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sabato 27 agosto 2016
Ratzinger-schülerkreis. L’Europa è diventata un’unione di diritti, ma mai di doveri (Aci Stampa)
Clicca qui per leggere il testo.
lunedì 8 settembre 2014
Foto di Benedetto XVI alla Messa con i suoi ex allievi (Benoît et moi)
Clicca qui per vedere le foto pubblicate dalla nostra Beatrice.
Grazie ad Angelo per la segnalazione.
Grazie ad Angelo per la segnalazione.
lunedì 25 agosto 2014
“Ratzinger Schülerkreis”, Messa conclusiva presieduta dal Papa emerito (Nasca)
Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Laura.
domenica 24 agosto 2014
sabato 23 agosto 2014
La teologia della Croce al centro dell'incontro del Ratzinger Schülerkreis (Radio Vaticana)
Clicca qui per leggere l'articolo.
martedì 12 agosto 2014
Ratzinger Schuelerkreis: Karl-Heinz Menke sarà il relatore (Gagliarducci)
Clicca qui per leggere il commento.
martedì 31 dicembre 2013
Il "Te Deum" di Notre Dame: un omaggio ed un ringraziamento a Benedetto XVI
Tempo fa la nostra Gemma ci segnalò una serie di "istantanee" della Messa di Benedetto XVI con i suoi ex allievi.
Quel bellissimo video, che ripropongo stasera, ha come sottofondo musicale il magnifico "Te Deum" di Notre Dame.
Nell'augurarci vicendevolmente un sereno e proficuo Anno Nuovo, cogliamo l'occasione per ringraziare il Signore per il dono di Benedetto XVI. Con lui abbiamo gioito e sofferto ma il suo esempio ed i suoi insegnamenti resteranno per sempre nei nostri cuori.
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Quel bellissimo video, che ripropongo stasera, ha come sottofondo musicale il magnifico "Te Deum" di Notre Dame.
Nell'augurarci vicendevolmente un sereno e proficuo Anno Nuovo, cogliamo l'occasione per ringraziare il Signore per il dono di Benedetto XVI. Con lui abbiamo gioito e sofferto ma il suo esempio ed i suoi insegnamenti resteranno per sempre nei nostri cuori.
Un abbraccio a tutti e BUON 2014 :-)
Raffaella
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giovedì 5 settembre 2013
Istantanee musicali: Santa Messa di Benedetto XVI con i suoi ex allievi (video YouTube)
Grazie al lavoro della nostra preziosissima Gemma vediamo queste belle immagini con sottofondo musicale degno di nota :-)
Naturalmente le foto presentano le famose "scritte" perche' protette dal copyright dell'Osservatore Romano.
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Naturalmente le foto presentano le famose "scritte" perche' protette dal copyright dell'Osservatore Romano.
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martedì 3 settembre 2013
Benedetto XVI: il posto migliore è vicino a Cristo (Nasca)
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Laura.
La Messa di Benedetto XVI con gli ex allievi: raccolta di foto
Clicca qui per vedere le foto segnalateci da Gloria.
Il professor Ratzinger celebra la Messa con i suoi ex allievi (La Razon)
Clicca qui per leggere l'articolo.
lunedì 2 settembre 2013
Chi scende per servire. Messa di Benedetto XVI per i partecipanti all'incontro annuale dei suoi ex alunni (O.R.)
Su segnalazione di Laura leggiamo:
Messa di Benedetto XVI per i partecipanti all'incontro annuale dei suoi ex alunni
Chi scende per servire
Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che «scendono» per servire, portando la gratuità di Dio al mondo. Lo ha affermato Benedetto XVI nella messa celebrata domenica mattina, 1° settembre, nella cappella di Santa Maria Madre della Famiglia, nel palazzo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex allievi, il cosiddetto Ratzinger Schülerkreis.
L'incontro degli studenti di Joseph Ratzinger si è svolto, come di consueto, a Castel Gandolfo: quest'anno, però, Benedetto XVI non ha preso parte ai lavori. La trentottesima edizione è stata dedicata alla «questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione» alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Brague, filosofo e storico francese premiato con il Premio Ratzinger 2012 per la teologia.
Alla messa hanno partecipato circa cinquanta persone. Con Benedetto XVI hanno concelebrato, tra gli altri, i cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna; l'arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, il vescovo Barthélemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, monsignor Hans-Jochen Jaschke.
Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono: ma quale è veramente il posto giusto? L'omelia di Ratzinger è stata, in fondo, una risposta a questa domanda a partire dal Vangelo domenicale, nel quale Gesù invita proprio a scegliere l'ultimo posto. «Un posto che può sembrare molto buono, può rivelarsi per essere un posto molto brutto» ha detto: accade così che «i primi» siano stati rovesciati e improvvisamente siano diventati «ultimi». Anche durante l'ultima Cena i discepoli litigano per i posti migliori: Gesù si presenta invece come colui che serve. «Nato nella stalla» e «morto sulla Croce» -- ha affermato Benedetto XVI -- «ci dice che il posto giusto è quello vicino a lui, il posto secondo la sua misura». E l'apostolo, in quanto inviato di Cristo, «è l'ultimo nell'opinione del mondo» ma proprio per questo è vicino a Gesù.
«Chi in questo mondo e in questa storia -- ha affermato -- forse viene spinto in avanti e arriva ai primi posti, deve sapere di essere in pericolo; deve guardare ancora di più al Signore, misurarsi a lui, misurarsi alla responsabilità per l'altro, deve diventare colui che serve, quello che nella realtà è seduto ai piedi dell'altro, e così benedice e a sua volta diventa benedetto».
Nella pagina evangelica il Signore ricorda che chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. E così Benedetto XVI ha rimarcato che «Cristo, il Figlio di Dio, scende per servire noi e questo fa l'essenza di Dio», che «consiste nel piegarsi verso di noi: l'amore, il sì ai sofferenti, l'elevazione dall'umiliazione». Ecco perché «noi -- ha spiegato -- ci troviamo sulla via di Cristo, sulla giusta via se in sua vece e come lui proviamo a diventare persone che “scendono” per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio che è la grandezza dell'amore». Del resto, «la croce, nella storia, è l'ultimo posto» e «il crocifisso non ha nessun posto, è un non-posto»: è stato spogliato, «è un nessuno», eppure Giovanni nel Vangelo vede «questa umiliazione estrema» come «la vera esaltazione».
«Così, Gesù è più alto; sì, è all'altezza di Dio -- ha continuato -- perché l'altezza della croce è l'altezza dell'amore di Dio, l'altezza della rinuncia di se stesso e la dedizione agli altri. Così, questo è il posto divino, e noi vogliamo pregare Dio che ci doni di comprendere questo sempre di più e di accettare con umiltà, ciascuno a modo proprio, questo mistero dell'esaltazione e dell'umiliazione».
Benedetto XVI ha quindi ricordato che Gesù esorta a «invitare» i paralitici, gli storpi, i poveri, perché lui stesso lo ha fatto invitando «noi alla mensa di Dio» e mostrandoci in questo modo cosa sia la gratuità. L'economia si poggia sulla «giustizia commutativa», sul do ut des. Ma persino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito, ha precisato Benedetto XVI, sottolineando che «senza la gratuità del perdono nessuna società può crescere»; tanto è vero che le più grandi cose della vita, cioè «l'amore, l'amicizia, la bontà, il perdono», «non le possiamo pagare», perché «sono gratis, nello stesso modo in cui Dio ci dona a titolo gratuito».
«Così, pur nella lotta per la giustizia nel mondo, non dobbiamo mai dimenticare -- ha spiegato -- la gratuità di Dio, il continuo dare e ricevere, e dobbiamo costruire sul fatto che il Signore dona a noi, che ci sono persone buone che ci donano gratis la loro bontà, che ci sopportano a titolo gratuito, ci amano e sono buone con noi gratis; e poi, a nostra volta, donare questa gratuità per avvicinare così il mondo a Dio, per diventare simili a lui, per aprirci a lui».
(©L'Osservatore Romano 2-3 settembre 2013)
Messa di Benedetto XVI per i partecipanti all'incontro annuale dei suoi ex alunni
Chi scende per servire
Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che «scendono» per servire, portando la gratuità di Dio al mondo. Lo ha affermato Benedetto XVI nella messa celebrata domenica mattina, 1° settembre, nella cappella di Santa Maria Madre della Famiglia, nel palazzo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex allievi, il cosiddetto Ratzinger Schülerkreis.
L'incontro degli studenti di Joseph Ratzinger si è svolto, come di consueto, a Castel Gandolfo: quest'anno, però, Benedetto XVI non ha preso parte ai lavori. La trentottesima edizione è stata dedicata alla «questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione» alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Brague, filosofo e storico francese premiato con il Premio Ratzinger 2012 per la teologia.
Alla messa hanno partecipato circa cinquanta persone. Con Benedetto XVI hanno concelebrato, tra gli altri, i cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna; l'arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, il vescovo Barthélemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, monsignor Hans-Jochen Jaschke.
Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono: ma quale è veramente il posto giusto? L'omelia di Ratzinger è stata, in fondo, una risposta a questa domanda a partire dal Vangelo domenicale, nel quale Gesù invita proprio a scegliere l'ultimo posto. «Un posto che può sembrare molto buono, può rivelarsi per essere un posto molto brutto» ha detto: accade così che «i primi» siano stati rovesciati e improvvisamente siano diventati «ultimi». Anche durante l'ultima Cena i discepoli litigano per i posti migliori: Gesù si presenta invece come colui che serve. «Nato nella stalla» e «morto sulla Croce» -- ha affermato Benedetto XVI -- «ci dice che il posto giusto è quello vicino a lui, il posto secondo la sua misura». E l'apostolo, in quanto inviato di Cristo, «è l'ultimo nell'opinione del mondo» ma proprio per questo è vicino a Gesù.
«Chi in questo mondo e in questa storia -- ha affermato -- forse viene spinto in avanti e arriva ai primi posti, deve sapere di essere in pericolo; deve guardare ancora di più al Signore, misurarsi a lui, misurarsi alla responsabilità per l'altro, deve diventare colui che serve, quello che nella realtà è seduto ai piedi dell'altro, e così benedice e a sua volta diventa benedetto».
Nella pagina evangelica il Signore ricorda che chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. E così Benedetto XVI ha rimarcato che «Cristo, il Figlio di Dio, scende per servire noi e questo fa l'essenza di Dio», che «consiste nel piegarsi verso di noi: l'amore, il sì ai sofferenti, l'elevazione dall'umiliazione». Ecco perché «noi -- ha spiegato -- ci troviamo sulla via di Cristo, sulla giusta via se in sua vece e come lui proviamo a diventare persone che “scendono” per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio che è la grandezza dell'amore». Del resto, «la croce, nella storia, è l'ultimo posto» e «il crocifisso non ha nessun posto, è un non-posto»: è stato spogliato, «è un nessuno», eppure Giovanni nel Vangelo vede «questa umiliazione estrema» come «la vera esaltazione».
«Così, Gesù è più alto; sì, è all'altezza di Dio -- ha continuato -- perché l'altezza della croce è l'altezza dell'amore di Dio, l'altezza della rinuncia di se stesso e la dedizione agli altri. Così, questo è il posto divino, e noi vogliamo pregare Dio che ci doni di comprendere questo sempre di più e di accettare con umiltà, ciascuno a modo proprio, questo mistero dell'esaltazione e dell'umiliazione».
Benedetto XVI ha quindi ricordato che Gesù esorta a «invitare» i paralitici, gli storpi, i poveri, perché lui stesso lo ha fatto invitando «noi alla mensa di Dio» e mostrandoci in questo modo cosa sia la gratuità. L'economia si poggia sulla «giustizia commutativa», sul do ut des. Ma persino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito, ha precisato Benedetto XVI, sottolineando che «senza la gratuità del perdono nessuna società può crescere»; tanto è vero che le più grandi cose della vita, cioè «l'amore, l'amicizia, la bontà, il perdono», «non le possiamo pagare», perché «sono gratis, nello stesso modo in cui Dio ci dona a titolo gratuito».
«Così, pur nella lotta per la giustizia nel mondo, non dobbiamo mai dimenticare -- ha spiegato -- la gratuità di Dio, il continuo dare e ricevere, e dobbiamo costruire sul fatto che il Signore dona a noi, che ci sono persone buone che ci donano gratis la loro bontà, che ci sopportano a titolo gratuito, ci amano e sono buone con noi gratis; e poi, a nostra volta, donare questa gratuità per avvicinare così il mondo a Dio, per diventare simili a lui, per aprirci a lui».
(©L'Osservatore Romano 2-3 settembre 2013)
Lampi di genio. Un'omelia extra di Joseph Ratzinger (Magister)
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Alessia.
L'omelia di Benedetto XVI di fronte ai suoi ex allievi nel commento di Galeazzi
Clicca qui per leggere l'articolo.
L'omelia di Benedetto XVI: audio (in tedesco)
Clicca qui per accedere all'audio in tedesco.
Ovviamente non tutti conoscono la lingua (io per prima) ma a ciascuno fa sicuramente piacere riascoltare la voce di Benedetto XVI.
Ovviamente non tutti conoscono la lingua (io per prima) ma a ciascuno fa sicuramente piacere riascoltare la voce di Benedetto XVI.
L'omelia di Benedetto XVI di fronte ai suoi ex allievi nel commento di Vecchi
Clicca qui per leggere l'articolo.
Benedetto XVI: Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che scendono per servire e portare la gratuità di Dio (Izzo)
RATZINGER: IL POSTO GIUSTO PER OGNUNO E' QUELLO CHE CI ABBASSA
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 1 set
"Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che scendono" per servire e portare la gratuita' di Dio. Lo ha ricordato il Papa emerito Benedetto XVI nella messa celebrata stamani, alle 9.30, nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schulerkreis. E' stata la prima volta che Papa Benedetto ha celebrato in pubblico dopo la rinuncia dello scorso 28 febbraio. E le considerazioni proposte oggi agli ex alunni approfondiscono anche il "tema" dell'umilta' testimoniato dalla sua decisione.
Al rito, riferisce Radio Vaticana, erano presenti una cinquantina di persone e hanno concelebrato con il Papa Emerito i cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unita' dei Cristiani e Christoph Schonborn di Vienna; gli arcivescovi Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia (confermato appena ieri da Papa Francesco) e Barthelemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, monsignor Hans-Jochen Jaschke.
"Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono. Ma quale e' veramente il posto giusto?", si e' chiesto Benedetto XVI. "Un posto che puo' sembrare molto buono, puo' rivelarsi per essere un posto molto brutto", ha osservato facendo riferimento a quanto accaduto gia' in questo mondo, anche negli ultimi decenni, dove vediamo come 'i primi' sono stati rovesciati e improvvisamente sono diventati 'ultimi' e quel posto che sembrava buono era invece sbagliato".
Il Vangelo, ha ricordato Ratzinger, racconta che "all'Ultima Cena, i discepoli si litigano i posti migliori". "Gesu' si presenta - invece - come Colui che serve. Lui nato nella stalla e morto sulla Croce ci dice che il posto giusto e' quello vicino a Lui, il posto secondo la sua misura”. E che l'apostolo, in quanto inviato di Cristo "e' l'ultimo nell'opinione del mondo", e proprio per questo è vicino a Gesu'".
"Chi, in questo mondo e in questa Storia forse viene spinto in avanti e arriva ai primi posti, deve sapere - ha ammonito Benedetto - di essere in pericolo; deve guardare ancora di più al Signore, misurarsi a Lui, misurarsi alla responsabilita' per l’altro, deve diventare colui che serve, quello che nella realta' e' seduto ai piedi dell'altro, e cosi' benedice e a sua volta diventa benedetto".
E, dunque, qualunque sia il posto che la Storia vorra' assegnarci, e' determinante - ha sottolineato il Papa emerito - la responsabilita' davanti a Lui, e la responsabilita' per l'amore, per la giustizia e per la verita'".
Cosi', ha contoinuato, "nel Vangelo di oggi il Signore ricorda che chi si esalta sara' umiliato e chi si umilia sara' esaltato. E Cristo, il Figlio di Dio, scende per servire noi e questo fa l'essenza di Dio che consiste nel piegarsi verso di noi: l’amore, il 'si'' ai sofferenti, l'elevazione dall'umiliazione".
"Noi - ha aggiunto il Papa Emerito - ci troviamo sulla via di Cristo, sulla giusta via se in Sua vece e come Lui proviamo a diventare persone che scendono per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio che e' la grandezza dell'amore".
Del resto, ha sottolineato Benedetto, "la Croce, nella Storia, e' l'ultimo posto e il Crocifisso non ha nessun posto, e' un 'non-posto', e' stato spogliato: e' un nessuno, eppure Giovanni vede questa umiliazione estrema come la vera esaltazione". "Gesu' - infatti - e' all'altezza di Dio perche' l'altezza della Croce e' l'altezza dell'amore di Dio, l'altezza della rinuncia di se stesso e la dedizione agli altri". "Cosi' - ha concluso Bendetto - questo e' il posto divino, e noi vogliamo pregare Dio che ci doni di comprendere questo sempre di più e di accettare con umilta', ciascuno a modo proprio, questo mistero dell'esaltazione e dell'umiliazione".
© Copyright (AGI)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 1 set
"Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che scendono" per servire e portare la gratuita' di Dio. Lo ha ricordato il Papa emerito Benedetto XVI nella messa celebrata stamani, alle 9.30, nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schulerkreis. E' stata la prima volta che Papa Benedetto ha celebrato in pubblico dopo la rinuncia dello scorso 28 febbraio. E le considerazioni proposte oggi agli ex alunni approfondiscono anche il "tema" dell'umilta' testimoniato dalla sua decisione.
Al rito, riferisce Radio Vaticana, erano presenti una cinquantina di persone e hanno concelebrato con il Papa Emerito i cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unita' dei Cristiani e Christoph Schonborn di Vienna; gli arcivescovi Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia (confermato appena ieri da Papa Francesco) e Barthelemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, monsignor Hans-Jochen Jaschke.
"Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono. Ma quale e' veramente il posto giusto?", si e' chiesto Benedetto XVI. "Un posto che puo' sembrare molto buono, puo' rivelarsi per essere un posto molto brutto", ha osservato facendo riferimento a quanto accaduto gia' in questo mondo, anche negli ultimi decenni, dove vediamo come 'i primi' sono stati rovesciati e improvvisamente sono diventati 'ultimi' e quel posto che sembrava buono era invece sbagliato".
Il Vangelo, ha ricordato Ratzinger, racconta che "all'Ultima Cena, i discepoli si litigano i posti migliori". "Gesu' si presenta - invece - come Colui che serve. Lui nato nella stalla e morto sulla Croce ci dice che il posto giusto e' quello vicino a Lui, il posto secondo la sua misura”. E che l'apostolo, in quanto inviato di Cristo "e' l'ultimo nell'opinione del mondo", e proprio per questo è vicino a Gesu'".
"Chi, in questo mondo e in questa Storia forse viene spinto in avanti e arriva ai primi posti, deve sapere - ha ammonito Benedetto - di essere in pericolo; deve guardare ancora di più al Signore, misurarsi a Lui, misurarsi alla responsabilita' per l’altro, deve diventare colui che serve, quello che nella realta' e' seduto ai piedi dell'altro, e cosi' benedice e a sua volta diventa benedetto".
E, dunque, qualunque sia il posto che la Storia vorra' assegnarci, e' determinante - ha sottolineato il Papa emerito - la responsabilita' davanti a Lui, e la responsabilita' per l'amore, per la giustizia e per la verita'".
Cosi', ha contoinuato, "nel Vangelo di oggi il Signore ricorda che chi si esalta sara' umiliato e chi si umilia sara' esaltato. E Cristo, il Figlio di Dio, scende per servire noi e questo fa l'essenza di Dio che consiste nel piegarsi verso di noi: l’amore, il 'si'' ai sofferenti, l'elevazione dall'umiliazione".
"Noi - ha aggiunto il Papa Emerito - ci troviamo sulla via di Cristo, sulla giusta via se in Sua vece e come Lui proviamo a diventare persone che scendono per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio che e' la grandezza dell'amore".
Del resto, ha sottolineato Benedetto, "la Croce, nella Storia, e' l'ultimo posto e il Crocifisso non ha nessun posto, e' un 'non-posto', e' stato spogliato: e' un nessuno, eppure Giovanni vede questa umiliazione estrema come la vera esaltazione". "Gesu' - infatti - e' all'altezza di Dio perche' l'altezza della Croce e' l'altezza dell'amore di Dio, l'altezza della rinuncia di se stesso e la dedizione agli altri". "Cosi' - ha concluso Bendetto - questo e' il posto divino, e noi vogliamo pregare Dio che ci doni di comprendere questo sempre di più e di accettare con umilta', ciascuno a modo proprio, questo mistero dell'esaltazione e dell'umiliazione".
© Copyright (AGI)
Benedetto XVI: Giustamente l'economia si poggia sulla giustizia commutativa, sul do ut des, ma perfino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito (Izzo)
RATZINGER: IL "DO UT DES" NON BASTA NEMMENO IN ECONOMIA
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 1 set.
"Giustamente l'economia si poggia sulla giustizia commutativa, sul do ut des, ma perfino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito". E' una considerazione proposta oggi dal Papa Emerito Benedetto XVI ai suoi ex allievi, per i quali ha celebrato nella Cappella del Governatorato.
E' un tena affrontato anche nell'ultima enciclica del suo Pontificato, la "Caritas in Veritate". Joseph Ratzinger ci e' tornato oggi sottolineando che "senza la gratuita' del perdono nessuna societa' puo' crescere", tanto e' vero che le piu' grandi cose della vita, cioe' l'amore, l'amicizia, la bonta', il perdono, non le possiamo pagare ma sono gratis, nello stesso modo che in cui Dio ci dona a titolo gratuito".
Nella sua straordinaria omelia, della quale ha riferito Radio Vaticana, il Papa Emerito ha commentato l'esortazione del Vangelo "a invitare tutti, a prescindere dai vantaggi, cioe' ai paralitici, gli storpi, i poveri perche' Gesu' stesso lo ha fatto invitando "noi alla mensa di Dio e in questo modo mostrandoci cosa sia la gratuita'".
Secondo il Pontefice dimissionario, "nella lotta per la giustizia nel mondo, non dobbiamo mai dimenticare la 'gratuita'' di Dio, il continuo dare e ricevere, e dobbiamo costruire sul fatto che il Signore dona a noi, che ci sono persone buone che ci donano 'gratis' la loro bonta', che ci sopportano a titolo gratuito, ci amano e sono buone con noi 'gratis'; e poi, a nostra volta, donare questa 'gratuita'' per avvicinare cosi' il mondo a Dio, per diventare simili a Lui, per aprirci a Lui".
Benedetto XVI si e' soffermato anche sul tema della liturgia, e preciosamente sull'umilta' della liturgia cristiana che e' insieme "incommensurabilmente grande" perche' "ci unisce alle schiere degli angeli e dei santi nella festosa gioia di Dio". Ma rinnova il sacrificio, l'estremo abbassarsi di Cristo che versa il suo sangue nell'Eucaristia
L'incontro del Papa Emerito con i suoi ex studenti ha fatto seguito all'annuale raduno tenutosi a Castel Gandolfo al quale quest’anno Benedetto XVI non ha partecipato. Questa 38esima edizione e' stata dedicata a "La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione" alla luce della produzione filosofica e teologica di Remi Brague, teorico francese premiato l'anno scorso con il "Premio Ratzinger" per la teologia.
© Copyright (AGI)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 1 set.
"Giustamente l'economia si poggia sulla giustizia commutativa, sul do ut des, ma perfino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito". E' una considerazione proposta oggi dal Papa Emerito Benedetto XVI ai suoi ex allievi, per i quali ha celebrato nella Cappella del Governatorato.
E' un tena affrontato anche nell'ultima enciclica del suo Pontificato, la "Caritas in Veritate". Joseph Ratzinger ci e' tornato oggi sottolineando che "senza la gratuita' del perdono nessuna societa' puo' crescere", tanto e' vero che le piu' grandi cose della vita, cioe' l'amore, l'amicizia, la bonta', il perdono, non le possiamo pagare ma sono gratis, nello stesso modo che in cui Dio ci dona a titolo gratuito".
Nella sua straordinaria omelia, della quale ha riferito Radio Vaticana, il Papa Emerito ha commentato l'esortazione del Vangelo "a invitare tutti, a prescindere dai vantaggi, cioe' ai paralitici, gli storpi, i poveri perche' Gesu' stesso lo ha fatto invitando "noi alla mensa di Dio e in questo modo mostrandoci cosa sia la gratuita'".
Secondo il Pontefice dimissionario, "nella lotta per la giustizia nel mondo, non dobbiamo mai dimenticare la 'gratuita'' di Dio, il continuo dare e ricevere, e dobbiamo costruire sul fatto che il Signore dona a noi, che ci sono persone buone che ci donano 'gratis' la loro bonta', che ci sopportano a titolo gratuito, ci amano e sono buone con noi 'gratis'; e poi, a nostra volta, donare questa 'gratuita'' per avvicinare cosi' il mondo a Dio, per diventare simili a Lui, per aprirci a Lui".
Benedetto XVI si e' soffermato anche sul tema della liturgia, e preciosamente sull'umilta' della liturgia cristiana che e' insieme "incommensurabilmente grande" perche' "ci unisce alle schiere degli angeli e dei santi nella festosa gioia di Dio". Ma rinnova il sacrificio, l'estremo abbassarsi di Cristo che versa il suo sangue nell'Eucaristia
L'incontro del Papa Emerito con i suoi ex studenti ha fatto seguito all'annuale raduno tenutosi a Castel Gandolfo al quale quest’anno Benedetto XVI non ha partecipato. Questa 38esima edizione e' stata dedicata a "La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione" alla luce della produzione filosofica e teologica di Remi Brague, teorico francese premiato l'anno scorso con il "Premio Ratzinger" per la teologia.
© Copyright (AGI)
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