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venerdì 19 luglio 2013

Ior, Lombardi: su prelato notizie inattendibili. Papa Francesco istituisce una commissione d'inchiesta sulle finanze vaticane. Fra i membri anche un ex ministro di Singapore (Izzo)

IOR: SU PRELATO NOTIZIE INATTENDIBILI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 19 lug. 

Sono "inattendibili" le rivelazioni di un settimanale italiano riguardanti il nuovo prelato dello Ior, monsignor Battista Ricca. Lo ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che ha spiegato il senso della sua precisazione affermando che si riferisce all'insieme dell'articolo, cioe' non ad ogni singolo dettaglio, compresi quelli che di per se' non hanno valenza di prova del comportamento, che il settimanale definisce scandaloso, attribuito al sacerdote che e' anche direttore della Domus Santa Marta (incarico prestigioso e di tutto rispetto, se si considera che la struttura ospita i cardinali durante il Conclave).
Gia' qualche settimana fa un blog curato dall'autore dell'articolo aveva anticipato nella sostanza le "accuse" rivolte al sacerdote, commentandole con l'annuncio  che il Papa lo avrebbe rimosso. Questo non e' accaduto, ed anzi - successivamente alla ripresa delle accuse da parte di altri media -  l'Osservatore Romano ha pubblicato un comunicato sulla prima riunione della Commissione referente sullo Ior, alla quale ha partecipato Papa Francesco, sottolineando esplicitamente la presenza all'incontro di monsignor Ricca. Un segnale chiaro che pero' evidentemente non e' stato sufficiente. Certo e' che la Commissione referente sta lavorando alla revisione di tutti i conti correnti dello Ior anche per verificare se sono state seguite in passato le procedure previste. E questo fatto potrebbe spiegare la diffusione di un dossier come quello riguardante Ricca, nel quale alcuni episodi reali (come il fatto di essere rimasto chiuso in ascensore con un giovane a causa di un guasto) vengono letti a sostegno di una determinata tesi.
Resta il punto fermo che Papa Francesco, pur a conoscenza delle accuse mosse al suo collaboratore ed avendo avuto modo di verificare se fossero consistenti o meno, ha deciso di lasciarlo al suo posto e sembra difficile che lo avreabbe fatto se ritenesse fondate le accuse di immoralita'.  

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PAPA: ISTITUISCE COMMISSIONE D'INCHIESTA SU FINANZE VATICANE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 19 lug.

Papa Francesco vuole vederci chiaro nelle Finanze Vaticane, i cui bilanci sono tornati quest'anno in leggero attivo. E per questo ha istituito una Commissione referente che dovra' raccogliere "puntuali informazioni sulle questioni economiche interessanti le Amministrazioni vaticane", al fine di favorire "la semplificazione e razionalizzazione degli Organismi esistenti e ad una piu' attenta programmazione delle attivita' economiche di tutte le Amministrazioni vaticane". Lo ha spiegato lui stesso nel chirografo, cioe' un documento autografo, pubblicato oggi e firmato appena ieri. Composta da 7 laici di vari paesi e da un solo ecclesiastico, la Commissione referente coopera, ha deciso il Papa, "con il Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi e amministrativi della Santa Sede, nel suo apprezzato lavoro, offrendo il supporto tecnico della consulenza specialistica ed elaborando soluzioni strategiche di miglioramento, atte ad evitare dispendi di risorse economiche, a favorire la trasparenza nei processi di acquisizione di beni e servizi, a perfezionare l'amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, ad
operare con sempre maggiore prudenza in ambito finanziario, ad assicurare una corretta
applicazione dei principi contabili ed a garantire assistenza sanitaria e previdenza sociale a tutti
gli aventi diritto". La nuova Commissione  dovra' ovviamente collaborare anche con gli 8 cardinali nominati da Francesco perche' lo aiutino nel governo della Chiesa Universale e la riforma della Curia Romana, ma in ogni caso riferira' direttamente al Papa e consegnera' a lui ogni elaborato e documento e, alla fine del lavoro, l'intero archivio. Rispondendo in merito ai giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha sottolineato che "per principio la revisione dei conti e' affidata a esperti esterni all'amministrazione che viene controllata".
Per padre Lombardi, l’iniziativa di Papa Francesco rappresenta "una novita’ assoluta" e non deve essere letta come se venisse tolta la fiducia agli attuali dirigenti dei diversi dicasteri (Apsa, Prefettura degli Affari Economici, Governatorato ma per alcuni aspetti anche Propaganda fide e altri) coinvolti negli approfondimenti della Commissione Referente. "Tutti - ha spiegato - continuano a fare il loro lavoro e la Commissione riferira’ solo al Papa".
"La Commissione - scrive infatti Francesco nel chirografo - ci tiene informati sul suo lavoro e Ci consegna gli esiti dello stesso. 
Essa e’ tenuta a depositarci l’intero archivio cartaceo e digitale alla conclusione del suo mandato". Per decisione del Papa, infine, "la Commissione viene dotata delle risorse, compresi interpreti e traduttori, e degli strumenti adeguati alle sue funzioni istituzionali. Essa puo’ avvalersi della collaborazione di esperti e di societa’ di consulenza da individuare sia all’esterno, in tutto il mondo, che all’interno della Santa Sede che non si trovino in conflitto di interessi per l’esercizio di professioni, di funzioni o di incarichi connessi con le attivita’ delle Amministrazioni vaticane".

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PAPA: ANCHE UN EX MINISTRO DI SINGAPORE TRA INQUIRENTI SU FINANZE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 19 lug. 

Ad offrire "il supporto tecnico della consulenza specialistica" per una revisione dell’intero sistema delle Finanze Vaticane, Papa Francesco ha chiamato 7 laici "esperti di materie giuridiche, economiche, finanziarie e organizzative, gia’ illustri consulenti o revisori di istituzioni economiche vaticane od ecclesiastiche. Unico
ecclesiastico e’ il segretario". Tra i componenti c’e’ anche George Yeo, che e’ stato ministro in diversi dicasteri a Singapore, il suo Paese.
Il presidente sara’ Joseph F.X. Zahra di Malta, attuale revisore generale della Prefettura degli Affari Economici, dalla quale viene anche il segretario, il sacerdote spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda, che e’ anche segretario del dicastero. Gli altri membri sono Jean-Baptiste de Franssu (Francia), Enrique Llano (Spagna), Jochen Messemer (Germania), Francesca Immacolata Chaouqui (Italia) e Jean Videlain-Sevestre
(Francia). Con Zahra, anche Messemer fa gia’ parte dei Revisori internazionali della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. La Commissione iniziera’ i suoi lavori al piu’ presto. Una prima riunione e’ prevista poco dopo il ritorno del Santo Padre dal Brasile. "Il Santo Padre - ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico LOmbardi - si augura una felice e produttiva collaborazione tra la Commissione e le Amministrazioni vaticane interessate dai suoi lavori". 

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giovedì 4 luglio 2013

Papa Francesco: ogni cristiano ha sui suoi documenti "stato civile libero". Il Pontefice incoraggia i cardinali a controllare bene i bilanci vaticani (Izzo)

PAPA: OGNI CRISTIANO HA SU SUOI DOCUMENTI "STATO CIVILE LIBERO" 

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 4 giu. 

"Noi siamo salvati in Gesu' Cristo! E nessuno ci puo' rubare questa carta di identita'. 
Mi chiamo cosi': figlio di Dio! Che bella carta di identita'... Stato civile: libero! Cosi' sia". Con queste parole Papa Francesco ha concluso questa mattina l'omelia alla Domus Santa Marta. Il Pontefice ha commentato oggi il Vangelo della guarigione di un paralitico, al quale Gesu' all'inizio dice: "Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati", lasciandolo un po' "sconcertato" perche', ha osservato, "desiderava guarire fisicamente".
Francesco ha ricordato "le critiche degli scribi che fra se' lo accusavano di bestemmiare perche' soltanto Dio puo' perdonare i peccati", davanti alle quali Gesu' guarisce l'infermo anche nel corpo. 
In realta' - ha spiegato il Pontefice - le guarigioni, l'insegnamento, le parole forti contro l'ipocrisia, erano "soltanto un segno, un segno di qualcosa di piu' che Gesu' stava facendo", cioe' il perdono dei peccati: in Gesu' il mondo viene riconciliato con Dio, questo e' il "miracolo piu' profondo". "Questa riconciliazione - ha sottolineato Papa Bergoglio - e' la ricreazione del mondo: questa e' la missione piu' profonda di Gesu'". Per Francesco, "questo e' il miracolo piu' grande: Gesu' ci fa figli, con la liberta' dei figli". Ed e' per questo, ha tenuto a ricordare, "che noi possiamo dire: 'Padre'. E dirlo con un atteggiamento tanto buono e tanto bello, con liberta'". 

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PAPA: INCORAGGIA CARDINALI A CONTROLLARE BENE BILANCI VATICANI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 4 lug. 

Papa Francesco ha incontrato ieri i 15 cardinali del Consiglio per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede e li ha esortati a un forte impegno nel servizio al quale sono chiamati che e' il controllo dei bilanci. Lo ha riferito la Sala Stampa della Santa Sede con un laconico passaggio nel comunicato relativo alla riunione: "degna di particolare nota - si legge - e' stata la visita, mercoledi' 3, del Santo Padre Francesco, il quale ha rivolto la parola agli intervenuti e si e' intrattenuto per un breve dialogo, ribadendo le finalita' e l'utilita' del Consiglio ed invitando a proseguire i periodici incontri".
Il Pontefice, ha spiegato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, "ha fatto un intervento responsabilizzante volto a chiedere il buon uso dell'amministrazione", volto a dire "no agli sprechi" e a spronare al "buon utilizzo delle offerte". Da parte loro, si legge nella nota vaticana, "i cardinali hanno riflettuto sui dati di Bilancio loro offerti constatando i positivi risultati raggiunti, ed hanno incoraggiato la necessaria riforma finalizzata a ridurre i costi attraverso un'opera di semplificazione e razionalizzazione degli organismi esistenti, nonche' una piu' attenta programmazione dell'attivita' di tutte le amministrazioni". "I membri del Consiglio - conclude il comunicato - hanno espresso profonda gratitudine per il sostegno dato, spesso in forma anonima, al ministero universale del Santo Padre, nonostante il momento di crisi economica, esortando a perseverare in tale opera di bene". Ai lavori, che si svolgono ogni anno per l'approvazione del bilancio consuntivo dell'anno precedente, erano presenti cardinali provenienti da ogni parte del mondo. Tra loro, Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia, Antonio Ruoco Varela, arcivescovo di Madrid, Polycarp Pengo, arcivescovo di Dar es Salaam, il sudafricano di Durban Fox Napier, Angelo Scola, arcivescovo di Milano, Gerog Pell, arcivescovo di Sidney, Agostino Vallini, vicario di Roma, Tang Kong, vescovo di Hong Kong, e il brasiliano Odilo Pedro Sherer arcivescovo di San Paolo.

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Bilancio positivo per il Vaticano, nonostante la crisi (Speciale)

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Bilancio Santa Sede in attivo: Consiglio dei cardinali incoraggia riforma e ringrazia per il sostegno dei fedeli

Bilancio Santa Sede in attivo: Consiglio dei cardinali incoraggia riforma e ringrazia per il sostegno dei fedeli

Si è conclusa ieri in Vaticano la riunione di due giorni del Consiglio di Cardinali per lo Studio dei Problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, presieduta dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Degna di particolare nota è stata la visita, ieri, di Papa Francesco, il quale ha rivolto la parola agli intervenuti e si è intrattenuto per un breve dialogo, ribadendo le finalità e l’utilità del Consiglio ed invitando a proseguire i periodici incontri.

Dopo l’introduzione svolta dal cardinale Bertone e dal cardinale Giuseppe Versaldi, presidente della Prefettura per gli Affari Economici, il ragioniere generale, Stefano Fralleoni, ha dapprima letto la relazione al Bilancio consuntivo Consolidato 2012 della Santa Sede e, successivamente, a quello del Governatorato. Mons. Vallejo Balda, segretario della Prefettura per gli Affari Economici, si è invece soffermato ad illustrare le quattro aree – Santa Sede-Curia Romana, Santa Sede-Pastorale, Santa Sede-Carità e Stato della Città del Vaticano – che, in prospettiva, verrebbero a formare il Bilancio integrato dei due Enti in parola. 

Il Bilancio consuntivo consolidato della Santa Sede per l’anno 2012 chiude con un utile di € 2.185.622, grazie soprattutto al buon rendimento della gestione finanziaria. Tra i capitoli di spesa più impegnativi si annoverano quelli relativi al costo del personale che, al 31 dicembre scorso, contava 2.823 unità, ai mezzi di comunicazione sociali, considerati nel loro complesso ed al pagamento delle nuove tasse che gravano sugli immobili (IMU), risultate in aumento per € 5.000.000 rispetto al passato.

Il Governatorato ha un’Amministrazione autonoma ed indipendente da contributi della Santa Sede, e, attraverso le sue diverse Direzioni, provvede alle necessità relative alla gestione dello Stato. Il consuntivo 2012, che comunque ha risentito del clima economico mondiale, si è chiuso con un attivo di € 23.079.800, in aumento di più di un milione di € rispetto a quello dell’anno precedente. Al 31 dicembre scorso risultavano impiegate 1.936 persone.

L’Obolo di San Pietro, cioè le offerte dei fedeli a sostegno della carità del Santo Padre, è passato da USD 69.711.722,76 del 2011, a USD 65.922.637,08. Il contributo in base al can. 1271 CIC, che corrisponde sostegno economico prestato dalle circoscrizioni ecclesiastiche di tutto mondo per il mantenimento del servizio che la Curia Romana presta alla Chiesa universale, è passato da UDS 32.128.675,91, del 2011, a USD 28.303.239,28, con un calo dell’11,91%. Gli ulteriori contributi alla Santa Sede da parte degli Istituti di Vita Consacrata, Società di Vita Apostolica e Fondazioni sono passati da USD 1.194.217,78, del 2011, a USD 1.133.466,91, con un calo del 5,09%. Complessivamente, pertanto, vi è stato un decremento del 7,45% rispetto al totale, espresso in Dollari USA, del 2011.

L’Istituto per le Opere di Religione (IOR), come ogni anno, ha offerto al Santo Padre una somma significativa a sostegno del suo ministero apostolico e di carità. Per l’esercizio 2012 si è trattato di € 50.000.000 ai quali vanno aggiunti € 1.000.000 per il Fondo Amazzonia, € 1.500.000 per il Fondo Pro orantibus (sostegno ai Monasteri di clausura), € 1.500.000 per il Fondo San Sergio (sostegno alle Chiesa dell’ex Unione Sovietica), € 1.000.000 per la Commissione per l’America Latina, ed altre elargizioni di minore entità.

I porporati hanno riflettuto sui dati di Bilancio loro offerti constatando i positivi risultati raggiunti, ed hanno incoraggiato la necessaria riforma finalizzata a ridurre i costi attraverso un’opera di semplificazione e razionalizzazione degli organismi esistenti, nonché una più attenta programmazione dell’attività di tutte le amministrazioni. I Membri del Consiglio hanno espresso profonda gratitudine per il sostegno dato, spesso in forma anonima, al ministero universale del Santo Padre, nonostante il momento di crisi economica, esortando a perseverare in tale opera di bene. 

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martedì 2 luglio 2013

Terremoto allo Ior, si dimettono direttore e vice (Rodari)

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Sia detto per inciso: il dossier su Vatileaks e' stato redatto dai tre cardinali su disposizione ed ordine di Benedetto XVI.
E' sempre meglio rinfrescare la memoria...

Vaticano, bufera allo Ior. Direttore e vice lasciano (Scaramuzzi)

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Ior, si dimettono direttore e vicedirettore (Radio Vaticana)

Ior, si dimettono direttore e vicedirettore

Il Direttore dello IOR, Paolo Cipriani, e il Vice-Direttore Massimo Tulli si sono dimessi dai loro incarichi. Lo afferma un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. Secondo la nota "dopo molti anni di servizio ambedue hanno deciso che questo atto sarebbe stato nel migliore interesse dell’Istituto stesso e della Santa Sede. Il Consiglio di sovrintendenza e la Commissione dei Cardinali hanno accettato le loro dimissioni e hanno chiesto al Presidente Ernst von Freyberg di assumere ad interim le funzioni di Direttore generale con effetto immediato. L’Autorità di Informazione Finanziaria è stata informata. La Commissione speciale nominata il 26 giugno scorso ha preso atto di questa decisione - continua la nota - Ernst von Freyberg sarà coadiuvato da Rolando Marranci in qualità di Vice-Direttore e da Antonio Montaresi nella nuova posizione di Chief Risk Officer con la responsabilità di compliance e progetti speciali. Rolando Marranci è stato Chief Operating Officer presso una nota banca italiana a Londra. Antonio Montaresi ha operato come Chief Risk Officer e Chief Compliance Officer presso varie banche negli Stati Uniti"
Il Presidente Ernst Von Freyberg ha dichiarato che a nome del Consiglio di Sovrintendenza ringrazia "il Sig. Cipriani e il Sig. Tulli per la dedizione personale manifestata nel corso degli anni. Sono lieto della nomina di Rolando Marranci e Antonio Montaresi in quanto eccellenti professionisti. Dal 2010 lo IOR e la sua Direzione hanno lavorato seriamente per portare le strutture e i procedimenti in linea con gli standard internazionali di lotta al riciclaggio di denaro. Sebbene siamo grati per i risultati conseguiti, oggi è chiaro che abbiamo bisogno di una nuova direzione per accelerare il ritmo di questo processo di trasformazione. I progressi fatti sono in gran parte dovuti al sostegno continuo degli organismi di governo dell’Istituto e del suo personale".
Al contempo il Consiglio di Sovrintendenza ha avviato un procedimento di selezione al fine di nominare un nuovo Direttore Generale e un Vice Direttore nel prossimo futuro. Nel maggio scorso, il Promontory Financial Group, guidato da Elizabeth McCaul (Partner-in-charge del New York Office e Chief Executive Officer di Promontory Europe) e Raffaele Cosimo (Chief Operating Officer di Promontory Europe) è stato incaricato dal Presidente del Consiglio di Sovrintendenza di potenziare il programma antiriciclaggio dell’Istituto in sette flussi di lavoro, conducendo una forensic review e il controllo dei rapporti con i clienti. Ernst von Freyberg ha inoltre chiesto a Elizabeth McCaul e a Raffaele Cosimo di fungere da Senior Advisors per la gestione dell’Istituto, data la loro grande competenza ed esperienza.
L’Istituto per le Opere di Religione (IOR) è un istituto fondato nel 1942 per decreto papale. Lo scopo dello IOR è di servire la Santa Sede e la Chiesa Cattolica in tutto il mondo, come stabilito nel suo statuto. Lo IOR protegge il patrimonio di un gruppo chiaramente precisato di persone fisiche e giuridiche con affiliazione alla Chiesa Cattolica definita dal diritto canonico o dal diritto dello Stato della Città del Vaticano. La struttura di governance dello IOR è costituita da una Commissione Cardinalizia, un Prelato, un Consiglio di Sovrintendenza e una Direzione. Lo IOR che ha 114 dipendenti, ha sede esclusivamente sul territorio sovrano dello Stato della Città del Vaticano.

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Dimissioni della Direzione dello IOR. Comunicato della sala stampa della Santa Sede

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domenica 30 giugno 2013

Iniziata sotto Benedetto XVI, la politica di traparenza finanziaria ha dato origine a forti tensioni tra responsabili della Chiesa cattolica (Le Bars)

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Ior, cadono le prime teste. In bilico il direttore generale (Galeazzi)

Riceviamo e con gratitudine pubblichiamo:

Ior, cadono le prime teste.In bilico il direttore generale

L’avvocato del prelato arrestato: “Non ha agito per interesse personale”

GIACOMO GALEAZZI

CITTÀ DEL VATICANO

Una fondazione per lo Ior. Mentre Francesco ribadisce il suo no alla «logica di potere che ci rende pietra d’inciampo», l’arresto di monsignor Nunzio Scarano accelera la trasformazione dell’Istituto Opere di Religione in banca etica o fondazione esterna alla Santa Sede. Vengono consultati vari esperti per riformare gli statuti e garantire una gestione trasparente dei depositi e degli investimenti dei singoli e degli enti: niente più «zona grigia» al Torrione di Niccolò. L’ex prelato di Curia, detenuto a Regina Coeli con l’accusa di corruzione e calunnia, sarà interrogato domani e la sua linea difensiva sarà quella di negare interessi personali. Il confronto con i magistrati è fissato alle 10 e i contraccolpi sullo Ior si prospettano pesanti. Da una parte il gip Barbara Callari ed i pm Stefano Rocco Fava e Stefano Pesci, dall’altra l’ex responsabile del servizio di contabilità analitica dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede. I magistrati contesteranno le accuse di corruzione e di calunnia legate al tentativo, naufragato, di far rientrare in Italia 20 milioni di euro, sospettati di essere frutto di un’evasione fiscale, degli armatori d’Amico. Il prelato dovrà difendersi e, come ribadito ieri dal suo legale Silverio Sica, «chiarirà il suo ruolo e, soprattutto, la sua mancanza di un interesse personale nella vicenda».
Scarano, in particolare, dovrà rispondere a domande su quella che, per gli inquirenti, è una disinvolta ed anche spregiudicata movimentazione di danaro. Un’attività che ha indotto gli inquirenti ad aprire un altro fronte di indagini: quello dell’origine delle ingenti disponibilità finanziarie ed immobiliari del prelato, il quale risulta titolare di due conti correnti allo Ior, uno personale e l’altro, denominato «fondo anziani», per la raccolta di donazioni. All’interrogatorio di garanzia di Scarano faranno seguito quelli dei suoi due complici: il broker finanziario Giovanni Carenzio, detenuto a Napoli, e dell’ex sottufficiale dei carabinieri Giovanni Maria Zito, all’epoca dei fatti, luglio 2012, distaccato agli 007 dell’Aisi ed ora recluso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Questi ultimi due atti istruttori saranno tenuti per rogatoria da gip delle città in cui sono detenuti i due indagati. Per tutti e tre i protagonisti della vicenda l’accusa è di concorso in corruzione. Per Scarano l’ulteriore imputazione di calunnia si riferisce ad una falsa denuncia di smarrimento di un assegno da 200mila euro consegnato, in realtà, a Carenzio come saldo del compenso per il suo ruolo svolto. Ci sono poi le posizioni degli armatori d’Amico: alcuni di loro sarebbero indagati per evasione fiscale e nei prossimi giorni dovrebbero ricevere l’avviso di garanzia per essere interrogati. A commento della vicenda, si sono dichiarati estranei e pronti a fornire ogni chiarimento all’autorità giudiziaria. E sugli affari che toccano lo Ior torna il Codacons con l’annuncio di un esposto alla Procura di Roma in cui si chiede di indagare per frode fiscale e riciclaggio «in relazione ad alcune compravendite sospette di immobili in capo alla banca vaticana». Nel mirino dell’associazione gli immobili appartenuti ad una famiglia romana e donati alla banca vaticana.
Intanto negli organismi finanziari della Santa Sede (Apsa, Governatorato, Prefettura degli affari economici, Ior) le grandi manovre sono iniziate. Sono in uscita il direttore generale della banca vaticana Paolo Cipriani e il suo vice Massimo Tulli. Ieri nel rito in cui ha imposto il pallio a 34 arcivescovi metropoliti, le parole di Francesco sul ruolo del Papa, la necessità di spendersi senza barriere e di superare una logica mondana e di potere, di edificare la Chiesa sulla comunione e non sul conflitto evocano suoi precedenti interventi contro la mondanizzazione e le divisioni. Occorre «superare sempre ogni conflitto che ferisce il corpo della Chiesa». E «quando lasciamo prevalere la logica del potere umano e non ci lasciamo istruire e guidare dalla fede, da Dio, pietra di inciampo». Caffarra è stato prorogato per due anni a Bologna e Sciacca lascerà il Governatorato per la Segnatura Apostolica. I cinque commissari daranno conto a Bergoglio della loro indagine sullo Ior. E a quel punto nulla resterà più com’è sempre stato.

© Copyright La Stampa, 30 giugno 2013

Le amicizie, gli affari e quel sodalizio esclusivo di monsignor «500 euro» (Calabrò)

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Ior, Bergoglio, in sintonia con la linea di chiarezza e trasparenza voluta proprio da Ratzinger, lancia un messaggio di rottura con la gestione precedente e con i «suoi referenti» (Monteforte)

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sabato 29 giugno 2013

Monsignor Scarano, l’ex impiegato di banca diventato prete (Galeazzi)

Riceviamo e con gratitudine pubblichiamo:

Dallo sportello alla tonaca Vita e opere di “don 500”

Monsignor Scarano, l’ex impiegato di banca diventato prete La Procura di Salerno lo ha indagato anche per riciclaggio

GIACOMO GALEAZZI

CITTÀ DEL VATICANO

Passo veloce, modi garbati, sorriso rassicurante. Il monsignore con la ventiquattr’ore era di casa in Curia ma lo si ricorda soprattutto per il soprannome «don 500» per la consuetudine con le banconote di grosso taglio. Chissà se la società internazionale «Spencer Stuart» che cura il rilancio d’immagine dello Ior aveva ipotizzato un correntista così ingombrante. In fondo monsignor Nunzio Scarano non aveva mai perso di vista la sua prima passione, quella per le banche e gli affari, passando dallo sportello della Banca d’America e d’Italia, dove fu impiegato fino al 1983, al mondo ovattato dell’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica, l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede, complice la vocazione che lo portò a farsi prete nel 1987 a 35 anni. Una vocazione tardiva, come quella di un altro «prelato di denari», monsignor Renato Dardozzi, ingegnere e uomo di fiducia per la finanza del segretario di Stato Agostino Casaroli.
È singolare la parabola di Scarano, 61 anni, originario di Salerno, appartenente al clero della diocesi campana. Nel 1986 l’allora impiegato di banca prese i voti e l’anno dopo fu ordinato sacerdote. Addetto tecnico di prima categoria il suo esordio all’Apsa, di cui diventerà quel che si suol dire «un pezzo grosso» conosciuto ben oltre i confini del Vaticano, grazie anche alla partecipazione a diversi incontri pubblici sul ruolo dei cattolici nella società.

Il nome di Scarano finisce sotto i riflettori dell’opinione pubblica nei primi giorni di giugno di quest’anno, quando il responsabile del servizio di contabilità analitica dell’Apsa viene iscritto nel registro degli indagati della Procura di Salerno con l’accusa di riciclaggio in un’inchiesta su presunte donazioni, ritenute fittizie dall’accusa. Secondo l’ipotesi investigativa, in realtà le donazioni sarebbero servite a mascherare un maxi riciclaggio di denaro, che ruotava proprio intorno alla figura di Scarano. Il prelato avrebbe contattato alcune decine di persone (56 gli indagati tra Salerno e provincia) e avrebbe chiesto a ognuno di loro di compilare un assegno circolare da 10mila euro, spiegando di dover ripianare i debiti di una società immobiliare titolare di alcune case nel centro di Salerno. Quegli assegni, però, sarebbero stati solo una partita di giro, perché al momento della consegna i «donatori» avrebbero trovato sul tavolo l’equivalente in contanti, per risarcirli in toto dell’esborso.
Scarano, sospeso cautelativamente dal Vaticano nei giorni scorsi, ha sempre negato ogni addebito. Ma proprio sull’origine delle sue ingenti disponibilità finanziarie e immobiliari (è titolare di due conti correnti allo Ior) la Procura di Roma vuole veder chiaro.
Ieri la nuova accusa che lo ha portato in carcere perché ritenuto responsabile di un’attività di illecita importazione in Italia, poi fallita, di 20 milioni di euro in contanti dalla Svizzera per conto degli armatori Paolo, Cesare e Maurizio D’Amico, nell’ambito di un filone dell’inchiesta romana sullo Ior. Accuse gravi, tanto più per un prelato, da cui ora «don 500», recluso nel carcere di Regina Coeli, dovrà difendersi. Vite parallele con don Evaristo Biasini, soprannominato «don Bancomat»: comparve nelle indagini avviate a Perugia sulla cosiddetta «cricca» degli appalti per i grandi eventi. Il sospetto era che il sacerdote, ex economo della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo sangue e amico di Diego Anemone, costruttore romano al centro dell’indagine, custodisse fondi neri. In varie operazioni da lui annotate ricorre l’Istituto opere religione. Ma ora le vie dello Ior non sembrano più infinite.

© Copyright La Stampa, 29 giugno 2013

E ora arriva la nuova legge antiriciclaggio (Calabrò)

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Le dimissioni di Benedetto XVI e il successivo Conclave sono uno spartiacque impossibile da rimuovere (Franco)

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Fa piacere vedere con quanta sollecitudine ed attenzione i giornali seguono l'opera di pulizia di Papa Francesco. Stamattina in tanti ammettono che l'operazione trasparenza, in realta', e' iniziata con Benedetto XVI. Mi sembra un importante passo in avanti che pero' mi porta ad una domanda: perche' Joseph Ratzinger non e' stato appoggiato con la stessa efficacia dai mass media? Tutta la rimozione della sporcizia sulla pedofilia e sulle finanze vaticane non solo meritava attenzione ma sarebbe stato saggio che godesse del sostegno di tutti, dentro e fuori la chiesa.
Ora tale sostegno c'e', ma rimane il rammarico nel constatare come sia stato deleterio l'anticipo di antipatia dei mezzi di comunicazione verso Benedetto XVI che ha impedito un aiuto concreto nei confronti del suo lavoro.