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lunedì 30 dicembre 2013
La nuova immagine della chiesa e le strategie di comunicazione nel commento di Gagliarducci
Clicca qui per leggere l'interessante articolo (ovviamente in inglese) segnalatoci da Mariateresa. Qui una traduzione sommaria.
lunedì 30 settembre 2013
Il ritorno della curia dei "vecchi tempi" (Gagliarducci)
Clicca qui per leggere l'articolo segnalatoci da Mariateresa. Qui una traduzione sommaria.
Sto seguendo con particolare attenzione le nomine di questi giorni. Se verranno confermati certi "rumors internettiani" riguardo una Prefettura molto importante, non potro' che trarne le dovute conseguenze. Anticipo che considererei una certa scelta una grave mancanza di rispetto verso Benedetto XVI. Spero di essere smentita. Davvero non vorrei che venissero confermate le mie preoccupazioni.
Sto seguendo con particolare attenzione le nomine di questi giorni. Se verranno confermati certi "rumors internettiani" riguardo una Prefettura molto importante, non potro' che trarne le dovute conseguenze. Anticipo che considererei una certa scelta una grave mancanza di rispetto verso Benedetto XVI. Spero di essere smentita. Davvero non vorrei che venissero confermate le mie preoccupazioni.
lunedì 12 agosto 2013
Tweet e veleni vaticani (Calabrò)
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mercoledì 3 luglio 2013
Sullo Ior, tempesta doppia. Dimissioni dei vertici e rivelazioni sul nuovo "prelato" nominato da Francesco (Magister)
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Laura.
lunedì 1 luglio 2013
Piero Marini, l'appello di Damian Thompson a Papa Francesco
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Carmelina.
domenica 30 giugno 2013
Bologna, Papa Francesco conferma Caffarra per altri due anni
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Papa Francesco lavora al documento che ridefinirà il ruolo della curia (Vecchi)
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mercoledì 26 giugno 2013
Mons. Piazza nuovo vescovo di Sessa Aurunca. Bertone invia un messaggio di condoglianze per la morte del senatore Colombo a nome di Papa Francesco (Izzo)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 25 giu.
Monsignor Orazio Francesco Piazza, professore universitario a Napoli e vicario episcopale della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata dei Goti, e' il nuovo vescovo di Sessa Aurunca. Sostituisce monsignor Antonio Napoletano, che lascia per ragioni di eta'. 59 anni, Piazza e' stato allievo e professore della Facolta' di Teologia dell'Italia Meridionale presso il Pontificio Seminario interregionale campano, dove ha conseguito i gradi accademici di Licenza e di Dottorato in Teologia Dogmatica. Attualmente e' anche il direttore dell'Istituto Bachelet.
© Copyright (AGI)
COLOMBO: BERTONE INVIA CONDOGLIANZE A NOME DEL PAPA
Salvatore Izzo
Un messaggio di condoglianze e' stato inviato a nome di Papa Francesco dal segretario di Stato Tarcisio Bertone ai familiari del senatore Emilio Colombo, "figura di primo piano della Repubblica Italiana,insine uomo delle Istitituzioni che - si legge nel testo - nelle pubbliche responsabilita' ricoperte seppe adoperarsi con generoso impegno per il bene comune". Come e' noto, in occasione della morte del senatore Giulio Andreotti, il cardinale Bertone aveva inviato il messaggio di condoglianze a nome proprio.
© Copyright (AGI)
domenica 16 giugno 2013
Monsignor Ricca, direttore della casa di Santa Marta, è il nuovo prelato dello Ior. Il blocco delle carte di credito costa al Vaticano milioni di euro (Calabrò)
Santa Sede Prima mossa di Francesco nella riforma della banca. Nomina ad interim, la carica era vacante da anni
Un fedelissimo del Papa allo Ior
Monsignor Ricca, direttore della casa di Santa Marta, è il nuovo prelato
Maria Antonietta Calabrò
ROMA — A tre mesi dalla sua elezione, papa Francesco ha fatto un primo, importante, passo nella riforma della «sua» banca. «Con l'approvazione del Santo Padre», è scritto nel Bollettino ufficiale della Santa Sede di ieri, la Commissione cardinalizia di vigilanza dell'Istituto per le Opere di Religione, presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone, ha nominato ad interim il nuovo prelato dello Ior. Si tratta di Monsignor Battista Mario Salvatore Ricca.
Quell'indicazione («con l'approvazione del Santo Padre», solitamente non richiesta per questa nomina), è il chiaro segnale della forte attenzione di papa Bergoglio verso lo Ior e un segno che egli vuole sapere di più circa le sue attività. Bresciano, 57 anni, diplomatico in servizio presso la prima sezione della Segreteria di Stato, Ricca (descritto come «persona semplice e concreta») è anche il direttore della Casa Santa Marta, la residenza dove il Papa alloggia. E in questi primi mesi di pontificato è stato molto vicino a Bergoglio, che appare come il vero artefice di questa decisione.
Se non è il preannunciato «commissariamento dello Ior», poco ci manca. Anche perché la decisione di nominare un prelato si è concretizzata nelle ultime settimane, ha avuto quindi quasi un carattere d'urgenza, e ha validità immediata, quindi è già operativa.
La figura del prelato svolge un ruolo chiave — previsto dal Chirografo del 1990, cioè la legge di riforma, voluta da Giovanni Paolo II dopo lo scandalo del crack Ambrosiano — ma la sua casella nella governance dell'Istituto era vacante dal 2011. Il prelato segue infatti le attività della banca, assiste ai consigli d'amministrazione (cioè alle riunioni del Consiglio di sovrintendenza) e ha accesso a tutta la sua documentazione. Il prelato inoltre riferisce alla Commissione cardinalizia di sorveglianza, funzionando da ponte tra i manager laici (direttore generale e vicedirettore), il Consiglio d'amministrazione, presieduto dal presidente von Freyberg, e i cardinali. E partecipa alle adunanze della Commissione cardinalizia di sorveglianza in qualità di segretario. Egli è, insomma, il punto di incontro di due piramidi rovesciate: quella superiore della Commissione dei cardinali e quella inferiore del board e del presidente. Il fatto che l'incarico sia ad interim — ha spiegato padre Federico Lombardi, portavoce della Sala stampa vaticana — deve essere interpretato alla stregua di quel donec aliter provideatur che è la formula della conferma provvisoria con la quale sono stati prorogati tutti gli incarichi di Curia.
Come l'hanno presa nel Torrione di Niccolo V, la sede della banca? Non come un fulmine a ciel sereno, ma sicuramente come un fulmine. Arrivato il giorno dopo che il direttore generale Paolo Cipriani aveva difeso lo Ior in un'intervista al Giornale (14 giugno) reagendo alle indiscrezioni sul «commissariamento». Questo è avvenuto nonostante il presidente von Freyberg avesse già saputo della nomina di Ricca, la settimana precedente (7 giugno). In un'intervista al Corriere il 31 maggio lo stesso von Freyberg aveva ammesso che le regole della banca per la «Customer due diligence» (i controlli sui possessori dei 19 mila conti) è in forte ritardo rispetto ai tempi fissati dal Comitato Moneyval e ha dato a tutti i dipendenti una nuova dead line per il 31 luglio prossimo. Il Vaticano deve preparare un Report in progress sull'adeguamento agli standard antiriciclaggio internazionali entro novembre.
© Copyright Corriere della sera, 16 giugno 2013
Il caso Ferme per mesi le vendite on line di francobolli e monete
Il blocco delle carte di credito costa al Vaticano milioni di euro
Maria Antonietta Calabrò
È ben noto che per i collezionisti di tutto il mondo l'occasione determinata dalla Sede Vacante, è sempre una opportunità molto ghiotta per ordinare francobolli e monete vaticane. L'ultima volta poi l'evento così eccezionale delle dimissioni di Benedetto XVI ne facevano un'occasione per cui c'è un'unico aggettivo: «storica». Questo tra l'altro avrebbe dato alla Santa Sede la possibilità di rimpinguare le casse provate dalla crisi, visto il numero enorme di ordinativi in arrivo, vista l'eccezionalità della situazione. Ma gli ordini per i francobolli e le monete vaticane avvengono per quasi la metà on line con l'acquisto grazie all'uso delle carte di credito. Chiunque abbia cercato di comprare i francobolli on line ha ricevuto dalla fine di febbraio un ben deludente messaggio: e cioè che il sistema dell'accettazione delle carte di credito non funzionava e gli ordini non potevano essere processati. Questo nonostante fosse stato comunicato dal Vaticano, già a metà febbraio, che il blocco dell'utilizzo delle carte di credito imposto dalla Banca d'Italia, per inadeguatezza dei controlli antiriciclaggio, a partire dal 1° gennaio, era stato risolto.
In realtà, l'impossibilità di acquistare on line si è protratta per ben cinque mesi: fino al 27 maggio per quanto riguarda i francobolli e le monete. Ma anche l'acquisto da casa dei biglietti, ad esempio, delle aperture estive notturne dei Musei vaticani o l'acquisto dei libri d'arte on line ha avuto fino alla fine di maggio una serie di problemi.
Se adesso tutto è ripristinato, per francobolli e monete «il danno ormai è stato fatto», ed è in qualche modo irreparabile, ha documentato un servizio dell'Associated Press ripreso dal Washington Post. «L'ufficio numismatico è indietro di mesi, e con un arretrato fino a novembre».
Quindi, il blocco delle carte di credito in Vaticano è stato molto più lungo e costoso di quanto si potesse pensare. Nessuno azzarda una quantificazione esatta: ma potrebbe trattarsi di decine di milioni di euro. Visto che ha riguardato tutte le attività della piccola Città Stato. Sono stati pesantemente colpiti, ad esempio i saldi invernali nello spaccio del Governatorato: gli acquirenti non potevano certo presentarsi con centinaia di euro cash per comprare. Normalmente, infatti, soprattutto durante i saldi si paga con le carte di credito, visto che si tende a spendere un po' di più per approfittare delle offerte. E anche quando in un secondo tempo le carte sono state riattivate, quelle italiane accettate sono solo quelle del circuito europeo VPay.
La Banca d'Italia non ha voluto commentare questa limitazione. Il Vaticano aveva annunciato che la ditta svizzera Aduno Group aveva ripristinato il servizio il 12 febbraio. Ma allora solo i terminali dei punti di vendita sono ripartiti. Le vendite elettroniche, l'e-commerce sono tutt'altra cosa, ma sono stati necessari cinque mesi, sino alla fine di maggio per adeguare le interfacce web delle varie realtà commerciali con i terminali virtuali della Aduno, ha dichiarato un portavoce dell'Aduno Karin Broder.
Il titolare precedente del servizio, la Deutsche Bank Italia, filiale italiana della Deutsche Bank e come tale sottoposta al controllo e alle direttive della Banca d'Italia, per molti anni non aveva chiesto e poi non aveva ottenuto la necessaria autorizzazione di via Nazionale ad installare i pos. Il motivo è stato comunicato dalla Banca d'Italia il 6 dicembre 2012: e cioè il fatto che il Vaticano non è considerato Paese «equivalente» ai fini dell'antiriciclaggio. Potrebbero passare anche quattro anni (cioè fino al completamento di tutta la procedura di adeguamento agli standard internazionali) perché la Santa Sede e la Città del Vaticano vengano riconosciute «equivalenti» dall'Italia.
© Copyright Corriere della sera, 16 giugno 2013
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mercoledì 12 giugno 2013
Si è dimesso per motivi di saluti l'Abate di Montecassino (Mariozzi)
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venerdì 24 maggio 2013
Cina, regole più severe per la nomina dei vescovi cattolici (O'Connell)
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giovedì 23 maggio 2013
La prima conferma di Papa Francesco è quella del card. Vallini. Con il presidente del Salvador rende omaggio a Mons. Romero. Francesco in pellegrinaggio ad Assisi il 4 ottobre. Domenica visita ad una parrocchia di Prima Porta (Izzo)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 23 mar.
La prima conferma decisa da Papa Francesco e' quella del cardinale vicario Agostino Vallini. L'annuncio e' stato fatto oggi dallo stesso Pontefice con una lettera personale indirizzata al porporato. Tutti i cardinali e arcivescovi capo dicasteri che collaboravano con Benedetto XVI sono stati infatti proorogati nei loro incarichi da Francesco pochi giorni dopo l'elezione, ma con la formula "donec aliter provideatur".
La riconferma del cardinale vicario Agostino Vallini era abbastanza scontata se, come ha raccontato lui stesso all'Osservatore Romano, gia' qualche istante dopo l'elezione, prima di uscire entrambi dal Conclave,il nuovo Pontefice gli ha chiesto di stargli vicino essendo lui il vicario generale della diocesi di Roma della quale Bergoglio era appena stato nominato vescovo. In quel momento Vallini non aveva capito che il Papa eletto lo voleva con lui sulla Loggia delle Benedizioni, quando di li' a pochissimo si sarebbe affacciato davanti a un mare di gente. "Dopo l'elezione - ha raccontato infatti - i cardinali sfilano davanti all'eletto per manifestargli obbedienza. In quel momento mi ha detto: 'Lei e' il cardinale vicario: accetta di starmi vicino?'. Naturalmente gli ho risposto subito di si'. E pensavo fosse finita li'. Poi mi ha fatto chiamare di nuovo e mi ha detto: 'Venga, stia vicino a me'". Vallini e' nato 73 anni fa a Poli, in provincia di Roma, dove prestava servizio suo padre, maresciallo dei carabinieri, di origini toscane, in seguito arrestato dai tedeschi e deportato in Germania. A causa di cio' la famiglia si ritiro' a Vitorchiano, in provincia di Viterbo, paese di origine della mamma.
Ordinato sacerdote per la diocesi di Napoli nel 1964, fu inviato a Roma a specializzarsi in diritto canonico e il rettore della Lateranense, monsignor Pietro Pavan, lo chiamo' a ricoprire l'incarico di docente di Diritto pubblico ecclesiastico, con l'impegno di rivedere l'impostazione e il programma della disciplina secondo gli orientamenti conciliari. Un lavoro di studio e di ricerca che lo appassiono' molto, senza trascurare l'insegnamento a Napoli e, a tempo parziale, una collaborazione alla pastorale parrocchiale nel quartiere popolare di Barra (Napoli), tra gli universitari della Fuci, e come assistente ecclesiastico della sezione napoletana dell'Usmi. Nel 1978 lascio' l'insegnamento al Laterano perche' il cardinale Corrado Ursi lo nomino' rettore del Seminario Maggiore. Dodici anni dopo, nel 1989 Giovanni Paolo II lo nomino' vescovo ausiliare di Napoli e nel 1999 lo trasferi' alla Chiesa suburbicaria di Albano, dove ha esercitato il ministero episcopale per cinque anni. Dal 2004 al 2008 e' stato presidente del Tribunale della Segnatura Apostolica, divenendo cardinale nel 2006. E nel 2008 Papa Ratzinger lo ha voluto suo vicario per la diocesi di Roma al posto del cardinale Camillo Ruini che lasciava per ragioni di eta'.
© Copyright (AGI)
PAPA: CON PRESIDENTE SALVADOR RENDE OMAGGIO A MARTIRE ROMERO
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 23 mar.
Papa Francesco e il presidente del Salvador Carlos Mauricio Funes Cartagena hanno reso omaggio insieme alla memoria dell'arcivescovo martire Oscar Arnulfo Romero, sottolineando, ha affermato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, "l'importanza della sua testimonianza per l'intera Nazione".
Il presidente, come e' noto, ha chiesto di essere ricevuto dal nuovo Papa proprio per invocare una rapida conclusione del processo di beatificazione di monsignor Romero, ucciso dagli squadroni della morte il 24 marzo del 1980 mentre celebrava la messa. E ha portato, ha rivelato il portavoce Lombardi, "un dono toccante, un reliquiario a forma di ostensorio, con un frammento macchiato di sangue della veste indossata dal presule in quella celebrazione". Cosa abbia risposto il Papa alla richiesta di Funes Cartagena, padre Lombardi non ha potuto dirlo, essendo un colloquio privato. Ma e' noto che Francesco ritiene Romero martire e santo, tanto che allo scrittore Adolfo Perez Esquival, ricevuto pochi giorni dopo l'elezione al Pontificato, disse di ritenerlo "uno dei profeti e martiri della Chiesa". Il presidente, ha rivelato Lombardi, "e' stato alunno di padre Rutilio Grande, il gesuita ucciso prima di Romero e che ne fu l'ispiratore, per questo tiene moltissimo alla causa dell'arcivescovo".
Lombardi ha sottolineato anche che Bergoglio e il presidente (ricevuto pure dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e dal ministro deglie steri vaticano Dominique Mamberti) hanno espresso "apprezzamento per il contributo che la Chiesa offre per la riconciliazione e per il consolidamento della pace, come pure nei settori della carita', dell'educazione, dello sradicamento della poverta' e della criminalita' organizzata". Nei colloqui di questa mattina, ha chiarito, "si sono anche toccati alcuni temi etici quali la difesa della vita umana, del matrimonio e della famiglia".
Come e' noto, a fine aprile il postulatore della causa, l'arcivescovo Vincenzo Paglia, ha dichiarato pubblicamente che "la causa di beatificazione si e' sbloccata", ammettendo con cio' implicitamente che in precedenza essa era stata fermata (sembra dalla Congregazione dalla Dottrina della Fede). Tecnicamente a favorire la ripresa (analogamente a quanto accaduto per il processo di beatificazione di don Pugisi) e' stata la testimonianza rilasciata nel 2010 dal diretto responsabile della sua morte: il capitano Alvaro Rafel Saravia, l'unico condannato per l'omicidio, il quale disse che Romero fu "ucciso in odio alla fede". Ma certo la sensibilita' e l'esperienza di Papa Francesco, che in Argentina aveva assistito a uccisioni e rapimenti anche di suoi confratelli a opera della giunta militare di Vileda, hanno rappresentato un fattore determinate. Martire della giustizia, barbaramente assassinato per il suo impegno al fianco dei poveri, ma anche testimone della fede,colpito mentre celebrava la messa, con il suo sangue che si e' anche fisicamente unito al pane e al vino che stava consacrando Corpo e Sangue di Cristo, pochi mesi prima di cadere per mano degli 'squadroni della morte', Romero aveva detto che "il Concilio Vaticano II chiede a tutti i cristiani di essere martiri, cioe' di dare la vita: ad alcuni chiede questo fino al sangue, ma a tutti chiede di dare la vita". E lui, malgrado gli avvertimenti, non smise mai di accusare i militari, i paramilitari e gli squadroni della morte per le uccisioni degli oppositori politici e dei difensori dei deboli, come il gesuita Rutilio Grande. In questa sua ostinazione nella denuncia, ebbe quelle che poi vennero diplomaticamente definite "incomprensioni con la Curia Romana", ma che all'epoca contribuirono a decretarne l'isolamento che gli fu fatale.
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PAPA: IN PELLEGRINAGGIO AD ASSISI IL PROSSIMO 4 OTTOBRE
Salvatore Izzo
(AGI) - Assisi, 23 mag.
Papa Francesco si rechera' in pellegrinaggio ad Assisi il 4 ottobre prossimo. A comunicarlo e' il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino. L'annunico e' stata confermato dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. "Con lettera del 23 maggio indirizzata al vescovo di Assisi, a firma del sostituto della segreteria di stato monsignor Angelo Becciu - si legge in una nota della Diocesi - accogliendo la richiesta dello stesso Presule, formulata in comunione con i vescovi umbri, il Santo Padre Francesco ha comunicato che il prossimo 4 ottobre intende recarsi pellegrino nella citta' di san Francesco".
"La diocesi del Poverello - afferma ancora la nota - esulta per questa espressione di attenzione e di benevolenza. Insieme con le altre diocesi impegnate nel cammino regionale per l'accensione della lampada votiva al Patrono d'Italia, interpretando i sentimenti dei figli di Francesco dei diversi ordini, come anche delle autorita' cittadine e regionali, diciamo al Santo Padre il nostro grazie e la nostra fervida attesa". "Affidiamo all'intercessione del Santo di Assisi - conclude la diocesi - il ministero del Santo Padre Francesco e il cammino morale e civile della nostra nazione".
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PAPA: DOMENICA A PRIMA PORTA INIZIA VISITE A PARROCCHIE ROMANE
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 23 mag.
Sara' Prima Porta il primo quartiere della Capitale ad accogliere Papa Francesco che inizia dalla parrocchia dei Santi Elisabetta e Zaccaria il suo itinerario tra le comunita' della diocesi di Roma. Il nuovo Pontefice verra' accolto da 44 bambini in veste bianca che poi riceveranno dalle sue mani la prima comunione. Con Francesco celebreranno il cardinale vicario Agostino Vallini, il vescovo ausiliare del settore Nord, monsignor Guerino Di Tora, e il parroco. I malati, i disabili e gli anziani prenderanno posto in chiesa, mentre i 15mila fedeli avranno a disposizione il sagrato e la collinetta antistante. Nei campi sportivi e nel parcheggio di un supermercato saranno posti maxischermi.
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martedì 7 maggio 2013
Sul futuro dello IOR e sulla riforma della curia Francesco richiama al silenzio prelati e cardinali (***)
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Laura.
Dice Mons. Becciu: è un po' strano...(José Luis Restán)
Riceviamo e con grande piacere e gratitudine pubblichiamo:
Dice Becciu: es un poco extraño....
José Luis Restán
El pasado 1 de mayo el Boletín oficial de la Sala Stampa de la Santa Sede publicaba a las 12h una entrevista concedida por el Sustituto de la Secretaría de Estado, Angelo Becciu a L'Osservatore Romano. Los temas abordados no eran para dejar indiferentes a los vaticanistas, pero todavía menos el singular procedimiento, indicativo de la importancia y resonancia que se pretendía dar a esta pieza. En este caso bien puede aceptarse aquello de que "el medio es el mensaje".
La verdad es que la entrevista es cristalina y no esconde el deseo de rebatir punto por punto, desde la cúspide vaticana, una serie de interpretaciones ideológicas, lecturas fantasiosas y proyectos personales o de grupo, que han acompañado como un coro desafinado las últimas semanas en la Santa Sede. El chirrido ha sido intenso a pesar de lo que algunos consideran como una "luna de miel" de los grandes medios con este primer tramo del pontificado de Francisco. Los temas abordados por el arzobispo Becciu se refieren a la anunciada reforma de la Curia, el significado del grupo de ocho cardenales nombrados para aconsejar al papa y el futuro del IOR (conocido con cierta simpleza como Banco Vaticano). Materias para no dejar indiferente a los opinion makers vaticanos, muy activos en estos últimos dos meses. Muy posiblemente la inmensa mayoría del pueblo fiel ha vivido y vive con sencillo gozo exento de polémicas los acontecimientos eclesiales desde febrero, pero tampoco hay que descartar el impacto que a medio plazo pueden tener ciertas cantinelas.
El estilo de las respuestas es franco e incluso irónico, por ejemplo cuando se refiere a la catarata de ideas publicadas sobre la futura reforma de la Curia, algo que Mons. Becciu considera "un poco extraño", porque "el Papa aún no se ha reunido el grupo de asesores que ha elegido y ya llueven los consejos...". Consejos que nadie ha pedido, le faltó decir al Sustituto, pero se entiende. Y además deja negro sobre blanco un aviso, porque la facundia también ha alcanzado a notables miembros de la Curia: todos los responsables de los distintos dicasterios continúan en funciones hasta nuevo aviso (donec aliter provideatur), ya que el Santo Padre quiere tomarse tiempo para la reflexión y la oración, y comprender así mejor cuál es la situación. Así pues sobre la Curia no hay emergencia, el Papa quiere estudiar bien las cosas y no desea que nadie le suministre recetas precocinadas (especialmente aquellos a los que no se les ha pedido).
De mayor enjundia si cabe es el asunto del que algunos llaman ya el G8 cardenalicio. Sobre esto el péndulo ha oscilado entre el entusiasmo de quienes ven una redefinición democrática de la Iglesia y el escándalo de los que no se recatan a la hora de acusar de una demolición del papado. Mons. Becciu responde que "se trata de un órgano consultivo, no de toma de decisiones, y realmente no veo cómo la elección del Papa Francisco pondría en duda el primado". Sin embargo aclara que "se trata de un gesto de gran importancia, que quiere dar una señal clara acerca de las formas en que el Santo Padre ejerce su ministerio". Preguntado sobre si la función de aconsejar no resulta un tanto genérica, responde que "debe ser interpretada desde una perspectiva teológica" y que en la historia de la Iglesia "asesorar tiene una función de importancia absoluta para ayudar al superior a discernir... a entender lo que el Espíritu pide a la Iglesia en un momento histórico determinado". Para los enfadados, Mons Becciu reserva este comentario: "sin esta referencia (al papel del consejo) no se entiende nada sobre el verdadero significado de gobierno en la Iglesia".
La otra cuestión abordada se refiere al IOR, el Instituto para las Obras de Religión, y a la leyenda urbana de que podría ser suprimido. Una vez más Becciu habla directamente en nombre del Papa en la entrevista, para decir que Francisco "se sorprende de que se le atribuyan frases que nunca ha dicho y que se tergiverse su pensamiento". Sobre el IOR, el Papa realizó una mención durante una homilía sin papeles en Santa Marta, en la que recordó que "la esencia de la Iglesia consiste en una historia de amor entre Dios y los hombres, y cómo las diferentes estructuras humanas, incluida la IOR, son menos importantes". Así pues se trataba de una invitación a no perder de vista la naturaleza esencial de la Iglesia, referida al IOR porque en la Misa participaban varios empleados de dicho instituto. Pero en ningún caso de un anuncio de demolición. Y es que últimamente algunos demoledores confunden la realidad con sus pensamientos.
Dice Becciu: es un poco extraño....
José Luis Restán
El pasado 1 de mayo el Boletín oficial de la Sala Stampa de la Santa Sede publicaba a las 12h una entrevista concedida por el Sustituto de la Secretaría de Estado, Angelo Becciu a L'Osservatore Romano. Los temas abordados no eran para dejar indiferentes a los vaticanistas, pero todavía menos el singular procedimiento, indicativo de la importancia y resonancia que se pretendía dar a esta pieza. En este caso bien puede aceptarse aquello de que "el medio es el mensaje".
La verdad es que la entrevista es cristalina y no esconde el deseo de rebatir punto por punto, desde la cúspide vaticana, una serie de interpretaciones ideológicas, lecturas fantasiosas y proyectos personales o de grupo, que han acompañado como un coro desafinado las últimas semanas en la Santa Sede. El chirrido ha sido intenso a pesar de lo que algunos consideran como una "luna de miel" de los grandes medios con este primer tramo del pontificado de Francisco. Los temas abordados por el arzobispo Becciu se refieren a la anunciada reforma de la Curia, el significado del grupo de ocho cardenales nombrados para aconsejar al papa y el futuro del IOR (conocido con cierta simpleza como Banco Vaticano). Materias para no dejar indiferente a los opinion makers vaticanos, muy activos en estos últimos dos meses. Muy posiblemente la inmensa mayoría del pueblo fiel ha vivido y vive con sencillo gozo exento de polémicas los acontecimientos eclesiales desde febrero, pero tampoco hay que descartar el impacto que a medio plazo pueden tener ciertas cantinelas.
El estilo de las respuestas es franco e incluso irónico, por ejemplo cuando se refiere a la catarata de ideas publicadas sobre la futura reforma de la Curia, algo que Mons. Becciu considera "un poco extraño", porque "el Papa aún no se ha reunido el grupo de asesores que ha elegido y ya llueven los consejos...". Consejos que nadie ha pedido, le faltó decir al Sustituto, pero se entiende. Y además deja negro sobre blanco un aviso, porque la facundia también ha alcanzado a notables miembros de la Curia: todos los responsables de los distintos dicasterios continúan en funciones hasta nuevo aviso (donec aliter provideatur), ya que el Santo Padre quiere tomarse tiempo para la reflexión y la oración, y comprender así mejor cuál es la situación. Así pues sobre la Curia no hay emergencia, el Papa quiere estudiar bien las cosas y no desea que nadie le suministre recetas precocinadas (especialmente aquellos a los que no se les ha pedido).
De mayor enjundia si cabe es el asunto del que algunos llaman ya el G8 cardenalicio. Sobre esto el péndulo ha oscilado entre el entusiasmo de quienes ven una redefinición democrática de la Iglesia y el escándalo de los que no se recatan a la hora de acusar de una demolición del papado. Mons. Becciu responde que "se trata de un órgano consultivo, no de toma de decisiones, y realmente no veo cómo la elección del Papa Francisco pondría en duda el primado". Sin embargo aclara que "se trata de un gesto de gran importancia, que quiere dar una señal clara acerca de las formas en que el Santo Padre ejerce su ministerio". Preguntado sobre si la función de aconsejar no resulta un tanto genérica, responde que "debe ser interpretada desde una perspectiva teológica" y que en la historia de la Iglesia "asesorar tiene una función de importancia absoluta para ayudar al superior a discernir... a entender lo que el Espíritu pide a la Iglesia en un momento histórico determinado". Para los enfadados, Mons Becciu reserva este comentario: "sin esta referencia (al papel del consejo) no se entiende nada sobre el verdadero significado de gobierno en la Iglesia".
La otra cuestión abordada se refiere al IOR, el Instituto para las Obras de Religión, y a la leyenda urbana de que podría ser suprimido. Una vez más Becciu habla directamente en nombre del Papa en la entrevista, para decir que Francisco "se sorprende de que se le atribuyan frases que nunca ha dicho y que se tergiverse su pensamiento". Sobre el IOR, el Papa realizó una mención durante una homilía sin papeles en Santa Marta, en la que recordó que "la esencia de la Iglesia consiste en una historia de amor entre Dios y los hombres, y cómo las diferentes estructuras humanas, incluida la IOR, son menos importantes". Así pues se trataba de una invitación a no perder de vista la naturaleza esencial de la Iglesia, referida al IOR porque en la Misa participaban varios empleados de dicho instituto. Pero en ningún caso de un anuncio de demolición. Y es que últimamente algunos demoledores confunden la realidad con sus pensamientos.
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lunedì 6 maggio 2013
Pedofilia, arcivescovo Porto Rico a Vaticano: non mi dimetto (Ats)
Pedofilia: arcivescovo Porto Rico a Vaticano, non mi dimetto
Rimane aperta in Porto Rico la crisi, iniziata ormai molto tempo fa, tra l'arcivescovo di San Juan, monsignor Roberto Gonzalez Nieves, e il Vaticano, che ne chiede le dimissioni a seguito tra l'altro di un'indagine sulla presunta copertura di sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia.
Secondo la stampa di San Juan, lo scorso 20 febbraio Gonzalez Nieves ha inviato una lettera di sei pagine al prefetto della Congregazione per i vescovi, cardinale Marc Ouellet, respingendo i risultati dell'indagine. Dallo stesso testo risulta chiaro che a Gonzalez Nieves è stato chiesto di dimettersi, passo però che l'arcivescovo - precisa ancora la stampa - non intende dare.
"Eminenza... mi è stato indicato - afferma la lettera - che dovevo rinunciare... e richiedere un altro incarico nella Chiesa. Le ingiustizie... non possono essere fonti di diritto alla rinuncia di un vescovo: questo servitore vuole far presente che mai rinuncerebbe se non ci fossero delle ragioni".
Nel lungo testo, si fa riferimento anche ad un'altra vicenda, di politica interna, segnalata dai media, e cioè all'intenzione da parte dell'arcivescovo di chiamare 'Altare della patrià una delle cappelle della cattedrale di San Juan.
Su questo fronte, a Gonzalez Nieves sono state mosse a San Juan delle critiche di "interferenze politiche" a causa delle sue presunte posizioni "indipendentiste" del Puerto Rico, che è uno stato libero associato degli Stati Uniti e che potrebbe diventare il 51/o stato Usa.
© Copyright ATS
Rimane aperta in Porto Rico la crisi, iniziata ormai molto tempo fa, tra l'arcivescovo di San Juan, monsignor Roberto Gonzalez Nieves, e il Vaticano, che ne chiede le dimissioni a seguito tra l'altro di un'indagine sulla presunta copertura di sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia.
Secondo la stampa di San Juan, lo scorso 20 febbraio Gonzalez Nieves ha inviato una lettera di sei pagine al prefetto della Congregazione per i vescovi, cardinale Marc Ouellet, respingendo i risultati dell'indagine. Dallo stesso testo risulta chiaro che a Gonzalez Nieves è stato chiesto di dimettersi, passo però che l'arcivescovo - precisa ancora la stampa - non intende dare.
"Eminenza... mi è stato indicato - afferma la lettera - che dovevo rinunciare... e richiedere un altro incarico nella Chiesa. Le ingiustizie... non possono essere fonti di diritto alla rinuncia di un vescovo: questo servitore vuole far presente che mai rinuncerebbe se non ci fossero delle ragioni".
Nel lungo testo, si fa riferimento anche ad un'altra vicenda, di politica interna, segnalata dai media, e cioè all'intenzione da parte dell'arcivescovo di chiamare 'Altare della patrià una delle cappelle della cattedrale di San Juan.
Su questo fronte, a Gonzalez Nieves sono state mosse a San Juan delle critiche di "interferenze politiche" a causa delle sue presunte posizioni "indipendentiste" del Puerto Rico, che è uno stato libero associato degli Stati Uniti e che potrebbe diventare il 51/o stato Usa.
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sabato 4 maggio 2013
I saggi di Papa Francesco (Alboretti)
Clicca qui per leggere il commento segnalatoci da Eufemia.
mercoledì 1 maggio 2013
Monsignor Becciu: ancora nessuna ipotesi sull'assetto della Curia
E’ prematuro avanzare qualsiasi ipotesi circa il futuro assetto della Curia. Con queste parole, Mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, in un’intervista rilasciata all’Osservatore Romano, entra nel merito della costituzione del gruppo di otto cardinali, scelti da Papa Francesco per studiare un progetto di revisione della costituzione apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana. Francesca Sabatinelli
Il Papa non ha ancora incontrato i consiglieri e già i consigli piovono. Mons. Becciu risponde in modo diretto alle speculazioni nate dopo la formazione del gruppo e chiarisce: “è assolutamente prematuro avanzare qualsiasi ipotesi sul futuro assetto della Curia”.
Il sostituto aggiunge quindi che il Papa ha chiesto a tutti i responsabili dei dicasteri di continuare nel servizio e che per il momento non procederà ad alcuna conferma negli incarichi. Il gruppo di consiglieri, inoltre, in quanto organo consultivo e non decisionale, non mette affatto in discussione il primato del Papa – come qualcuno è arrivato a sostenere – è piuttosto un importante gesto che indica “le modalità con cui il Papa Francesco vorrà esercitare il suo ministero”.
Alla domanda sulle previsioni di taluni circa una possibile soppressione dello Ior, l’Istituto per le Opere di religione, Mons. Becciu risponde descrivendo la sorpresa del Papa nel vedersi attribuite frasi da lui mai pronunciate e che travisano il suo pensiero.
Papa Francesco , ripercorre quindi i fatti il sostituto, ne aveva fatto cenno durante una breve omelia a Santa Marta, parlando a braccio, in cui “ha ricordato in modo appassionato come l’essenza della Chiesa consista in una storia di amore tra Dio e gli uomini, e come le varie strutture umane, tra cui lo Ior, siano meno importanti”. Parole motivate anche dalla presenza alla messa di alcuni dipendenti dell’Istituto, nel contesto di un serio invito a non perdere mai di vista l’essenzialità della Chiesa.
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martedì 30 aprile 2013
Monsignor Becciu frena su Ior e riforma della curia. Mons. Semeraro: quando Francesco ha chiamato per la nomina non avevamo capito chi era (Izzo)
PAPA: MONSIGNOR BECCIU FRENA SU IOR E RIFORMA DELLA CURIA
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 apr.
Per il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Giovanni Angelo Becciu, "e' prematuro avanzare qualsiasi ipotesi circa il futuro assetto della Curia Romana".
Infatti, secondo quanto affermato da Becciu all'Osservatore Romano, "il Papa sta ascoltando tutti" e si riserva di decidere piu' avanti. In particolare, l'arcivescovo sardo ha tenuto a chiarire che "Papa Francesco e' sorpreso per frasi sullo Ior attribuitegli ma mai pronunciate e che travisano il suo pensiero".
"Il Papa - ha rilevato il numero due della Segreteria di Stato - non ha ancora incontrato il gruppo di consiglieri che si e' scelto e gia' i consigli piovono.
Dopo avere parlato con il Santo Padre, posso dire che in questo momento e' assolutamente prematuro avanzare qualsiasi ipotesi circa il futuro assetto della Curia. Papa Francesco sta ascoltando tutti, ma in primo luogo vorra' ascoltare chi ha scelto come consiglieri. Successivamente si impostera' un progetto di riforma della Pastor bonus, che ovviamente dovra' percorrere un suo iter".
Riguardo allo Ior, ha aggiunto il prelato, "l'unico cenno in merito - fatto da Papa Francesco - e' stato durante una breve omelia a Santa Marta, fatta a braccio, in cui ha ricordato in modo appassionato come l'essenza della Chiesa consista in una storia di amore tra Dio e gli uomini, e come le varie strutture umane, tra cui lo Ior, siano meno importanti. Il riferimento e' stato un cenno di battuta, motivato dalla presenza alla messa di alcuni dipendenti dell'Istituto, nel contesto di un serio invito a non perdere mai di vista l'essenzialita' della Chiesa".
In realta' Becciu stesso ammette di non saper nemmeno prevedere i tempi con i quali Papa Francesco varera' le annunciate riforme.
"Il Papa - ha spiegato - ha chiesto a tutti noi, responsabili dei dicasteri, di continuare nel nostro servizio, senza pero' voler procedere, per il momento, ad alcuna conferma negli incarichi. Lo stesso vale per i membri delle Congregazioni e dei Pontifici Consigli: il normale ciclo di conferme o nomine, che si verificano alla scadenza dei mandati quinquennali, e' per il momento sospeso, e tutti continuano nel proprio incarico 'sino a nuova disposizione' (donec aliter provideatur).
Cio' indica la volonta' del Santo Padre di prendere il tempo necessario di riflessione, e di preghiera, non dovremmo dimenticarlo, per avere un quadro approfondito della situazione".
In ogni caso, il gruppo di lavoro degli otto cardinali anche se ha funzioni solo consultive rappresenta gia' di per se' una profonda innovazione: infatti, ha tenuto a chiarire Becciu, "la funzione del consigliare va interpretata in chiave teologica: in un'ottica mondana dovremmo dire che un consiglio senza potere deliberativo e' irrilevante, ma cio' significherebbe equiparare la Chiesa a un'azienda. Invece, teologicamente il consigliare ha una funzione di assoluto rilievo: aiutare il superiore nell'opera del discernimento, nel comprendere cioe' quello che lo Spirito chiede alla Chiesa in un preciso momento storico. Senza questo riferimento, del resto, non si capirebbe nulla nemmeno del significato autentico dell'azione di governo nella Chiesa".
Personalmente, ha poi concluso Becciu, "ho potuto collaborare da vicino con Papa Benedetto, ora sto continuando il mio servizio con Papa Francesco. Naturalmente ciascuno ha la propria personalita', il proprio stile, e mi sento davvero un privilegiato per questo stretto contatto con due uomini interamente dediti al bene di tutta la Chiesa, distaccati da se stessi, immersi in Dio e con un'unica passione: far conoscere la bellezza del Vangelo alle donne e agli uomini di oggi".
© Copyright (AGI)
PAPA: SEMERARO, QUANDO HA CHIAMATO PER NOMINA NON AVEVAMO CAPITO CHI ERA
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 apr.
"Come fa di solito con le persone che conosce, il Papa ha chiamato direttamente. Ci ha spiazzati tanto che qui in Curia, all'inizio, non si era capito che si trattasse del Papa, pensavamo a qualche sacerdote di nome Francesco".
A raccontare questo episodio riguardante la sua nomina a segretario del gruppo degli otto cardinali che dovranno consigliare il Pontefice nel governo della Chiesa Universale e nella Riforma della Curia, e' il vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, intervistato da Famiglia Cristiana.
Il presule dunque non si aspettava affatto la nomina, e questo e' gia' un segno del criterio che sta seguendo il nuovo Papa, che sembra voler mettere in pratica le raccomandazioni del suo predecessore contro affarismo e carrierismo degli ecclesiastici. "Avevo letto, nei giorni del Conclave, che i cardinali avevano avanzato la proposta di mettere mano a una riforma della Curia romana. E anche in passato si era parlato di un cambiamento che snellisse la stessa struttura dei Sinodi. Di riprendere forme antiche di consultazione, di persone che consiglino il Papa. Pensavo - ha confidato Semeraro - che si sarebbe fatto qualcosa, ma certo non pensavo di essere chiamato a collaborare".
Secondo il presule, "nella riforma della Curia non si parte da zero, anche se penso che non vi sia niente di stabilito. Si trattera' di un confronto vero per cercare le forme migliori, per capire come riformulare alcune figure, come includere cose nuove che emergono, come mettere in circolazione e in dialogo quelle gia' esistenti". Il gruppo non si sostituisce alla Curia e non ne fa parte". "Vorrei sottolineare - ha poi concluso Semeraro - che il fatto che il Papa abbia scelto cardinali di ogni continente e quasi tutti vescovi residenziali da' l'idea di quanto gli stia a cuore la situazione della Chiesa universale e il contatto stretto con la realta'. Per quanto riguarda poi la revisione della Costituzione Pastor bonus, il gruppo dei cardinali non e' chiamato a prendere decisioni, ma a dare consigli al Papa su come adattare meglio le strutture al mutare dei tempi".
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Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 apr.
Per il sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Giovanni Angelo Becciu, "e' prematuro avanzare qualsiasi ipotesi circa il futuro assetto della Curia Romana".
Infatti, secondo quanto affermato da Becciu all'Osservatore Romano, "il Papa sta ascoltando tutti" e si riserva di decidere piu' avanti. In particolare, l'arcivescovo sardo ha tenuto a chiarire che "Papa Francesco e' sorpreso per frasi sullo Ior attribuitegli ma mai pronunciate e che travisano il suo pensiero".
"Il Papa - ha rilevato il numero due della Segreteria di Stato - non ha ancora incontrato il gruppo di consiglieri che si e' scelto e gia' i consigli piovono.
Dopo avere parlato con il Santo Padre, posso dire che in questo momento e' assolutamente prematuro avanzare qualsiasi ipotesi circa il futuro assetto della Curia. Papa Francesco sta ascoltando tutti, ma in primo luogo vorra' ascoltare chi ha scelto come consiglieri. Successivamente si impostera' un progetto di riforma della Pastor bonus, che ovviamente dovra' percorrere un suo iter".
Riguardo allo Ior, ha aggiunto il prelato, "l'unico cenno in merito - fatto da Papa Francesco - e' stato durante una breve omelia a Santa Marta, fatta a braccio, in cui ha ricordato in modo appassionato come l'essenza della Chiesa consista in una storia di amore tra Dio e gli uomini, e come le varie strutture umane, tra cui lo Ior, siano meno importanti. Il riferimento e' stato un cenno di battuta, motivato dalla presenza alla messa di alcuni dipendenti dell'Istituto, nel contesto di un serio invito a non perdere mai di vista l'essenzialita' della Chiesa".
In realta' Becciu stesso ammette di non saper nemmeno prevedere i tempi con i quali Papa Francesco varera' le annunciate riforme.
"Il Papa - ha spiegato - ha chiesto a tutti noi, responsabili dei dicasteri, di continuare nel nostro servizio, senza pero' voler procedere, per il momento, ad alcuna conferma negli incarichi. Lo stesso vale per i membri delle Congregazioni e dei Pontifici Consigli: il normale ciclo di conferme o nomine, che si verificano alla scadenza dei mandati quinquennali, e' per il momento sospeso, e tutti continuano nel proprio incarico 'sino a nuova disposizione' (donec aliter provideatur).
Cio' indica la volonta' del Santo Padre di prendere il tempo necessario di riflessione, e di preghiera, non dovremmo dimenticarlo, per avere un quadro approfondito della situazione".
In ogni caso, il gruppo di lavoro degli otto cardinali anche se ha funzioni solo consultive rappresenta gia' di per se' una profonda innovazione: infatti, ha tenuto a chiarire Becciu, "la funzione del consigliare va interpretata in chiave teologica: in un'ottica mondana dovremmo dire che un consiglio senza potere deliberativo e' irrilevante, ma cio' significherebbe equiparare la Chiesa a un'azienda. Invece, teologicamente il consigliare ha una funzione di assoluto rilievo: aiutare il superiore nell'opera del discernimento, nel comprendere cioe' quello che lo Spirito chiede alla Chiesa in un preciso momento storico. Senza questo riferimento, del resto, non si capirebbe nulla nemmeno del significato autentico dell'azione di governo nella Chiesa".
Personalmente, ha poi concluso Becciu, "ho potuto collaborare da vicino con Papa Benedetto, ora sto continuando il mio servizio con Papa Francesco. Naturalmente ciascuno ha la propria personalita', il proprio stile, e mi sento davvero un privilegiato per questo stretto contatto con due uomini interamente dediti al bene di tutta la Chiesa, distaccati da se stessi, immersi in Dio e con un'unica passione: far conoscere la bellezza del Vangelo alle donne e agli uomini di oggi".
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PAPA: SEMERARO, QUANDO HA CHIAMATO PER NOMINA NON AVEVAMO CAPITO CHI ERA
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 30 apr.
"Come fa di solito con le persone che conosce, il Papa ha chiamato direttamente. Ci ha spiazzati tanto che qui in Curia, all'inizio, non si era capito che si trattasse del Papa, pensavamo a qualche sacerdote di nome Francesco".
A raccontare questo episodio riguardante la sua nomina a segretario del gruppo degli otto cardinali che dovranno consigliare il Pontefice nel governo della Chiesa Universale e nella Riforma della Curia, e' il vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, intervistato da Famiglia Cristiana.
Il presule dunque non si aspettava affatto la nomina, e questo e' gia' un segno del criterio che sta seguendo il nuovo Papa, che sembra voler mettere in pratica le raccomandazioni del suo predecessore contro affarismo e carrierismo degli ecclesiastici. "Avevo letto, nei giorni del Conclave, che i cardinali avevano avanzato la proposta di mettere mano a una riforma della Curia romana. E anche in passato si era parlato di un cambiamento che snellisse la stessa struttura dei Sinodi. Di riprendere forme antiche di consultazione, di persone che consiglino il Papa. Pensavo - ha confidato Semeraro - che si sarebbe fatto qualcosa, ma certo non pensavo di essere chiamato a collaborare".
Secondo il presule, "nella riforma della Curia non si parte da zero, anche se penso che non vi sia niente di stabilito. Si trattera' di un confronto vero per cercare le forme migliori, per capire come riformulare alcune figure, come includere cose nuove che emergono, come mettere in circolazione e in dialogo quelle gia' esistenti". Il gruppo non si sostituisce alla Curia e non ne fa parte". "Vorrei sottolineare - ha poi concluso Semeraro - che il fatto che il Papa abbia scelto cardinali di ogni continente e quasi tutti vescovi residenziali da' l'idea di quanto gli stia a cuore la situazione della Chiesa universale e il contatto stretto con la realta'. Per quanto riguarda poi la revisione della Costituzione Pastor bonus, il gruppo dei cardinali non e' chiamato a prendere decisioni, ma a dare consigli al Papa su come adattare meglio le strutture al mutare dei tempi".
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Ior, Mons. Becciu: Papa Francesco è rimasto sorpreso nel vedersi attribuite frasi che non ha mai pronunciato e che travisano il suo pensiero
Intervista al sostituto della Segreteria di Stato
La riforma di Papa Francesco
Il 13 aprile è stata resa pubblica la notizia che Papa Francesco ha costituito un gruppo di otto cardinali per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della costituzione apostolica Pastor bonus sulla Curia romana. La decisione ha destato molto interesse, dando luogo a non poche speculazioni. Di questo ha parlato in un’intervista al nostro giornale l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato.
Sulla riforma della Curia si sono sentite molte voci: bilanciamento di poteri, moderatori, coordinatori, “superministeri dell’economia”, rivoluzioni…
In effetti è un po’ strano: il Papa non ha ancora incontrato il gruppo di consiglieri che si è scelto e già i consigli piovono…
Dopo avere parlato con il Santo Padre, posso dire che in questo momento è assolutamente prematuro avanzare qualsiasi ipotesi circa il futuro assetto della Curia. Papa Francesco sta ascoltando tutti, ma in primo luogo vorrà ascoltare chi ha scelto come consiglieri. Successivamente si imposterà un progetto di riforma della Pastor bonus, che ovviamente dovrà percorrere un suo iter.
Si è parlato molto anche dello Ior, l’Istituto per le opere di religione; qualcuno si è spinto a prevedere una sua soppressione …
Il Papa è rimasto sorpreso nel vedersi attribuite frasi che non ha mai pronunciato e che travisano il suo pensiero. L’unico cenno in merito è stato durante una breve omelia a Santa Marta, fatta a braccio, in cui ha ricordato in modo appassionato come l’essenza della Chiesa consista in una storia di amore tra Dio e gli uomini, e come le varie strutture umane, tra cui lo Ior, siano meno importanti.
Il riferimento è stato un cenno di battuta, motivato dalla presenza alla messa di alcuni dipendenti dell’Istituto, nel contesto di un serio invito a non perdere mai di vista l’essenzialità della Chiesa.
Si deve prevedere che non sia imminente una ristrutturazione dell’attuale conformazione dei dicasteri?
Non so prevedere i tempi. Il Papa tuttavia ha chiesto a tutti noi, responsabili dei dicasteri, di continuare nel nostro servizio, senza però voler procedere, per il momento, ad alcuna conferma negli incarichi. Lo stesso vale per i membri delle Congregazioni e dei Pontifici Consigli: il normale ciclo di conferme o nomine, che si verificano alla scadenza dei mandati quinquennali, è per il momento sospeso, e tutti continuano nel proprio incarico “sino a nuova disposizione” (donec aliter provideatur). Ciò indica la volontà del Santo Padre di prendere il tempo necessario di riflessione – e di preghiera, non dovremmo dimenticarlo – per avere un quadro approfondito della situazione.
A proposito del gruppo di consiglieri, qualcuno è arrivato a sostenere che una tale scelta possa mettere in discussione il primato del Papa…
Si tratta di un organo consultivo, non decisionale, e davvero non vedo come la scelta di Papa Francesco possa mettere in discussione il primato. È vero invece che si tratta di un gesto di grande rilevanza, che vuole dare un segnale preciso circa le modalità con cui il Santo Padre vorrà esercitare il suo ministero. Non dobbiamo infatti dimenticare qual è il primo compito assegnato al gruppo degli otto cardinali: assistere il Pontefice nel governo della Chiesa universale. Non vorrei che la curiosità per gli assetti e le strutture della Curia romana facesse passare in secondo piano il senso profondo del gesto compiuto da Papa Francesco.
Ma l’espressione “consigliare” non è troppo indefinita?
Al contrario, il consigliare è un’azione importante, che nella Chiesa è definita teologicamente e trova espressione a molti livelli. Si pensi, per esempio, agli organismi di partecipazione nelle diocesi e nelle parrocchie, o ai consigli dei superiori, provinciali e generali, negli Istituti di vita consacrata. La funzione del consigliare va interpretata in chiave teologica: in un’ottica mondana dovremmo dire che un consiglio senza potere deliberativo è irrilevante, ma ciò significherebbe equiparare la Chiesa a un’azienda. Invece, teologicamente il consigliare ha una funzione di assoluto rilievo: aiutare il superiore nell’opera del discernimento, nel comprendere cioè quello che lo Spirito chiede alla Chiesa in un preciso momento storico. Senza questo riferimento, del resto, non si capirebbe nulla nemmeno del significato autentico dell’azione di governo nella Chiesa.
Che sentimenti prova nel collaborare con Papa Francesco?
Ho potuto collaborare da vicino con Papa Benedetto, ora sto continuando il mio servizio con Papa Francesco. Naturalmente ciascuno ha la propria personalità, il proprio stile, e mi sento davvero un privilegiato per questo stretto contatto con due uomini interamente dediti al bene di tutta la Chiesa, distaccati da se stessi, immersi in Dio e con un’unica passione: far conoscere la bellezza del Vangelo alle donne e agli uomini di oggi.
(©L'Osservatore Romano 1° maggio 2013)
Perche' si e' aspettato tanto a smentire?
R.
La riforma di Papa Francesco
Il 13 aprile è stata resa pubblica la notizia che Papa Francesco ha costituito un gruppo di otto cardinali per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della costituzione apostolica Pastor bonus sulla Curia romana. La decisione ha destato molto interesse, dando luogo a non poche speculazioni. Di questo ha parlato in un’intervista al nostro giornale l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato.
Sulla riforma della Curia si sono sentite molte voci: bilanciamento di poteri, moderatori, coordinatori, “superministeri dell’economia”, rivoluzioni…
In effetti è un po’ strano: il Papa non ha ancora incontrato il gruppo di consiglieri che si è scelto e già i consigli piovono…
Dopo avere parlato con il Santo Padre, posso dire che in questo momento è assolutamente prematuro avanzare qualsiasi ipotesi circa il futuro assetto della Curia. Papa Francesco sta ascoltando tutti, ma in primo luogo vorrà ascoltare chi ha scelto come consiglieri. Successivamente si imposterà un progetto di riforma della Pastor bonus, che ovviamente dovrà percorrere un suo iter.
Si è parlato molto anche dello Ior, l’Istituto per le opere di religione; qualcuno si è spinto a prevedere una sua soppressione …
Il Papa è rimasto sorpreso nel vedersi attribuite frasi che non ha mai pronunciato e che travisano il suo pensiero. L’unico cenno in merito è stato durante una breve omelia a Santa Marta, fatta a braccio, in cui ha ricordato in modo appassionato come l’essenza della Chiesa consista in una storia di amore tra Dio e gli uomini, e come le varie strutture umane, tra cui lo Ior, siano meno importanti.
Il riferimento è stato un cenno di battuta, motivato dalla presenza alla messa di alcuni dipendenti dell’Istituto, nel contesto di un serio invito a non perdere mai di vista l’essenzialità della Chiesa.
Si deve prevedere che non sia imminente una ristrutturazione dell’attuale conformazione dei dicasteri?
Non so prevedere i tempi. Il Papa tuttavia ha chiesto a tutti noi, responsabili dei dicasteri, di continuare nel nostro servizio, senza però voler procedere, per il momento, ad alcuna conferma negli incarichi. Lo stesso vale per i membri delle Congregazioni e dei Pontifici Consigli: il normale ciclo di conferme o nomine, che si verificano alla scadenza dei mandati quinquennali, è per il momento sospeso, e tutti continuano nel proprio incarico “sino a nuova disposizione” (donec aliter provideatur). Ciò indica la volontà del Santo Padre di prendere il tempo necessario di riflessione – e di preghiera, non dovremmo dimenticarlo – per avere un quadro approfondito della situazione.
A proposito del gruppo di consiglieri, qualcuno è arrivato a sostenere che una tale scelta possa mettere in discussione il primato del Papa…
Si tratta di un organo consultivo, non decisionale, e davvero non vedo come la scelta di Papa Francesco possa mettere in discussione il primato. È vero invece che si tratta di un gesto di grande rilevanza, che vuole dare un segnale preciso circa le modalità con cui il Santo Padre vorrà esercitare il suo ministero. Non dobbiamo infatti dimenticare qual è il primo compito assegnato al gruppo degli otto cardinali: assistere il Pontefice nel governo della Chiesa universale. Non vorrei che la curiosità per gli assetti e le strutture della Curia romana facesse passare in secondo piano il senso profondo del gesto compiuto da Papa Francesco.
Ma l’espressione “consigliare” non è troppo indefinita?
Al contrario, il consigliare è un’azione importante, che nella Chiesa è definita teologicamente e trova espressione a molti livelli. Si pensi, per esempio, agli organismi di partecipazione nelle diocesi e nelle parrocchie, o ai consigli dei superiori, provinciali e generali, negli Istituti di vita consacrata. La funzione del consigliare va interpretata in chiave teologica: in un’ottica mondana dovremmo dire che un consiglio senza potere deliberativo è irrilevante, ma ciò significherebbe equiparare la Chiesa a un’azienda. Invece, teologicamente il consigliare ha una funzione di assoluto rilievo: aiutare il superiore nell’opera del discernimento, nel comprendere cioè quello che lo Spirito chiede alla Chiesa in un preciso momento storico. Senza questo riferimento, del resto, non si capirebbe nulla nemmeno del significato autentico dell’azione di governo nella Chiesa.
Che sentimenti prova nel collaborare con Papa Francesco?
Ho potuto collaborare da vicino con Papa Benedetto, ora sto continuando il mio servizio con Papa Francesco. Naturalmente ciascuno ha la propria personalità, il proprio stile, e mi sento davvero un privilegiato per questo stretto contatto con due uomini interamente dediti al bene di tutta la Chiesa, distaccati da se stessi, immersi in Dio e con un’unica passione: far conoscere la bellezza del Vangelo alle donne e agli uomini di oggi.
(©L'Osservatore Romano 1° maggio 2013)
Perche' si e' aspettato tanto a smentire?
R.
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sabato 27 aprile 2013
Bagnasco a colloquio con Bergoglio. Papa Francesco: auguri di prosperità alla Tanzania. Missionari: si apre la causa di beatificazione delle suore uccise dal virus Ebola (Izzo)
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 27 apr.
Il cardiale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, viene ricevuto questa mattina per la prima volta da Papa Francesco.
© Copyright (AGI)
PAPA: AUGURI DI PROSPERITA' E PACE ALLA TANZANIA
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 27 apr.
Papa Francesco prega perche' "i cittadini della Tanzania possano godere di pace e benessere". Lo ha rivelato lui stesso in un messaggio per la festa dell'unita' del paese, celebrata ieri e salutata dal Pontefice come "un'occasione felice".
© Copyright (AGI)
MISSIONARI: SI APRE CAUSA BEATIFICAZIONE SUORE UCCISE DA EBOLA
Salvatore Izzo
(AGI) - CdV, 27 apr.
La Santa Sede ha autorizzato l'apertura della causa di beatificazione delle sei suore, cinque italiane e un'africana, tutte dell'Istituto delle Poverelle di Bergamo, morte 18 anni fa nella Repubblica Democratica del Congo a causa del virus Ebola. Ne da' notizia la Radio Vaticana, annunciando che domani, nella cattedrale di Kikwit, si aprira' il processo sull'eroicita' delle virtu' delle religiose che, di fronte all'epidemia, restarono al fianco dei malati seguendo fedelmente il carisma del fondatore del loro ordine, il Beato Luigi Palazzolo.
"Sono state unite in una catena di amore, che e' diventata una catena di morte e che adesso speriamo diventi una catena di gloria", spiega in un'intervista all'emittente pontificia la postulatrice, suor Linadele Canclinida. "Pare - ricorda - che il virus circolasse da gennaio nei villaggi e in ospedale arrivavano molti malati. Tutto il corpo medico e infermieristico e' stato contagiato ed e' morto. Morta la quarta suora, che era gia' stata a contatto con altri malati, una delle suore di Kinshasa, suor Vitarosa ha detto: 'Suor Anelvira, vengo ad aiutarti'. Molti hanno cercato di fermarla, ma lei ha aggiunto: 'I miei fratelli stanno morendo' e ha voluto decisamente venire a Kikwit e cosi' e' stata la quinta a morire, dopo di che c'e' stata la sesta. Fortunatamente la morte delle suore bianche ha scosso il mondo. L'abbiamo pensato tante volte: pur avendo sofferto moltissimo, l'essere suore bianche, dalla pelle bianca, ha scosso davvero tutti. Se fossero stati solo i fratelli congolesi, forse non si sarebbe fatto molto. Il sacrificio delle nostre suore e' invece servito a salvare la vita di molti altro fratelli congolesi". Ed oggi, ha concluso la postulatrice, "l'apertura di questa Causa vuol dire rivivere quel momento drammatico nella luce della fede, in comunione con la Chiesa di Kikwit, con la Chiesa di Bergamo, con la Chiesa del Congo, con la Chiesa universale, per guardare a queste nostre sorelle che sono state modelli di vita, di donazione e di morte".
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