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martedì 7 aprile 2015

Il genocidio dei Cristiani. E' tempo di una svolta nella chiesa? Un articolo di Antonio Socci

Clicca qui per leggere l'articolo.
Non si hanno parole di fronte a questa violenza inaudita contro persone inermi che hanno solo la colpa di essere cristiani.
Preghiamo per questi nostri fratelli e imploriamo Dio affinché fermi la mano degli assassini.
R.

lunedì 8 settembre 2014

Il “caso D'Escoto” e dintorni. Chi vuole spazzar via l'opera di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI (Socci)

Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Laura.
Che dire? Mi dispiace davvero molto ma sono convinta o, meglio, spero che sia la storia a rendere giustizia a chi ha lavorato tanto prendendosi insulti e non godendo di alcuna forma di gratitudine soprattutto dentro la chiesa.

domenica 10 agosto 2014

Il massacro dei Cristiani ed i "flebili vagiti" vaticani nel durissimo commento di Antonio Socci

Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Gemma.
Difficile non essere d'accordo con Socci. I silenzi si fanno sempre più assordanti ed il prezzo da pagare per il mantenimento della pax mediatica sta diventando troppo salato.
Finalmente qualcuno inizia ad alzare la voce ed a parlare chiaro. Socci dimostra di essere uno dei pochi uomini davvero liberi!
Per quanto riguarda il profetico discorso di Ratisbona possiamo leggere qui come mai esso non viene preso ad esempio.
R.

martedì 24 giugno 2014

La chiesa pauperista rinunci all'8 per mille (Socci). Il prezzo della pax mediatica (Raffaella)

Clicca qui per leggere l'articolo.


Condivisibili le parole di Socci ma dobbiamo abituarci: non è più il tempo della Chiesa che va controcorrente.
Quanto ai martiri cristiani, penso che parlarne a voce alta non sia solo compito della chiesa italiana anche perché il suo peso è davvero limitato.
Siamo tutti concordi nell'affermare che viviamo in un periodo di pax fra la chiesa ed i mass media.
Lo Ior è ancora lì ma non costituisce più alcun problema, i preti pedofili si sono volatilizzati il 28 febbraio 2013 (questo dimostra la bontà dell'operato di Benedetto XVI?), i corvi hanno fatto nidi altrove, il caso Orlandi non fa più notizia (e non ci sono più video delle manifestazioni sotto le finestre del Palazzo Apostolico), tutto funziona come un orologio in curia etc...
Quale sarà mai stato il prezzo di questa bellissima pax mediatica?
Avrà qualcosa a che fare con il silenzio sui valori non negoziabili? Chissà...
La chiesa è davvero la barca di Pietro, ma la sua navigazione dipende da ciò che accade a riva.
Quando tutto va bene, tutto è bello, tutto lascia sentire il fresco profumo della primavera, il capitano può salpare come se fosse alla guida di una sorta di Love Boat.
I grandi ufficiali sono tutti sui ponti a salutare con i fazzoletti coloro che stanno sulla riva e che salutano a loro volta sventolando. Chi sono questi ultimi? Semplice...gli ex anticlericali, i giornalisti, i politici pronti a sottoscrivere proposte di legge contro gli ex valori non negoziabili etc...
Quando, però, il gioco si fa duro e le cose iniziano a mettersi male, dalla riva non si vedono più fazzoletti volanti ma sassate indirizzate ai ponti di comando della nave.
Ecco allora che i grandi ufficiali abbandonano la posizione e salgono sulle scialuppe di salvataggio al grido "si salvi chi può", raggiungono riva e si mettono a parlare con chi sta al porto criticando l'operato del capitano, magari pretendendo l'anonimato, perché, si sa, il capitano è sempre il superiore ed è lui che promuove o rimuove.
Il capitano viene così lasciato solo nella cabina di pilotaggio e restano con lui solo pochi mozzi (in genere giovani uomini motivati e donne di ogni età) che gli vogliono un mondo di bene ma che non possiedono i potenti mezzi mediatici per aiutarlo.
La bellissima Love Boat si trasforma così in una sorta di Costa Concordia.
Caro Socci, Lei ha perfettamente ragione ma la chiesa ha compiuto una scelta. Giusta, sbagliata? Non so...non sono nessuno per giudicare.
R.

giovedì 6 marzo 2014

Le tempeste di avvicinano? Socci ne è convinto

Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Laura, Alessia e Guido.
Per ora non vedo alcuna tempesta a dire la verita'...anzi!

domenica 9 febbraio 2014

Chi ha spinto Papa Benedetto a mollare (e perchè). L'analisi di Antonio Socci

Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Gemma.
Lucida analisi quella di Socci: spietata ma razionale.
I problemi per Papa Benedetto arrivarono subito. Le fughe di notizie si sprecarono fin dal 2005 e la corsa a mettere in cattiva luce o a delegittimare il Santo Padre e' sempre stata sotto gli occhi di tutti noi.
Benedetto XVI fu probabilmente eletto pensando (poveri illusi!) che avrebbe sostenuto la parte del Pontefice di transizione prendendo su di sé gli schiaffi del mondo e la sporcizia della chiesa, preparando la strada ad altri che non potevano e non volevano essere eletti subito (probabilmente perché nel 2005 nessuno avrebbe sostenuto il confronto con Giovanni Paolo II).
La "chiesa" "sacrificò" Ratzinger ancora una volta...come sempre!
I piani pero' andarono male e Benedetto XVI fu Papa sul serio e non una figura di transizione. Questo suo "ardire" ando' di traverso a molti che scagliarono contro di lui ogni sorta di nefandezza fino all'ultimo giorno del suo Pontificato e, come vediamo, anche oltre.
Joseph Ratzinger, da umile lavoratore nella Vigna del Signore, si rimboccò le maniche, adottò decisioni scomode e spesso in solitudine (vero "amici" di Maciel?) ma, alla fine, prese una decisione che, anche alla luce dell'articolo di Socci, ci interroga.
R.

domenica 11 agosto 2013

E’ ormai la mania dei media: attribuire a papa Francesco idee opposte a quelle di Benedetto XVI (Socci)

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Giuste osservazioni. Peccato che ormai sia troppo tardi. 
La "vulgata" e' passata e non si torna piu' indietro. Socci ovviamente non c'entra nulla (anzi!) ma il silenzio colpevole di tanti cattolici negli otto anni di Pontificato di Benedetto XVI, l'ostilita' dei mass media ed il menefreghismo generalizzato di vaticano e gerarchie ecclesiastiche ci hanno portato a questo punto...
Un po' difficile non notare i due pesi e le due misure.
R.