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sabato 11 gennaio 2014

Il Vaticano ha rifiutato estradizione di vescovo polacco accusato di pedofilia. E se fosse accaduto un anno fa?

Clicca qui per leggere la notizia segnalataci da Mariateresa. Qui una traduzione sommaria.
Qui la notizia (senza commento) dell'Ansa.
Non mi pare di avere letto reazioni indignate di fronte a questa news. Immaginiamo solo per un momento che cosa sarebbe accaduto se non fossimo nel 2014 ma ancora nel gennaio 2013...no comment!
Mass media giustizialisti a corrente alternata...

lunedì 2 settembre 2013

Benedetto XVI: Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che scendono per servire e portare la gratuità di Dio (Izzo)

RATZINGER: IL POSTO GIUSTO PER OGNUNO E' QUELLO CHE CI ABBASSA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 set 

"Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che scendono" per servire e portare la gratuita' di Dio. Lo ha ricordato il Papa emerito Benedetto XVI nella messa celebrata stamani, alle 9.30, nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schulerkreis. E' stata la prima volta che Papa Benedetto ha celebrato in pubblico dopo la rinuncia dello scorso 28 febbraio. E le considerazioni proposte oggi agli ex alunni approfondiscono  anche il "tema" dell'umilta' testimoniato dalla sua decisione.
Al rito, riferisce Radio Vaticana,  erano presenti una cinquantina di persone e hanno concelebrato con il Papa Emerito i cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unita' dei Cristiani e Christoph Schonborn di Vienna; gli arcivescovi Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia (confermato appena ieri da Papa Francesco) e Barthelemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, monsignor Hans-Jochen Jaschke.
"Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono. Ma quale e' veramente il posto giusto?", si e' chiesto Benedetto XVI. "Un posto che puo' sembrare molto buono, puo' rivelarsi per essere un posto molto brutto", ha osservato facendo riferimento a quanto accaduto gia' in questo mondo, anche negli ultimi decenni, dove vediamo come 'i primi' sono stati rovesciati e improvvisamente sono diventati 'ultimi' e quel posto che sembrava buono era invece sbagliato".
Il Vangelo, ha ricordato Ratzinger, racconta che "all'Ultima Cena, i discepoli si litigano i posti migliori". "Gesu' si presenta - invece - come Colui che serve. Lui nato nella stalla e morto sulla Croce ci dice che il posto giusto e' quello vicino a Lui, il posto secondo la sua misura”. E che l'apostolo, in quanto inviato di Cristo "e' l'ultimo nell'opinione del mondo", e proprio per questo è vicino a Gesu'".
"Chi, in questo mondo e in questa Storia forse viene spinto in avanti e arriva ai primi posti, deve sapere - ha ammonito Benedetto - di essere in pericolo; deve guardare ancora di più al Signore, misurarsi a Lui, misurarsi alla responsabilita' per l’altro, deve diventare colui che serve, quello che nella realta' e'  seduto ai piedi dell'altro, e cosi' benedice e a sua volta diventa benedetto".
E, dunque, qualunque sia il posto che la Storia vorra' assegnarci, e' determinante - ha  sottolineato il Papa emerito - la responsabilita' davanti a Lui, e la responsabilita' per l'amore, per la giustizia e per la verita'".
Cosi', ha contoinuato, "nel Vangelo di oggi il Signore ricorda che chi si esalta sara' umiliato e chi si umilia sara' esaltato. E Cristo, il Figlio di Dio, scende per servire noi e questo fa l'essenza di Dio che consiste nel piegarsi verso di noi: l’amore, il 'si'' ai sofferenti, l'elevazione dall'umiliazione".
"Noi - ha aggiunto il Papa Emerito - ci troviamo sulla via di Cristo, sulla giusta via se in Sua vece e come Lui proviamo a diventare persone che scendono per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio che e' la grandezza dell'amore".
Del resto, ha sottolineato Benedetto, "la Croce, nella Storia, e' l'ultimo posto e il Crocifisso non ha nessun posto, e' un 'non-posto', e' stato spogliato: e' un nessuno, eppure Giovanni vede questa umiliazione estrema come la vera esaltazione". "Gesu' - infatti - e' all'altezza di Dio perche' l'altezza della Croce e' l'altezza dell'amore di Dio, l'altezza della rinuncia di se stesso e la dedizione agli altri". "Cosi' - ha concluso Bendetto - questo e' il posto divino, e noi vogliamo pregare Dio che ci doni di comprendere questo sempre di più e di accettare con umilta', ciascuno a modo proprio, questo mistero dell'esaltazione e dell'umiliazione". 

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Benedetto XVI: Giustamente l'economia si poggia sulla giustizia commutativa, sul do ut des, ma perfino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito (Izzo)

RATZINGER: IL "DO UT DES" NON BASTA NEMMENO IN ECONOMIA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 set. 

"Giustamente l'economia si poggia sulla giustizia commutativa, sul do ut des, ma perfino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito". E' una considerazione proposta oggi dal Papa Emerito Benedetto XVI ai suoi ex allievi, per i quali ha celebrato nella Cappella del Governatorato.  
E' un tena affrontato anche nell'ultima enciclica del suo Pontificato, la "Caritas in Veritate". Joseph Ratzinger ci e' tornato oggi sottolineando che "senza la gratuita' del perdono nessuna societa' puo' crescere", tanto e' vero che le piu' grandi cose della vita, cioe' l'amore, l'amicizia, la bonta', il perdono, non le possiamo pagare ma sono gratis, nello stesso modo che in cui Dio ci dona a titolo gratuito".
Nella sua straordinaria omelia, della quale ha riferito Radio Vaticana, il Papa Emerito ha commentato l'esortazione del Vangelo "a invitare tutti, a prescindere dai vantaggi, cioe' ai paralitici, gli storpi, i poveri perche' Gesu' stesso lo ha fatto invitando "noi alla mensa di Dio e in questo modo mostrandoci cosa sia la gratuita'".
Secondo il Pontefice dimissionario, "nella lotta per la giustizia nel mondo, non dobbiamo mai dimenticare la 'gratuita'' di Dio, il continuo dare e ricevere, e dobbiamo costruire sul fatto che il Signore dona a noi, che ci sono persone buone che ci donano 'gratis' la loro bonta', che ci sopportano a titolo gratuito, ci amano e sono buone con noi 'gratis'; e poi, a nostra volta, donare questa 'gratuita'' per avvicinare cosi' il mondo a Dio, per diventare simili a Lui, per aprirci a Lui".
Benedetto XVI si e' soffermato anche sul tema della liturgia, e preciosamente sull'umilta' della liturgia cristiana che e' insieme "incommensurabilmente grande" perche' "ci unisce alle schiere degli angeli e dei santi nella festosa gioia di Dio". Ma rinnova il sacrificio, l'estremo abbassarsi di Cristo che versa il suo sangue nell'Eucaristia
L'incontro del Papa Emerito con i suoi ex studenti ha fatto seguito all'annuale raduno tenutosi a Castel Gandolfo al quale quest’anno Benedetto XVI non ha partecipato. Questa 38esima edizione e' stata dedicata a "La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione" alla luce della produzione filosofica e teologica di Remi Brague, teorico francese premiato l'anno scorso con il "Premio Ratzinger" per la teologia.

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lunedì 19 agosto 2013

Breve visita di Benedetto XVI a Castel Gandolfo

Per Ratzinger "gita" a Castel Gandolfo

Ieri accompagnato dalle memores, per lui anche un breve concerto

Per Ratzinger "gita" a Castel Gandolfo (ANSA) 

CITTA' DEL VATICANO, 19 AGO - Passeggiata nei giardini di Castel Gandolfo per il Papa emerito Benedetto XVI.
Fonti qualificate riferiscono infatti che Ratzinger si è recato ieri nella cittadina dei Papi accompagnato dalle memores domini per una visita nel pomeriggio di circa 3 ore. Passeggiando, Benedetto XVI ha recitato, come suo solito, il rosario. Poi, per lui, si è tenuto anche un breve concerto al pianoforte di musica classica. Infine, in serata, il rientro in Vaticano. (Ansa)

Papa Ratzinger per poche ore a Castel Gandolfo (Speciale)

Benedetto XVI: a Castel Gandolfo passeggia e assiste a concerto piano (Asca)

sabato 20 luglio 2013

Papa Francesco ha chiesto a Benedetto XVI di accompagnare con la preghiera il suo viaggio in Brasile (Izzo)

PAPA: MEZZ'ORA CON RATZINGER PRIMA DI GMG RIO DE JANEIRO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 19 lug. 

Papa Francesco ha chiesto al Papa Emerito Benedetto XVI di accompagnare con la preghiera il suo viaggio in Brasile e la Giornata Mondiale della Gioventu' di Rio de Janeiro. Lo ha fatto in un cordiale colloquio di circa 30 minuti nella residenza di Ratzinger, cioe' nel monastero di clausura "Mater Ecclesiae".
"Oggi pomeriggio, poco dopo le 16,00 il Papa Francesco si e' recato a far visita al Papa Emerito Benedetto XVI per chiedergli di accompagnare nei prossimi giorni con la vicinanza spirituale e la preghiera il suo prossimo viaggio in Brasile e i giovani riuniti per la Giornata Mondiale della Gioventu' a Rio de Janeiro, Giornata che era stata indetta ed annunciata dal Papa Benedetto", ha reso noto il portavoce, padre Federico Lombardi precisando che Bergoglio ha portato a Ratzinger "il libretto del programma del viaggio, in modo che possa partecipare spiritualmente e, se crede, seguire le trasmissioni dei diversi eventi, e gli ha anche fatto omaggio della medaglia commemorativa preparata per il viaggio".
Lombardi ha riferito anche che "Benedetto XVI ha assicurato la sua preghiera, ricordando le esperienze intense e meravigliose dei passati incontri mondiali con i giovani a Colonia, Sydney e Madrid".
"L'incontro di oggi - ha concluso Lombardi - e' iniziato con un momento di preghiera comune nella Cappella e proseguito con un cordiale colloquio, e' durato circa mezz’ora". 

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venerdì 19 luglio 2013

Ior, Lombardi: su prelato notizie inattendibili. Papa Francesco istituisce una commissione d'inchiesta sulle finanze vaticane. Fra i membri anche un ex ministro di Singapore (Izzo)

IOR: SU PRELATO NOTIZIE INATTENDIBILI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 19 lug. 

Sono "inattendibili" le rivelazioni di un settimanale italiano riguardanti il nuovo prelato dello Ior, monsignor Battista Ricca. Lo ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, che ha spiegato il senso della sua precisazione affermando che si riferisce all'insieme dell'articolo, cioe' non ad ogni singolo dettaglio, compresi quelli che di per se' non hanno valenza di prova del comportamento, che il settimanale definisce scandaloso, attribuito al sacerdote che e' anche direttore della Domus Santa Marta (incarico prestigioso e di tutto rispetto, se si considera che la struttura ospita i cardinali durante il Conclave).
Gia' qualche settimana fa un blog curato dall'autore dell'articolo aveva anticipato nella sostanza le "accuse" rivolte al sacerdote, commentandole con l'annuncio  che il Papa lo avrebbe rimosso. Questo non e' accaduto, ed anzi - successivamente alla ripresa delle accuse da parte di altri media -  l'Osservatore Romano ha pubblicato un comunicato sulla prima riunione della Commissione referente sullo Ior, alla quale ha partecipato Papa Francesco, sottolineando esplicitamente la presenza all'incontro di monsignor Ricca. Un segnale chiaro che pero' evidentemente non e' stato sufficiente. Certo e' che la Commissione referente sta lavorando alla revisione di tutti i conti correnti dello Ior anche per verificare se sono state seguite in passato le procedure previste. E questo fatto potrebbe spiegare la diffusione di un dossier come quello riguardante Ricca, nel quale alcuni episodi reali (come il fatto di essere rimasto chiuso in ascensore con un giovane a causa di un guasto) vengono letti a sostegno di una determinata tesi.
Resta il punto fermo che Papa Francesco, pur a conoscenza delle accuse mosse al suo collaboratore ed avendo avuto modo di verificare se fossero consistenti o meno, ha deciso di lasciarlo al suo posto e sembra difficile che lo avreabbe fatto se ritenesse fondate le accuse di immoralita'.  

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PAPA: ISTITUISCE COMMISSIONE D'INCHIESTA SU FINANZE VATICANE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 19 lug.

Papa Francesco vuole vederci chiaro nelle Finanze Vaticane, i cui bilanci sono tornati quest'anno in leggero attivo. E per questo ha istituito una Commissione referente che dovra' raccogliere "puntuali informazioni sulle questioni economiche interessanti le Amministrazioni vaticane", al fine di favorire "la semplificazione e razionalizzazione degli Organismi esistenti e ad una piu' attenta programmazione delle attivita' economiche di tutte le Amministrazioni vaticane". Lo ha spiegato lui stesso nel chirografo, cioe' un documento autografo, pubblicato oggi e firmato appena ieri. Composta da 7 laici di vari paesi e da un solo ecclesiastico, la Commissione referente coopera, ha deciso il Papa, "con il Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi e amministrativi della Santa Sede, nel suo apprezzato lavoro, offrendo il supporto tecnico della consulenza specialistica ed elaborando soluzioni strategiche di miglioramento, atte ad evitare dispendi di risorse economiche, a favorire la trasparenza nei processi di acquisizione di beni e servizi, a perfezionare l'amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, ad
operare con sempre maggiore prudenza in ambito finanziario, ad assicurare una corretta
applicazione dei principi contabili ed a garantire assistenza sanitaria e previdenza sociale a tutti
gli aventi diritto". La nuova Commissione  dovra' ovviamente collaborare anche con gli 8 cardinali nominati da Francesco perche' lo aiutino nel governo della Chiesa Universale e la riforma della Curia Romana, ma in ogni caso riferira' direttamente al Papa e consegnera' a lui ogni elaborato e documento e, alla fine del lavoro, l'intero archivio. Rispondendo in merito ai giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha sottolineato che "per principio la revisione dei conti e' affidata a esperti esterni all'amministrazione che viene controllata".
Per padre Lombardi, l’iniziativa di Papa Francesco rappresenta "una novita’ assoluta" e non deve essere letta come se venisse tolta la fiducia agli attuali dirigenti dei diversi dicasteri (Apsa, Prefettura degli Affari Economici, Governatorato ma per alcuni aspetti anche Propaganda fide e altri) coinvolti negli approfondimenti della Commissione Referente. "Tutti - ha spiegato - continuano a fare il loro lavoro e la Commissione riferira’ solo al Papa".
"La Commissione - scrive infatti Francesco nel chirografo - ci tiene informati sul suo lavoro e Ci consegna gli esiti dello stesso. 
Essa e’ tenuta a depositarci l’intero archivio cartaceo e digitale alla conclusione del suo mandato". Per decisione del Papa, infine, "la Commissione viene dotata delle risorse, compresi interpreti e traduttori, e degli strumenti adeguati alle sue funzioni istituzionali. Essa puo’ avvalersi della collaborazione di esperti e di societa’ di consulenza da individuare sia all’esterno, in tutto il mondo, che all’interno della Santa Sede che non si trovino in conflitto di interessi per l’esercizio di professioni, di funzioni o di incarichi connessi con le attivita’ delle Amministrazioni vaticane".

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PAPA: ANCHE UN EX MINISTRO DI SINGAPORE TRA INQUIRENTI SU FINANZE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 19 lug. 

Ad offrire "il supporto tecnico della consulenza specialistica" per una revisione dell’intero sistema delle Finanze Vaticane, Papa Francesco ha chiamato 7 laici "esperti di materie giuridiche, economiche, finanziarie e organizzative, gia’ illustri consulenti o revisori di istituzioni economiche vaticane od ecclesiastiche. Unico
ecclesiastico e’ il segretario". Tra i componenti c’e’ anche George Yeo, che e’ stato ministro in diversi dicasteri a Singapore, il suo Paese.
Il presidente sara’ Joseph F.X. Zahra di Malta, attuale revisore generale della Prefettura degli Affari Economici, dalla quale viene anche il segretario, il sacerdote spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda, che e’ anche segretario del dicastero. Gli altri membri sono Jean-Baptiste de Franssu (Francia), Enrique Llano (Spagna), Jochen Messemer (Germania), Francesca Immacolata Chaouqui (Italia) e Jean Videlain-Sevestre
(Francia). Con Zahra, anche Messemer fa gia’ parte dei Revisori internazionali della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. La Commissione iniziera’ i suoi lavori al piu’ presto. Una prima riunione e’ prevista poco dopo il ritorno del Santo Padre dal Brasile. "Il Santo Padre - ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico LOmbardi - si augura una felice e produttiva collaborazione tra la Commissione e le Amministrazioni vaticane interessate dai suoi lavori". 

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mercoledì 17 luglio 2013

Papa Francesco rinuncia all'auto blindata ed alla conferenza stampa in aereo (Izzo)

PAPA: RINUNCIA A AUTO BLINDATA E A CONFERENZA STAMPA IN AEREO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 17 lug. 

Papa Francesco non ha voluto che fosse predisposta una "Papamobile" blindata per i suoi incontri con la folla in occasione della Giornata Mondiale della Gioventu' a Rio de Janeiro. Lo ha annunciato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi: entrambe le jeep inviate dal Vaticano non sono blindate: una e' quella bianca che utilizza normalmente in piazza San Pietro, l'altra, di colore verde, e' di riserva. Un'altra novita' comunicata da padre Lombardi nel suo briefing riguarda la modalita' dell'incontro con i giornalisti sull'aereo, che non sara' la classica conferenza stampa. Infatti, ha spiegato il direttore della Sala Stampa, "il Papa non intende fare un'intervista".
"L'incontro con i giornalisti nel viaggio di andata - ha precisato il portavoce vaticano - ci sara', solo che il Papa vuole farlo in modo diverso, cioe' senza le domande e risposte che erano il modo classico. Francesco verra' in mezzo ai giornalisti, lo saluteremo e lui salutera' tutti i giornalisti, uno per uno. Sara' un bell'incontro, ampio e cordiale". Durante il viaggio, il Pontefice pronuncera' i suoi discorsi prevalentemente in portoghese mentre alcuni interventi saranno in spagnolo. Alla Gmg potrebebro essere presenti - presumibilmente alla messa conclusiva di domenica 28 luglio - anche alcuni capi di Stato di Paesi dell'America Latina. Infatti la presidente del Brasile, Dilma Roussef, che sara' presente lei stessa, "con un'iniziativa totamente libera, ha rivolto un invito a tutti presidenti dell'America Latina".
Padre Lombardi ha ricordato che il viaggio di Francesco in Brasile avviene in occasione della Gmg - definita dal portavoce "il piu' importante evento dell'Anno della Fede" - la cui sede era stata decisa da Benedetto XVI che aveva sempre garantito la presenza del Papa, "anche se - ha aggiunto - non sarebbe stato lui". Ma con l'avvento del nuovo Pontefice, ora il programma si compone di "eventi in piu'" rispetto al viaggio come era stato concepito in origine per l'86enne Papa Ratzinger. 
In particolare, Papa Francessco ha voluto far aggiungere il pellegrinaggio di mercoledi' 24 luglio al santuario di Aparecida "luogo di devozione per Francesco", ha spiegato padre Federico Lombardi. Da segnalare poi altre due visite particolari che Francesco ha voluto fossero inserite: una, sempre il 24, all'ospedale gestito dai francescani a Rio che viene in aiuto dei poveri e dei tossicodipendenti e la visita di giovedi' 25 ad una favela brasiliana di Varginha, "resa sicura da una recente bonifica per verificare che non ci fossero nascoste armi e droga". "Il Papa - ha raccontato padre Lombardi - entrera' in una casa per incontrare una famiglia. Poi nel campo da calcio incontrera' i giovani". 
Oltre all'incontro con le Autorita' civili e religiose del Brasile e il Corpo Diplomatico, in un teatro di Rio, il nuovo Papa ha chiesto e ottenuto di incontrare alcuni giovani detenuti e, in separate occasioni, i 400 vescovi del Brasile e i 46 rappresentanti delle 22 Conferenze Episcopali del Celam. La messa di sabato mattina nella Cattedrale di Rio sara' poi probabilmente il piu' grande incontro di vescovi dopo il Concilio Vaticano II: ce ne saranno mille, di tutto il mondo. Sulle tensioni sociali in atto in Brasile, il portavoce ha sottolineato che "il Papa e i suoi collaboratori, ovviamente, sono a conoscenza delle manifestazioni in corso, ma il viaggio e' stato preparato con totale serenita', sapendo che queste manifestazioni non hanno niente di specifico contro il Papa o la Chiesa e avendo totale fiducia nelle capacita' delle autorita' brasiliane di gestire la situazione". 

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Papa Francesco: tutelare la vita dal concepimento fino alla morte naturale (Izzo)

PAPA: TUTELARE LA VITA DAL CONCEPIMENTO ALLA MORTE NATURALE

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 17 lug. 

In un messaggio ai cattolici di Irlanda, Scozia, Inghilterra e Galles, Papa Francesco invita a difendere la vita dal concepimento fino alla morte naturale. Il Pontefice - prendendo lo spunto dall'annuale Giornata per la vita che lì si celebra domenica 28 luglio - sottolinea il "valore inestimabile della vita umana". "Anche i piu' deboli e i piu' vulnerabili i malati, gli anziani, i non nati e i poveri, sono capolavori della creazione di Dio, fatti a sua immagine, destinati a vivere per sempre, e meritevoli della massima riverenza e rispetto", si legge nel testo.
Il Papa eleva poi la sua preghiera affinche' la Giornata "contribuisca ad assicurare che la vita umana riceva sempre la protezione che le e' dovuta". 

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domenica 14 luglio 2013

La visita di Papa Francesco a Castel Gandolfo nella cronaca di Salvatore Izzo

PAPA: A AMMINISTRATORI CASTEL GANDOLFO, TRATTATE TUTTI CON AMORE

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Trattate tutti con amore e pregate per me". 
Queste le parole del Papa agli amministratori di Castel Gandolfo Lo ha riferito il sindaco di Castel Gandolfo, signora Monachesi, che ha raccontato ai giornalisti "un incontro molto bello ed emozionante". Il vice sindaco, Giacomo Moianetti, ha parlato anche sull'emozione vissuta dai presenti nel corso dell'incontro descrivendolo come "molto semplice, spontaneo, gentile". 

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PAPA: UNA GIORNATA D'INCONTRO CON CASTELLANI E PELLEGRINI

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Sono venuto qui per trascorrere una giornata di incontro con i cittadini di Castel Gandolfo, con i pellegrini e tutti i visitatori, che giustamente amano questo luogo, sono incantati dalla sua bellezza, vi trovano un momento di distensione". 
Papa Francesco ha motivato cosi' la sua "trasferta" di oggi a Castel Gandolfo, dove i suoi predecessori hanno sempre trascorso l'estate.  "Tanti di voi - ha detto ai dipendenti delle Ville Pontificie - hanno potuto incontrarli e accoglierli, conservandone un caro ricordo. La loro testimonianza vi sia sempre di incoraggiamento nella fedeltà quotidiana a Cristo e nel continuo sforzo per condurre una vita coerente con le esigenze del Vangelo e gli insegnamenti della Chiesa".
Significativamente il Pontefice ha accostato nella sua citazione Benedetto XVI e il beato Giovanni Poalo II che egli stesso proclamera' santo entro l'anno.
"Sono venuto a Castel Gandolfo - ha poi aggiunto - anche per esprimere a voi, che lavorate in queste Ville Pontificie, la mia gratitudine per la vostra preziosa opera. E con voi saluto e ringrazio le vostre famiglie, che in qualche modo partecipano del vostro servizio alla Santa Sede".
Un pensiero affettuoso il Papa lo ha quindi rivolto alla comunita' parrocchiale di Castel Gandolfo, alle comunita' religiose presenti e all'intera diocesi di Albano che ha esortato "a rinnovare con gioia e con entusiasmo l'impegno di annuncio e testimonianza del Vangelo". All'intera popolazione di Castel Gandolfo ha chiesto dunque di "essere segno di speranza e di pace, attenta sempre alle persone e alle famiglie piu' in difficolta'. E questo e' importante! Noi dobbiamo sempre essere segno di speranza e di pace in questo momento. Aprire le porte alla speranza, affinche' la speranza vada avanti, e operare la pace, sempre!".
"La Madonna - h apoi invocato - vegli sempre su di voi e sulle vostre famiglie! Anche voi pregate per me, ne ho bisogno, e per il mio servizio alla Chiesa". "Rinnovo - ha concluso infine - a ciascuno la mia gratitudine e vi benedico di cuore. Grazie!”. 

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PAPA: VESCOVO DI ALBANO, "LE VOGLIAMO BENE"

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Le vogliamo bene". Monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano, lo ha ripetuto piu' volte a Papa Francesco nel breve saluto che gli ha rivolto al suo arrivo a Castel Gandolfo. Il presule ha anche ricordato Paolo VI che amava definire l'antica Chiesa di Albano come "ghirlanda intorno alla Sede del Principe degli Apostoli". Infine monsignor Semeraro ha fatto accenno al recente viaggio di Papa Francesco a Lampedusa, "dove e' andato - ha detto - per toccare la carne di Cristo".
A ricordare la tappa sull'isola di Lampedusa anche Saverio Petrillo, direttore delle Ville Pontificie, che ha ringraziato per "aver risvegliato le nostre coscienze intorpidite". Nell'augurare la "buona riuscita” della prossima Giornata Mondiale della Gioventu' a Rio de Janeiro, in programma dal 22 al 28 luglio, Petrillo ha portato al Papa "i sentimenti di devozione e di fedele attaccamento" dei 55 dipendenti delle Ville tra tecnici, giardinieri e addetti all'agricoltura".
Parole cariche di emozioni - riferisce infine Radio Vaticana - quelle del sindaco di Castel Gandolfo, Milvia Monachesi, che ha ricordato il profondo legame e la tradizione secolare che unisce la cittadina laziale e la figura del Papa. 

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PAPA: A CASTEL GANDOLFO ACCOLTO DA 20 MILA FEDELI

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

Papa Francesco e' a Castel Gandolfo per la seconda volta dall'inizio del Pontificato. Il 23 marzo, per incontrare il Papa Emerito, Benedetto XVI, aveva utilizzato l'elicottero.
Questa mattina e' arrivato in automobile, con la quale e' giunto al Palazzo entrando dalla porta "Marino" alle ore 9.35 circa. Intanto piazza della Liberta', antistante il Palazzo Apostolico, e' affollata da circa 20 mila  fedeli e pellegrini, molti dei quali sono arrivati nelle prime ore del giorno.
Sul portone e' visibile il drappo con lo stemma di Papa Francesco. E' la prima volta che viene collocato in questo luogo. Secondo quanto previsto, il Pontefice guidera' a mezzogiorno l'Angelus Domini proprio affacciato sulla piazza esterna.
Papa Francesco tornera' a Castel Gandolfo il 15 agosto, giorno della solennita' dell'Assunta, e con ogni probabilita', anticipa il sito "Il Sismografo", aggiornato in tempo reale sulle attivita' della Santa Sede, "celebrera' l'Eucaristia sulla Piazza della Liberta'". 

(AGI)

PAPA: GRAZIE A CASTEL GANDOLFO

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Oggi il nostro appuntamento domenicale dell'Angelus lo viviamo qui a Castel Gandolfo. Saluto gli abitanti di questa bella cittadina! Voglio ringraziarvi soprattutto per le vostre preghiere, e lo stesso faccio con tutti voi pellegrini che siete venuti qui numerosi". Papa Francesco ha iniziato con queste parole il suo breve discorso rivolto dal portone dell Palazzo Pontificio affacciato sulla piazza di Castel Gandolfo gremita da 20 mila fedeli. 

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PAPA: SAMARITANO ERA DISPREZZATO MA NON GIUDICAVA

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

 "Dio sa capire bene i nostri peccati". Papa Francesco e' tornato oggi sul tema della Misericordia parlando prima dell'Angelus ai 20 mila fedeli presenti a Castel Gandolfo, commentando la parabola del Buon Samaritano, un uomo, ha detto, che "e' l'esempio dell'amore per il prossimo, perche' ha soccorso non andando a giudicare tutto e tutti".
"I samaritani - ha ricordato commentando 'la famosa parabola del Buon Samaritano', letta nella messa di oggi - erano disprezzati dai Giudei, a causa di diverse tradizioni religiose; eppure Gesu' fa vedere che il cuore di quel samaritano e' buono e generoso e che, a differenza del sacerdote e del levita, lui mette in pratica la volonta' di Dio, che vuole la misericordia piu' che i sacrifici".
Il samaritano, ha sottolineato, "era uno qualunque, che scendeva da Gerusalemme verso Gerico sulla strada che attraversa il deserto della Giudea". 
"Da poco, su quella strada - ha rievocato Francesco -  un uomo era stato assalito dai briganti, derubato, percosso e abbandonato mezzo morto. Prima del samaritano passano un sacerdote e un levita, cioe' due persone addette al culto nel Tempio del Signore. Vedono quel poveretto, ma passano oltre senza fermarsi. Invece il samaritano, quando vide quell'uomo, 'ne ebbe compassione'. Si avvicino', gli fascio' le ferite, versandovi sopra un po' di olio e di vino; poi lo carico' sulla sua cavalcatura, lo porto' in un albergo e pago' l'alloggio per lui... Insomma, si prese cura di lui". 

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PAPA: BENEDICE IL GIUBILEO DEI CAMILLIANI

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

Papa Francesco ha benedetto oggi il "giubileo dei Camilliani" che inizia oggi, festa di San Camillo de Lellis, "un uomo - ha detto - che ha vissuto pienamente il Vangelo del buon samaritano". "Fondatore dei Ministri degli Infermi, patrono dei malati e degli operatori sanitari, san Camillo mori' il 14 luglio 1614: proprio oggi - ha sottolineato Francesco - si apre il suo quarto centenario, che culminerà tra un anno. Saluto con grande affetto tutti i figli e le figlie spirituali di san Camillo, che vivono il suo carisma di carita' a contatto quotidiano con i malati".
"Siate come lui buoni samaritani!", ha esortato il Pontefice rivolto ai religiosi camilliani e "anche ai medici, agli infermieri e a coloro che lavorano negli ospedali e nelle case di cura". A tutt, ha concluso, "auguro di essere animati dallo stesso spirito. Affidiamo questa intenzione all'intercessione di Maria Santissima". 

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PAPA: TRA OTTO GIORNI PARTIRO' PER RIO DE JANEIRO

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug.

"E' ormai vicina la Giornata Mondiale della Gioventu' di Rio de Janeiro. Io partiro' tra otto giorni, ma molti giovani partiranno per il Brasile anche prima". Lo ha detto Papa Francesco all'Angelus che ha guidato questa mattina  a Castel Gandolfo. "Preghiamo allora per questo grande pellegrinaggio che comincia, perche' Nostra Signora de Aparecida, patrona del Brasile, guidi i passi dei partecipanti, e apra i loro cuori ad accogliere la missione che Cristo dara'

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PAPA: RICORDA STRAGE DI VOLINIA E ESORTA A RICONCILIAZIONE POLONIA E UCRAINA

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

Papa Francesco ha ricordato oggi il 70esimo anniversario delle stragi di Volinia. "Tali atti, provocati dall'ideologia nazionalista nel tragico contesto della Seconda Guerra Mondiale, hanno causato - ha spiegato dopo l'Angelus - decine di migliaia di vittime e hanno ferito la fratellanza di due Popoli, quello polacco e quello ucraino".
Francesco ha voluto dunque unirsi in preghiera ai presuli e ai fedeli della Chiesa in Ucraina radunati nella Cattedrale di Lutsk per la Santa Messa di suffragio". "Affido alla misericordia di Dio - ha poi aggiunto - le anime delle vittime e, per i loro popoli, chiedo la grazia di una profonda riconciliazione e di un futuro sereno nella speranza e nella sincera collaborazione per la comune edificazione del Regno di Dio.
Penso - ha concluso infine - anche ai Pastori e ai fedeli partecipanti al pellegrinaggio della Famiglia di Radio Maria a Jasna Gora, Czestochowa. Vi affido alla protezione della Madre di Dio e vi benedico di cuore". 

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PAPA: VORREI MANDARVI UNA TORTA  COSI' GRANDE COME NON LE FANNO

Salvatore Izzo

(AGI) - Castel Gandolfo, 14 lug. 

"Vorrei mandarvi una torta ma tanto grandi non so se la fanno". Papa Francesco ha scherzato cosi' con i fedeli della diocesi di Albano, della quale fa parte Castel Gandolfo, dove si trova questa mattina, augurando loro una buona festa di San Bonaventura, patrono della Chiesa locale, che si celebrera' domani.- Francesco ha salutato con affetto tutti i pellegrini presenti oggi nella piazza centrale di Castel Gandolfo: i gruppi parrocchiali, le famiglie, i giovani, specialmente quelli venuti dall'Irlanda; i giovani sordi che stanno vivendo a Roma un incontro internazionale.
"Saluto - ha detto inoltre - le Suore di Santa Elisabetta, alle quali auguro un fruttuoso rinnovamento spirituale; le Apostole del Sacro Cuore di Gesu', con famiglie di diverse nazioni; le Figlie della Divina Carità, impegnate nel Capitolo generale; e le Superiore delle Figlie di Maria Ausiliatrice".
"A tutti - ha concluso inoltre - auguro una buona domenica". 

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Lombardi: l'aereo di Francesco per Rio sarà come quello di Benedetto XVI. Alla Gmg anche un reliquiario di Giovanni Paolo II. Osservatore: quando a Buenos Aires regalarono a Bergoglio un Corano (Izzo)

PAPA: LOMBARDI, VIAGGIO AEREO PER RIO SARA' COME QUELLO DI BENEDETTO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 13 lug. 

Papa Francesco non ha chiesto per il suo primo viaggio internazionale alcun cambiamento riguardo alle condizioni che l'Alitalia ha offerto a Papa Benedetto nei suoi viaggi internazionali, che peraltro erano gia' all'insegna della massima sobrieta'. 
Interrogato a proposito di indiscrezioni sull'allestimento dell'aereo del Papa per il viaggio in Brasile, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi ha infatti precisato che "non c'e' mai stata alcuna lettera della Segreteria di Stato all'Alitalia sull'allestimento dell'aereo".
"Il problema di un letto a bordo - ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede - non si e' posto, perche' oggi le poltrone sono molto comode e permettono di riposare bene e non vi e' motivo di pensare a un altro allestimento". 
"Anche Papa Benedetto - ha ricordato Lombardi - non aveva avuto alcun letto negli anni recenti (ad esempio nei voli per e dall’Africa)". 
"La partenza - ha poi aggiunto - e' da Fiumicino, come sempre quando il Papa parte da Roma e non da Castel Gandolfo che e' piu' vicino a Ciampino. L'arrivo sara' invece a Ciampino, come sempre".
Nelle prossime ore intanto, rende noto il sito "Il Sismografo" informato in tempo reale sulle attivita' della Santa Sede, partira' da Roma un Hercules C-130 dell'Aeronautica Militare Brasiliana (FAB) con a bordo la papamobile e una jeep, i veicoli che Papa Francesco usera' nei suoi numerosi spostamenti nel corso dei giorni della XXVIII Gmg. 
La papamobile e' una versione aggiornata di Mercedes-Benz Classe M le cui chiavi sono state consegnate al pontefice da Dieter Zetsche, presidente dei Daimler AG. L'incontro tra il manager tedesco e il Papa si e' tenuto presso la Domus Santa Marta lo scorso 3 luglio. 

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PAPA: A RIO DE JANEIRO PER LA GMG ANCHE RELIQUIARIO WOJTYLA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 13 lug. 

Dopo Madrid anche a Rio de Janeiro l'"inventore" delle Giornate Mondiali della Gioventu' sara' di nuovo presente con i "suoi" giovani: da domenica scorsa le reliquie del beato Giovanni Paolo II si trovano nella citta' carioca. Per la prima volta in un reliquario dello scultore Carlo Balljana, che  in un manufatto che riproduce l'Evangeliario sfogliato dal vento in piazza San Pietro il giorno delle esequie di Giovanni Paolo II, ha incluso un'ampolla di sangue del Pontefice polacco - prelevato  per le analisi di compatibilita' nel centro trasfusionale del Bambino Gesu'. Il reliquario sara' portato  nei luoghi dei principali avvenimenti della Giornata Mondiale della Gioventu' brasiliana. Il cardinale Stanislao  Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, le ha consegnate durante una messa celebrata nella chiesa-santuario della Medaglia miracolosa, a Tijuca, quartiere a nord della metropoli.
Per Papa Wojtyla e' in qualche modo un ritorno in terra brasiliana, dove fu accolto ben quattro volte: dal 30 giugno all'11 luglio 1980, l'11 giugno 1982, dal 12 al 21 ottobre 1991 e dal 2 al 6 ottobre 1997 in occasione del secondo Incontro mondiale delle famiglie, svoltosi proprio a Rio de Janeiro.
"Vi porto -  ha detto il porporato nell'omelia pubblicata dall'Osservatore Romano -  la benedizione di Papa Francesco, che tra pochi giorni arrivera' qui. Da parte mia sono molto felice di presiedere questa Eucaristia per la consegna della reliquia del beato Giovanni Paolo II, il quale presto sara' proclamato santo".
Il cardinale Rylko ha ricordato quando scritto da un giornalista italiano: "Giovanni Paolo II e' un Papa che non muore". Ed e' vero, questo Papa continua a vivere nel cuore delle persone. Lo prova la moltitudine di pellegrini che ogni giorno si reca all'altare che ne custodisce le spoglie nella Basilica di San Pietro, in Vaticano". Rylko  ha affidato all'intercessione del suo fondatore la Gmg di Rio de Janeiro, affinche' produca "molti frutti per la vita spirituale dei tanti giovani in arrivo da 180 Paesi".
"Papa Wojtyla - chiosa l'Osservatore - e' in buona compagnia in questa sua speciale missione, perche' tra i patroni del raduno internazionale delle nuove generazioni figurano altri modelli di santita' che rispondono alle loro aspettative, come Pier Giorgio Frassati, Teresa di Lisieux, Chiara Luce Badano, Federico Ozanam e il brasiliano Antonio Galvao de Santana". 

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PAPA: OSSERVATORE, QUANDO A BUENOS AIRES GLI REGALARONO UN CORANO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 13 lug. 

"L'elezione di Jorge Mario Bergoglio al Pontificato riempie di orgoglio tutti gli argentini, qualunque sia il loro credo religioso". Lo scrive l'Osservatore Romano che commenta cosi' i sentimenti espressi dalla direttrice del centro islamico Alba di Buenos Aires, Nancy Falcon, che ha ricordato pubblicamente i cordiali rapporti intrattenuti in passato con Bergoglio, rivelando un gesto significativo compiuto nel corso del suo episcopato dal futuro Papa Francesco. "In particolare - scrive il quotidiano vaticano - la signora ha rievocato l'episodio relativo a una visita da lei compiuta in arcivescovado. Al porporato, che teneva sulla sua scrivania una copia della Torah insieme a quella del Vangelo, la responsabile del centro Alba porto' in regalo una copia del Corano". Un omaggio, ha detto la Falcon, che "risulto' molto gradito". "Bergoglio - ha aggiunto la direttrice del Centro Alba, secondo quanto riferisce l'Osservatore -  mostro' di conoscere bene il lavoro portato avanti dal centro per il dialogo interculturale, chiedendo in quella occasione di pregare per lui". "Una richiesta analoga - ha commentato l'esponente islamica - a quella fatta, di fronte al mondo, poco dopo la sua elezione al Soglio di Pietro. Un gesto di umilta' - ha confidato - che ancora di piu' ci ha impressionato quando abbiamo saputo che era il nostro nuovo Papa".
L'episodio e' stato raccontato nel corso della visita - in occasione del Ramadan - del nuovo arcivescovo di Buenos Aires, monsignor Aurelio Mario Poli, al Centro per il dialogo interculturale Alba che s'ispira al movimento promosso dallo scrittore e teologo islamico turco, residente negli Stati Uniti, Fethullah Gulen, che promuove istituzioni educative ed assistenziali in diversi Paesi. Nella capitale argentina, il Centro Alba gestisce una scuola per i ragazzi nel quartiere Floresta. 

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venerdì 12 luglio 2013

"Blitz" di Papa Francesco all'autoparco vaticano (Izzo)

PAPA: BLITZ ALL'AUTOPARCO PER RENDERSI CONTO DI PERSONA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 11 lug.

"Blitz" di Papa Francesco questa mattina all'autoparco vaticano, per rendersi conto di persona sul tipo di vetture che vengono utilizzate in Vaticano. La visita del Pontefice ha colto tutti di sorpresa e contiene un messaggio preciso: lo stile della Santa Sede deve essere sobrio.
Appena eletto Francesco aveva preferito il bus interno alla mercedes con targata "Scv 1" e il giorno dopo era andato a Santa Maria Maggiore con una vettura di servizio della Gendarmeria, la stessa utilizzata poi nelle successive uscite dal Vaticano.
Poi  sabato scorso aveva confidato: "mi fa male vedere un sacerdote con una macchina ultimo modello". "Non e' che dovete andare in biclicletta, se c'e' molto lavoro da fare, ma almeno scegliete una vettura umile e se ne volete una piu' bella pensate ai bambini che muoiono di fame", erano state le sue parole.
Lunedi' infine - per recarsi a Lampedusa - era uscito dal Vaticano con una semplicissima Ford Focus, la vettura piu' modesta tra quelle in uso all'autoparco, con la quale aveva raggiunto l'aeroporto di Ciampino e poi era tornato indietro.
Il Papa sembra dunque intenzionato a fare sul serio e abbassare di molto il livello delle vetture targate Scv. Auto, per la  verita', spesso donate al Vaticano dalle case produttrici, ma il cui lusso e' proverbiale tra i romani, che scherzosamente leggono la targa come se fosse l'abbreviazione delle parole: "Se Cristo vedesse".
A battere in sobrieta' la Focus che da qualche giorno usa il Pontefice ci sono in Vaticano la vettura personale del presidente del Governatorato, cardinale Giuseppe Bertello, che gia' in tempi non sospetti (due anni fa) aveva rinunciato alla Mercedes d'ordinanza a favore di una semplice Panda, e una piccola smart che utilizza il generale Domenico Giani, comandante della Gendarmeria (quando non si serve di un ciclomotore).

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giovedì 11 luglio 2013

Papa Francesco confida ad ex allievo: "Non ti immagini l'umiltà e la saggezza di Benedetto XVI" (Izzo)

Grazie a Gianni per la segnalazione di "Terre d'America" :-)

PAPA: CONFIDA A EX ALLIEVO, NON IMMAGINI UMILTA' E SAGGEZZA RATZINGER

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 11 lug. 

"Non ti immagini l'umiltà e la saggezza di quest'uomo". Sono parole di Papa Francesco che ha descritto cosi' Benedetto XVI allo scrittore Jorge Milia, suo ex allievo dei tempi in cui il futuro Pontefice insegnava letteratura e psicologia. Milia ha raccontato al sito "Terre d'America" di aver ricevuto la telefonate in risposta a una sua missiva. "Dodici pagine. Una lettera di dodici pagine!", si e' lamentato Francesco all'inizio della conversazione. "Ma non puoi negare che ti ho fatto ridere...", gli ha repilicato l'ex allievo, che poi  ha detto al Papa di aver iniziato a leggere l'enciclica "Lumen fidei". "Lui ha declinato ogni merito personale. Ha commentato che Benedetto XVI aveva fatto la maggior parte del lavoro, che era un pensatore sublime, non conosciuto o capito dalla maggior parte delle persone", ha riferito Milia. (
"'Oggi ero con 'el viejo', l'ha chiamato cosi', all'argentina, con quel carattere affettuoso che diamo alla parola. 'Abbiamo chiacchierato molto; per me e' un piacere scambiare idee con lui'", ha aggiunto Bergoglio, nel racconto di Milia.
“Allora tienilo vicino", gli ha ribattuto l'ex allievo. "Non ci penso nemmeno a rinunciare al consiglio di una persona del genere, sarebbe sciocco da parte mia!", ha risposto il Pontefice, che annota Milia, "davvero quando parla di Ratzinger lo fa con riconoscenza e tenerezza". "A me - sottolinea l'intellettuale - fa un po' l'effetto di uno che ha ritrovato un vecchio amico, un ex compagno di classe, di quelli che si fanno vedere di tanto in tanto, che a scuola frequentavano uno o due corsi dopo il nostro e che in qualche modo ammiravamo, magari con le differenze che il tempo aveva levigato, ammorbidito".
"Gli ho detto che la differenza tra loro era che la gente a lui lo vedeva piu' umano, lo poteva toccare, gli poteva parlare", ha confidato ancora l'interlocutore di Papa Francesco sul sito internet. "E come no? Certo, lo devono poter fare! E' mio dovere ascoltarli, confortarli, pregare con loro, stringergli le mani perche' sentano che non sono soli", ha risposto ancora il Pontefice  che ha detto anche di aver faticato un po' per riuscire a farlo accettare da tanti che gli stanno attorno.
"Si e' messo a ridere di nuovo - ha scritto Milia - quando gli ho detto che se i miei nonni Carrara fossero vivi e venissero a sapere che gli sto dando del tu, smetterebbero di pregare per me e mi considererebbero definitivamente perduto. Loro avevano l'idea di un Papa inaccessibile, distante, la stessa immagine dei loro genitori e nonni". Al che Francesco ha ripetuto : "Non e' stato facile, Jorge, qui ci sono molti 'padroni' del Papa e con molta anzianita' di servizio".
Al giornalista e scrittore suo ex alunno, Bergoglio ha detto anche che ogni cambiamento introdotto gli e' costato degli sforzi e la cosa piu' difficile - ha confessato - e' stata di non accettare che gli gestissero l’agenda. "Sono io che decido chi vedere, non i miei segretari...".
"Alla fine - ha concluso Milia - mi ha chiesto, come sempre, di pregare per lui. A dir la verita' stavamo ancora parlando e non volevo essere io a dare per terminata la conversazione,  quando, all'improvviso, mi ha detto: 'Beh, ci vediamo, o meglio ti leggero'. Non darti troppe arie, Jorge, ti ha solo parlato un amico.
Ciao. Stai bene... e prega per me".

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Il motu proprio di riforma della giustizia penale in Vaticano nei commenti di Salvatore Izzo

Giotto, "Giustizia"
PAPA: FRANCESCO HA ABOLITO L'ERGASTOLO

Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 11 lug. 


Nell'ambito della riforma del diritto penale in vigore nello Stato Citta' del Vaticano, Papa Francesco ha deciso di abolire la pena dell'ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni. Lo rende noto la Sala Stampa della Santa Sede. 


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PAPA: ORA CHI SOTTRAE DOCUMENTI RISCHIA FINO A 8 ANNI DI CARCERE


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 11 lug. 

Se fossero state varate prima del caso Vatileaks, il maggiordomo infedele Paolo Gabriele non se la sarebbe cavata con una pena minima, come quella che gli fu comminata (18 mesi di carcere).  

L'introduzione nell'ordinamento vaticano dell'art. 116 bis per chi trafuga documenti stabilisce che chiunque riveli notizie riservate, rischi ora fino ad 8 anni. 
"Se il documento trafugato riguarda interessi di particolare tenore e riservatezza - ha spiegato il professor Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale Vaticano, codice alla mano "le pene lievitano dai 4 agli 8 anni". 
Il prof. Dalla Torre ha anche affermato che il processo all'ex assistente di camera di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, "potrebbe aver pesato in qualche modo ma non ha inciso in maniera determinate sull'articolo di legge". Ai giornalisti, il giurista  ha poi specificato anche i dettagli della nuova norma penale:
"Chiunque si procura illegittimamente o rivela notizie o documenti di cui e' vietata la divulgazione e' punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni o con la multa da euro 1.000, o da euro 5.000. Se la condotta ha avuto ad oggetto notizie o documenti concernenti gli interessi fondamentali o i rapporti diplomatici della Santa Sede, dello Stato, si applica la pena della reclusione da 4 a 8 anni. Se il fatto, di cui al comma precedente, e' commesso per colpa, si applica la pena della reclusione da 6 mesi a 2 anni".

Spiegando le nuove leggi penali che entreranno in vigore il primo settembre, il professor Dalla Torre ha ribadito che si e' voluto "mettere mano" ad alcuni interventi specifici nella direzione dell'integrazione o del rimodellamento delle norme gia' esistenti. Ed in particolare, il delitto di divulgazione di documenti riservati e' stato ulteriormente precisato. "E' nuovo - ha osservato - nella formulazione e nel contenuto". In passato, ha concluso, "certo, questo fatto poteva essere ricondotto nel sistema del Codice ad altre fattispecie. Mi pare che si sia voluta dare una configurazione piu' precisa, piu' puntuale".

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PAPA: MOTU PROPRIO RIFORMA GIUSTIZIA PENALE IN VATICANO


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 11 lug. 

Papa Francesco ha varato una importante riforma della giustizia penale vaticana, che fino ad oggi era ferma - per molti aspetti - al Codice Zanardelli, adottato nel 1929 all'indomani dei Patti Lateranensi che istituirono la Citta' del Vaticano. 

Per questo, ad esempio, Paolo Gabriele, il maggiordomo infedele di Papa Ratzinger, fu giudicato solo per il reato di furto, l'unico applicabile al suo caso nelle norme in vigore che non prevedevano l'attentato alla sicurezza dello Stato.
Le leggi varate da Francesco con un Motu Proprio sono "in continuita' con le azioni intraprese a partire dal 2010 durante il pontificato di Papa Benedetto XVI", che riguardavano in particolare le misure contro il riciclaggio di denaro e il terrorismo internazionale, ma hanno contenuti piu' ampi, provvedendo all'attuazione di molteplici Convenzioni internazionali, tra le quali possono ricordarsi: le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra; la Convenzione internazionale del 1965 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre pene, o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo ed i suoi Protocolli facoltativi del 2000.
"Questi interventi normativi - sottolinea la Sala Stampa della Santa Sede - si collocano nella direzione di un aggiornamento volto a dare maggiore sistematicita' e completezza al sistema normativo vaticano". 

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PAPA: GIRO DI VITE CONTRO CORRUZIONE AMMINISTRATIVA


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 11 lug. 

Nelle nuove leggi penali varate oggi da Papa Francesco, "il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione e' stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione" Lo sottolinea una nota vaticana.

 La Convenzione prevede sanzioni molto severe a tutela della correttezza dei comportamenti pubblici. Cosi', "sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell'Autorita' giudiziaria con l'aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall'introduzione della misura del blocco preventivo dei beni".
Con il Motu Proprio firmato oggi da Papa Francesco, inoltre, "in linea con gli orientamenti piu' recenti in sede internazionale" e' stato introdotto "un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attivita' criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilita' diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie".
E' stata varata infine anche una nuova legge in materia di sanzioni amministrative che, precisa il comunicato, "ha carattere di normativa generale, al servizio di discipline particolari che, nelle diverse materie, prevedranno sanzioni finalizzate a favorire l'efficacia ed il rispetto di norme poste a tutela di interessi pubblici". 

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PAPA: NUOVE NORME PENALI PROTEGGONO DI PIU' I MINORI


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 11 lug. 

Nelle norme penali varate oggi da Papa Francesco e' compresa una ridefinizione della categoria dei delitti contro i minori tra i quali sono da segnalare: la vendita, la prostituzione, l'arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori. Si tratta dunque di un importante passo in avanti anche nella lotta contro gli abusi sessuali - fortemente perseguita da Benedetto XVI nel suo Pontificato e che Francesco intende portare avanti - dal momento che sono sottoposti alle nuove norme non solo tutti gli officiali e dipendenti della Curia Romana ma anche i nunzi apostolici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonche' i dipendenti di organismi e istituzioni collegati alla Santa Sede indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Citta' del Vaticano.

Inoltre sono state introdotte anche figure criminose relative ai delitti contro l'umanita', cui e' stato dedicato un titolo a parte: si sono previste, tra l'altro, la specifica punizione di delitti come il genocidio e l'apartheid, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998. Infine - in conformita' con quanto stabilito dal diritto internazionale - e'  stato esplicitamente previsto il delitto di tortura. 
Presentando ai giornalisti la complessa riforma del diritto penale varata da Papa Francesco, il presidente del Tribunale Vaticano, professor Giuseppe Dalla Torre, si e' soffermato anche sulla definizione dei delitti contro i minori introdotti in attuazione della Convenzione a tutela del fanciullo.

"Prima erano reati - ha chiarito - di carattere piu' generale, come in tutti gli ordinamenti. Qui e' molto piu' preciso. C'e' la pedopornografia, per esempio. E' chiaro che nel codice del 1889 questo non c'era. Ma se andiamo a prendere il codice italiano troveremo gli stessi dati con scritto bis, bis, ter, quater, perche' sono tutti reati, fattispecie piu' precise, che nascono in attuazione della Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo e dei protocolli aggiuntivi". "Quindi - ha concluso Dalla Torre - non e' che non ci fosse - in Vaticano come in tutti i Paesi - fino ad ora una protezione dei minori", semplicemente ci si e' adeguati alle norme internazionali piu' stringenti.

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PAPA: DA OGGI GIUSTO PROCESSO E PIU' COOPERAZIONE INTERNAZIONALE


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 11 lug. 

Con il Motu Proprio firmato oggi da Papa Francesco, "in ordine alle disposizioni di procedura penale sono stati introdotti i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell'imputato". Lo sottolinea una nota vaticana. Inoltre, si legge nel testo,  "un settore molto importante della riforma concerne la riformulazione della normativa relativa alla cooperazione giudiziaria internazionale, piuttosto risalente nel tempo, con l'adozione delle misure di cooperazione adeguate alle piu' recenti convenzioni internazionali". 


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PAPA: LEGGI PENALI VATICANE APPLICABILI ANCHE A NUNZI E LORO PERSONALE


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 11 lug. 

Le nuove leggi penali varate oggi da Papa Francesco risultano applicabili anche ai nunzi apostolici ed al personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonche' ai dipendenti di organismi e istituzioni della Curia Romana o ad essa collegati indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Citta' del Vaticano. "Tale estensione - viene precisato - ha lo scopo di rendere perseguibili da parte degli organi giudiziari dello Stato della Citta' del Vaticano i reati previsti in queste leggi, anche nel caso in cui il fatto fosse commesso al di fuori dei confini dello Stato stesso". 


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PAPA: LOMBARDI, PRESTO NORME ANTIRICICLAGGIO ADEGUATE A MONEYVAL


Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 11 lug. 

Dopo le nuove norme di riforma del Codice penale vaticano varate oggi da Papa Francesco, "altre

leggi sono in preparazione, non di natura penale, nella direzione degli adeguamenti alle richieste di Moneyval". Lo ha dichiarato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, nel corso del briefing di presentazione del nuovo Motu Proprio. 
L'annuncio di padre Lombardi e' stato poi confermato dal presidente del Tribunale Vaticano, professor Giuseppe Dalla Torre. "Sono in preparazione altre leggi per rispondere alle questioni sollevate da Moneyval ma le norme presentate oggi non sono la risposta a tali sollecitazioni, ha chiarito il giurista. "Una delle ragioni - ha spiegato - sono state le osservazioni di Moneyval. Pero' non tutte le osservazioni di Moneyval riguardano la materia penale: hanno avuto ad oggetto anche altri aspetti della struttura amministrativa, del funzionamento". E quello di oggi "e' soltanto un intervento nella materia penale". "Io penso - ha aggiunto Dalla Torre - che subito dopo l'estate, ci saranno degli interventi di nuovo in materia evidentemente non penale, relativi sempre all'attivita' finanziaria, all'antiriciclaggio, alla lotta al terrorismo e quant'altro".

Spiegando le leggi che entreranno in vigore il primo settembre, il professor Dalla Torre ha ribadito che in sostanza si e' voluto "mettere mano" ad alcuni interventi specifici nella direzione dell'integrazione o del rimodellamento delle norme gia' esistenti.

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lunedì 8 luglio 2013

Papa Francesco a Lampedusa: mea culpa per avere ignorato la tragedia degli immigrati (Izzo)

PAPA A LAMPEDUSA: MEA CULPA PER AVER IGNORATO TRAGEDIA IMMIGRATI

Salvatore Izzo

(AGI) - Lampedusa, 8 lug. 

Primo viaggio del Pontificato, la visita a Lampedusa e' stata oggi l'occasione di un commovente "mea culpa" pronunciato da Francesco a nome dell'Occidente, per non aver impedito la morte di 20 mila immigrati nel Mediterraneo. 
"Cercavano di uscire da situazioni difficili per trovare un po' di serenita' e di pace; cercavano un posto migliore per se' e per le loro famiglie, ma hanno trovato la morte. 
Chi e' il responsabile del sangue di questi fratelli e  sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo cosi': 'non sono io, io non c'entro, saranno altri, non certo io'", ha gridato nell'omelia della messa al campo sportivo gremito, da 10 mila fedeli, condannando quella che ha chiamato "la globalizzazione dell'indifferenza", una chiusura all'altro che, ha denunciato, "ci rende incapaci perfino di piangere".
"Tanti di noi, mi includo anch'io - ha ammesso il Pontefice - siamo disorientati, non siamo piu' attenti al mondo in cui viviamo, non curiamo, non custodiamo quello che Dio ha creato per tutti e non siamo piu' capaci neppure di custodirci gli uni gli altri. E quando questo disorientamento assume le dimensioni del mondo, si giunge a tragedie come quella a cui abbiamo assistito".
"Ti chiediamo perdono - ha allora invocato Francesco rivolgendosi direttamente a Dio - per chi si e accomodato, si e' chiuso nel proprio benessere che porta all'anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi". A braccio il Pontefice ha poi aggiunto: "cio' che e' accaduto non si ripeta, per favore".
Dopo il rito - concelebrato solo con l'arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, e il parroco di Lampedusa, don Stefano Nastasi, perche' Bergoglio ha voluto che nessun cardinale facesse parte oggi del suo seguito - e' arrivato un accorato appello alla "conversione del cuore di quanti generano guerra odio e poverta', sfruttano i fratelli, fanno indegno commercio delle loro fragilita'". 
E l'affidamento alla Vergine di "uomini donne e bambini costretti a fuggire per cercare un futuro" affinche' siano salvaguardati da "nuove e piu' pesanti schiavitu' e umiliazioni". Parole che a molti hanno ricordato l'anatema lanciato contro i mafiosi da Papa Wojtyla nella vicina Valle dei Templi, esattamente 20 anni fa, il 9 maggio 1993.
L'ultimo gesto il ringraziamento ai lampedusani e linosani "per l'esempio di amore e di carita', per l'esempio di accoglienza che ci avete dato, che ci state dando e ancora ci date: che questo esempio sia un faro per tutto il mondo, perche' abbiano coraggio di accogliere quelli che cercano una vita migliore. 
Grazie per la vostra testimonianza e per la vostra tenerezza".
La visita di Francesco e' iniziata questa mattina presto con un atto di omaggio alla memoria delle vittime: una corona di fiori lanciata nel mare da una motovedetta della Guardia Costiera. 
E sul molo Favaloro ha salutato uno ad uno tutti gli immigrati presenti. "Siamo fuggiti dal nostro paese per motivi politici ed economici. Per arrivare in questo luogo tranquillo abbiamo sfidato vari ostacoli, siamo stati rapiti dai trafficanti. 
Abbiamo sofferto tantissimo per arrivare in Libia", gli ha confidato il portavoce del gruppo. 

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Papa Francesco a Lampedusa: la cronaca dell'Ansa

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