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venerdì 20 giugno 2014
Per la prima volta a una donna il Premio Ratzinger (Radio Vaticana)
Clicca qui per leggere la notizia segnalataci da Laura.
martedì 11 febbraio 2014
Benedetto XVI e la rinuncia, il mese più lungo di una grande anima (Radio Vaticana)
Clicca qui per leggere il commento.
giovedì 6 febbraio 2014
P. Zollner: rapporto Onu su minori confuso e ingiusto, non riconosce grande impegno della Chiesa (R.V.)
Clicca qui per leggere l'intervista.
Quali sono i passi avanti messi in atto dai Pontefici? In particolare quali documenti e quali fatti testimoniano l'impegno di Benedetto XVI?
Non basta dire che l'Onu ha torto. Bisogna spiegare perché e che cosa è stato fatto per combattere la piaga dei preti pedofili.
Quali sono i passi avanti messi in atto dai Pontefici? In particolare quali documenti e quali fatti testimoniano l'impegno di Benedetto XVI?
Non basta dire che l'Onu ha torto. Bisogna spiegare perché e che cosa è stato fatto per combattere la piaga dei preti pedofili.
mercoledì 5 febbraio 2014
Abusi su minori. Mons. Tomasi a Comitato Onu: testo già scritto, impostazioni ideologiche (Radio Vaticana). Il vaticano ne può uscire a testa alta (R.)
Clicca qui per leggere il commento.
Il documento non tiene conto degli enormi passi avanti condotti da Benedetto XVI nella lotta contro la pedofilia nella chiesa. In effetti sembra un testo "datato", scritto anni ed anni fa.
Io pero' non rinuncio a mettere il dito nella piaga: se il vaticano si fosse attivato, regnante Papa Ratzinger, a mettere ben in chiaro, a spiegare, a segnalare, ad evidenziare ed a esaltare il lavoro fatto dal Santo Padre, forse, non saremmo a questo punto.
Si e' preferito tacere probabilmente perché faceva comodo che solo una persona, Ratzinger, ci andasse di mezzo mettendoci la faccia.
Ecco i risultati ma niente paura: la santa sede ha tutte le carte in regola per uscire a testa alta da questa vicenda. Basta che spieghi e racconti quanto e' stato fatto in questi anni.
R.
CHIESA E PEDOFILIA: LA TOLLERANZA ZERO DI PAPA BENEDETTO XVI
"Le decisioni e l'esempio di Papa Benedetto XVI nel combattere la piaga della pedofilia nella Chiesa. Cronologia".
"La risposta della Santa Sede alla pedofilia nella Chiesa: Cronologia (1917-2005)".
Il documento non tiene conto degli enormi passi avanti condotti da Benedetto XVI nella lotta contro la pedofilia nella chiesa. In effetti sembra un testo "datato", scritto anni ed anni fa.
Io pero' non rinuncio a mettere il dito nella piaga: se il vaticano si fosse attivato, regnante Papa Ratzinger, a mettere ben in chiaro, a spiegare, a segnalare, ad evidenziare ed a esaltare il lavoro fatto dal Santo Padre, forse, non saremmo a questo punto.
Si e' preferito tacere probabilmente perché faceva comodo che solo una persona, Ratzinger, ci andasse di mezzo mettendoci la faccia.
Ecco i risultati ma niente paura: la santa sede ha tutte le carte in regola per uscire a testa alta da questa vicenda. Basta che spieghi e racconti quanto e' stato fatto in questi anni.
R.
CHIESA E PEDOFILIA: LA TOLLERANZA ZERO DI PAPA BENEDETTO XVI
"Le decisioni e l'esempio di Papa Benedetto XVI nel combattere la piaga della pedofilia nella Chiesa. Cronologia".
"La risposta della Santa Sede alla pedofilia nella Chiesa: Cronologia (1917-2005)".
lunedì 30 dicembre 2013
Editoriale Scalfari. P. Lombardi: il Papa non ha abolito il peccato (RV). Finalmente le precisazioni dal blog sempre invocate!
Clicca qui per leggere il testo.
A volte serve chiedere spiegazioni e precisazioni? Chissa'...
NOI l'abbiamo sempre fatto dai tempi di Benedetto XVI, ma allora nessuno "ai piani alti" si sentiva in dovere di intervenire a difesa del Santo Padre anche quando eravamo di fronte ad attacchi ignobili.
Acqua passata, si dira'...enno'! Proprio no...
Rispondere da Radio Vaticana appare pero' insufficiente visto che cio' che pensa Scalfari e' opinione diffusissima anche presso i cattolici ormai.
Piaccia o non piaccia e' proprio quella la "minestra" che ormai passano sui mass media.
Ah, per inciso: non intendo segnalare editoriali in cui si ringrazia Benedetto XVI per essersi, sostanzialmente, tolto di mezzo!
Tornando a noi, è indispensabile e non prorogabile chiarire bene che cosa si intende per perdono, per misericordia, per conversione e per peccato rammentando che la misericordia di Dio non può essere a buon prezzo essendo costata il sangue di Cristo. E' un concetto che il mondo non riesce ad accettare ma che la chiesa non puo' permettersi di non ribadire ai massimi livelli.
A volte serve chiedere spiegazioni e precisazioni? Chissa'...
NOI l'abbiamo sempre fatto dai tempi di Benedetto XVI, ma allora nessuno "ai piani alti" si sentiva in dovere di intervenire a difesa del Santo Padre anche quando eravamo di fronte ad attacchi ignobili.
Acqua passata, si dira'...enno'! Proprio no...
Rispondere da Radio Vaticana appare pero' insufficiente visto che cio' che pensa Scalfari e' opinione diffusissima anche presso i cattolici ormai.
Piaccia o non piaccia e' proprio quella la "minestra" che ormai passano sui mass media.
Ah, per inciso: non intendo segnalare editoriali in cui si ringrazia Benedetto XVI per essersi, sostanzialmente, tolto di mezzo!
Tornando a noi, è indispensabile e non prorogabile chiarire bene che cosa si intende per perdono, per misericordia, per conversione e per peccato rammentando che la misericordia di Dio non può essere a buon prezzo essendo costata il sangue di Cristo. E' un concetto che il mondo non riesce ad accettare ma che la chiesa non puo' permettersi di non ribadire ai massimi livelli.
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martedì 12 novembre 2013
Scomparso a 96 anni il Maestro Bartolucci. Fu creato cardinale nel da Benedetto XVI
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sabato 26 ottobre 2013
Premio Ratzinger. Il Papa: Benedetto XVI ha fatto teologia "in ginocchio", i suoi libri risvegliano la fede (R.V.)
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martedì 24 settembre 2013
"La fede, la scienza, il male". La lettera di Benedetto XVI al matematico Odifreddi (Radio Vaticana)
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domenica 1 settembre 2013
Il posto giusto per noi è quello vicino a Cristo che scende per servire. Così il Papa emerito nella Messa con i suoi ex-allievi
Il posto giusto per noi è quello vicino a Cristo che scende per servire. Così il Papa emerito nella Messa con i suoi ex-allievi
Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che “scendono” per servire e portare la gratuità di Dio. Così in sintesi il Papa emerito Benedetto XVI nella Messa celebrata stamani, alle 9.30, nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schülerkreis. L’incontro degli studenti come di consueto è organizzato a Castel Gandolfo ma quest’anno Benedetto XVI non vi ha partecipato. Questa 38.ma edizione è stata dedicata a “La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione” alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Brague, teorico francese premiato l'anno scorso con il "Premio Ratzinger" per la teologia. Una cinquantina di persone hanno partecipato alla Messa concelebrata con il Papa emerito dai cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna; gli arcivescovi Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia e Barthelemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, mons. Hans-Jochen Jaschke. Il servizio di Debora Donnini:
Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono. Ma quale è veramente il posto giusto? L’omelia di Benedetto XVI nella Messa celebrata in occasione dell’incontro dei suoi ex-allievi è, in fondo, una risposta a questa domanda e parte dal Vangelo di oggi, nel quale Gesù invita a prendere l’ultimo posto. “Un posto che può sembrare molto buono, può rivelarsi per essere un posto molto brutto”, nota il Papa emerito facendo riferimento a quanto accaduto già in questo mondo, anche negli ultimi decenni, dove vediamo come “i primi” sono stati rovesciati e improvvisamente sono diventati “ultimi” e quel posto che sembrava buono era invece “sbagliato”. Anche nei discorsi che si tennero durante l’Ultima Cena, i discepoli si litigano i posti migliori. Gesù si presenta invece come Colui che serve. Lui “nato nella stalla” e “morto sulla Croce” “ci dice” – afferma Benedetto XVI – che il posto giusto è quello vicino a Lui, “il posto secondo la sua misura”. E l’apostolo, in quanto inviato di Cristo “è l’ultimo nell’opinione del mondo”, e proprio per questo è vicino a Gesù:
Wer in dieser Welt und in dieser Geschichte vielleicht nach vorn gedrängt wird, …
“Chi, in questo mondo e in questa Storia forse viene spinto in avanti e arriva ai primi posti, deve sapere di essere in pericolo; deve guardare ancora di più al Signore, misurarsi a Lui, misurarsi alla responsabilità per l’altro, deve diventare colui che serve, quello che nella realtà è seduto ai piedi dell’altro, e così benedice e a sua volta diventa benedetto”.
E, dunque, qualunque sia il posto che la Storia vorrà assegnarci, quello che è determinante – sottolinea il Papa emerito – è “la responsabilità davanti a Lui, e la responsabilità per l’amore, per la giustizia e per la verità”. Nel Vangelo di oggi il Signore ricorda che chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. E Benedetto XVI fa notare che “Cristo, il Figlio di Dio, scende per servire noi e questo fa l’essenza di Dio” che “consiste nel piegarsi verso di noi: l’amore, il ‘sì’ ai sofferenti, l’elevazione dall’umiliazione”:
Wir sind auf dem Weg Christi auf dem richtigen Weg, wenn wir als Er und wie Er …
“Noi ci troviamo sulla via di Cristo, sulla giusta via se in Sua vece e come Lui proviamo a diventare persone che “scendono” per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio che è la grandezza dell’amore”.
Benedetto XVI fa dunque nell’omelia una catechesi sul senso dell’abbassamento di Cristo e sull’essenza dell’amore di Dio. “La Croce, nella Storia, è l’ultimo posto” e il “Crocifisso non ha nessun posto, è un ‘non-posto’”, è stato spogliato, “è un nessuno” eppure – nota Benedetto XVI – Giovanni nel Vangelo vede “questa umiliazione estrema” come “la vera esaltazione”:
Höher ist Jesus so; ja, Er ist auf der Höhe Gottes weil die Höhe des Kreuzes …
“Così, Gesù è più alto; sì, è all’altezza di Dio perché l’altezza della Croce è l’altezza dell’amore di Dio, l’altezza della rinuncia di se stesso e la dedizione agli altri. Così, questo è il posto divino, e noi vogliamo pregare Dio che ci doni di comprendere questo sempre di più e di accettare con umiltà, ciascuno a modo proprio, questo mistero dell’esaltazione e dell’umiliazione”.
Infine il Papa emerito ricorda che Gesù esorta a “invitare” a prescindere dai vantaggi, cioè a invitare i paralitici, gli storpi, i poveri perché Lui stesso lo ha fatto invitando “noi alla mensa di Dio”, e in questo modo mostrandoci cosa sia la gratuità. Giustamente l’economia si poggia sulla “giustizia commutativa”, sul do ut des, ma perfino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito, ricorda Benedetto XVI sottolineando che “senza la gratuità del perdono nessuna società può crescere”, tanto è vero che le più grandi cose della vita, cioè “l’amore, l’amicizia, la bontà, il perdono” “non le possiamo pagare”, “sono gratis, nello stesso modo che in cui Dio ci dona a titolo gratuito”:
So dürfen wir, mitten in allem Ringen für die Gerechtigkeit in der Welt, nie vergessen …
“Così, pur nella lotta per la giustizia nel mondo, non dobbiamo mai dimenticare la ‘gratuità’ di Dio, il continuo dare e ricevere, e dobbiamo costruire sul fatto che il Signore dona a noi, che ci sono persone buone che ci donano ‘gratis’ la loro bontà, che ci sopportano a titolo gratuito, ci amano e sono buone con noi ‘gratis’; e poi, a nostra volta, donare questa ‘gratuità’ per avvicinare così il mondo a Dio, per diventare simili a Lui, per aprirci a Lui”.
Quindi Benedetto XVI si sofferma sulla liturgia, sull’umiltà della liturgia cristiana che è insieme “incommensurabilmente grande” perché ci si unisce alle schiere degli angeli e dei santi nella festosa gioia di Dio. E il sangue di Cristo, che è al centro dell’Eucaristia, significa proprio “entrare nello splendore del raduno gioioso di Dio”: “questo Sangue è il suo amore - conclude Benedetto XVI – è il Monte di Dio e ci apre alla gloria di Dio”.
© Copyright Radio Vaticana
Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che “scendono” per servire e portare la gratuità di Dio. Così in sintesi il Papa emerito Benedetto XVI nella Messa celebrata stamani, alle 9.30, nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schülerkreis. L’incontro degli studenti come di consueto è organizzato a Castel Gandolfo ma quest’anno Benedetto XVI non vi ha partecipato. Questa 38.ma edizione è stata dedicata a “La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione” alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Brague, teorico francese premiato l'anno scorso con il "Premio Ratzinger" per la teologia. Una cinquantina di persone hanno partecipato alla Messa concelebrata con il Papa emerito dai cardinali Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna; gli arcivescovi Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia e Barthelemy Adoukonou, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, e il vescovo ausiliare di Amburgo, mons. Hans-Jochen Jaschke. Il servizio di Debora Donnini:
Ognuno nella vita vuole trovare il suo posto buono. Ma quale è veramente il posto giusto? L’omelia di Benedetto XVI nella Messa celebrata in occasione dell’incontro dei suoi ex-allievi è, in fondo, una risposta a questa domanda e parte dal Vangelo di oggi, nel quale Gesù invita a prendere l’ultimo posto. “Un posto che può sembrare molto buono, può rivelarsi per essere un posto molto brutto”, nota il Papa emerito facendo riferimento a quanto accaduto già in questo mondo, anche negli ultimi decenni, dove vediamo come “i primi” sono stati rovesciati e improvvisamente sono diventati “ultimi” e quel posto che sembrava buono era invece “sbagliato”. Anche nei discorsi che si tennero durante l’Ultima Cena, i discepoli si litigano i posti migliori. Gesù si presenta invece come Colui che serve. Lui “nato nella stalla” e “morto sulla Croce” “ci dice” – afferma Benedetto XVI – che il posto giusto è quello vicino a Lui, “il posto secondo la sua misura”. E l’apostolo, in quanto inviato di Cristo “è l’ultimo nell’opinione del mondo”, e proprio per questo è vicino a Gesù:
Wer in dieser Welt und in dieser Geschichte vielleicht nach vorn gedrängt wird, …
“Chi, in questo mondo e in questa Storia forse viene spinto in avanti e arriva ai primi posti, deve sapere di essere in pericolo; deve guardare ancora di più al Signore, misurarsi a Lui, misurarsi alla responsabilità per l’altro, deve diventare colui che serve, quello che nella realtà è seduto ai piedi dell’altro, e così benedice e a sua volta diventa benedetto”.
E, dunque, qualunque sia il posto che la Storia vorrà assegnarci, quello che è determinante – sottolinea il Papa emerito – è “la responsabilità davanti a Lui, e la responsabilità per l’amore, per la giustizia e per la verità”. Nel Vangelo di oggi il Signore ricorda che chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. E Benedetto XVI fa notare che “Cristo, il Figlio di Dio, scende per servire noi e questo fa l’essenza di Dio” che “consiste nel piegarsi verso di noi: l’amore, il ‘sì’ ai sofferenti, l’elevazione dall’umiliazione”:
Wir sind auf dem Weg Christi auf dem richtigen Weg, wenn wir als Er und wie Er …
“Noi ci troviamo sulla via di Cristo, sulla giusta via se in Sua vece e come Lui proviamo a diventare persone che “scendono” per entrare nella vera grandezza, nella grandezza di Dio che è la grandezza dell’amore”.
Benedetto XVI fa dunque nell’omelia una catechesi sul senso dell’abbassamento di Cristo e sull’essenza dell’amore di Dio. “La Croce, nella Storia, è l’ultimo posto” e il “Crocifisso non ha nessun posto, è un ‘non-posto’”, è stato spogliato, “è un nessuno” eppure – nota Benedetto XVI – Giovanni nel Vangelo vede “questa umiliazione estrema” come “la vera esaltazione”:
Höher ist Jesus so; ja, Er ist auf der Höhe Gottes weil die Höhe des Kreuzes …
“Così, Gesù è più alto; sì, è all’altezza di Dio perché l’altezza della Croce è l’altezza dell’amore di Dio, l’altezza della rinuncia di se stesso e la dedizione agli altri. Così, questo è il posto divino, e noi vogliamo pregare Dio che ci doni di comprendere questo sempre di più e di accettare con umiltà, ciascuno a modo proprio, questo mistero dell’esaltazione e dell’umiliazione”.
Infine il Papa emerito ricorda che Gesù esorta a “invitare” a prescindere dai vantaggi, cioè a invitare i paralitici, gli storpi, i poveri perché Lui stesso lo ha fatto invitando “noi alla mensa di Dio”, e in questo modo mostrandoci cosa sia la gratuità. Giustamente l’economia si poggia sulla “giustizia commutativa”, sul do ut des, ma perfino in questo ambito rimane qualcosa di gratuito, ricorda Benedetto XVI sottolineando che “senza la gratuità del perdono nessuna società può crescere”, tanto è vero che le più grandi cose della vita, cioè “l’amore, l’amicizia, la bontà, il perdono” “non le possiamo pagare”, “sono gratis, nello stesso modo che in cui Dio ci dona a titolo gratuito”:
So dürfen wir, mitten in allem Ringen für die Gerechtigkeit in der Welt, nie vergessen …
“Così, pur nella lotta per la giustizia nel mondo, non dobbiamo mai dimenticare la ‘gratuità’ di Dio, il continuo dare e ricevere, e dobbiamo costruire sul fatto che il Signore dona a noi, che ci sono persone buone che ci donano ‘gratis’ la loro bontà, che ci sopportano a titolo gratuito, ci amano e sono buone con noi ‘gratis’; e poi, a nostra volta, donare questa ‘gratuità’ per avvicinare così il mondo a Dio, per diventare simili a Lui, per aprirci a Lui”.
Quindi Benedetto XVI si sofferma sulla liturgia, sull’umiltà della liturgia cristiana che è insieme “incommensurabilmente grande” perché ci si unisce alle schiere degli angeli e dei santi nella festosa gioia di Dio. E il sangue di Cristo, che è al centro dell’Eucaristia, significa proprio “entrare nello splendore del raduno gioioso di Dio”: “questo Sangue è il suo amore - conclude Benedetto XVI – è il Monte di Dio e ci apre alla gloria di Dio”.
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giovedì 29 agosto 2013
domenica 25 agosto 2013
Su Radio Vaticana (francese) "reprimenda" contro i "nostalgici" di Benedetto XVI
Clicca qui per leggere la nota segnalataci da Mariateresa.
Beh, e' vero che Guzmàn Carriquiry se la prende anche con chi usa il nuovo Pontefice per denigrare Benedetto XVI ma parliamoci chiaro: quale peso hanno oggi coloro che chiedono un po' di giustizia per Joseph Ratzinger? I nostalgici dell'uno e gli esaltatori dell'altro possono essere messi sullo stesso piano?
Non mi pare visto che i primi non hanno alcun accesso ai media.
Un dato pero' e' significativo: il fatto stesso che si senta l'esigenza di riportare una simile nota sta a significare che la realta' e' molto piu' complessa di quella che si vorrebbe darci ad intendere.
Ed e' paradossale che si stigmatizzi chi fa confronti ma poi si cade nella stessa trappola. La nota infatti non e' altro che l'esaltazione di Papa Francesco ai danni di Benedetto. Perche'?
Buffo contrapporre la "via crucis" di Benedetto alla gioia di Francesco. Tutto cambiato in una manciata di minuti (dalla fumata bianca al primo discorso)? Ma davvero qualcuno ci crede sul serio? Suvvia...
Una domanda finale: come mai queste osservazioni non sono state fatte nel 2005 a proposito dei "nostalgici" di Giovanni Paolo II?
Eh...chissa' :-))
Del resto ci sono figli e figliastri, madri e matrigne, nostalgici e nostalgici...
Forse dovremmo iniziare a prendere atto della verita': a tutti e' consentito di parlare ma non a chi vorrebbe ricordare il Pontificato di Benedetto XVI.
Chi osa fare questa operazione (che da' tanto fastidio) si attira gli insulti e le risatine di tanti cattolici. Questa e' la Chiesa? Mah...
R.
Beh, e' vero che Guzmàn Carriquiry se la prende anche con chi usa il nuovo Pontefice per denigrare Benedetto XVI ma parliamoci chiaro: quale peso hanno oggi coloro che chiedono un po' di giustizia per Joseph Ratzinger? I nostalgici dell'uno e gli esaltatori dell'altro possono essere messi sullo stesso piano?
Non mi pare visto che i primi non hanno alcun accesso ai media.
Un dato pero' e' significativo: il fatto stesso che si senta l'esigenza di riportare una simile nota sta a significare che la realta' e' molto piu' complessa di quella che si vorrebbe darci ad intendere.
Ed e' paradossale che si stigmatizzi chi fa confronti ma poi si cade nella stessa trappola. La nota infatti non e' altro che l'esaltazione di Papa Francesco ai danni di Benedetto. Perche'?
Buffo contrapporre la "via crucis" di Benedetto alla gioia di Francesco. Tutto cambiato in una manciata di minuti (dalla fumata bianca al primo discorso)? Ma davvero qualcuno ci crede sul serio? Suvvia...
Una domanda finale: come mai queste osservazioni non sono state fatte nel 2005 a proposito dei "nostalgici" di Giovanni Paolo II?
Eh...chissa' :-))
Del resto ci sono figli e figliastri, madri e matrigne, nostalgici e nostalgici...
Forse dovremmo iniziare a prendere atto della verita': a tutti e' consentito di parlare ma non a chi vorrebbe ricordare il Pontificato di Benedetto XVI.
Chi osa fare questa operazione (che da' tanto fastidio) si attira gli insulti e le risatine di tanti cattolici. Questa e' la Chiesa? Mah...
R.
martedì 20 agosto 2013
Weiler: Benedetto XVI ha dato un contributo coraggioso e profondo per la libertà religiosa (R.V.)
Clicca qui per leggere l'intervista.
venerdì 19 luglio 2013
Papa Francesco visita Benedetto XVI per chiedergli di accompagnare spiritualmente la Gmg
Papa Francesco visita Benedetto XVI per chiedergli di accompagnare spiritualmente la Gmg
Oggi pomeriggio, poco dopo le 16,00 Papa Francesco si è recato a far visita al Papa emerito Benedetto XVI per chiedergli di accompagnare nei prossimi giorni con la vicinanza spirituale e la preghiera il suo prossimo viaggio in Brasile e i giovani riuniti per la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro. Lo riferisce una nota della Sala Stampa Vaticana in cui si ricorda che la Gmg era stata indetta ed annunciata da Benedetto XVI. Papa Francesco gli ha portato il libretto del programma del viaggio, in modo che possa partecipare spiritualmente e, se crede, seguire le trasmissioni dei diversi eventi; gli ha anche fatto omaggio della medaglia commemorativa preparata per il viaggio. Benedetto XVI ha assicurato la sua preghiera, ricordando le esperienze intense e meravigliose dei passati incontri mondiali con i giovani a Colonia, Sydney e Madrid. L’incontro, iniziato con un momento di preghiera comune nella Cappella e proseguito con un cordiale colloquio, è durato circa mezz’ora.
Oggi pomeriggio, poco dopo le 16,00 Papa Francesco si è recato a far visita al Papa emerito Benedetto XVI per chiedergli di accompagnare nei prossimi giorni con la vicinanza spirituale e la preghiera il suo prossimo viaggio in Brasile e i giovani riuniti per la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro. Lo riferisce una nota della Sala Stampa Vaticana in cui si ricorda che la Gmg era stata indetta ed annunciata da Benedetto XVI. Papa Francesco gli ha portato il libretto del programma del viaggio, in modo che possa partecipare spiritualmente e, se crede, seguire le trasmissioni dei diversi eventi; gli ha anche fatto omaggio della medaglia commemorativa preparata per il viaggio. Benedetto XVI ha assicurato la sua preghiera, ricordando le esperienze intense e meravigliose dei passati incontri mondiali con i giovani a Colonia, Sydney e Madrid. L’incontro, iniziato con un momento di preghiera comune nella Cappella e proseguito con un cordiale colloquio, è durato circa mezz’ora.
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COMUNICATO
Oggi pomeriggio, poco dopo le 16,00 il Papa Francesco si è recato a far visita al Papa emerito Benedetto XVI per chiedergli di accompagnare nei prossimi giorni con la vicinanza spirituale e la preghiera il suo prossimo viaggio in Brasile e i giovani riuniti per la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, Giornata che era stata indetta ed annunciata dal Papa Benedetto. Gli ha portato il libretto del programma del viaggio, in modo che possa partecipare spiritualmente e, se crede, seguire le trasmissioni dei diversi eventi; gli ha anche fatto omaggio della medaglia commemorativa preparata per il viaggio.
Benedetto XVI ha assicurato la sua preghiera, ricordando le esperienze intense e meravigliose dei passati incontri mondiali con i giovani a Colonia, Sydney e Madrid.
L’incontro, iniziato con un momento di preghiera comune nella Cappella e proseguito con un cordiale colloquio, è durato circa mezz’ora.
mercoledì 17 luglio 2013
Gmg di Rio de Janeiro: briefing di padre Lombardi
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Papa Francesco: tutelare la vita dal concepimento fino alla morte naturale
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domenica 14 luglio 2013
Dio vuole la misericordia più che i sacrifici: così Papa Francesco all’Angelus
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venerdì 12 luglio 2013
Francia: i vescovi chiedono l’apertura di un dibattito pubblico sugli embrioni umani
Francia: i vescovi chiedono l’apertura di un dibattito pubblico sugli embrioni umani
Mentre continua in Francia l’iter legislativo della legge che vuole liberalizzare la ricerca sull’embrione umano, i vescovi chiedono l’apertura di un dibattito pubblico sulla questione che “conduca serenamente alla soluzione migliore”. La richiesta è stata formulata da mons. Pierre d'Ornellas, responsabile per le questioni di bioetica nella Conferenza episcopale, in una nota diffusa mercoledì alla vigilia della ripresa dell’esame della proposta all’Assemblea Nazionale. L’obiettivo del provvedimento, già approvato in prima lettura dal Senato, è di modificare la Legge sulla bioetica del 2011 affinché la ricerca sull’embrione, oggi vietata anche se con alcune deroghe, venga autorizzata come principio e a condizioni meno restrittive. Nella nota mons. d'Ornellas osserva che quanto accaduto in questi ultimi mesi in Francia conferma quanto sia importante il dibattito pubblico su questioni che riguardano la vita della società. Il presule ricorda la positiva esperienza in questo senso degli Stati Generali della Bioetica convocati nel 2009 dall’allora Governo Fillon. “Ci sono solide ragioni – rileva – per cui tale dibattito si è risolto nel 2011 con la decisione di mantenere il divieto della ricerca sull’embrione umano e sulle cellule staminali embrionali”. Oggi alcuni vogliono che questa ricerca sia autorizzata, anche se regolamentata, “ma – sottolinea la nota - la posta in gioco è maggiore: con tale autorizzazione per la prima volta nel nostro ordinamento sarebbe legale usare l’essere umano!” . Questa è la ragione per la quale nel 2011 il Legislatore ha ritenuto necessario precisare che qualsiasi modifica legislativa sulla bioetica debba essere preceduta da un dibattito nella forma di Stati Generali. “Perché questa disposizione non dovrebbe applicarsi alla ricerca sugli embrioni umani?”, si chiede l’arcivescovo di Rennes, ricordando che la Chiesa, consapevole delle implicazioni sociali della bioetica, è sempre stata aperta al dialogo. “Il progresso – continua quindi la nota - non è mai tale se l’etica e la scienza non camminano insieme” e l’etica riconosce che l’embrione umano condivide la nostra umanità, “perché nessuna persona è tale senza essere prima stata un embrione”. Non rispettare questo “ecosistema umano”, ammonisce in conclusione il presule, “finisce prima o poi con il ritorcersi contro di noi”. (A cura di Lisa Zengarini)
© Copyright Radio Vaticana
Mentre continua in Francia l’iter legislativo della legge che vuole liberalizzare la ricerca sull’embrione umano, i vescovi chiedono l’apertura di un dibattito pubblico sulla questione che “conduca serenamente alla soluzione migliore”. La richiesta è stata formulata da mons. Pierre d'Ornellas, responsabile per le questioni di bioetica nella Conferenza episcopale, in una nota diffusa mercoledì alla vigilia della ripresa dell’esame della proposta all’Assemblea Nazionale. L’obiettivo del provvedimento, già approvato in prima lettura dal Senato, è di modificare la Legge sulla bioetica del 2011 affinché la ricerca sull’embrione, oggi vietata anche se con alcune deroghe, venga autorizzata come principio e a condizioni meno restrittive. Nella nota mons. d'Ornellas osserva che quanto accaduto in questi ultimi mesi in Francia conferma quanto sia importante il dibattito pubblico su questioni che riguardano la vita della società. Il presule ricorda la positiva esperienza in questo senso degli Stati Generali della Bioetica convocati nel 2009 dall’allora Governo Fillon. “Ci sono solide ragioni – rileva – per cui tale dibattito si è risolto nel 2011 con la decisione di mantenere il divieto della ricerca sull’embrione umano e sulle cellule staminali embrionali”. Oggi alcuni vogliono che questa ricerca sia autorizzata, anche se regolamentata, “ma – sottolinea la nota - la posta in gioco è maggiore: con tale autorizzazione per la prima volta nel nostro ordinamento sarebbe legale usare l’essere umano!” . Questa è la ragione per la quale nel 2011 il Legislatore ha ritenuto necessario precisare che qualsiasi modifica legislativa sulla bioetica debba essere preceduta da un dibattito nella forma di Stati Generali. “Perché questa disposizione non dovrebbe applicarsi alla ricerca sugli embrioni umani?”, si chiede l’arcivescovo di Rennes, ricordando che la Chiesa, consapevole delle implicazioni sociali della bioetica, è sempre stata aperta al dialogo. “Il progresso – continua quindi la nota - non è mai tale se l’etica e la scienza non camminano insieme” e l’etica riconosce che l’embrione umano condivide la nostra umanità, “perché nessuna persona è tale senza essere prima stata un embrione”. Non rispettare questo “ecosistema umano”, ammonisce in conclusione il presule, “finisce prima o poi con il ritorcersi contro di noi”. (A cura di Lisa Zengarini)
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giovedì 11 luglio 2013
Riforma del sistema penale vaticano: Motu proprio di Papa Francesco
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lunedì 8 luglio 2013
L'omelia di Papa Francesco a Lampedusa: ho sentito che dovevo venire qui a pregare, per risvegliare le coscienze
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domenica 7 luglio 2013
Papa Francesco: La Chiesa, ci ha ripetuto Benedetto XVI, non è nostra, ma è di Dio; il campo da coltivare è suo
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