programma da sviluppare dopo il 2014 quando finirà il nostro progetto scientifico». Proprio in questi giorni si sta anche definendo «un piano sul come inquadrare il Centro per la protezione dei bambini dagli abusi nell'ambito accademico più ampio». Si pensa di allargare la presenza del Centro oltre che in Italia, «anche in Germania, Ecuador, Argentina, Ghana, Kenya, India e Indonesia».

(©L'Osservatore Romano 5 giugno 2013)

Venerdì da Papa Francesco gli ex allievi dei Gesuiti. Il Pontefice si allena per la conferenza stampa sull'aereo per Rio e saluta in portoghese il presidente di Capoverde (Izzo)

PAPA: VENERDI' DA FRANCESCO GLI EX ALLIEVI DEI GESUITI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 3 giu. 

Francesco, primo Papa gesuita della storia, incontra venerdi' prossimo gli ex allievi delle scuole italiane e albanesi della Compagnia di Gesu'. La doppia nazionalita' dei partecipanti all'incontro mette l'iniziativa al riparo da interrogativi sul perche' non sia toccato prima agli ex allievi dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che gestiscono realta' aperte anche al ceto popolare, mentre in Italia le scuole dei gesuiti, come l'Istituto Massimo di Roma, sono riservate ai piu' abbienti. Gli ex allievi, informa una nota, arriveranno da Palermo con la nave, da Torino in pullman, da Milano e Napoli con treni speciali, da Messina in aereo, da Scutari in nave e pullman, da Roma con pullman e mezzi propri.
Gli ex allievi dei collegi ignaziani di Italia e Albania arriveranno in massa in Vaticano, la mattina di venerdi' 7 giugno, per partecipare all'incontro con Papa Francesco - il primo gesuita della storia sul soglio di Pietro - in Aula Paolo VI. L'evento sara' presentato giovedi' alle 10 in una conferenza stampa nella sala Marconi della Radio Vaticana, alla quale prendera' parte padre Vitangelo Denora, delegato per le scuole della Provincia d'Italia della Compagnia di Gesu', e vi porteranno la loro testimonianza alcuni ex alunni delle scuole dei gesuiti in Italia. Quella di venerdi' sara' un'udienza speciale, nel nome di una spiritualita' comune, che vedra' la partecipazione di circa 9mila tra alunni, ex alunni, famiglie e personale delle scuole; saranno presenti anche gli studenti di Fe y alegri'a, la rete di scuole popolari dei gesuiti nata in America latina ma presente anche in Europa al fianco degli immigrati, e i ragazzi dei movimenti giovanili ignaziani (Meg, Cvx, Lega missionaria studenti).

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PAPA: SI ALLENA PER CONFERENZA STAMPA SULL'AEREO VERSO RIO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 3 giu. 

"Santo Padre le ho portato questi libri, cosi' potra' allenarsi per la conferenza stampa sull'aereo in volo verso Rio de Janeiro". Cosi' la giornalista Angela Ambrogetti ha presentato a Papa Francesco - questa mattina - i volumi della Libreria Editrice Vaticana "Compagni di viaggio. Interviste al volo con Giovanni Paolo II" e "Sull'aereo di Papa Benedetto. Conversazioni con i giornalisti". Il Pontefice ha ringraziato la direttrice del quotidiano on line Korazym.org, curatrice dei due volumi, per l'idea di portarglieli proprio nei giorni in cui sta preparando il viaggio in Brasile che sara' dal 22 al 29 luglio, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventu'. 

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PAPA: SALUTA IN PORTOGHESE IL PRESIDENTE DI CAPOVERDE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 3 giu. 

Jorge Mario Bergoglio riceve Jorge Carlos Fonseca e lo saluta in portoghese. E' una piccola novita' nell'accoglienza riservata dal nuovo Papa ai capi di Stato quella riservata oggi al presidente di Capoverde, un segno di delicatezza che del resto coincide con il "ripasso" della lingua lusitana che Francesco sta compiendo per prepararsi al suo primo viaggio pastorale, che sara' in Brasile dal 22 al 29 gennaio. Il colloquio e' poi durato 15 minuti, al termine dei quali Fonseca ha presentato al Papa i suoi familiari.
Bergoglio si e' soffermato un po' di piu' con la figliola del presidente, scolara delle elementari, alla quale ha donato il rosario e ha chiesto se sapeva usarlo, spiegandole poi come funziona. A Fonseca che gli ha donato lo lo stemma del suo Paese inciso in argento e un "panno d'obra", che e' un tessuto di pregio utilizzato dagli schiavisti come moneta di scambio per pareggiare il valore delle persone rapite nell'Isola e destinate ai terrieri in Europa e America. Il Papa ha donato al capo di Stato una bella mattonella di ceramica con riprodotta una sanguigna risalente alla costruzione di San Pietro. "La mia Basilica prima che portassero l'obelisco", l'ha presentata Francesco. Dopo il colloquio con il Papa, Fonseca ha incontato anche il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il segretario per i Rapporti con gli Stati che e' in partenza per l'Isola dove firmera' l'Accordo tra la Repubblica e la Sede Apostolica riguardante lo stato giuridico della Chiesa Cattolica nel Paese. Una circostanza che testimonia, afferma una nota vaticana, "le buone relazioni esistenti". "In tale contesto - si legge nel testo - non si e' mancato di fare riferimento all'identita' culturale e religiosa della popolazione capoverdiana, la cui quasi totalita' e' di fede cristiana, cosi' come all'importante ruolo che la Chiesa cattolica ha svolto e svolge tuttora nel Paese con le sue istituzioni di carattere educativo e sanitario. Infine, si e' accennato ad alcune importanti sfide e situazioni che interessano in particolare la Regione, come pure al tema della presenza di numerosi capoverdiani in diversi Paesi del mondo. 

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domenica 2 giugno 2013

Messa di Papa Francesco con i militari in missione di pace: le guerre sono follia (Izzo)

PAPA: MESSA CON MILITARI MISSIONI DI PACE, GUERRE SONO FOLLIA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 2 giu.

"Questa mattina, ho celebrato la Santa Messa con alcuni militari e con i parenti di alcuni caduti nelle missioni di pace, che cercano di promuovere la riconciliazione e la pace in Paesi in cui si sparge ancora tanto sangue fraterno in guerre che sono sempre una follia". 
Lo ha detto Papa Francesco ai 100 mila fedeli presenti a piazza San Pietro, rivelando una circostanza che non era stata resa nota.
"Tutto - ha aggiunto citando le famose parole di Pio XII - si perde con la guerra. Tutto si guadagna con la pace". "Chiedo - ha poi concluso rivolgendosi ai fedeli - una preghiera in silenzio per i caduti, i feriti e i loro familiari".
La Sala Stampa della Santa Sede ha successivamente reso noto che "nella Cappella della Casa Santa Marta, il Santo Padre Francesco ha celebrato una Santa Messa con un gruppo di circa 80 persone, guidate dall'Ordinario militare italiano, monsignor Vincenzo Pelvi, che ha concelebrato con il Papa".
Il gruppo era composto dai parenti - soprattutto i genitori - di militari italiani caduti nelle missioni di pace nel corso degli ultimi 4-5 anni (in particolare in Afghanistan), e da alcuni militari feriti nel corso delle stesse missioni, accompagnati anch’essi da loro cari.
I parenti di caduti erano 55, in memoria di 24 militari; i feriti 13, accompagnati, come si e' detto, da alcuni parenti. I partecipanti provenivano dalle diverse regioni italiane. 
La preghiera ha tenuto presenti naturalmente tutti i caduti e feriti per la causa della pace. Il gruppo era accompagnato, oltre che dall'Ordinario militare, da alcuni cappellani e dalle due persone che coordinano gli incontri con i feriti e le famiglie dei caduti, promossi dall'Ordinariato, per aiutarli in spirito cristiano nella loro sofferenza.
"Il giorno scelto per questo incontro - spiega la nota vaticana - e' stato domenica 2 giugno, perche' in Italia si celebra la Festa Nazionale". "Oggi il Paese –  ha ricordato da parte sua monsignor Pelvi nel breve saluto rivolto al Pontefice  all'inizio della celebrazione – con diverse manifestazioni esprime un debito di amore verso la famiglia militare".
Al termine del rito, il Papa, come ogni mattina ha salutato singolarmente tutti i presenti, con grande cordialita' e affetto.
L'intero incontro e' durato poco meno di un'ora e mezza.
La celebrazione e' stata accompagnata dai canti del coro della Cappella Giulia.
L'Ordinariato militare ha offerto in dono al Papa una bella opera di artigianato napoletano in terracotta (cm. 50x40: artisti Raffaele, Salvatore ed Emanuele Scuotto), che rappresenta San Giuseppe lavoratore che mostra gli strumenti da falegname al piccolo Gesu', il quale sorregge una cesta dove sono contenuti gli oggetti simbolo della crocifissione: chiodi, martello, tenaglia. 

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sabato 1 giugno 2013

Papa Francesco loda il presidente dell'Uruguay che si è dimezzato lo stipendio. Sanità, Crociata: gli ospedali cattolici sono sotto stress (Izzo)

PAPA: LODA PRESIDENTE URUGUAY CHE SI E' DIMEZZATO STIPENDIO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 giu. 

"Sono molto contento di aver incontrato un uomo saggio". Papa Francesco ha commentato cosi' il suo caloroso incontro con Jose' "Pepe" Mujica, il 78enne presidente dell'Uruguay, il capo di Stato piu' povero al mondo: vive in un'umile casa di campagna e si mantiene con il 10 per cento dello stipendio (circa 1500 dollari), devolvendo il resto ai poveri del suo Paese. E che questa mattina si e' presentato al Palazzo Apostolico senza cravatta, con una camicia blu e un maglione verde sotto la giacca scura. Il Pontefice lo ha accolto con un abbraccio e, prima del colloquio privato di 45 minuti, insieme hanno ricordato "un comune amico" lo scrittore e teologo Alberto Methol Ferret.
"Ci ha aperto la testa", ha detto il presidente. "Ci aiuto' a pensare", ha risposto il Papa che ha sempre stimato l'intellettuale uruguayano scomparso nel 2009, difensore degli oppressi dopo essere stato un alto funzionario del Porto di Montevideo, promotore entusiasta del rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II ma critico verso la Teologia della Liberazione. Per rendere onore in Vaticano a questa figura che tanto ha dato lustro all'Uruguay nel mondo, Mujica ha portato in dono a Francesco un libro scritto da Methol Ferre' con Alver Metalli (scrittore e collaboratore di Radio Rai da Buenos Aires, a sua volta amico di Bergoglio): "L'America Latina del XXI secolo". Francesco ha donato un quadro con una litografia antica che raffigura la fontana di Santa Marta, poco lontana dall'omonimo pensionato che in Vaticano ospita il Papa e Mujica ha commentato: "dovrei fare una casa nuova per appenderlo, ora nella mia non ho posto". "Sua moglie trovera' la maniera", gli ha replicato Bergoglio (la signora, senatrice Lucia Topolansk, non era in Vaticano con il marito in quanto fa da "presidente supplente" nella sua qualita' di parlamentare eletto con il maggior numero di voti). Il presidente ha mostrato pero' di aver gradito di piu' il documento del Celam approvato ad Aparecida nel 2007, dove il cardinale Bergoglio era relatore e dunque estensore del testo approvato dall'Assemblea dei vescovi latino-americani. "Tu puoi controllare l'indice e trovare quello che ti interessa, ha suggerito il Papa consegnandolo al suo ospite.
Membro del gruppo armato "Tupamaros" negli anni '60, Mujica e' presidente dell'Uruguay dal 2010 e due anni fa ha aperto le porte della residenza ufficiale ai senza tetto, come rifugio dal freddo dopo che nell'inverno 2011 cinque senza tetto erano morti per il freddo. Il Papa in persona ha voluto lodarlo oggi affidando al portavoce Federico Lombardi un suo messaggio per i giornalisti, la soddisfazione per aver incontrato "un uomo saggio". Congedatosi da Francesco Mujica po si e' incontrato poi con il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, e con l'arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati. "I cordiali colloqui - afferma una nota vaticana - hanno permesso uno scambio d'informazioni e di riflessioni sulla situazione socio-politica del Paese e sul suo ruolo nella Regione". "In tale prospettiva - ricorda la nota - sono stati affrontati temi di comune interesse, come lo sviluppo integrale della persona, il rispetto dei diritti umani, la giustizia e la pace sociale". Il comunicato ricorda anche che "non si e' mancato di rilevare il contributo apportato dalla Chiesa cattolica al dibattito pubblico su tali questioni, nonche' alla pace internazionale, come pure il suo servizio all'intera societa', specialmente nell'ambito assistenziale ed educativo". 

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SANITA': CROCIATA (CEI), GLI OSPEDALI CATTOLICI SONO SOTTO STRESS

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 giu. 

"Le strutture della sanita' cattolica sono sottoposte a uno stress gestionale e organizzativo che, in tempi di crisi come l'attuale, mette a repentaglio la sostenibilita' del servizio stesso". Lo denuncia monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, che ha aperto con il suo intervento il convegno "Le Istituzioni sanitarie cattoliche. Un servizio prezioso in evoluzione" in corso a Roma. Crociata ribadisce il carattere di servizio pubblico delle strutture sanitarie cattoliche rappresentate all'incontro da circa 200 responsabili di ospedali e case di cura cattoliche.
Alla presenza del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, Crociata rivendica la validta' delle strutture catoliche: "una quota significativa, per numeri e qualita', della sanita' pubblica" a cui "fanno ricorso cittadini di tutte le regioni del Paese, confermando un credito guadagnato sul campo nel corso del tempo". "L'intera societa' italiana - afferma - trae vantaggio da presenze in cui la ricerca dei migliori standard di efficienza dei servizi socio-sanitari si coniuga con un'ispirazione imperniata 'sull'accoglienza e cura totale della persona' e su una cultura della vita, dal concepimento fino alla sua conclusione naturale, che contrasta con la contemporanea rimozione del limite, del dolore, della morte". Molte delle attuali difficolta' gestionali, per il segretario Cei, derivano pero' dalle "disparita' che non sempre rispettano la dignita' propria di un servizio pubblico". "Siamo fiduciosi - assicura - che l'esperienza del credito di professionalita' e talora anche di eccellenza di cui godono le istituzioni sanitarie cattoliche, possa trovare riscontro in un'attenzione rinnovata alle attese di cura dell'intera popolazione, che si dirige alle strutture pubbliche senza fare troppe differenze, se non, quando puo', quelle dettate dal credito scientifico e dalla qualita' dei servizi offerti". Dalle strutture cattoliche infatti, sottolinea anche in riferimento allo scandalo dell'Idi, oggi commissariato dalla Santa Sede e mentre il suo responsaile operativo, padre Franco Decaminada e' finito agli arresti domiciliari, "si esige qualcosa di piu' della professionalita' e della legalita', che devono essere assicurate con il massimo rigore".
"La Segreteria della Conferenza Episcopale - promette Crociata ai dirigenti della sanita' cattolica - offre la sua disponibilita' ad accompagnare la ricerca di soluzioni alle questioni che interessano la responsabilita' degli organismi sanitari nel loro rapporto con le istituzioni governative e statuali" e confida che "la capacita' di ascolto da parte delle istituzioni e della politica" caratterizzi "un percorso che conduca a trovare soluzioni di sostenibilita' e di durata per strutture socio-sanitarie attanagliate dalla crisi". Per Crociata "c'e' una terza via, infatti, oltre la falsa alternativa tra andare avanti come si e' sempre fatto e gettare la spugna e disfarsi di un'opera come se fosse un peso ingombrante: e' la via della collaborazione, della interazione e della integrazione, delle molteplici forme di alleanze per segmenti specialistici o per intere strutture". "Creare strutture solide, grandi ma senza gigantismi, sorrette da reti di protezione e di solidarieta' che salvaguardino specificita', identita', inventiva della carita', garantite da buone pratiche e processi virtuosi, nonche' da accresciuta efficienza: questa rappresenta una prospettiva realizzabile". In apertura del Convegno don Carmine Arice, direttore dell'Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute, richiamando ad "una maggior sinergia con le Istituzioni pubbliche" ha presentato i numeri "per difetto" della sanita' cattolica nel Paese. Per servire le persone ammalate che chiedono assistenza sanitaria a queste strutture in cui sono disponibili circa 45mila posti-letto, sono presenti complessivamente sul territorio nazionale: 2 policlinici universitari, 24 ospedali classificati, 12 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, 4 Presidi Sanitari, circa 200 strutture tra, Case di cura e Centri di Riabilitazione. Vi lavorano circa 70mila operatori sanitari, di cui 8mila medici. La distribuzione di queste strutture, ha sottolineato don Arice, e' "molto variegata" con una presenza maggiore al Nord, con la Lombardia che fa da capofila con oltre 50 realta', e una diminuzione man mano che si scende al Sud. 

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venerdì 31 maggio 2013

Incontro di Papa Francesco con un gruppo di bambini malati. Nota informativa e testo del saluto di una bimba

Nota informativa di Padre Lombardi. 

Questa sera, alle ore 18, nella Cappella della Casa di Santa Marta, dove abita, il Papa ha incontrato un gruppo di bambini ospiti del reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma. I bambini, gravemente ammalati, erano 22, accompagnati dai loro genitori e da rappresentanti del personale del Gemelli e da volontari dell’Unitalsi, dalle religiose e dai sacerdoti che li seguono e li accompagnano in pellegrinaggi a Lourdes o a Loreto. In tutto circa 70 persone.
Tra i presenti anche tre sorelline, tutte e tre ammalate, con i loro genitori. In occasione di un pellegrinaggio a Lourdes i bambini del gruppo avevano inviato al Papa i loro disegni della Grotta di Lourdes (il disegno giudicato più bello era stato fatto in Braille da un bimbo cieco), accompagnandoli con una lettera in cui avevano offerto al Papa di venire a pregare con lui.
L’incontro si è svolto in un clima di preghiera e di grande commozione, ma anche di gioia, come ogni volta che i bimbi sono protagonisti. Dopo il segno della croce e il saluto di pace del Papa e la recita del Padre Nostro, una bimba ha rivolto al Papa alcune parole di saluto chiedendogli di pregare per tutti i bambini malati del mondo e di benedire i loro genitori. E’ stata cantata da tutti insieme la “Ave Maria di Lourdes”.
Il Papa ha rivolto ai bambini e ai presenti alcune parole in forma di dialogo con i piccoli, ascoltando le loro domande e ricevendo piccoli doni, e invitandoli a sentire sempre la presenza di Gesù vicino a loro, “perché Gesù vuole loro tanto bene”. Dopo un’Ave Maria recitata insieme, il Papa impartito la benedizione, che è “come un abbraccio di Dio”. Infine – come suo solito – ha salutato con grande affetto singolarmente tutti i presenti, ogni bambino con i suoi genitori.
L’incontro è durato circa mezz’ora.

IL SALUTO DELLA BIMBA NUGNES MICHELLE

Caro Papa Francesco,
sono proprio contenta di essere qui a casa tua con gli amici del Gemelli, i medici, i volontari, e con i sacerdoti che ci accompagnano a Lourdes con l'Unitalsi.
E' bello poterti vedere davvero e non come alla televisione!
A Lourdes abbiamo pregato per te, ti abbiamo disegnato la grotta della Madonna, come nostro dono.
Ti promettiamo che pregheremo ancora e ti chiediamo di pregare per tutti i bambini malati del Gemelli e del Mondo.
Benedici tutte le mamme e i papà, perché possano avere sempre un sorriso bello come il tuo.

Papa Francesco: alcuni fedeli sembrano andare ad un funerale e non a lodare Dio. Perchè certe volte la Messa ci sembra lunga. Il presidente Onu regala al Pontefice un'icona del popolo serbo (Izzo)

PAPA: ALCUNI FEDELI SEMBRANO ANDARE A FUNERALE E NON A LODARE DIO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 31 mag. 

"Tante volte i cristiani hanno faccia di andare piu' ad un corteo funebre che di andare a lodare Dio, no?". Papa Francesco interrompe la sua omelia di questa mattina alla Domus Santa Marta e interroga i 50 fedeli presenti. "Senza gioia - spiega - noi cristiani non possiamo diventare liberi, diventiamo schiavi delle nostre tristezze". In merito il Pontefice cita "il grande Paolo VI che diceva: 'non si puo' portare avanti il Vangelo con cristiani tristi, sfiduciati, scoraggiati'". 
"Non si puo' - conviene -. Questo atteggiamento e' un po' funebre, eh?" 

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PAPA: PERCHE' CERTE VOLTE LA MESSA CI SEMBRA LUNGA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 31 mag. 

"Questa messa che lunga s'e' fatta!". Nell'omelia di questa mattina alla Domus Santa Marta, nella quale ha destritto come "un po' funebre" l'atteggiamento di molti fedeli, Papa Francesco presta la sua voce ad una sensazione abbastanza diffusa tra i fedeli: la noia che li assale durante le liturgie. E spiega che "se tu non lodi Dio, non sai quella gratuita' di perdere il tempo lodando a Dio, e' lunga la messa". "Ma - aggiunge - se tu vai con questo atteggiamento della gioia, della lode a Dio, quello e' bello!". "L'eternita' - assicura Francesco - sara' quello: lodare Dio! E quello non sara' noioso: sara' bellissimo! Questa gioia ci fa liberi".
Per il Pontefice, "il modello di questa lode, e di questa gioia, e' ancora una volta la Madre di Gesu'". "La Chiesa - ricorda Papa Francesco - la chiama 'causa della nostra gioia' perche' porta la gioia piu' grande che e' Gesu'". "Dobbiamo pregare la Madonna - esorta - perche' portando Gesu' ci dia la grazia della gioia, della liberta' della gioia. Ci dia la grazia di lodare, di lodare con una preghiera di lode gratuita, di lode, perche' Lui e' degno di lode sempre. Pregare la Madonna e dirle come le dice la Chiesa: Signora, tu che sei tanto grande, visita noi e donaci la gioia!". In realta' le messe di Papa Francesco fanno eccezione perche' nessuno si annoia ad assistervi, anzi le richieste sono tantissime, con un elenco di "prenotati" che la segreteria particolare del Pontefice fatica a smaltire. Ad esempio i giornalisti accreditati non sono stati ancora ammessi alla cappella della Domus Santa Marta, anche se sono proprio loro tutte le mattine a dare risalto alle parole di Francesco. Tra i concelebranti di oggi vi erano il cardinale Jozef Tomko, l'arcivescovo di Faridabad-Delhi, Kuriakose Bharanikulangara, e quello di Belo Horizonte, Walmor Oliveira de Azevedo. Tra i fedeli, un gruppo di dipendenti dei Servizi economici del Vaticano, con il direttore Sabatino Napolitano, e collaboratori delle Guardie Svizzere. 

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PAPA: PRESIDENTE ONU GLI REGALA ICONA DEL PADRE DEL POPOLO SERBO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 31 mag. 

Colloquio di 20 minuti in Vaticano tra Papa Francesco e il presidente dell'Assemblea dell'Onu, il 38enne Vuk Jeremic gia' esponente del governo di Belgrado, che gli ha portato in dono un'icona di San Sava, patrono del popolo serbo. Il nuovo Papa, come e' noto, e' stato invitato a parlare all'Onu (come i suoi predecessori Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI) dal segretario generale, Ban- Ki-moon, ricevuto in Vaticano lo scorso 9 aprile.
Il presidente dell'Assemblea dell'Onu si e' successivamente incontrato con il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, il quale era accompagnato da monsignor Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati. "Nei cordiali colloqui - informa una nota vaticana - sono state passate in rassegna alcune questioni di reciproco interesse, in particolare la risoluzione dei conflitti internazionali attraverso mezzi pacifici, con riferimento specifico al Medio Oriente, e alle gravi emergenze umanitarie da essi provocate". In tale contesto, si legge nel comunicato, "e' stata rilevata l'importanza della riconciliazione fra le comunita' che compongono le varie societa' e del rispetto dei diritti delle minoranze etniche e religiose".
Jeremic si e' confrontato con il Papa e con Bertone anche "sul problema della tratta delle persone e sul dramma dei rifugiati e dei migranti". Riguardo alla presente crisi economica mondiale, al centro dei colloqui e' stato "il ruolo che potrebbe assumere l'Assemblea Generale dell'ONU nei programmi per l'agenda di sviluppo sostenibile dopo il 2015, rispettoso dell'ambiente e nello stesso tempo capace di ridurre la distanza tra ricchi e poveri. "L'incontro odierno - sottolinea infine la nota - ha confermato l'apprezzamento della Santa Sede per il ruolo centrale dell'Organizzazione nella ricerca del bene comune dell'umanita'". E ugualmente "non si e' mancato di ricordare il contributo della Chiesa Cattolica, con i mezzi che le sono propri e nel rispetto della sua identita', a favore della promozione della dignita' umana integrale, della pace e di una cultura dell'incontro, auspicando che tali valori possano sempre ispirare i dibattiti e le deliberazioni dell'Assemblea Generale".

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giovedì 23 maggio 2013

La prima conferma di Papa Francesco è quella del card. Vallini. Con il presidente del Salvador rende omaggio a Mons. Romero. Francesco in pellegrinaggio ad Assisi il 4 ottobre. Domenica visita ad una parrocchia di Prima Porta (Izzo)

PAPA: LA PRIMA CONFERMA E' QUELLA DEL CARDINALE VALLINI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 23 mar.

La prima conferma decisa da Papa Francesco e' quella del cardinale vicario Agostino Vallini. L'annuncio e' stato fatto oggi dallo stesso Pontefice con una lettera personale indirizzata al porporato. Tutti i cardinali e arcivescovi capo dicasteri che collaboravano con Benedetto XVI sono stati infatti proorogati nei loro incarichi da Francesco pochi giorni dopo l'elezione, ma con la formula "donec aliter provideatur".
La riconferma del cardinale vicario Agostino Vallini era abbastanza scontata se, come ha raccontato lui stesso all'Osservatore Romano, gia' qualche istante dopo l'elezione, prima di uscire entrambi dal Conclave,il nuovo Pontefice gli ha chiesto di stargli vicino essendo lui il vicario generale della diocesi di Roma della quale Bergoglio era appena stato nominato vescovo. In quel momento Vallini non aveva capito che il Papa eletto lo voleva con lui sulla Loggia delle Benedizioni, quando di li' a pochissimo si sarebbe affacciato davanti a un mare di gente. "Dopo l'elezione - ha raccontato infatti - i cardinali sfilano davanti all'eletto per manifestargli obbedienza. In quel momento mi ha detto: 'Lei e' il cardinale vicario: accetta di starmi vicino?'. Naturalmente gli ho risposto subito di si'. E pensavo fosse finita li'. Poi mi ha fatto chiamare di nuovo e mi ha detto: 'Venga, stia vicino a me'". Vallini e' nato 73 anni fa a Poli, in provincia di Roma, dove prestava servizio suo padre, maresciallo dei carabinieri, di origini toscane, in seguito arrestato dai tedeschi e deportato in Germania. A causa di cio' la famiglia si ritiro' a Vitorchiano, in provincia di Viterbo, paese di origine della mamma.
Ordinato sacerdote per la diocesi di Napoli nel 1964, fu inviato a Roma a specializzarsi in diritto canonico e il rettore della Lateranense, monsignor Pietro Pavan, lo chiamo' a ricoprire l'incarico di docente di Diritto pubblico ecclesiastico, con l'impegno di rivedere l'impostazione e il programma della disciplina secondo gli orientamenti conciliari. Un lavoro di studio e di ricerca che lo appassiono' molto, senza trascurare l'insegnamento a Napoli e, a tempo parziale, una collaborazione alla pastorale parrocchiale nel quartiere popolare di Barra (Napoli), tra gli universitari della Fuci, e come assistente ecclesiastico della sezione napoletana dell'Usmi. Nel 1978 lascio' l'insegnamento al Laterano perche' il cardinale Corrado Ursi lo nomino' rettore del Seminario Maggiore. Dodici anni dopo, nel 1989 Giovanni Paolo II lo nomino' vescovo ausiliare di Napoli e nel 1999 lo trasferi' alla Chiesa suburbicaria di Albano, dove ha esercitato il ministero episcopale per cinque anni. Dal 2004 al 2008 e' stato presidente del Tribunale della Segnatura Apostolica, divenendo cardinale nel 2006. E nel 2008 Papa Ratzinger lo ha voluto suo vicario per la diocesi di Roma al posto del cardinale Camillo Ruini che lasciava per ragioni di eta'. 

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PAPA: CON PRESIDENTE SALVADOR RENDE OMAGGIO A MARTIRE ROMERO


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 23 mar. 

Papa Francesco e il presidente del Salvador Carlos Mauricio Funes Cartagena hanno reso omaggio insieme alla memoria dell'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero, sottolineando, ha affermato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, "l'importanza della sua testimonianza per l'intera Nazione".
Il presidente, come e' noto, ha chiesto di essere ricevuto dal nuovo Papa proprio per invocare una rapida conclusione del processo di beatificazione di monsignor Romero, ucciso dagli squadroni della morte il 24 marzo del 1980 mentre celebrava la messa. E ha portato, ha rivelato il portavoce Lombardi, "un dono toccante, un reliquiario a forma di ostensorio, con un frammento macchiato di sangue della veste indossata dal presule in quella celebrazione". Cosa abbia risposto il Papa alla richiesta di Funes Cartagena, padre Lombardi non ha potuto dirlo, essendo un colloquio privato. Ma e' noto che Francesco ritiene Romero martire e santo, tanto che allo scrittore Adolfo Perez Esquival, ricevuto pochi giorni dopo l'elezione al Pontificato, disse di ritenerlo "uno dei profeti e martiri della Chiesa". Il presidente, ha rivelato Lombardi, "e' stato alunno di padre Rutilio Grande, il gesuita ucciso prima di Romero e che ne fu l'ispiratore, per questo tiene moltissimo alla causa dell'arcivescovo".
Lombardi ha sottolineato anche che Bergoglio e il presidente (ricevuto pure dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e dal ministro deglie steri vaticano Dominique Mamberti) hanno espresso "apprezzamento per il contributo che la Chiesa offre per la riconciliazione e per il consolidamento della pace, come pure nei settori della carita', dell'educazione, dello sradicamento della poverta' e della criminalita' organizzata". Nei colloqui di questa mattina, ha chiarito, "si sono anche toccati alcuni temi etici quali la difesa della vita umana, del matrimonio e della famiglia".
Come e' noto, a fine aprile il postulatore della causa, l'arcivescovo Vincenzo Paglia, ha dichiarato pubblicamente che "la causa di beatificazione si e' sbloccata", ammettendo con cio' implicitamente che in precedenza essa era stata fermata (sembra dalla Congregazione dalla Dottrina della Fede). Tecnicamente a favorire la ripresa (analogamente a quanto accaduto per il processo di beatificazione di don Pugisi) e' stata la testimonianza rilasciata nel 2010 dal diretto responsabile della sua morte: il capitano Alvaro Rafel Saravia, l'unico condannato per l'omicidio, il quale disse che Romero fu "ucciso in odio alla fede". Ma certo la sensibilita' e l'esperienza di Papa Francesco, che in Argentina aveva assistito a uccisioni e rapimenti anche di suoi confratelli a opera della giunta militare di Vileda, hanno rappresentato un fattore determinate. Martire della giustizia, barbaramente assassinato per il suo impegno al fianco dei poveri, ma anche testimone della fede,colpito mentre celebrava la messa, con il suo sangue che si e' anche fisicamente unito al pane e al vino che stava consacrando Corpo e Sangue di Cristo, pochi mesi prima di cadere per mano degli 'squadroni della morte', Romero aveva detto che "il Concilio Vaticano II chiede a tutti i cristiani di essere martiri, cioe' di dare la vita: ad alcuni chiede questo fino al sangue, ma a tutti chiede di dare la vita". E lui, malgrado gli avvertimenti, non smise mai di accusare i militari, i paramilitari e gli squadroni della morte per le uccisioni degli oppositori politici e dei difensori dei deboli, come il gesuita Rutilio Grande. In questa sua ostinazione nella denuncia, ebbe quelle che poi vennero diplomaticamente definite "incomprensioni con la Curia Romana", ma che all'epoca contribuirono a decretarne l'isolamento che gli fu fatale. 

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PAPA: IN PELLEGRINAGGIO AD ASSISI IL PROSSIMO 4 OTTOBRE


Salvatore Izzo


(AGI) - Assisi, 23 mag. 

Papa Francesco si rechera' in pellegrinaggio ad Assisi il 4 ottobre prossimo. A comunicarlo e' il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino. L'annunico e' stata confermato dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. "Con lettera del 23 maggio indirizzata al vescovo di Assisi, a firma del sostituto della segreteria di stato monsignor Angelo Becciu - si legge in una nota della Diocesi - accogliendo la richiesta dello stesso Presule, formulata in comunione con i vescovi umbri, il Santo Padre Francesco ha comunicato che il prossimo 4 ottobre intende recarsi pellegrino nella citta' di san Francesco".
"La diocesi del Poverello - afferma ancora la nota - esulta per questa espressione di attenzione e di benevolenza. Insieme con le altre diocesi impegnate nel cammino regionale per l'accensione della lampada votiva al Patrono d'Italia, interpretando i sentimenti dei figli di Francesco dei diversi ordini, come anche delle autorita' cittadine e regionali, diciamo al Santo Padre il nostro grazie e la nostra fervida attesa". "Affidiamo all'intercessione del Santo di Assisi - conclude la diocesi - il ministero del Santo Padre Francesco e il cammino morale e civile della nostra nazione". 

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PAPA: DOMENICA A PRIMA PORTA INIZIA VISITE A PARROCCHIE ROMANE


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 23 mag. 

Sara' Prima Porta il primo quartiere della Capitale ad accogliere Papa Francesco che inizia dalla parrocchia dei Santi Elisabetta e Zaccaria il suo itinerario tra le comunita' della diocesi di Roma. Il nuovo Pontefice verra' accolto da 44 bambini in veste bianca che poi riceveranno dalle sue mani la prima comunione. Con Francesco celebreranno il cardinale vicario Agostino Vallini, il vescovo ausiliare del settore Nord, monsignor Guerino Di Tora, e il parroco. I malati, i disabili e gli anziani prenderanno posto in chiesa, mentre i 15mila fedeli avranno a disposizione il sagrato e la collinetta antistante. Nei campi sportivi e nel parcheggio di un supermercato saranno posti maxischermi. 

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