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Vi segnalo in particolare questo passaggio su cui tutti, ma soprattutto il Vaticano ed i novelli guru della comunicazione, dovrebbero riflettere: "E’ anche evidente che, da telespettatore, ascoltatore o lettore, il povero cittadino italiano viene ormai incessantemente bombardato da messaggi cari alla nota lobby; tanti perdipiù si fermano ai titoli fuorvianti, tanti altri tendono alla rassegnazione. E i cattolici che invece vogliono testimoniare pubblicamente i valori della Dottrina sociale della Chiesa si ritrovano (almeno apparentemente) sempre più emarginati (senza nessun incoraggiamento o anche rimbrottati dall’alto). Correndo – ed è cosa che fa rabbrividire - il rischio di essere additati come nemici del Papa e della Chiesa dalla nota lobby e dai suoi fiancheggiatori volontari o involontari (tra cui non pochi opportunisti, cattolici da ‘società liquida’)".
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domenica 5 gennaio 2014
lunedì 30 dicembre 2013
La nuova immagine della chiesa e le strategie di comunicazione nel commento di Gagliarducci
giovedì 12 settembre 2013
Tim Stanley: i media non capiscono Francesco
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Mariateresa.
Stanley si dice stanco di dovere spiegare e parafrasare ogni parola di Papa Francesco per arginare le strumentalizzazioni. Non e' il solo...e forse e' questa stanchezza generalizzata che e' pericolosissima (per la chiesa).
Stanley si dice stanco di dovere spiegare e parafrasare ogni parola di Papa Francesco per arginare le strumentalizzazioni. Non e' il solo...e forse e' questa stanchezza generalizzata che e' pericolosissima (per la chiesa).
lunedì 15 luglio 2013
Il letto in aereo, il motu proprio in materia penale e la visita al parco auto nell'analisi di John Allen
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domenica 14 luglio 2013
Benedetto XVI, il Papa sgradito ai "Fratelli d'Italia" (Asi)
Clicca qui per leggere il commento (la pura e semplice verità).
Lombardi: l'aereo di Francesco per Rio sarà come quello di Benedetto XVI. Alla Gmg anche un reliquiario di Giovanni Paolo II. Osservatore: quando a Buenos Aires regalarono a Bergoglio un Corano (Izzo)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 13 lug.
Papa Francesco non ha chiesto per il suo primo viaggio internazionale alcun cambiamento riguardo alle condizioni che l'Alitalia ha offerto a Papa Benedetto nei suoi viaggi internazionali, che peraltro erano gia' all'insegna della massima sobrieta'.
Interrogato a proposito di indiscrezioni sull'allestimento dell'aereo del Papa per il viaggio in Brasile, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi ha infatti precisato che "non c'e' mai stata alcuna lettera della Segreteria di Stato all'Alitalia sull'allestimento dell'aereo".
"Il problema di un letto a bordo - ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede - non si e' posto, perche' oggi le poltrone sono molto comode e permettono di riposare bene e non vi e' motivo di pensare a un altro allestimento".
"Anche Papa Benedetto - ha ricordato Lombardi - non aveva avuto alcun letto negli anni recenti (ad esempio nei voli per e dall’Africa)".
"La partenza - ha poi aggiunto - e' da Fiumicino, come sempre quando il Papa parte da Roma e non da Castel Gandolfo che e' piu' vicino a Ciampino. L'arrivo sara' invece a Ciampino, come sempre".
Nelle prossime ore intanto, rende noto il sito "Il Sismografo" informato in tempo reale sulle attivita' della Santa Sede, partira' da Roma un Hercules C-130 dell'Aeronautica Militare Brasiliana (FAB) con a bordo la papamobile e una jeep, i veicoli che Papa Francesco usera' nei suoi numerosi spostamenti nel corso dei giorni della XXVIII Gmg.
La papamobile e' una versione aggiornata di Mercedes-Benz Classe M le cui chiavi sono state consegnate al pontefice da Dieter Zetsche, presidente dei Daimler AG. L'incontro tra il manager tedesco e il Papa si e' tenuto presso la Domus Santa Marta lo scorso 3 luglio.
© Copyright (AGI)
PAPA: A RIO DE JANEIRO PER LA GMG ANCHE RELIQUIARIO WOJTYLA
Salvatore Izzo
Dopo Madrid anche a Rio de Janeiro l'"inventore" delle Giornate Mondiali della Gioventu' sara' di nuovo presente con i "suoi" giovani: da domenica scorsa le reliquie del beato Giovanni Paolo II si trovano nella citta' carioca. Per la prima volta in un reliquario dello scultore Carlo Balljana, che in un manufatto che riproduce l'Evangeliario sfogliato dal vento in piazza San Pietro il giorno delle esequie di Giovanni Paolo II, ha incluso un'ampolla di sangue del Pontefice polacco - prelevato per le analisi di compatibilita' nel centro trasfusionale del Bambino Gesu'. Il reliquario sara' portato nei luoghi dei principali avvenimenti della Giornata Mondiale della Gioventu' brasiliana. Il cardinale Stanislao Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, le ha consegnate durante una messa celebrata nella chiesa-santuario della Medaglia miracolosa, a Tijuca, quartiere a nord della metropoli.
Per Papa Wojtyla e' in qualche modo un ritorno in terra brasiliana, dove fu accolto ben quattro volte: dal 30 giugno all'11 luglio 1980, l'11 giugno 1982, dal 12 al 21 ottobre 1991 e dal 2 al 6 ottobre 1997 in occasione del secondo Incontro mondiale delle famiglie, svoltosi proprio a Rio de Janeiro.
"Vi porto - ha detto il porporato nell'omelia pubblicata dall'Osservatore Romano - la benedizione di Papa Francesco, che tra pochi giorni arrivera' qui. Da parte mia sono molto felice di presiedere questa Eucaristia per la consegna della reliquia del beato Giovanni Paolo II, il quale presto sara' proclamato santo".
Il cardinale Rylko ha ricordato quando scritto da un giornalista italiano: "Giovanni Paolo II e' un Papa che non muore". Ed e' vero, questo Papa continua a vivere nel cuore delle persone. Lo prova la moltitudine di pellegrini che ogni giorno si reca all'altare che ne custodisce le spoglie nella Basilica di San Pietro, in Vaticano". Rylko ha affidato all'intercessione del suo fondatore la Gmg di Rio de Janeiro, affinche' produca "molti frutti per la vita spirituale dei tanti giovani in arrivo da 180 Paesi".
"Papa Wojtyla - chiosa l'Osservatore - e' in buona compagnia in questa sua speciale missione, perche' tra i patroni del raduno internazionale delle nuove generazioni figurano altri modelli di santita' che rispondono alle loro aspettative, come Pier Giorgio Frassati, Teresa di Lisieux, Chiara Luce Badano, Federico Ozanam e il brasiliano Antonio Galvao de Santana".
© Copyright (AGI)
PAPA: OSSERVATORE, QUANDO A BUENOS AIRES GLI REGALARONO UN CORANO
Salvatore Izzo
"L'elezione di Jorge Mario Bergoglio al Pontificato riempie di orgoglio tutti gli argentini, qualunque sia il loro credo religioso". Lo scrive l'Osservatore Romano che commenta cosi' i sentimenti espressi dalla direttrice del centro islamico Alba di Buenos Aires, Nancy Falcon, che ha ricordato pubblicamente i cordiali rapporti intrattenuti in passato con Bergoglio, rivelando un gesto significativo compiuto nel corso del suo episcopato dal futuro Papa Francesco. "In particolare - scrive il quotidiano vaticano - la signora ha rievocato l'episodio relativo a una visita da lei compiuta in arcivescovado. Al porporato, che teneva sulla sua scrivania una copia della Torah insieme a quella del Vangelo, la responsabile del centro Alba porto' in regalo una copia del Corano". Un omaggio, ha detto la Falcon, che "risulto' molto gradito". "Bergoglio - ha aggiunto la direttrice del Centro Alba, secondo quanto riferisce l'Osservatore - mostro' di conoscere bene il lavoro portato avanti dal centro per il dialogo interculturale, chiedendo in quella occasione di pregare per lui". "Una richiesta analoga - ha commentato l'esponente islamica - a quella fatta, di fronte al mondo, poco dopo la sua elezione al Soglio di Pietro. Un gesto di umilta' - ha confidato - che ancora di piu' ci ha impressionato quando abbiamo saputo che era il nostro nuovo Papa".
L'episodio e' stato raccontato nel corso della visita - in occasione del Ramadan - del nuovo arcivescovo di Buenos Aires, monsignor Aurelio Mario Poli, al Centro per il dialogo interculturale Alba che s'ispira al movimento promosso dallo scrittore e teologo islamico turco, residente negli Stati Uniti, Fethullah Gulen, che promuove istituzioni educative ed assistenziali in diversi Paesi. Nella capitale argentina, il Centro Alba gestisce una scuola per i ragazzi nel quartiere Floresta.
© Copyright (AGI)
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giovedì 11 luglio 2013
Le continue strumentalizzazioni e le aspettative costruite ad arte possono rovinare questo Pontificato (Il Vaticanista)
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martedì 9 luglio 2013
Vanity Fair elegge Papa Francesco «uomo dell'anno»
Clicca qui e qui per leggere la notizia. Qui l'annuncio del settimanale.
Le affermazioni di De Luca sulla pedofilia e la finanza sono inaccettabili ma tanto e' inutile parlare. Ormai e' passata la vulgata con il placet del Vaticano che di certo non spendera' una parola sull'argomento.
LE DECISIONI E L'ESEMPIO DI PAPA BENEDETTO XVI NEL COMBATTERE LA PIAGA DELLA PEDOFILIA NELLA CHIESA. CRONOLOGIA
Le affermazioni di De Luca sulla pedofilia e la finanza sono inaccettabili ma tanto e' inutile parlare. Ormai e' passata la vulgata con il placet del Vaticano che di certo non spendera' una parola sull'argomento.
LE DECISIONI E L'ESEMPIO DI PAPA BENEDETTO XVI NEL COMBATTERE LA PIAGA DELLA PEDOFILIA NELLA CHIESA. CRONOLOGIA
lunedì 17 giugno 2013
Paolo Conti elogia l'austerità della Casa Santa Marta. Le foto del convitto e quelle dell'Appartamento Papale
Clicca qui per leggere l'articolo celebrativo.
Cliccando sulla mappa che trovate aprendo il link potete visionare tante belle foto della residenza Santa Marta.
Ovviamente non si fa altro che parlare dell'austerita' del convitto e del presunto lusso dell'Appartamento Papale. Nell'articolo viene definito "immenso".
Di seguito potete vedere alcune foto della "vecchia" abitazione dei Pontefici. Non c'e' proprio alcun lusso anzi...si tratta di una dimora molto spartana e semplice che non ha nulla di comodo ne' di moderno.
Guardate la prima foto. C'e' un telefono che avra' almeno trent'anni! L'aveva anche mia nonna e la Telecom (allora Sip) e' venuta a ritirarlo piu' di vent'anni fa :-)
Osserviamo anche la semplicita' della Cappella privata e l'ambiente spoglio della sala da pranzo. Per non parlare dello studio del Papa: nessun lusso, solo libri!
Basta, quindi, con questa storia dell'Appartamento lussuoso che esiste solo nella mente di alcuni che poi vanno a mettere in bocca la fatidica domanda ad una bambina della scuola dei Gesuiti.
R.
Cliccando sulla mappa che trovate aprendo il link potete visionare tante belle foto della residenza Santa Marta.
Ovviamente non si fa altro che parlare dell'austerita' del convitto e del presunto lusso dell'Appartamento Papale. Nell'articolo viene definito "immenso".
Di seguito potete vedere alcune foto della "vecchia" abitazione dei Pontefici. Non c'e' proprio alcun lusso anzi...si tratta di una dimora molto spartana e semplice che non ha nulla di comodo ne' di moderno.
Guardate la prima foto. C'e' un telefono che avra' almeno trent'anni! L'aveva anche mia nonna e la Telecom (allora Sip) e' venuta a ritirarlo piu' di vent'anni fa :-)
Osserviamo anche la semplicita' della Cappella privata e l'ambiente spoglio della sala da pranzo. Per non parlare dello studio del Papa: nessun lusso, solo libri!
Basta, quindi, con questa storia dell'Appartamento lussuoso che esiste solo nella mente di alcuni che poi vanno a mettere in bocca la fatidica domanda ad una bambina della scuola dei Gesuiti.
R.
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sabato 15 giugno 2013
C'era una volta la mia ammirazione per Adriano Celentano... (Raffaella)
Clicca qui per leggere il sermone di Adriano in prima pagina su Repubblica.
Dispiace che nessuno abbia colto ed apprezzato la sottile ed intelligente provocazione di Messori su Gesu' che veste Armani o il richiamo al fatto che gli Apostoli tenessero una "cassa" dalla quale Giuda attingeva a piene mani essendone il custode.
Celentano ci fa oggi una predica che definire politicamente corretta e' un eufemismo :-)
C'era una volta la mia ammirazione per lui che considero uno dei piu' grandi artisti italiani.
Ora mi scivola sulle scarpe rosse e gli scarponi neri...
Troppo comodo...argomento mediaticamente corretto che porta solo applausi. Eh no, Adriano!
Mi fa francamente ridere questa storia anche perche' tutti i Papi hanno portato le scarpe rosse non per vezzo personale ma perche' il rosso e' il colore del martirio. Di qui anche la scelta della mozzetta rossa.
Celentano entri nella Basilica Vaticana e osservi le scarpe dei Papi i cui corpi sono esposti, Roncali compreso (camauro compreso).
E' facile confrontare Francesco sempre e solo con Papa Benedetto. Troppo comodo...troppo "corretto".
Quanto e' importante percio' che i Papi non facciano a gara a distinguersi dai predecessori!
La continuita' e' fondamentale anche negli abiti proprio per evitare questi giochini dei media a discapito dell'uno o dell'altro Pontefice.
E poi dove ci porta la continua distinzione?
Mah...magari il prossimo Papa potrebbe decidere di mettere le scarpe verdi con le lucette laterali.
Dove sta il rischio? Facile! Se sara' un Pontefice amato dai mass media, ci saranno elogi a non finire per la novita' e per il fatto che finalmente il Vicario di Cristo si adatta ai tempi moderni ed alle mode giovanili. Se, al contrario, sara' persona invisa ai mezzi di comunicazione, si dira' che e' eccentrico, vanitoso e demagogo perche' non porta gli scarponi neri :-))
E' tutta una questione di mass media, caro Adriano...
Raffaella
Dispiace che nessuno abbia colto ed apprezzato la sottile ed intelligente provocazione di Messori su Gesu' che veste Armani o il richiamo al fatto che gli Apostoli tenessero una "cassa" dalla quale Giuda attingeva a piene mani essendone il custode.
Celentano ci fa oggi una predica che definire politicamente corretta e' un eufemismo :-)
C'era una volta la mia ammirazione per lui che considero uno dei piu' grandi artisti italiani.
Ora mi scivola sulle scarpe rosse e gli scarponi neri...
Troppo comodo...argomento mediaticamente corretto che porta solo applausi. Eh no, Adriano!
Mi fa francamente ridere questa storia anche perche' tutti i Papi hanno portato le scarpe rosse non per vezzo personale ma perche' il rosso e' il colore del martirio. Di qui anche la scelta della mozzetta rossa.
Celentano entri nella Basilica Vaticana e osservi le scarpe dei Papi i cui corpi sono esposti, Roncali compreso (camauro compreso).
E' facile confrontare Francesco sempre e solo con Papa Benedetto. Troppo comodo...troppo "corretto".
Quanto e' importante percio' che i Papi non facciano a gara a distinguersi dai predecessori!
La continuita' e' fondamentale anche negli abiti proprio per evitare questi giochini dei media a discapito dell'uno o dell'altro Pontefice.
E poi dove ci porta la continua distinzione?
Mah...magari il prossimo Papa potrebbe decidere di mettere le scarpe verdi con le lucette laterali.
Dove sta il rischio? Facile! Se sara' un Pontefice amato dai mass media, ci saranno elogi a non finire per la novita' e per il fatto che finalmente il Vicario di Cristo si adatta ai tempi moderni ed alle mode giovanili. Se, al contrario, sara' persona invisa ai mezzi di comunicazione, si dira' che e' eccentrico, vanitoso e demagogo perche' non porta gli scarponi neri :-))
E' tutta una questione di mass media, caro Adriano...
Raffaella
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Papa Francesco e i media: lo hanno capito? (Ambrogetti)
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domenica 9 giugno 2013
Quei sottili messaggi nei telegiornali...
Cari amici, mentre faccio colazione, ho l'abitudine di accendere la televisione su Rainews per vedere qualche servizio e preferibilmente la rassegna stampa. Stamattina mi sono imbattuta nel reportage della Vergara sulle visite dei Pontefici al Quirinale. Stranamente ho visto le immagini di tutti i Papi (rigorosamente con stola e mantellina rossa) ma non quelle di Benedetto XVI, che comunque incontro' sia Ciampi sia Napolitano.
Pensavo di essermi persa qualcosa o di essere arrivata in ritardo e, quindi, sapendo che la Vergara lavora per il Tg2, sono andata sul sito del medesimo.
Il servizio era lo stesso ma si e' visto Benedetto con Napolitano.
Commento della giornalista: incontro formale perche' formale era Papa Ratzinger. Prego? Ma i telegiornali non avevano insistito, prima del 13 marzo, sulla grande amicizia fra il Papa ed il nostro Presidente? Non abbiamo visto tutti che fra Papa Benedetto ed il Presidente Napolitano si era creato un rapporto intenso, amichevole ed anche commovente?
Ecco...sono queste "rivisitazioni" della realta' che mi mandano in bestia e che dimostrano quanto profonda sia la volonta' di cancellare (in ogni modo) otto anni di Pontificato.
Dopo un primo momento di rabbia, pero', sono passata al sorriso perche', in fondo, e' anche divertente fare notare queste contraddizioni.
R.
Pensavo di essermi persa qualcosa o di essere arrivata in ritardo e, quindi, sapendo che la Vergara lavora per il Tg2, sono andata sul sito del medesimo.
Il servizio era lo stesso ma si e' visto Benedetto con Napolitano.
Commento della giornalista: incontro formale perche' formale era Papa Ratzinger. Prego? Ma i telegiornali non avevano insistito, prima del 13 marzo, sulla grande amicizia fra il Papa ed il nostro Presidente? Non abbiamo visto tutti che fra Papa Benedetto ed il Presidente Napolitano si era creato un rapporto intenso, amichevole ed anche commovente?
Ecco...sono queste "rivisitazioni" della realta' che mi mandano in bestia e che dimostrano quanto profonda sia la volonta' di cancellare (in ogni modo) otto anni di Pontificato.
Dopo un primo momento di rabbia, pero', sono passata al sorriso perche', in fondo, e' anche divertente fare notare queste contraddizioni.
R.
giovedì 23 maggio 2013
Il diavolo, i media e la "nuova strategia" (Raffaella)
Leggendo il commento di Sanfrancesco, mi e' subito venuto in mente il brano di "Rapporto sulla fede" che ho inserito sul blog ieri e che riporto qui sotto.
E' chiaro che i media hanno rovesciato la prospettiva sull'argomento "Diavolo ed esorcismi". Se fino a pochissimo tempo fa bastava nominare il principe degli Inferi per far gridare tutti allo scandalo, ora la strategia e' cambiata. Si preferisce ignorare l'argomento oppure buttare tutto sul ridicolo come e' accaduto con il presunto esorcismo di domenica.
Non e' ancora ben chiaro se questo atteggiamento, opposto alle "linee guida" dei decenni precedenti, e' dovuto all'anticipo di simpatia verso il nuovo Papa o se siamo di fronte ad una tattica ben precisa volta a rendere tutto insignificante, inoffensivo e, alla fine, a fare annegare il Cristianesimo nella melassa.
In tutti i casi si tratta di una situazione da non sottovalutare.
R.
Da "Rapporto sulla fede", Joseph Ratzinger a colloquio con Vittorio Messori:
...
È difficile dimenticare l'eco - immensa e non soltanto ironica, anzi talvolta rabbiosa - suscitata da un papa, Paolo VI, il quale, nell'allocuzione durante l'udienza generale del 15 novembre 1972 ritornò su quanto aveva detto il 29 giugno precedente nella basilica di san Pietro dove, rifacendosi alle condizioni della Chiesa, confidava: "Ho la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio".
Aveva poi aggiunto che "se tante volte nel vangelo, sulle labbra di Cristo, ritorna la menzione di questo nemico degli uomini", anche per il nostro tempo egli, Paolo VI, credeva "in qualcosa di preternaturale venuto nel mondo proprio per turbare, per soffocare i frutti del Concilio Ecumenico e per impedire alla Chiesa di prorompere nell'inno della gioia, seminando il dubbio, l'incertezza, la problematica, l'inquietudine, l'insoddisfazione".
Già a quei primi cenni si levarono nel mondo brontolii di protesta.
La quale esplose senza freni - durando mesi, nei media del mondo intero - in quel 15 novembre 1972 divenuto famoso: "Il male che è nel mondo è occasione e effetto d'un intervento in noi e nella nostra società d'un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è soltanto una deficienza, ma un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente; ovvero chi ne fa un principio a sé stante, non avente essa pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale fantastica delle cause ignote dei nostri malanni".
Dopo una serie di citazioni bibliche ad appoggio del suo discorso, Paolo VI aveva proseguito: "Il Demonio è il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero e agisce ancora, è l'insidiatore sofistico dell'equilibrio morale dell'uomo, il perfido incantatore che in noi sa insinuarsi (per la via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica o dei disordinati contatti sociali) per introdurvi deviazioni...".
Il Papa aveva poi lamentato l'insufficiente attenzione al problema da parte della teologia contemporanea: "Sarebbe, questo sul Demonio e sull'influsso che egli può esercitare, un capitolo molto importante da ristudiare della dottrina cattolica, mentre oggi poco lo è".
Sull'argomento, a difesa ovviamente della dottrina ribadita dal papa, intervenne poi la Congregazione per la dottrina della fede con il documento del giugno 1975: "Gli enunciati sul Diavolo sono un'affermazione indiscussa della coscienza cristiana"; se "l'esistenza di Satana e dei demoni non è mai stata fatta oggetto di una dichiarazione dogmatica", è proprio perché sembrava superflua, essendo quella credenza ovvia "per la fede costante e universale della Chiesa basata sulla sua fonte maggiore: l'insegnamento del Cristo, oltre che su quell'espressione concreta della fede vissuta che è la liturgia, che sempre ha insistito sulla esistenza dei demoni e sulla minaccia che essi costituiscono".
A un anno dalla morte, Paolo VI volle ritornare ancora sull'argomento, in un'altra udienza generale: "Non è meraviglia se la nostra società degrada e se la Scrittura acerbamente ci ammonisce che " tutto il mondo (nel senso deteriore del termine) giace sotto il potere del "Maligno", quello che la stessa Scrittura chiama " il Principe di questo mondo "".
Ogni volta, dopo le parole del Papa, furono grida, proteste: e curiosamente, soprattutto in quei giornali e da parte di quei commentatori ai quali nulla dovrebbe importare della riaffermazione di un aspetto di una fede che dicono di rifiutare nella sua totalità. In questa loro prospettiva, l'ironia è giustificata. Ma l'ira, perché?
Ecco...perche'?
R.
E' chiaro che i media hanno rovesciato la prospettiva sull'argomento "Diavolo ed esorcismi". Se fino a pochissimo tempo fa bastava nominare il principe degli Inferi per far gridare tutti allo scandalo, ora la strategia e' cambiata. Si preferisce ignorare l'argomento oppure buttare tutto sul ridicolo come e' accaduto con il presunto esorcismo di domenica.
Non e' ancora ben chiaro se questo atteggiamento, opposto alle "linee guida" dei decenni precedenti, e' dovuto all'anticipo di simpatia verso il nuovo Papa o se siamo di fronte ad una tattica ben precisa volta a rendere tutto insignificante, inoffensivo e, alla fine, a fare annegare il Cristianesimo nella melassa.
In tutti i casi si tratta di una situazione da non sottovalutare.
R.
Da "Rapporto sulla fede", Joseph Ratzinger a colloquio con Vittorio Messori:
...
È difficile dimenticare l'eco - immensa e non soltanto ironica, anzi talvolta rabbiosa - suscitata da un papa, Paolo VI, il quale, nell'allocuzione durante l'udienza generale del 15 novembre 1972 ritornò su quanto aveva detto il 29 giugno precedente nella basilica di san Pietro dove, rifacendosi alle condizioni della Chiesa, confidava: "Ho la sensazione che da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio".
Aveva poi aggiunto che "se tante volte nel vangelo, sulle labbra di Cristo, ritorna la menzione di questo nemico degli uomini", anche per il nostro tempo egli, Paolo VI, credeva "in qualcosa di preternaturale venuto nel mondo proprio per turbare, per soffocare i frutti del Concilio Ecumenico e per impedire alla Chiesa di prorompere nell'inno della gioia, seminando il dubbio, l'incertezza, la problematica, l'inquietudine, l'insoddisfazione".
Già a quei primi cenni si levarono nel mondo brontolii di protesta.
La quale esplose senza freni - durando mesi, nei media del mondo intero - in quel 15 novembre 1972 divenuto famoso: "Il male che è nel mondo è occasione e effetto d'un intervento in noi e nella nostra società d'un agente oscuro e nemico, il Demonio. Il male non è soltanto una deficienza, ma un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente; ovvero chi ne fa un principio a sé stante, non avente essa pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale fantastica delle cause ignote dei nostri malanni".
Dopo una serie di citazioni bibliche ad appoggio del suo discorso, Paolo VI aveva proseguito: "Il Demonio è il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero e agisce ancora, è l'insidiatore sofistico dell'equilibrio morale dell'uomo, il perfido incantatore che in noi sa insinuarsi (per la via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica o dei disordinati contatti sociali) per introdurvi deviazioni...".
Il Papa aveva poi lamentato l'insufficiente attenzione al problema da parte della teologia contemporanea: "Sarebbe, questo sul Demonio e sull'influsso che egli può esercitare, un capitolo molto importante da ristudiare della dottrina cattolica, mentre oggi poco lo è".
Sull'argomento, a difesa ovviamente della dottrina ribadita dal papa, intervenne poi la Congregazione per la dottrina della fede con il documento del giugno 1975: "Gli enunciati sul Diavolo sono un'affermazione indiscussa della coscienza cristiana"; se "l'esistenza di Satana e dei demoni non è mai stata fatta oggetto di una dichiarazione dogmatica", è proprio perché sembrava superflua, essendo quella credenza ovvia "per la fede costante e universale della Chiesa basata sulla sua fonte maggiore: l'insegnamento del Cristo, oltre che su quell'espressione concreta della fede vissuta che è la liturgia, che sempre ha insistito sulla esistenza dei demoni e sulla minaccia che essi costituiscono".
A un anno dalla morte, Paolo VI volle ritornare ancora sull'argomento, in un'altra udienza generale: "Non è meraviglia se la nostra società degrada e se la Scrittura acerbamente ci ammonisce che " tutto il mondo (nel senso deteriore del termine) giace sotto il potere del "Maligno", quello che la stessa Scrittura chiama " il Principe di questo mondo "".
Ogni volta, dopo le parole del Papa, furono grida, proteste: e curiosamente, soprattutto in quei giornali e da parte di quei commentatori ai quali nulla dovrebbe importare della riaffermazione di un aspetto di una fede che dicono di rifiutare nella sua totalità. In questa loro prospettiva, l'ironia è giustificata. Ma l'ira, perché?
Ecco...perche'?
R.
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venerdì 17 maggio 2013
Come ti cancello il Papa
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Go.
giovedì 16 maggio 2013
'Viva Francesco' come viva Pio IX? (Pellicciari)
Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Gianni.
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mercoledì 15 maggio 2013
Confermata la teoria esposta ieri sul blog: i mass media ignorano le notizie "scomode" (Raffaella)
Dunque...ho visto i tre telegiornali piu' importanti. Bocciati!
Oggi Francesco ha parlato di tutela della vita (dal concepimento alla morte naturale) e di relativismo attingendo a piene mani al Magistero di Benedetto XVI.
E che dire dell'appello per la scuola cattolica?
E che dire dell'appello per la scuola cattolica?
Le due notizie sono state completamente ignorate. Si e' preferito parlare delle folle, del giro della Piazza, dello zucchetto scambiato, dell'omelia sul carrierismo, della prossima visita in Sardegna ma non un solo cenno ai temi scomodi (vita e relativismo).
Si conferma in pieno la tesi esposta ieri sul blog: i mass media stanno ponendo un filtro a tutto cio' che potrebbe spezzare la luna di miele con Papa Francesco.
Non si dica che sono argomenti marginali perche' non era cosi' fino a tre mesi fa.
Non si dica nemmeno che ora e' preferibile lasciare piu' spazio ai gesti rispetto alle parole perche' sarebbe ancora piu' grave.
Questa situazione, oltre ad essere parecchio imbarazzante, e' pero' anche, a suo modo, interessante.
Si', forse sociologi e psicologi avranno occasione di interessarsi al fenomeno.
Noi osserviamo e ci interroghiamo. E' ancora possibile farsi qualche domanda?
Raffaella
lunedì 13 maggio 2013
La "strana" scomparsa della parola "Ottomani" dal testo dell'omelia di Papa Francesco. Politicamente corretto?
Clicca qui per leggere il commento.
Riporto questa parte:
"Oggi - ha spiegato Papa Bergoglio - la Chiesa propone alla nostra venerazione una schiera di martiri, che furono chiamati insieme alla suprema testimonianza del Vangelo, nel 1480. Circa ottocento persone, sopravvissute all'assedio e all'invasione di Otranto furono decapitate nei pressi di quella città. Si rifiutarono di rinnegare la propria fede e morirono confessando Cristo risorto..."
...
Nel testo originale dell'omelia, anticipata alla stampa dal Vaticano, la frase sull'assedio recitava: "sopravvissute all'assedio e all'invasione di Otranto da parte degli ottomani, furono decapitate nei pressi di quella città".
Nel testo pronunciato da Bergoglio il riferimento diretto agli ottomani è scomparso, forse per sottolineare l'aspetto della testimonianza della fede tralasciando il contrasto con l'altra fede, quella islamica.
Davvero? Quindi i Martiri di Otranto sono morti per mano dell'Innominato come qualcuno ha scritto sul blog? La storia e' chiara a tale proposito. I responsabili del massacro sono noti.
Non vorrei che qualcuno, leggendo i giornali di ieri mattina, abbia usato lo "sbianchetto" sul testo dell'omelia per renderla politicamente, mediaticamente e religiosamente corretta.
Nulla di male ma mi chiedo che cosa distingua la chiesa (minuscolo) da una qualsiasi Ong che, per sopravvivere, non puo' scivolare sul politicamente corretto.
R.
Riporto questa parte:
"Oggi - ha spiegato Papa Bergoglio - la Chiesa propone alla nostra venerazione una schiera di martiri, che furono chiamati insieme alla suprema testimonianza del Vangelo, nel 1480. Circa ottocento persone, sopravvissute all'assedio e all'invasione di Otranto furono decapitate nei pressi di quella città. Si rifiutarono di rinnegare la propria fede e morirono confessando Cristo risorto..."
...
Nel testo originale dell'omelia, anticipata alla stampa dal Vaticano, la frase sull'assedio recitava: "sopravvissute all'assedio e all'invasione di Otranto da parte degli ottomani, furono decapitate nei pressi di quella città".
Nel testo pronunciato da Bergoglio il riferimento diretto agli ottomani è scomparso, forse per sottolineare l'aspetto della testimonianza della fede tralasciando il contrasto con l'altra fede, quella islamica.
Davvero? Quindi i Martiri di Otranto sono morti per mano dell'Innominato come qualcuno ha scritto sul blog? La storia e' chiara a tale proposito. I responsabili del massacro sono noti.
Non vorrei che qualcuno, leggendo i giornali di ieri mattina, abbia usato lo "sbianchetto" sul testo dell'omelia per renderla politicamente, mediaticamente e religiosamente corretta.
Nulla di male ma mi chiedo che cosa distingua la chiesa (minuscolo) da una qualsiasi Ong che, per sopravvivere, non puo' scivolare sul politicamente corretto.
R.
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venerdì 10 maggio 2013
Il congelamento del "decalogo del blog" per giornalisti e l'incoerenza mediatica sui Papi (Raffaella)
Cari amici, e' con profondo dolore, rammarico ed indicibile sofferenza che annuncio il congelamento de "IL DECALOGO DEL BLOG PER GIORNALISTI CHE VOGLIONO DEPOTENZIARE O CANCELLARE L'EFFETTO DELLE PAROLE DI BENEDETTO XVI" :-)
Eh si'...non c'era altra scelta.
Lo mettiamo nel freezer e lo conserviamo a "futura memoria".
Forse fra cento anni i nipotini troveranno il post e ci faranno qualche tesi di laurea ;-)
Vediamo...vanno nel congelatore i punti 1, 2, 3, 5, 8 e 9.
Rimangono naturalmente validi, e quindi non inseribili nel surgelatore, i punti 3-bis, 4, 6, 7, 10 e 10-bis con una postilla pero': i confronti valgono sia quando sono riferiti al predecessore sia quando coinvolgono il successore.
Certo che e' impressionante rileggere oggi quanto abbiamo elaborato nel 2010!
Sembra che ora si viva in un mondo diverso, in una chiesa in cui spuntano viole, margherite e rose in ogni dove finalmente liberi da chissa' quale oppressione.
Ma a chi vogliono darla a bere?
Una cosa e' chiara: al momento nessuno dei punti del decalogo e' applicabile al Pontificato di Papa Francesco.
Tutto cio' e', francamente, ridicolo!
Se guardiamo al comportamento dei media dall'esterno non puo', cari amici, non scapparci una risata.
Come ci ricordava Mariateresa, persino Allen e' stato costretto ad ammettere che "sorprendentemente" vengono lasciate passare al nuovo Papa cose che MAI sarebbero passate con Benedetto.
Sorprendentemente? Suvvia!
Capisco l'anticipo di simpatia ma qui c'e' davvero qualcosa che non torna.
Sembra che tutti siano in preda all'euforia per avere mandato in esilio chi non si riusciva a sopportare e soprattutto a capire.
Con Benedetto si estrapolava una singola frase da un contesto per attaccare il Papa, ora si enfatizzano aspetti marginali (lo zucchetto, la papamobile, i pantaloni, le scarpe...) ma si tace quando Francesco tocca temi divisivi come il Demonio, il relativismo, l'obbedienza delle suore al Magistero...
Nessuno vede, nessuno capisce, nessuno scrive?
Diciamo che la differenza sta nell'approccio: tutto cio' che diceva o faceva Benedetto era sbagliato o, al limite, non era una novità.
Viceversa tutto cio' che dice o fa Francesco e' buono e giusto e soprattutto costituisce una rivoluzione anche se non lo e' affatto.
Naturalmente ci sara' chi ci accusera' di essere vedove inconsolabili oppure zitelle :-) ma qui non c'e' polemica. Si tratta di semplici considerazioni e riflessioni che chiunque abbia un minimo di spirito critico comincia ad articolare.
Certo che la recensione di Statera sul libro di Galeazzi e Pinotti ci da' molti spunti di riflessione...
C'e' poi una considerazione che qualcuno deve pur fare.
Si parla tanto dei voti ricevuti da Benedetto e Francesco negli ultimi conclavi.
Francamente mi interessano poco i numeri perche' e' Papa chi raggiunge almeno i due terzi dei voti del conclave. Punto!
C'e' pero' un'altra verita' che tutti tacciono.
Se e' vero che Bergoglio ha avuto moltissimi voti nel conclave del 2005 perche' ha rinunciato?
Si abbia il coraggio di dire le cose come stanno: nessuno, nell'aprile di otto anni fa, sgomitava per essere eletto Papa. NESSUNO!
La ragione e' semplice ed e' stata evidenziata da piu' commentatori sul blog: nessuno voleva assumersi il peso di essere il successore di Wojtyla e nessuno aveva l'ardire di caricarsi delle responsabilita' che la necessaria opera di pulizia, non piu' prorogabile, imponeva.
Ratzinger accetto' per spirito di servizio e per umilta'.
Dio solo sa quanto deve essergli costato. Aveva gia' predisposto il suo trasloco in Baviera e c'erano gia' pronti almeno due contratti con altrettante Case Editrici per la pubblicazione di alcuni libri (probabilmente quelli su Gesu' di Nazaret).
Disse quel si' per ubbidienza e per amore alla Chiesa.
Come e' stato ripagato? Lasciamo perdere...
Egli non voleva diventare Papa e la prova di quanto Benedetto XVI sia distante e distaccato dal potere sta nell'ultimo atto del suo Pontificato: la rinuncia.
Joseph Ratzinger ha rinunciato a tutto, si e' caricato della croce e se l'e' portata prima a Castel Gandolfo ed ora al Mater Ecclesiae.
La fondatezza di tale ragionamento sta nel fatto che il vento di primavera soffia ovunque nella chiesa ma non su di lui, che continua ad essere offeso e denigrato.
Parafulmine prima, parafulmine durante, parafulmine dopo.
Comodo...vero?
Magari i mass media potrebbero farsi qualche domanda e chiedersi se sia giusto un tale atteggiamento, nella chiesa e fuori.
Il decalogo congelato serve anche a stimolare nei giornalisti (e soprattutto nei vaticanisti) un certo esame di coscienza.
Non che ci aspettiamo molto in realta' :-))
In tutto questo pero' e' il comportamento delle alte sfere ecclesiastiche che lascia di stucco.
Nel 2005 ha fatto comodo a tutti che Ratzinger assumesse il peso di un incarico che non voleva. Ora, al contrario, tutti fanno a gara a giocare all'amnesia e fingono che egli non sia mai esistito.
E' troppo comodo, cari miei!
Come ho gia' detto in un altro post, si puo' sfuggire a tutto ma non alla propria coscienza!
Raffaella
Eh si'...non c'era altra scelta.
Lo mettiamo nel freezer e lo conserviamo a "futura memoria".
Forse fra cento anni i nipotini troveranno il post e ci faranno qualche tesi di laurea ;-)
Vediamo...vanno nel congelatore i punti 1, 2, 3, 5, 8 e 9.
Rimangono naturalmente validi, e quindi non inseribili nel surgelatore, i punti 3-bis, 4, 6, 7, 10 e 10-bis con una postilla pero': i confronti valgono sia quando sono riferiti al predecessore sia quando coinvolgono il successore.
Certo che e' impressionante rileggere oggi quanto abbiamo elaborato nel 2010!
Sembra che ora si viva in un mondo diverso, in una chiesa in cui spuntano viole, margherite e rose in ogni dove finalmente liberi da chissa' quale oppressione.
Ma a chi vogliono darla a bere?
Una cosa e' chiara: al momento nessuno dei punti del decalogo e' applicabile al Pontificato di Papa Francesco.
Tutto cio' e', francamente, ridicolo!
Se guardiamo al comportamento dei media dall'esterno non puo', cari amici, non scapparci una risata.
Come ci ricordava Mariateresa, persino Allen e' stato costretto ad ammettere che "sorprendentemente" vengono lasciate passare al nuovo Papa cose che MAI sarebbero passate con Benedetto.
Sorprendentemente? Suvvia!
Capisco l'anticipo di simpatia ma qui c'e' davvero qualcosa che non torna.
Sembra che tutti siano in preda all'euforia per avere mandato in esilio chi non si riusciva a sopportare e soprattutto a capire.
Con Benedetto si estrapolava una singola frase da un contesto per attaccare il Papa, ora si enfatizzano aspetti marginali (lo zucchetto, la papamobile, i pantaloni, le scarpe...) ma si tace quando Francesco tocca temi divisivi come il Demonio, il relativismo, l'obbedienza delle suore al Magistero...
Nessuno vede, nessuno capisce, nessuno scrive?
Diciamo che la differenza sta nell'approccio: tutto cio' che diceva o faceva Benedetto era sbagliato o, al limite, non era una novità.
Viceversa tutto cio' che dice o fa Francesco e' buono e giusto e soprattutto costituisce una rivoluzione anche se non lo e' affatto.
Naturalmente ci sara' chi ci accusera' di essere vedove inconsolabili oppure zitelle :-) ma qui non c'e' polemica. Si tratta di semplici considerazioni e riflessioni che chiunque abbia un minimo di spirito critico comincia ad articolare.
Certo che la recensione di Statera sul libro di Galeazzi e Pinotti ci da' molti spunti di riflessione...
C'e' poi una considerazione che qualcuno deve pur fare.
Si parla tanto dei voti ricevuti da Benedetto e Francesco negli ultimi conclavi.
Francamente mi interessano poco i numeri perche' e' Papa chi raggiunge almeno i due terzi dei voti del conclave. Punto!
C'e' pero' un'altra verita' che tutti tacciono.
Se e' vero che Bergoglio ha avuto moltissimi voti nel conclave del 2005 perche' ha rinunciato?
Si abbia il coraggio di dire le cose come stanno: nessuno, nell'aprile di otto anni fa, sgomitava per essere eletto Papa. NESSUNO!
La ragione e' semplice ed e' stata evidenziata da piu' commentatori sul blog: nessuno voleva assumersi il peso di essere il successore di Wojtyla e nessuno aveva l'ardire di caricarsi delle responsabilita' che la necessaria opera di pulizia, non piu' prorogabile, imponeva.
Ratzinger accetto' per spirito di servizio e per umilta'.
Dio solo sa quanto deve essergli costato. Aveva gia' predisposto il suo trasloco in Baviera e c'erano gia' pronti almeno due contratti con altrettante Case Editrici per la pubblicazione di alcuni libri (probabilmente quelli su Gesu' di Nazaret).
Disse quel si' per ubbidienza e per amore alla Chiesa.
Come e' stato ripagato? Lasciamo perdere...
Egli non voleva diventare Papa e la prova di quanto Benedetto XVI sia distante e distaccato dal potere sta nell'ultimo atto del suo Pontificato: la rinuncia.
Joseph Ratzinger ha rinunciato a tutto, si e' caricato della croce e se l'e' portata prima a Castel Gandolfo ed ora al Mater Ecclesiae.
La fondatezza di tale ragionamento sta nel fatto che il vento di primavera soffia ovunque nella chiesa ma non su di lui, che continua ad essere offeso e denigrato.
Parafulmine prima, parafulmine durante, parafulmine dopo.
Comodo...vero?
Magari i mass media potrebbero farsi qualche domanda e chiedersi se sia giusto un tale atteggiamento, nella chiesa e fuori.
Il decalogo congelato serve anche a stimolare nei giornalisti (e soprattutto nei vaticanisti) un certo esame di coscienza.
Non che ci aspettiamo molto in realta' :-))
In tutto questo pero' e' il comportamento delle alte sfere ecclesiastiche che lascia di stucco.
Nel 2005 ha fatto comodo a tutti che Ratzinger assumesse il peso di un incarico che non voleva. Ora, al contrario, tutti fanno a gara a giocare all'amnesia e fingono che egli non sia mai esistito.
E' troppo comodo, cari miei!
Come ho gia' detto in un altro post, si puo' sfuggire a tutto ma non alla propria coscienza!
Raffaella
venerdì 26 aprile 2013
Comunione ai divorziati risposati. La grazia è un diritto? (Amicone)
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giovedì 25 aprile 2013
L'esposizione mediatica di Papa Francesco (Juan Manuel de Prada)
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