lunedì 1 luglio 2013

La notizia della visita di Papa Francesco a Lampedusa e le reazioni nei commenti di Salvatore Izzo

PAPA: LUNEDI' PROSSIMO ANDRA' A LAMPEDUSA SU INVITO DEL PARROCO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 lug. 

Lunedi' 8 luglio Papa Francesco andra' a Lampedusa e celebrera' una messa nel campo sportivo per gli immigrati e la popolazione locale. L'annuncio della visita e' atteso in mattinata ed e' stato anticipato dal sito del settimanale Panorama. Papa Francesco aveva ricevuto nei giorni scorsi l'invito del parroco di Lampedusa don Stefano Nastasi.
"Nella mattinata di lunedi' 8 luglio - ha poi confermato la Sala Stampa della Santa Sede - il Santo Padre si rechera' in visita all'isola di Lampedusa".
"Toccato dal recente naufragio di un'imbarcazione che trasportava migranti provenienti dall’Africa, ultimo di una serie di analoghe tragedie, Papa Francesco - afferma la nota vaticana -  profondamente intende pregare per coloro che hanno perso la vita in mare, visitare i superstiti e i profughi presenti, incoraggiare gli
abitanti dell’isola e fare appello alla responsabilita' di tutti affinche' ci si prenda cura di questi fratelli e sorelle in estremo bisogno".
"A motivo delle particolari circostanze, la visita - conclude il comunicato della Santa Sede - si realizzera' nella forma piu' discreta possibile, anche riguardo alla presenza dei vescovi della regione e delle autorita' civili".


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PAPA: A LAMPEDUSA NON PREVISTE PRESENZE UFFICIALI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 lug. 

Nel programma della visita di Papa Francesco a Lampedusa - diffuso dalla Radio Vaticana - non sono previste presenze di autorita' ufficiali dello Stato Italiano o della Cei. Il Pontefice, si legge, "arrivera' poco dopo le ore 9 di lunedi' 8 luglio e trovera' ad accoglierlo l’arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, e il sindaco di Lampedusa, Giuseppina Nicolini. Il Papa raggiungera' quindi Cala Pisana da dove si imbarchera' per raggiungere via mare il Porto di Lampedusa. Durante la navigazione, i pescatori lampedusani accompagneranno il Pontefice con le loro barche. Al largo, Papa Francesco lancera' in mare una corona di fiori in ricordo di quanti hanno perso la propria vita in mare. Il Papa entrera', dunque, nel Porto dove, al molo, lo attendera' un gruppo di immigrati che il Santo Padre salutera' al suo passaggio. Alle ore 10 e', dunque, prevista la messa che il Papa celebrera' nel campo sportivo 'Arena'. Dopo la celebrazione, il Santo Padre visitera' brevemente la parrocchia di San Gerlando, quindi si trasferira' in aeroporto. Il ritorno del Papa e' previsto per le ore 13,45 allo scalo di Ciampino". 


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PAPA: LOMBARDI, VISITA A LAMPEDUSA SARA' BREVE E DISCRETA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 lug.

"La visita di Francesco a Lampedusa durera' poche ore,  dalle 8 del mattino fino alle 13, e sara' dIscreta, semplice, con un seguito ridotto". Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. "Sono previsti - ha spiegato il gesuita - tre momenti: un giro in barca per gettare una corona di fiori nel mare, a ricordo dei tanti migranti che hanno perso la vita nei naufragi, un incontro al porto con gli immigrati e poi la messa al campo sportivo". 


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PAPA: GESUITI, IMPORTANTE CHE PRIMO VIAGGIO SIA TRA IMMIGRATI LAMPEDUSA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 lug. 

I gesuiti del Centro Astalli sottolinenano in una nota come sia significativo il fatto che il suo primo viaggio il nuovo Pontefice abbia voluto compierlo tra gli immigrati di Lampedusa, luogo simbolo della tragedia dei tanti naufragi nel Mediterraneo. "Papa Francesco, fin dall'inizio del suo Pontificato, ha scelto di dare messaggi chiari e inequivoci rispetto alle priorita' irrinunciabili per chi si dice cristiano: dimostrare vicinanza concreta ai rifugiati, che rischiano la vita per cercare protezione, e' certamente una di queste priorita'", commenta padre
Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli. "Ai confini d'Europa migliaia di uomini, donne e bambini - ricorda il confratello italiano di Jorge Mario Bergoglio - cercano disperatamente accoglienza. Nessuna politica nazionale o regionale - afferma il presidente del Centro Astalli - deve farci dimenticare che si tratta di fratelli e sorelle che meritano attenzione, cura, rispetto". 
Nei primi sei mesi dell'anno - rileva padre Lamanna - 7913 persone sono sbarcate in Italia e continua la strage di migranti nel Canale di Sicilia. "E' urgente costruire canali umanitari e rendere accessibile, in sicurezza, il diritto d'asilo per chi ne ha bisogno", osserva padre La Manna, che poi conclude con un auspicio: "non si puo' continuare a lasciare i rifugiati in balia di trafficanti senza scrupoli. La visita del Papa aiuti a svegliare le coscienze di tutti". 


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PAPA: MIGRANTES, A LAMPEDUSA RICORDERA' 20 MILA MORTI NAUFRAGI

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 lug. 

"A Lampedusa il Papa porta il segno della Chiesa di Roma che presiede alla carita' della Chiesa universale,  ricordando i quasi 20.000 morti nel Mediterraneo durante le  traversate e invitando a fare delle nostre comunita'  luoghi di accoglienza e ospitalita' e dell'Europa, di cui Lampedusa e' un confine, una casa comune". Lo afferma una nota della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, che saluta con grande soddisfazione l'annuncio della visita del Papa a Lampedusa, decisa da Francesco perche' "profondamente toccato dal recente naufragio di un’imbarcazione che trasportava
migranti provenienti dall'Africa, ultimo di una serie di analoghe tragedie". Il Pontefice, sottolinea Migrantes, "intende pregare per coloro che hanno perso la vita in mare, visitare i superstiti e i profughi presenti, incoraggiare gli abitanti dell’isola e fare appello alla responsabilita' di tutti affinche' ci si prenda cura di questi fratelli e sorelle in estremo bisogno".
"La scelta a sorpresa di Papa Francesco - commenta inoltre il direttore generale della Migrantes, monsignor Giancarlo Perego -  si pone in continuita' con le parole e i gesti di un pontificato che ha posto al centro della vita e della riforma della Chiesa la scelta preferenziale per i poveri". Lampedusa, infatti, e' "terra di rifugiati e richiedenti asilo, dove  continuano gli sbarchi provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente".
Con la visita di Francesco, dunque, "la piccola isola ai confini dell'Europa nel 2011 al centro dell'attenzione internazionale per gli sbarchi di oltre 50.000 persone  dopo le primavere del Nord Africa, lunedi' 8 luglio sara' al centro anche della Chiesa che rinnova cosi' la sua attenzione a chi fugge dalle guerre e dalla persecuzione, alle vittime della tratta e dei disastri ambientali: a chi e' costretto a mettersi in cammino, quasi 100 milioni di persone nel mondo".
"La visita - sottolinea infine il direttore di Migrantes - accompagna il recente documento del Pontificio  Consiglio per i migranti e itineranti sulle migrazioni forzate, unendo alle parole un gesto simbolico di grande significato, quale e' la visita annunciata". 


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PAPA: COMMOZIONE E GIOIA VESCOVO AGRIGENTO E PARROCO LAMPEDUSA

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 1 lug. 

"La Chiesa agrigentina accoglie con immensa gioia la notizia della visita di Papa Francesco alla comunita' di Lampedusa e percio' alla nostra Diocesi". Lo afferma monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, nel cui territorio rientra l'isola, e da un mese e mezzo nuovo presidente della Fondazione Migrantes promossa dalla Cei. Per il presule, la visita del Papa a Lampedusa "e' un dono di grazia straordinario del quale intendiamo, sin da adesso, ringraziare la Divina Provvidenza e la premura apostolica del successore di Pietro". "La scelta dell'isola di Lampedusa, come primo viaggio, da parte del Santo Padre, e' essa stessa - spiega Montenegro alla Radio Vaticana - un messaggio forte che ci aiuta a leggere la storia con gli occhi di Dio".
"La comunita' è emozionatissima, e' un sogno che diventa realta'. Per un giorno Lampedusa diventera' il centro del mondo", dichiara don Stefano Nastasi, parroco di Lampedusa, che, intervistato dal Servizio Informazione Religiosa, sottolinea come il Papa abbia accolto l’invito che la comunita' lampedusana gli aveva fatto in una lettera tre mesi fa. "Non mi aspettavo che avrebbe detto si', almeno non cosi' presto", confida don Nastasi rivelando che "anche il nostro arcivescovo monsignor Montenegro l'aveva invitato durante la visita ad limina". 
"L'abbiamo saputo una settimana fa in via riservata", ammette il presule. "Il nostro atteggiamento - assicura Nastasi - sara' quello dell’ascolto. Abbiamo tanto parlato, ora e' il momento di ascoltare quello che il Signore ha da dirci attraverso il vescovo di Roma. Questo e' l'atteggiamento che avremo, con molta semplicità, come e' nello stile della comunità lampedusana, con quella generosita' del cuore che la contraddistingue".
Secondo il parroco di Lampedusa, "questo viaggio va letto nell'ottica della scelta del Papa di partire da una periferia geografica ed esistenziale". "E' il suo primo viaggio, Papa Francesco - commenta ancora il parroco di Lampedusa - vuole partire da qui per dire che la periferia ha qualcosa da raccontarci. Vuole ascoltare e nello stesso tempo dare un messaggio che parta dalla periferia e vada verso il centro del cuore dell'uomo". "La comunita' cattolica - conclude - sta lavorando alacremente all’organizzazione, con pochissimi giorni a disposizione. La Messa sara' nello stadio, non si sa ancora la capienza, che puo' variare dalle 5mila alle 10mila persone". 


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1 commento:

laura ha detto...

Sto cercando in tutti modi, di capire papa Francesco. Sfugge ad ogni previsione. Forse vuole fare il papa in modo diverso, più diretto...
Difficile adeguarsi. Niente di organizzato, tutto lasciato all'apparente improvvisazione. Il viaggio a lampedusa è bello e importante, ma con risaci e conseguenze mediatiche inimmaginabili. la cosa interessante p che a lui no interessa nulla. Va avanti per la sua strada senza tener conto dell'"opoptunità" di certe scelte

Non sono abituata. Ho e abbiamo un'altra mentalità. Mai come ora mi tornano alla mwnte le parole di papa Benedetto nel 2005, per l'apertura del sinodo dei vescovi, quandi disse che all'Europa sarebbe stata "tolta la lampada" per la mancanza di fede. Ci è stata tolta anche la vigna e data a chi la farà fruttificare.

Non abbiamo ascoltato papa Benedetto e ci è stato tolto. La Chiesa andrà avanti lo stesso, ma dovremo accettare di essere messi in disparte. Sta cambiando tutto e non è facile